Workshop 'Il riconoscimento delle qualificazioni regionali sul territorio nazionale' - Santo Romano

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Published on September 20, 2016

Author: ArtiPuglia

Source: slideshare.net

1. DALLA SPERIMENTAZIONE ALLA APPLICAZIONE DEL SISTEMA DI VALIDAZIONE E CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE ACQUISITE IN CONTESTI NON FORMALI E INFORMALI WORKSHOP TECNICO INTERREGIONALE Il riconoscimento delle qualificazioni regionali sul territorio nazionale: sviluppo e applicazione del D.I. 30 giugno 2015 Bari, 15 settembre 2016 Santo Romano Direttore Area Capitale Umano e Cultura Autorità di Gestione FSE Formazione, Lavoro, Istruzione e Università, Cultura, Sport, Pari opportunità REGIONE DEL VENETO

2. 2 Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. Quando a luglio 2013 le Regioni hanno siglato un Piano di Lavoro e stilato un cronoprogramma delle attività per l’attuazione del DLGS 13/2013, il Veneto era: - tra le Regioni che ancora NON disponevano di un Repertorio regionale delle qualificazioni - tra le Regioni che avevano definito la regolazione del processo (fasi, servizi, attori coinvolti, strumenti, costi) di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali

3. 3 FASE 1 - 2009-2011 RICERCA E SPERIMENTAZIONE DI SISTEMA DGR n. 1758/2009 FASE 1 - 2009-2011 RICERCA E SPERIMENTAZIONE DI SISTEMA DGR n. 1758/2009 FASE 2 - 2011-2012 PRIMA IMPLEMENTAZIONE DGR n. 650/2011 – Politiche attive DGR n. 1198/2012 – Politiche attive FASE 2 - 2011-2012 PRIMA IMPLEMENTAZIONE DGR n. 650/2011 – Politiche attive DGR n. 1198/2012 – Politiche attive Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. In Regione Veneto la regolazione del PROCESSO era infatti l’esito di un percorso che si è realizzato in tre fasi, a partire dal 2009. -47 PROGETTI - 500 PARTNER (190 parti sociali) - 4.000 OPERATORI - 10.000 PERSONE COINVOLTE NELLA SPERIMENTAZIONE -47 PROGETTI - 500 PARTNER (190 parti sociali) - 4.000 OPERATORI - 10.000 PERSONE COINVOLTE NELLA SPERIMENTAZIONE - 12.000 lavoratori disoccupati o a rischio di disoccupazione (coinvolti nell’ambito delle politiche attive) - 12.000 lavoratori disoccupati o a rischio di disoccupazione (coinvolti nell’ambito delle politiche attive)

4. 4 FASE 3 - 2012 - 2014 2012 - LINEE GUIDA 2013-2014 IMPLEMENTAZIONE DI SISTEMA FASE 3 - 2012 - 2014 2012 - LINEE GUIDA 2013-2014 IMPLEMENTAZIONE DI SISTEMA Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. La regolazione del PROCESSO era infatti l’esito di un percorso che si è realizzato in tre fasi. SONO STATI DEFINITI: - il processo di identificazione, validazione, certificazione; - i servizi di supporto alla costruzione del dossier individuale delle competenze e di validazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali; - le procedure per l’erogazione dei servizi; - i dispositivi da utilizzare; - i passaggi operativi necessari all’implementazione del sistema. SONO STATI DEFINITI: - il processo di identificazione, validazione, certificazione; - i servizi di supporto alla costruzione del dossier individuale delle competenze e di validazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali; - le procedure per l’erogazione dei servizi; - i dispositivi da utilizzare; - i passaggi operativi necessari all’implementazione del sistema.

5. 5 Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. Per passare in modo definitivo dalla sperimentazione alla applicazione era necessario: 1.COSTRUIRE IL REPERTORIO REGIONALE DEGLI STANDARD PROFESSIONALI (RRSP) 2. AVVIARE una AZIONE DI SISTEMA con “esiti tangibili” per il cittadino

6. 6 -A maggio 2014 è stato firmato un Protocollo d’intesa con Regione Lombardia per recepirne il Quadro Regionale degli Standard Professionali e degli Standard formativi -A giugno 2014 è stata avviata una procedura di gara per il servizio di revisione, integrazione e adattamento del Repertorio - A settembre 2015 è stato presentato agli operatori del Sistema Istruzione Formazione Lavoro il Repertorio degli Standard Professionali della Regione Veneto -A maggio 2014 è stato firmato un Protocollo d’intesa con Regione Lombardia per recepirne il Quadro Regionale degli Standard Professionali e degli Standard formativi -A giugno 2014 è stata avviata una procedura di gara per il servizio di revisione, integrazione e adattamento del Repertorio - A settembre 2015 è stato presentato agli operatori del Sistema Istruzione Formazione Lavoro il Repertorio degli Standard Professionali della Regione Veneto Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. 1. COSTRUIRE IL REPERTORIO REGIONALE DEGLI STANDARD PROFESSIONALI (RRSP)

7. 7 Il Repertorio Regionale di Standard Professionali (RRSP) propone un elenco di profili professionali significativi (260) per il mercato del lavoro territoriale e descritti per competenze (1076) per favorire la rappresentazione condivisa delle competenze richieste e riconosciute dal mercato del lavoro. Si tratta di competenze tecnico-professionali ossia riconducibili ad attività e risultati riconosciuti e riconoscibili nei contesti di lavoro. È uno strumento dinamico ed evolutivo: dinamico in quanto aperto ad accogliere nuovi profili professionali e ad integrare la rappresentazione delle professioni di specifici settori economici territoriali; evolutivo perché sensibile a recepire il fabbisogno di competenze che il mercato del lavoro potrà esprimere nel prossimo futuro. Non fanno parte del RRSP le professioni regolamentate o normate il cui accesso al mercato del lavoro è subordinato al rilascio di specifici certificati di abilitazione o di specifiche leggi che regolano l’esercizio delle singole professioni. Il Repertorio Regionale di Standard Professionali (RRSP) propone un elenco di profili professionali significativi (260) per il mercato del lavoro territoriale e descritti per competenze (1076) per favorire la rappresentazione condivisa delle competenze richieste e riconosciute dal mercato del lavoro. Si tratta di competenze tecnico-professionali ossia riconducibili ad attività e risultati riconosciuti e riconoscibili nei contesti di lavoro. È uno strumento dinamico ed evolutivo: dinamico in quanto aperto ad accogliere nuovi profili professionali e ad integrare la rappresentazione delle professioni di specifici settori economici territoriali; evolutivo perché sensibile a recepire il fabbisogno di competenze che il mercato del lavoro potrà esprimere nel prossimo futuro. Non fanno parte del RRSP le professioni regolamentate o normate il cui accesso al mercato del lavoro è subordinato al rilascio di specifici certificati di abilitazione o di specifiche leggi che regolano l’esercizio delle singole professioni. Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. 1. COSTRUIRE IL REPERTORIO REGIONALE DEGLI STANDARD PROFESSIONALI (RRSP)

8. 8 Il RRSP intende essere così strumento di riferimento per: - Individuare gap di competenze e approfondire l’analisi di fabbisogni di competenze sia con le aziende sia con le persone - Supportare i servizi di orientamento e costruire progetti professionali personali basati sulle competenze - Realizzare servizi di incontro domanda-offerta di competenze - Progettare percorsi formativi anche di tirocinio finalizzati all’acquisizione di specifici apprendimenti - Validare competenze acquisite in contesti di apprendimento non formale e informale - Certificare competenze acquisite in contesti di apprendimento non formale e informale. Nel caso degli ultimi 3 servizi l’utilizzo del Repertorio si inserisce all’interno di un contesto di erogazione più regolamentato, in cui l’uso del Repertorio e delle competenze deve essere realizzato nel rispetto di specifiche regole e modalità così come stabilite nelle Linee Guida regionali (DGR 2895/12). Il RRSP intende essere così strumento di riferimento per: - Individuare gap di competenze e approfondire l’analisi di fabbisogni di competenze sia con le aziende sia con le persone - Supportare i servizi di orientamento e costruire progetti professionali personali basati sulle competenze - Realizzare servizi di incontro domanda-offerta di competenze - Progettare percorsi formativi anche di tirocinio finalizzati all’acquisizione di specifici apprendimenti - Validare competenze acquisite in contesti di apprendimento non formale e informale - Certificare competenze acquisite in contesti di apprendimento non formale e informale. Nel caso degli ultimi 3 servizi l’utilizzo del Repertorio si inserisce all’interno di un contesto di erogazione più regolamentato, in cui l’uso del Repertorio e delle competenze deve essere realizzato nel rispetto di specifiche regole e modalità così come stabilite nelle Linee Guida regionali (DGR 2895/12). Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. 1. COSTRUIRE IL REPERTORIO REGIONALE DEGLI STANDARD PROFESSIONALI (RRSP)

9. 9 http://repertorio.cliclavoroveneto.it/http://repertorio.cliclavoroveneto.it/ Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. REPERTORIO PROFILI PROFESSIONALI - REGIONE DEL VENETO N°Profili Professionali presenti Totale competenze 1.       Agricoltura, silvicoltura e pesca 14 52 2.       Area comune 34 139 3.       Carta e cartotecnica 1 4 4.       Chimica 6 18 5.       Edilizia 12 57 6.       Estrazione gas, petrolio, carbone, minerali e lavorazione pietre 1 4 7.       Legno e arredo 3 24 8.       Meccanica, produzione e manutenzione di macchine, impiantistica 21 87 9.       Produzioni alimentari 12 46 10.   Servizi alla persona 3 13 11.   Servizi culturali e di spettacolo 25 97 12.   Servizi di attività ricreative e sportive 2 9 13.   Servizi di distribuzione commerciale 14 54 14.   Servizi di educazione, formazione e lavoro 13 56 15.   Servizi di informatica 21 86 16.   Servizi di public utilities 3 12 17.   Servizi di telecomunicazione e poste 1 4 18.   Servizi finanziari e assicurativi 4 16 19.   Servizi socio-sanitari 4 16 20.   Servizi turistici 14 65 21.   Stampa e editoria 8 34 22.   Tessile, abbigliamento, calzaturiero e sistema moda 19 80 23.   Trasporti e logistica 20 82 24.   Vetro, ceramica e materiali da costruzione 5 21 260 1076

10. 10 Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. 2. AVVIARE UNA AZIONE DI SISTEMA CON ESITI “TANGIBILI” PER IL CITTADINO •promuovere la progettazione e sperimentazione di un sistema di formazione a qualifica per gli adulti •offrire l’opportunità a persone prive di una qualifica professionale di frequentare percorsi formativi tali da consentire il conseguimento di una qualifica professionale corrispondente al terzo livello EQF tra quelle previste dall’Accordo 27 luglio 2011 •valorizzare gli apprendimenti già acquisiti dalla persona in contesti formali, non formali e informali Tra il 2014 e il 2015 è stata avviata e conclusa l’azione di sistema “FORMAZIONE A QUALIFICA PER ADULTI” (DGR 2552/13) con le seguenti finalità: 2 14 9 1 7 7 2 5.200.000 € 456 qualificati 42 Interventi Formativi

11. 11 Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. 2. AVVIARE UNA AZIONE DI SISTEMA CON ESITI “TANGIBILI” PER IL CITTADINO L’azione si è basata sul riconoscimento alla persona delle competenze acquisite in qualunque contesto di lavoro e vita quotidiana. La valorizzazione degli apprendimenti già acquisiti dalla persona in contesti formali, non formali e informali ha consentito di poter diminuire le ore complessive del percorso formativo e di concentrare in una unica annualità la formazione. I vantaggi sono stati evidenti sia per il sistema sia per il cittadino.

12. Vantaggi / Esiti dell’esperienza Progettazione e sperimentazione di un sistema di formazione a qualifica per adulti Opportunità a persone prive di una qualifica professionale di conseguire il titolo di studio (EQF III) Valorizzazione di apprendimenti già acquisiti dalla persona Risparmio di risorse CITTADINO SISTEMA Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali.

13. 13 2 14 11 2 10 7 2 L’iniziativa è stata ri-proposta in seguito alla elevata richiesta da parte di cittadini potenziali destinatari. Con DGR. 1048 del 29 giugno 2016 è stato dato avvio alla progettazione di nuovi percorsi di FORMAZIONE A QUALIFICA PER ADULTI. Sono stati approvati 48 interventi formativi che coinvolgeranno 640 destinatari. Dalla sperimentazione alla applicazione del sistema di validazione e certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. 5.700.000 €

14. 14 GRAZIE PER L’ATTENZIONE !!! Bari 15 settembre 2016 Area Capitale Umano e cultura Fondamenta S. Lucia, Cannaregio 23 – 30121 Venezia Area.capitaleumanocultura@regione.veneto.it Tel. 041/2795029-5030

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