Sviluppo sostenibile

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Published on June 8, 2008

Author: ciaffaroni

Source: authorstream.com

SVILUPPO SOSTENIBILE : SVILUPPO SOSTENIBILE Progetto di geografia INTRODUZIONE : INTRODUZIONE SVILUPPO SOSTENIBILE Il nostro modo di vivere, di consumare, di comportarsi, decide la velocità del degrado entropico (misura dello stato del disordine di un sistema), la velocità con la quale viene dissipata l'energia utile e il periodo di sopravvivenza della specie umana. Si arriva così al concetto di sostenibilità, intesa come l'insieme di relazioni tra le attività umane, la loro dinamica e la biosfera che ha delle dinamiche generalmente più lente. Queste relazioni devono essere tali di permettere alla vita umana di continuare, agli individui di soddisfare le loro necessità e alle diverse culture umane di svilupparsi, ma in modo tale che le variazioni apportate alla natura dalle attività umane stiano entro certi limiti così da non distruggere il contesto biofisico globale. Se riusciremo ad arrivare a un'economia da equilibrio sostenibile come indicato da Herman Daly, le future generazioni potranno avere almeno le stesse opportunità che la nostra generazione ha avuto: è un rapporto tra economia ed ecologia, in gran parte ancora da costruire, che passa dalla strada dell'equilibrio sostenibile. Le tappe dello sviluppo sostenibile : Le tappe dello sviluppo sostenibile 1997, Kyoto. Terza conferenza, di fondamentale importanza per la stesura del "Protocollo di Kyoto", che stabilisce la riduzione entro il 2008-2012 dell'emissione mondiale di CO2 del 5.2% rispetto alle emissioni del 1990, individuando quote massime di emissione per tutti i paesi Ocse e dell'ex-URSS (responsabili dell'80% dell'attuale effetto serra), mentre rimanda a una seconda fase i vincoli per i paesi in via di sviluppo. Il protocollo non è stato firmato dagli USA (responsabili, da soli, del 24% delle emissioni mondiali). Premessa per cominciare ad agire è invece la ratifica da parte di 55 paesi, responsabili, in totale, di almeno il 52% delle emissioni mondiali. Fase 2 del Protocollo Kyoto, dicembre 2005: a Montreal si è concluso un vertice con un nuovo accordo che ha coinvolto oltre 150 Paesi tra i 188 presenti. Grazie a un intervento di Clinton, la delegazione americana ha sottoscritto un documento di impegno per un "dialogo globale".I nuovi impegni di prosecuzione del Protocollo sono stati assunti da oltre 150 Paesi. La prima fase dell'accordo, che prevede limiti alle emissioni da raggiungere con misure di risparmio ed efficienza energetica e con il ricorso a fonti rinnovabili, finisce nel 2012. Conferenze più importanti : Conferenze più importanti 1992, Rio de Janeiro. Nella prima conferenza mondiale sullo sviluppo sostenibile organizzata per opera dell’ONU, fu ratificata da 152 paesi la Convenzione quadro sui mutamenti climatici. Il documento indica l'obiettivo generale di non superare la concentrazione di CO2 nell'atmosfera pari a 550 ppmv (parti per milione), considerando che questo provocherà comunque un innalzamento della temperatura terrestre di circa 2 gradi centigradi. 1995, Berlino. Convocata per valutare l'adeguatezza degli impegni esistenti e per prospettare nuove misure per raggiungere gli obiettivi prefissati, la riunione si è svolta all'insegna di grande tensione. L'alleanza tra le compagnie energetiche, controllate per lo più dagli Stati Uniti, e i paesi esportatori di petrolio, riuscì a bloccare qualunque decisione significativa. Poco significativa, nel 1996, la seconda conferenza tenuta a Ginevra che ha comunque permesso di fare importanti passi avanti soprattutto riguardo la rimozione da parte degli Usa di alcuni vincoli che avevano impedito un buon esito della Conferenza di Berlino. Slide 5: Agenda 21 L'Agenda 21 è il documento sottoscritto da 180 Paesi durante la Conferenza ONU "Earth Summit" tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992. Tale documento contiene "le cose da fare nel XXI secolo" a livello planetario per rendere sostenibile lo sviluppo del nostro pianeta. Tra i temi al centro di Agenda 21 ci sono l'ambiente, lo sviluppo economico ed i rapporti sociali.  L'Agenda 21 è composta da 40 capitoli, divisi in quattro sezioni: Sezione I: Dimensioni Sociali ed Economiche include la lotta alla povertà, il cambiamento della struttura dei consumi, della popolazione e delle dinamiche demografiche, la promozione della salute e dei programmi sostenibili di popolamento, e l'integrazione delle problematiche relative all'ambiente e allo sviluppo nel processo di decision-making. Sezione II: Conservazione e Gestione delle Risorse per lo Sviluppo comprende la protezione dell'atmosfera, la lotta alla deforestazione, la protezione degli ambienti deboli, la conservazione della diversità biologica (biodiversità), e il controllo dell'inquinamento. Sezione III: Rafforzamento del ruolo dei Major Groups comprende i ruoli dei gruppi di rappresentanza dei bambini e dei giovani, delle donne, delle ONG (Organizzazioni Non Governative, vedi anche NGO), delle autorità locali, del commercio e dei lavoratori. Sezione IV: Mezzi per l'Esecuzione (del programma) comprende la scienza, la diffusione della tecnologia, l'educazione, le istituzioni internazionali e i meccanismi di finanziamento. Cosa sta facendo l’ue? : Cosa sta facendo l’ue? Nel 2001 l'UE ha adottato la sua prima Strategia per lo Sviluppo Sostenibile basata sul convincimento che lo sviluppo sostenibile deve essere integrato in tutte le politiche europee. Nel 2006 gli Stati membri hanno adottato una rinnovata strategia con i seguenti obiettivi: PROTEZIONE DELL'AMBIENTE: Salvaguardare la capacità della terra di sostenere la vita in tutte le sue diversità, rispettare i limiti delle risorse naturali del pianeta ed assicurare un alto livello di protezione e di miglioramento della qualità dell'ambiente. EQUITÀ SOCIALE E COESIONE: Promuovere una società democratica, sana, sicura e giusta, fondata sull'integrazione sociale e la coesione, che rispetti i diritti fondamentali e la diversità culturale e che assicuri le pari opportunità e combatta la discriminazione in tutte le sue forme. PROSPERITÀ ECONOMICA: Promuovere un'economia prospera, innovativa, ricca in conoscenza, competitiva ed eco-efficiente, che fornisca alti standard di vita, il pieno impiego e la qualità del lavoro in tutta l'Unione Europea. ASSUMERCI LE NOSTRE RESPONSABILITÀ INTERNAZIONALI: Promuovere attivamente lo sviluppo sostenibile in tutto il mondo ed assicurare che le politiche europee interne ed esterne siano coerenti con lo sviluppo sostenibile mondiale e con i suoi impegni internazionali. Cosa fa l’unesco? : Cosa fa l’unesco? La Settimana s’inquadra nella campagna per il “Decennio ONU dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014”(DESS), promossa dall’UNESCO allo scopo di diffondere valori, consapevolezze, stili di vita orientati al rispetto per il prossimo e per il pianeta. A proclamare la manifestazione e scegliere il tema dell’anno, sulla base degli orientamenti dell’UNESCO e della proposta della Commissione Italiana, è stato il “Comitato nazionale DESS”, di cui fanno parte tutte le principali realtà che operano a livello nazionale per diffondere la cultura della sostenibilità. Lo scorso anno la Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (6-12 novembre 2006) è stata dedicata al tema dell’Energia e ha avuto uno straordinario successo di partecipazione. Sono scesi in campo centinaia di soggetti, dalle istituzioni, alle scuole, alla società civile, dando vita a una fitta rete di appuntamenti all’insegna del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili: eventi, giochi, escursioni, convegni, mostre, laboratori, gazebo in piazza. Il merito di tale risultato va soprattutto ai membri del Comitato nazionale DESS, in primo luogo alle Regioni nell’ambito del sistema INFEA (Informazione, Formazione, Educazione Ambientale) e alle organizzazioni con struttura “a rete”, che si sono attivate unendo le forze e coinvolgendo, a loro volta, gli attori del territorio, le scuole, i centri, i parchi, le imprese. L’edizione del 2007 della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile non potrà che registrare un potenziamento del percorso intrapreso. Il tema scelto, i cambiamenti climatici e la riduzione della CO2, da una parte permette di consolidare l’esperienza dello scorso anno nel campo dell’energia, dall’altra consente di incrociare altre tematiche connesse, quali ad esempio la mobilità, l’agricoltura, il turismo e gli aspetti sociali del tessuto urbano. La drammatica urgenza della lotta ai cambiamenti climatici è ormai ampiamente percepita, ma tale presa di coscienza non è ad oggi ancora accompagnata da un concreto mutamento degli stili di vita e dei sistemi produttivi. Le iniziative messe in atto per la Settimana di novembre dovranno dunque essere finalizzate a sviluppare negli individui e nelle collettività, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione, capacità operative e di azione responsabile finalizzate alla riduzione delle emissioni nocive. L’accento dovrà essere posto su tutte quelle azioni educative e di sensibilizzazione volte a incoraggiare cittadini, imprese ed enti pubblici a contribuire con le loro piccole ma importanti scelte quotidiane all’abbattimento dei gas “serra”. Ai fini di un’efficace diffusione dei principi e valori della sostenibilità in linea con gli orientamenti dell’UNESCO, è auspicabile inoltre che le iniziative messe in atto per la Settimana ESS siano concepite in modo tale da non costituire un momento isolato, diventando bensì il momento culminante di percorsi educativi più ampi e duraturi. Evoluzione del concetto : Evoluzione del concetto Nel 1994, l'ICLEI (International Council for Local Environmental Initiatives) ha fornito un'ulteriore definizione di sviluppo sostenibile: “Sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l'operabilità dei sistemi naturali, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi”. Ciò significa che le tre dimensioni economiche, sociali ed ambientali sono strettamente correlate, ed ogni intervento di programmazione deve tenere conto delle reciproche interrelazioni. LICLEI, infatti, definisce lo sviluppo sostenibile come lo sviluppo che fornisce elementi ecologici, sociali ed opportunità economiche a tutti gli abitanti di una comunità, senza creare una minaccia alla vitalità del sistema naturale, urbano e sociale che da queste opportunità dipendono. Nel 2001, l'UNESCO ha ampliato il concetto di sviluppo sostenibile indicando che "la diversità culturale è necessaria per l'umanità quanto la biodiversità per la natura (...) la diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale". (Art 1 and 3, Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale, UNESCO, 2001). In questa visione, la diversità culturale diventa il quarto pilastro dello sviluppo sostenibile, accanto al tradizionale equilibrio delle tre E. Conferenze Schema Statistiche : Statistiche Come si può vedere dal grafico lo sviluppo tradizionale ha man mano ridotto il capitale naturale trasformandolo in sviluppo economico. Questo processo può essere attenuato dalle innovazioni tecnologiche che spostano verso destra la curva senza però risolvere il problema alla base della scarsità. La risposta razionale può arrivare soltanto dall'introduzione di un nuovo paradigma di sviluppo conosciuto come sviluppo sostenibile. Non si tratta di una negazione della crescita, come molti credono, bensì della crescita economica rispettosa dei limiti ambientali. Questa nuova visione dello sviluppo è diventata una vera e propria necessità storica dell'umanità. Così come il piccolo mondo antico non era in grado di gestire i complessi rapporti internazionali di quello moderno, allo stesso modo il vecchio modo di concepire lo sviluppo come antagonista dell'ambiente non è in grado di risolvere problemi come l'effeto serra o il buco dell'ozono ed è destinato ad essere sostituito con il paradigma della sostenibilità in cui la tutela dell'ambiente è in correlazione diretta con la crescita economica. Slide 11: Giulia Formisano, Benedetta Acciarino, Claudia Di Ruscio, Claudia Galassi, Beatrice Claroni.

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