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terzalezione scritturanarrativa

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Entertainment

Published on January 12, 2008

Author: Berta

Source: authorstream.com

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UNA STORIA SEMPLICE :  UNA STORIA SEMPLICE LEONARDO SCIASCIA 21/05/2007 INCIPIT Una storia semplice :  INCIPIT Una storia semplice La telefonata arrivò alle 9 e 37 della sera del 18 marzo, sabato, vigilia della rutilante e rombante festa che la città dedicava a San Giuseppe falegname: e al falegname appunto erano offerti i roghi di mobili vecchi che quella sera si accendevano nei quartieri popolari, quasi promessa ai falegnami ancora in esercizio, e ormai pochi, di un lavoro che Non sarebbe mancato. Gli uffici erano, più delle altre sere a quell'ora, quasi deserti: anche se illuminati, l'illuminazione serale e notturna degli uffici di polizia tacitamente prescritta per dare impressione ai cittadini che in quegli uffici sempre sulla loro sicurezza si vegliava. INCIPIT Il giorno della civetta :  INCIPIT Il giorno della civetta L'autobus stava per partire, rombava sordo con improvvisi raschi e singulti. La piazza era silenziosa nel grigio dell'alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice: solo il rombo dell'autobus e la voce del venditore di panelle, panelle calde panelle, implorante ed ironica. Il bigliettaio chiuse lo sportello, l'autobus si mosse con un rumore di sfasciume. INCIPIT Il giorno della civetta :  INCIPIT Il giorno della civetta L'ultima occhiata che il bigliettaio girò sulla piazza, colse l'uomo vestito di scuro che veniva correndo; il bigliettaio disse all'autista "un momento" e aprì lo sportello mentre l'autobus ancora si muoveva. Si sentirono due colpi squarciati: l'uomo vestito di scuro, che stava per saltare sul predellino, restò per un attimo sospeso, come tirato su per i capelli da una mano invisibile; gli cadde la cartella di mano e sulla cartella lentamente si afflosciò. INCIPIT A CIASCUNO IL SUO :  INCIPIT A CIASCUNO IL SUO La lettera arrivò con la distribuzione del pomeriggio. Il postino posò prima sul banco, come al solito, il fascio versicolore delle stampe pubblicitarie; poi con precauzione, quasi ci fosse il pericolo di vederla esplodere, la lettera: busta gialla, indirizzo a stampa su un rettangolino bianco incollato alla busta. "Questa lettera non mi piace" disse il postino. Il farmacista levò gli occhi dal giornale si tolse gli occhiali; domandò "Che c'è?" seccato e incuriosito. INCIPIT A CIASCUNO IL SUO :  INCIPIT A CIASCUNO IL SUO "Dico che questa lettera non mi piace". Sul marmo del banco la spinse con l'indice, lentamente, verso il farmacista. Senza toccarla il farmacista si chinò a guardarla; poi si sollevò, si rimise gli occhiali, tornò a guardarla. "Perché non ti piace?". "E' stata impostata qui, stanotte o stamattina presto; e l'indirizzo è ritagliato da un foglio intestato della farmacia". "Già" constatò il farmacista: e fissò il postino, imbarazzato e inquieto, come aspettando una spiegazione o una decisione. "E' una lettera anonima" disse il postino. Slide7:  Ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente le possibilità che restano alla giustizia. Dürrenmatt, Giustizia UNA STORIA SEMPLICE :  UNA STORIA SEMPLICE L’investigatore è persona semplice, di modesta cultura e non il colto umanista in cui l’autore era solito identificarsi. La storia è narrata in terza persona ed è divisa in quindici brevi segmenti che sembrano scandire le sequenze di una sceneggiatura cinematografica. Slide9:  La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini Il contesto, Leonardo Sciascia, 1971. GLI ELEMENTI :  GLI ELEMENTI Elementi del giallo classico: Induzione, deduzione e abduzione Intuizione illuminante Giallo d’azione (altre morti misteriose) Moralità LA TRAMA :  LA TRAMA LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO :  LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO Quello che accomuna quasi tutti gli studi narratologici, nonché i manuali che si propongono di “distillare” un metodo efficace di scrittura fiction, è la ricerca di una struttura narrativa fissa, stabile, riscontrabile in qualsiasi tipo di narrazione. “Mi serve una storia, cioè mi serve una trama”. LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO :  LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO La storia è fatta di azioni, di personaggi, di sfondi entro i quali si muovono e delle ragioni che li inducono a muoversi. La trama è il semplice racconto condensato di fatti che accadono in una storia o, meglio, dei fatti che dovranno accadere. Molto più difficile scrivere polizieschi, gialli. LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO :  LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO La prima persona a cui dovete pensare di far piacere, nello scrivere un libro, siete voi. Se riuscite a divertirvi per tutto il tempo che scrivere un libro richiede, l'editore e i lettori possono venire dopo. E verranno. Patricia Highsmith LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO :  LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO E' molto più facile creare dalle emozioni positive, legate agli affetti, che da quelle negative e astiose. Benché sia potente, la gelosia secondo me è del tutto inutilizzabile, somiglia moltissimo al cancro, che divora e non da' nulla. Patricia Highsmith LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO :  LA TRAMA: UN CONCETTO AMBIGUO Nel racconto vero e proprio, l’ordine di presentazione delle azioni deve essere alterato. Cosa si intende per trama? Lavorare sulle strutture del racconto. LA TRAMA DEL DELITTO :  LA TRAMA DEL DELITTO DETECTIVE:  DETECTIVE questo genere di storie ha come protagonista un personaggio che indaga su di un mistero, come ad esempio un omicidio o una scomparsa di una persona o di un oggetto. Il nemico che il detective deve affrontare solitamente è passivo o comunque poco attivo durante lo svolgimento della trama. Fonte Detective, thriller e noir. Teoria e tecnica della narrazione, di Luigi Forlai e Augusto Bruni THRILLER :  THRILLER Si tratta di una detective story nella quale il criminale, l’antagonista dell’indagatore, è molto attivo e architetta e mette in opera azioni e contromosse che possono arrivare fino all’attacco fisico del detective o di persone a lui vicine. ritmo molto elevato e numerosi colpi di scena che si possono susseguire lungo tutto l’arco della narrazione, mantenendo molto alta la tensione nel lettore. Fonte Detective, thriller e noir. Teoria e tecnica della narrazione, di Luigi Forlai e Augusto Bruni NOIR :  NOIR la trama è quella consueta: un detective deve risolvere un mistero. lo svolgimento può ricalcare indifferentemente quello del detective classico o del thriller. l'antagonista è UNA DONNA. Fonte Detective, thriller e noir. Teoria e tecnica della narrazione, di Luigi Forlai e Augusto Bruni SCRIVERE UN GIALLO :  SCRIVERE UN GIALLO Dalla scoperta di uno stato di colpevolezza, un delitto commesso, si passa alla ricerca delle cause, alla rimozione dei falsi indizi e, infine, all’individuazione del colpevole. Fonte Detective, thriller e noir. Teoria e tecnica della narrazione, di Luigi Forlai e Augusto Bruni I CARATTERI :  I CARATTERI STRUTTURA FISSA LA SUSPENSE LA SITUAZIONE FINALE USO DI FLASHBACK E DI PROLESSI IL METODO D’ INDAGINE Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore IL ROMANZO GIALLO :  IL ROMANZO GIALLO Secondo Borges, il romanzo poliziesco è di facile lettura per via della sua costruzione rigorosamente Aristotelica: ha un inizio accattivante, un intreccio centrale e un finale risolutore. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore FABULA ED INTRECCIO:  FABULA ED INTRECCIO Fabula: ci si riferisce all’ordinamento logico-temporale. Intreccio: si indica la successione degli eventi così come viene presentata al lettore. LE ORIGINI:  LE ORIGINI Opera narrativa incentrata sul mistero. Ritmo basato sulle tecniche della suspense e del colpo di scena. Nasce nella seconda metà dell’Ottocento con la pubblicazione del racconto I delitti della rue Morgue, di Edgar Allan Poe. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore GRANDI SCRITTORI E GRANDI INVESTIGATORI:  GRANDI SCRITTORI E GRANDI INVESTIGATORI La figura dell’investigatore, la sua intelligenza, gli aspetti fisici e psicologici, i suoi vizi e le sue virtù Sherlock Holmes (creato da Conan Doyle) Padre Brown ( creato da Chesterton) Poirot e Miss Marple ( creati da Agatha Christie) Il Commissario Maigret ( creato da Simenon) Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore GRANDI SCRITTORI E GRANDI INVESTIGATORI :  GRANDI SCRITTORI E GRANDI INVESTIGATORI Giallo “inglese” Giallo “americano” Giallo “latino” Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore IL RACCONTO GIALLO :  IL RACCONTO GIALLO SCHEMA DELLA NARRAZIONE Delitto Indagine Scoperta del colpevole STRUTTURALISMO:  STRUTTURALISMO Regole compositive comuni alla base dei vari racconti; Tecnica: una sorta di esperienza codificata e riutilizzabile Introduzione all’analisi strutturale dei racconti di Barthes Fonte: Perissinotto A. in Guida alla lettura “Il giorno della civetta” Centro Congressi d’Ateneo, martedì 31 maggio 2005 STRUTTURALISMO:  STRUTTURALISMO Modello attraverso il quale descrivere il funzionamento di tutte le narrazioni; Scheletro narrativo; Modello generale della narrazione; Fonte: Perissinotto A. in Guida alla lettura “Il giorno della civetta” Centro Congressi d’Ateneo, martedì 31 maggio 2005 IL RACCONTO GIALLO:  IL RACCONTO GIALLO Il piacere della lettura deriva innanzitutto dal gioco che si instaura tra autore e lettore, secondo la formula del racconto – enigma. Il primo crea intrecci complessi e dissemina la narrazione di indizi contraddittori. Il secondo si appassiona al mistero e cerca di giungere da solo alla soluzione del caso. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore LA GIALLISTICA INGLESE:  LA GIALLISTICA INGLESE Rappresentata la fascia alto-borghese della società britannica, con le sue convenzioni, raffinatezze ed ipocrisie. Il delitto si presenta come improvviso sovvertimento di un equilibrio sociale, che viene ripristinato grazie alla cattura del colpevole. Ottica conservatrice. Indagine è condotta per mezzo di ragionamenti e deduzioni. La soluzione viene trovata nel chiuso del proprio studio o nel salotto di casa. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore LA GIALLISTICA AMERICANA :  LA GIALLISTICA AMERICANA L’indagine non è più razionale, ma fisica e materiale. Il detective non è un ingegno sottile, ma un “duro” che insegue il colpevole. La storia non rispecchia un ordine sociale stabilito, quanto piuttosto la mancanza di tale ordine. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore IL RACCONTO GIALLO:  IL RACCONTO GIALLO Negli anni trenta si affianca il giallo d’azione (o thriller). Vengono descritte azioni veloci e spesso violente. L’investigatore è il “duro”, pronto ad intervenire e a fermare il colpevole. Un caso: Philip Marlowe Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore LA GIALLISTICA LATINA :  LA GIALLISTICA LATINA Più attenta agli aspetti umani. In Italia il poliziesco si è concentrato sulla piaga della delinquenza mafiosa. “Il nome della Rosa” di Eco, romanzo poliziesco con contaminazioni. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore IL NOIR FRANCESE: SIMENON:  IL NOIR FRANCESE: SIMENON 246 romanzi. I film tratti dai suoi romanzi sono 36 ( a parte Maigret). Trame solide, caratterizzazioni psicologiche attendibili, sfondi ben descritti. Scrittura semplice, quasi elementare. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore IL GIALLO SPAGNOLO: MONTALBÁN:  IL GIALLO SPAGNOLO: MONTALBÁN Pepe Carvalho è un atipico investigatore. È una sorta di archetipo, non identificabile con un personaggio reale. Incarna il disincanto di chi ha avuto grandi ideali e deve adattarsi ad una realtà diversa, povera. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore LO SCHEMA NARRATIVO :  LO SCHEMA NARRATIVO ANTEFATTO: la storia presenta una situazione tranquilla fino alla scoperta del delitto; appare l’investigatore chiamato a risolvere il caso. Fonte: Gli attrezzi del narratore, di Alessandro Perissinotto, Scuola Holden LO SCHEMA NARRATIVO :  LO SCHEMA NARRATIVO ENIGMA: Viene messo in luce ciò che vi è di misterioso nella vicenda e che richiede l’avvio di un’inchiesta. Fonte: Gli attrezzi del narratore, di Alessandro Perissinotto, Scuola Holden LA SUSPENSE, I LUOGHI E IL TEMPO :  LA SUSPENSE, I LUOGHI E IL TEMPO Tenere in sospeso il lettore In un racconto giallo è importante che i luoghi, come i personaggi, appaiano verosimili. Descrizione efficace, suggestiva e non noiosa. Fonte: Gli attrezzi del narratore, di Alessandro Perissinotto, Scuola Holden IL RITMO NARRATIVO :  IL RITMO NARRATIVO Velocità Frasi brevi Ogni frase contiene un’informazione Eliminare le ridondanze Utilizzare il presente come tempo verbale LE VENTI REGOLE DI VAN DINE :  LE VENTI REGOLE DI VAN DINE 1. Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Tutti gli indizi e le tracce debbono essere chiaramente elencati e descritti. 2. Non devono essere esercitati sul lettore altri sotterfugi e inganni oltre quelli che legittimamente il criminale mette in opera contro lo stesso investigatore. Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 3. Non ci deve essere una storia d'amore troppo interessante. Lo scopo è di condurre un criminale davanti alla Giustizia, non due innamorati all'altare. 4. Né l'investigatore né alcun altro dei poliziotti ufficiali deve mai risultare colpevole. Questo non è buon gioco: è come offrire a qualcuno un soldone lucido per un marengo; èuna falsa testimonianza. Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 5. Il colpevole deve essere scoperto attraverso logiche deduzioni: non per caso, o coincidenza, o non motivata confessione. Risolvere un problema criminale a codesto modo è come spedire determinatamente il lettore sopra una falsa traccia, per dirgli poi che tenevate nascosto voi in una manica l'oggetto delle ricerche. Un autore che si comporti così è un semplice burlone di cattivo gusto. Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 6. In un romanzo poliziesco ci deve essere un poliziotto, e un poliziotto non è tale se non indaga e deduce. Il suo compito è quello di riunire gli indizi che possono condurre alla cattura di chi è colpevole del misfatto commesso nel capitolo I. Se il poliziotto non raggiunge il suo scopo attraverso un simile lavorìo non ha risolto veramente il problema, come non lo ha risolto lo scolaro che va a copiare nel testo di matematica il risultato finale del problema. Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 7. Ci deve essere almeno un morto in un romanzo poliziesco e più il morto è morto, meglio è. Nessun delitto minore dell'assassinio è sufficiente. Trecento pagine sono troppe per una colpa minore. Il dispendio di energie del lettore dev'essere remunerato! 8. Il problema del delitto deve essere risolto con metodi strettamente naturalistici. Apprendere la verità per mezzo di scritture medianiche, sedute spiritiche, la lettura del pensiero, suggestione e magie, è assolutamente proibito. Un lettore può gareggiare con un poliziotto che ricorre a metodi razionali: se deve competere anche con il mondo degli spiriti e con la metafisica, è battuto "ab initio". Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 9. Ci deve essere nel romanzo un poliziotto, un solo "deduttore", un solo "deus ex machina". Mettere in scena tre, quattro, o addirittura una banda di segugi per risolvere il problema significa non soltanto disperdere l'interesse, spezzare il filo della logica, ma anche attribuirsi un antipatico vantaggio sul lettore. Se c'è più di un poliziotto il lettore non sa più con chi stia gareggiando: sarebbe come farlo partecipare da solo a una corsa contro una staffetta. 10. Il colpevole deve essere una persona che ha avuto una parte più o meno importante nella storia, una persona, cioè, che sia divenuta familiare al lettore, e lo abbia interessato. 11. I servitori non devono essere, in genere, scelti come colpevoli: si prestano a soluzioni troppo facili. Il colpevole deve essere decisamente una persona di fiducia, uno di cui non si dovrebbe mai sospettare. Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 12. Ci deve essere un colpevole e uno soltanto, qualunque sia il numero dei delitti commessi. Il colpevole può aver naturalmente qualche complice o aiutante minore: ma l'intera responsabilità e l'intera indignazione del lettore devono gravare sopra un unico capro espiatorio. 13. Società segrete associazioni a delinquere "et similia" non trovano posto in un vero romanzo poliziesco. Un delitto interessante è irrimediabilmente sciupato da una colpa collegiale. Certo anche al colpevole deve essere concessa una "chance": ma accordargli addirittura una società segreta è troppo. Nessun delinquente di classe accetterebbe. Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 14. I metodi del delinquente e i sistemi di indagine devono essere razionali e scientifici. Vanno cioè senz'altro escluse la pseudo-scienza e le astuzie puramente fantastiche, alla maniera di Giulio Verne. Quando un autore ricorre a simili metodi può considerarsi evaso, dai limiti del romanzo poliziesco, negli incontrollati domini del romanzo d'avventure. 15. La soluzione del problema deve essere sempre evidente, ammesso che vi sia un lettore sufficientemente astuto per vederla subito. Se il lettore, dopo aver raggiunto il capitolo finale e la spiegazione, ripercorre il libro a ritroso, deve constatare che in un certo senso la soluzione stava davanti ai suoi occhi fin dall'inizio, che tutti gli indizi designavano il colpevole e che, s'egli fosse stato acuto come il poliziotto, avrebbe potuto risolvere il mistero da sé, senza leggere il libro sino alla fine. Il che - inutile dirlo - capita spesso al lettore ricco d'istruzione. Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 16. Un romanzo poliziesco non deve contenere descrizioni troppo diffuse, pezzi di bravura letteraria, analisi psicologiche troppo insistenti, presentazioni di "atmosfera": tutte cose che non hanno vitale importanza in un romanzo di indagine poliziesca. Esse rallentano l'azione, distraggono dallo scopo principale che è: porre un problema, analizzarlo, condurlo a una conclusione positiva. Si capisce che ci deve essere quel tanto di descrizione e di studio di carattere che è necessario per dar verosimiglianza alla narrazione. 17. Un delinquente di professione non deve mai essere preso come colpevole in un romanzo poliziesco. I delitti dei banditi riguardano la polizia, non gli scrittori e i brillanti investigatori dilettanti. Un delitto veramente affascinante non può essere commesso che da un personaggio molto pio, o da una zitellona nota per le sue opere di beneficenza. Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 18. Il delitto, in un romanzo poliziesco, non deve mai essere avvenuto per accidente: né deve scoprirsi che si tratta di suicidio. Terminare una odissea di indagini con una soluzione così irrisoria significa truffare bellamente il fiducioso e gentile lettore. 19. I delitti nei romanzi polizieschi devono essere provocati da motivi puramente personali. Congiure internazionali ecc. appartengono a un altro genere narrativo. Una storia poliziesca deve riflettere le esperienze quotidiane del lettore, costituisce una valvola di sicurezza delle sue stesse emozioni. Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine 20. Ed ecco infine, per concludere degnamente questo "credo", una serie di espedienti che nessuno scrittore poliziesco che si rispetti vorrà più impiegare; perché già troppo usati e ormai familiari a ogni amatore di libri polizieschi. Valersene ancora è come confessare inettitudine e mancanza di originalità: a) scoprire il colpevole grazie al confronto di un mozzicone di sigaretta lasciata sul luogo del delitto con le sigarette fumate da uno dei sospettati; b) il trucco della seduta spiritica contraffatta che atterrisca il colpevole e lo induce a tradirsi; c) impronte digitali falsificate; d) alibi creato grazie a un fantoccio; e) cane che non abbaia e quindi rivela il fatto che il colpevole è uno della famiglia; Le venti regole di Van Dine :  Le venti regole di Van Dine f) il colpevole è un gemello, oppure un parente sosia di una persona sospetta, ma innocente; g) siringhe ipodermiche e bevande soporifere; h) delitto commesso in una stanza chiusa, dopo che la polizia vi ha già fatto il suo ingresso; i) associazioni di parole che rivelano la colpa; l) alfabeti convenzionali che il poliziotto decifra. IL GIALLO ITALIANO :  IL GIALLO ITALIANO 1929, i libri gialli della Mondadori, dedicati al romanzo poliziesco. 1931, primo giallo italiano, il sette bello di Alessandro Varaldo (1876 –1953). Durante la seconda guerra mondiale, le case editrici inondano il mercato di autori anglosassoni, spesso di scarsa qualità. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore IL GIALLO ITALIANO :  IL GIALLO ITALIANO Negli anni Sessanta viene riscoperto il giallo italiano con Venere privata di Giorgio Scerbanenco Fruttero e Lucentini con La donna della domenica Andrea Camilleri con Montalbano Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore IL GIALLO ITALIANO :  IL GIALLO ITALIANO Tipica espressione italiana, creata dall’editore Mondadori. I gialli Mondadori. Il giallo “made in Italy”. Nel decennio 1994- 2004 aumento di vendite del 170% Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore IL GIALLO ITALIANO :  IL GIALLO ITALIANO Mezzo per raccontare le caratteristiche più interessanti di realtà locali italiane Genova, Milano e Torino sono le grandi capitali nordiche che richiamano l’attenzione della narrazione poliziesca italiana, anche oggi. Fonte: Giallo e dintorni, di Maria Immacolata Macioti, Liguori Editore IL NOIR :  IL NOIR IL NOIR :  IL NOIR Il noir è un colore che “sporca” Si avvicina a certe tematiche L’opera macchiata Dal rischio di macchiarsi non si salva nessun filone del noir IL NOIR:  IL NOIR Attività umana del “conoscere”. Il giallo è la metafora del percorso con il quale si dirada l’oscurità, si chiarisce l’ignoto, si afferra il senso di ciò che è accaduto o accade. Il detective impersona l’essere umano impegnato nel tentativo di conoscere il mondo che lo circonda e utilizza o interpreta i segni. IL NOIR:  IL NOIR Nel noir gli elementi visivi sono dunque più importanti dei fattori sociali. Il noir è una metafora, metafora del conoscere umano visto sotto l’aspetto della sua piena realizzazione. IL NOIR:  IL NOIR Se la realtà è opaca, esistono zone privilegiate – spie, indizi – che consentono di decifrarla. Quest’idea, che costituisce il nocciolo del paradigma indiziario o semeiotico, si è fatta strada negli ambiti conoscitivi più vari, modellando in profondità le scienze umane. Carlo Ginzburg IL NOIR:  IL NOIR Schrader: Il noir non è un genere: la sua definizione non si basa su convenzioni che riguardano l'ambientazione e il conflitto (western – gangster movie), ma piuttosto su caratteristiche più sottili: il tono e l'umore. IL NOIR:  IL NOIR Bignardi: "Sono l'inquietudine, l'insicurezza, l'angoscia, la scheggia impazzita e deviante della realtà le qualità speciali e diversificanti del nero... all'incrocio tra il mistery, la detective story... rappresenta l'impossibilità di mettere le cose in ordine, di recuperare l'ordine, perché non c'è.“ Ottoson:"Quasi ogni critico ha la sua definizione del film noir e una lista personale di titoli." IL NOIR secondo Carlo Lucarelli :  IL NOIR secondo Carlo Lucarelli Tutto è attribuibile al fatto che ci sono nuovi scrittori noir, perché la fortuna di un genere la fa l'etichetta del genere, la fanno gli scrittori. Sicuramente si è sviluppata una generazione di giovani autori, anzi, mi correggo, giovani e vecchi: un nome può essere Camilleri. Ci sono scrittori nuovi che hanno storie da raccontare e hanno anche la capacità tecnica per farlo; la gente se n'è accorta, li compra e li legge, facendo loro acquistare credibilità editoriale. IL NOIR secondo Carlo Lucarelli :  IL NOIR secondo Carlo Lucarelli C'è un altro motivo però. Infatti, viene da chiedersi perché all'improvviso tanti ventenni, trentenni e quarantenni si siano messi a scrivere questo genere di libri. Forse perché è il tipo di letteratura che meglio riesce ad esprimere il nostro tempo. La letteratura italiana in un certo periodo ha raccontato vicende intime, minimali; il noir invece ha sempre continuato, per vocazione, a raccontare fatti e a dare spiegazioni. IL NOIR secondo Carlo Lucarelli :  IL NOIR secondo Carlo Lucarelli Il noir, dunque, tratta di domande, di risposte alle domande e di misteri, ed il nostro è il periodo dell'inquietudine, del mistero e del disagio; la letteratura che meglio può parlare di questo è la letteratura noir. Dato che c'è gente che ha voglia di leggere tutto ciò e che, soprattutto, ci sono scrittori che hanno voglia di scrivere questo tipo di storie, non ci resta che prendere atto del fenomeno.

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