Squazzoni

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Published on January 5, 2008

Author: Shariyar

Source: authorstream.com

Sociologia generale:  Sociologia generale prof. Flaminio Squazzoni e-mail: squazzon@eco.unibs.it Struttura del corso:  Struttura del corso Parte I: elementi generali di teoria sociologica (Simmel, Elias, Mauss) Parte II: teorie del “capitale sociale” e della “fiducia” intesi come vettori dello sviluppo economico locale Parte III: analisi di casi (Silicon Valley, Maine Fisheries, BART Transit Village Initiative) sul ruolo del nonprofit e dei meccanismi sociali come strumenti di progettazione dello sviluppo economico Elementi di teoria sociologica:  Elementi di teoria sociologica Cos’è la società? Cos’è un fenomeno sociale? Un caleidoscopio di definizioni L’enigma della società: la società esiste o si manifesta come proprietà simbolica dell’esperienza individuale? è un’astrazione concettuale usata dagli individui, sia dagli attori che dagli scienziati, per dare senso alle loro percezioni e pratiche, per localizzare la loro esperienza, per individualizzarsi e al tempo stesso per condividere esperienze generali, per orientare il loro flusso di esperienze, per riferirsi l’un l’altro sia in senso sincronico che diacronico? è il precipitato di istituzioni che orientano pratiche secondo spazi e tempi specifici? un sistema “in sé e per sé”? …. Elementi di teoria sociologica:  Elementi di teoria sociologica Diverse risposte all’enigma: individualismo metodologico (Boudon, Elster) strutturalismo e teorie sistemiche (Parsons, Luhmann) le prospettive relazionali basate sull’interdipendenza (Simmel, Elias e Mauss) Le risposte dell’individualismo metodologico:  Le risposte dell’individualismo metodologico La società non esiste come un sistema, non pensa, non ha capacità cognitive, esse sono proprietà squisitamente individuali Per capire un fenomeno sociale dobbiamo partire dagli individui, dal senso che essi danno alla loro azione Le istituzioni sono il risultato intenzionale o l’effetto inintenzionale dell’aggregazione delle azioni individuali Le risposte dei teorici strutturalisti:  Le risposte dei teorici strutturalisti La società è un sistema dotato di strutture e funzioni che contribuiscono a generare un ordine L’individuo è socializzato sin dall’origine, è “gettato” nel mondo sociale, è “figlio del suo tempo”… Le strutture sociali tendono a perdurare e riprodursi anche al di là della volontà degli individui Gli individui tendono a ricoprire ruoli sociali e a contribuire al mantenimento dell’ordine sociale in maniera sia consapevole che inconsapevole Le istituzioni sono un pre- requisito dell’azione individuale Le aporie degli approcci tradizionali:  Le aporie degli approcci tradizionali Individualismo: il pronome “Io” può prescindere dal pronome “noi” e “loro”? è luna corretta discriminante per la definizione di ciò che è interno (individuale) ed esterno (sociale) all’individuo? “Ego” può sussistere senza “alter”? La permanenza e la durata di alcuni significativi fenomeni di lungo periodo non possono essere compresi sulla base dell’individuo come unità analitica “pura” Strutturalismo- funzionalismo: la società non pensa, la cognizione è fenomeno squisitamente individuale la società non ha le caratteristiche di un sistema (il problema dei confini) come si spiega la differenza fra individui radicati in un medesimo contesto sociale? Il concetto di funzione è fuorviante e teleologico: funzione di un fenomeno sociale rispetto a cosa? Le strutture emergono, evolvono e mutano nel tempo: se escludiamo la centralità degli individui, secondo quale meccanismo avviene il cambiamento? La prospettiva relazionale:  La prospettiva relazionale George Simmel: l’azione reciproca natura sintetica e opaca della relazione sociale intreccio costruttivo tra individualità e oggettivazione (artefatti sociali) temporalità e spazialità come “a-priori” costitutivi del fenomeno sociale Norbert Elias al di là delle antinomie individuo-società l’interdipendenza come ontologia della vita sociale la configurazione come cristallizzazione spazio-temporale e manifestazione dell’interdipendenza le spiegazione genealogica ed “emergentista” e il mutamento del concetto di causalità Mauss e il dono la razionalità individuale svincolata dall’interesse il legame sociale come costitutivo dell’individualità e dell’azione la natura simbolica degli artefatti e delle relazioni il legame sociale come processo sintetico e “totale” dono come meccanismo costitutivo del legame sociale Simmel e l’azione reciproca:  Simmel e l’azione reciproca Cos’è la società? La società non esiste come realtà sostanziale, la società non è altro che un’esperienza simbolica vissuta da individui reciprocamente coinvolti La società non esiste come sistema, si manifesta in determinate forme spazio temporali come epifenomeno della reciprocità che stringe fra loro gli individui, diviene, si contrae e si allarga seguendo la dinamiche delle cerchie sociali che attorniano l’individuo La società non è una sostanza ma un processo dialettico e dinamico che coinvolge gli individui, una forma di esperienza simbolica che lavora su antinomie concettuali (ego vs alter, lontananza vs vicinanza, insider vs outsider) La società è un’astrazione concettuale sulla quale lavora l’individuo per dare senso alla sua esperienza e per orientare la sua azione “verso gli altri” (“ad-sociazione”) Simmel e l’azione reciproca:  Simmel e l’azione reciproca L’impossibilità di fondare la sociologia sull’individuo come unità analitica: “anche l’uomo singolo non è un’unità assoluta … l’uomo è invece la somma e il prodotto di numerosi fattori … io credo che vedere fino in fondo e in quanto tale questa molteplicità che già l’uomo come individuo rivela in sé e per sé sia una delle più importanti precondizioni di una fondazione razionale della scienza sociale” (“La differenziazione sociale”, 1890, pp. 14-15) “la società esiste là dove più individui entrano in azione reciproca … l’unità in senso empirico non è altro che azione reciproca di elementi” (1908, pp. 8-9), ma “non esiste alcuna azione reciproca in quanto tale ma particolari modi di essa, con cui il manifestarsi della società esiste e che non sono né la causa né la conseguenza di questa, ma sono immediatamente già essa stessa (13) La sociologia studia le forme attraverso cui i soggetti assumono coscienza del loro essere associati (individualizzazione), tramite quegli “effetti di reciprocità” che costituiscono la proprietà tipicamente relazionale del legame “associativo” Simmel e l’azione reciproca:  Simmel e l’azione reciproca L’azione reciproca implica un’analisi processuale in termini di forme, la concettualizzazione di meccanismi di retroazione attraverso “a-priori” spazio-temporali (la dinamica è il tempo e la forma è lo spazio), l’uso di spiegazione dinamiche di tipo sintetico sostenute dalla simultaneità di concetti antinomici legati alla “gradazione” (conflitto vs integrazione, distanza vs vicinanza, equilibrio vs squilibrio) La forma è configurazione temporale di elementi nello spazio senza principi fondamentali che non siano derivabili dalla relazione fra elementi e dall’effetto che essa ha su di essi C non è semplicemente un fenomeno aggregato di A e B, A e B non sono semplicemente il fenomeno scomposto di C, ma A e B producono C e al contempo utilizzano C per divenire A e B, A e B sono la condizione di C e C e la condizione di A e B … Riduzionismo Individualistico A<B<C Riduzionismo olistico C<B<A Prospettiva relazionale A B C Simmel e l’azione reciproca:  Simmel e l’azione reciproca Mutamento del principio di causalità: Dalla linearità tra causa ed effetto alla circolarità della retroazione Dal micro che spiega il macro e dal macro che spiega il micro, al legame costitutivo tra micro- macro a partire dalla relazione Dal concetto lineare e dipendente “causa-effetto” al concetto circolare e simultaneo di vincolo (non sempre macro) e possibilità (non sempre micro) La forma come dinamica emergente di organizzazione degli elementi in strutture spaziotemporali (Elias) Si apre la via per una spiegazione non di tipo fondazionale e riduzionista (individuo vs società) ma di tipo “genealogico” (Elias) Simmel e l’azione reciproca:  Simmel e l’azione reciproca Building blocks della relazione: Soggetti- soggetti Soggetti- oggetti come simboli di mediazione ed artefatti relazionali Simboli come cristallizzazione di significati e di relazioni fra soggetti Forma come principio organizzativo (“form-azione”) che lavora al tempo stesso dentro i soggetti e tra soggetti Simmel e l’azione reciproca:  Simmel e l’azione reciproca Oggettivazione come meccanismo di penetrazione del fenomeno sociale nel processo di individualizzazione L’individuo usa cognitivamente simboli e oggettivazioni come significati per elaborare l’individualità (sempre grazie ad antinomie vicinanza- lontananza …), si pensi ai “ruoli” e alla distanziazione (Goffmann) e al “denaro” e al “calcolo” come rapporto relazionale di tipo simbolico e simbiotico (“Filosofia del denaro”) L’uso dei simboli consente il legame conoscitivo fra soggetti ed oggetti, definendone simultaneamente i reciproci contorni I soggetti costruiscono dell’altro un’oggettivazione (tipizzazione) via via elaborata o messa a repentaglio nella pratica di osservazione del comportamento reciproco L’individualità come fenomeno aperto, mai definito, dipendente da oggettivazioni sociali, fenomeno cognitivo legato alla conoscenza, alla manipolazione di simboli condivisi, riflessivo e irriflessivo al tempo stesso, vitale e potenziale, in costante flusso, un percorso accidentato e dipendente dal contesto relazionale, dai suoi effetti e dalla sua manipolazione … Simmel e l’azione reciproca:  Simmel e l’azione reciproca Al di là della natura macroscopica dei fenomeni sociali e della concezione statistica per parametri e variabili tipica della sociologia macro, per scavare nella “micro fisica” delle relazioni sociali I “fili sociologici”: “oltre a quei fenomeni macroscopici, che si impongono da tutte le parti per la loro estensione e per la loro importanza esterna, esiste un numero sterminato di forme di relazione e di modi di azione reciproca tra gli uomini che sono di dimensioni minori … l’associazione tra gli uomini si allaccia, si scioglie e si riallaccia continuamente, come un eterno fluire e pulsare che incatena gli individui, anche quando non perviene a organizzazioni vere e proprie … il fatto che gli uomini si guardano l’un l’altro e che sono reciprocamente gelosi … tutte le mille relazioni che si riflettono da persona a persona, momentanee o durevoli, coscienti o inconsce, superficiali o ricche di effetti … ci legano in modo indissolubile. In ogni attimo questi fili vengono filati, vengono lasciati cadere, ripresi di nuovo, sostituiti con altri, intessuti con altri. Qui risiedono le azioni reciproche” (p. 20) Elias e l’interdipendenza:  Elias e l’interdipendenza Al di là delle antinomie individuo- società sulla scia di Simmel L’interdipendenza come ontologia del fenomeno sociale (individualità e fenomeni sociali reciprocamente emergenti) Dalla linearità causa- effetto alla dinamica “vincolo- possibilità” e alla circolarità causativa La configurazione e la rete come metafore che consentono di localizzare l’espressione del fenomeno sociale Pensare per processi e riprodurre i fenomeni sociali in modelli che contengano il tracciato spazio-temporale delle forme sociali (durate, dinamiche interne alle forme) Procedere per stili di pensiero e indagini di tipo genealogico e morfogenetico Elias e l’interdipendenza:  Elias e l’interdipendenza L’interesse per fenomeni di lunga durata (il processo di civilizzazione, la società di corte) consente di evidenziare come le forme sociali si strutturino non solo in base a meccanismi di pianificazione volontaria degli individui ma soprattutto come effetti dell’interdipendenza tipica del fenomeno sociale (“tecnica non pianificata dell’evoluzione”) Lo studio della relazione processuale che si instaura storicamente tra emergenza di strutture sociali, trasformazione dei modelli di relazione fra individui e modificazioni dell’habitus comportamentale individuale Il soggetto individuale come soggetto che “innesca” relazioni, che “pensa le relazioni”, che opera “sulle relazioni”, il soggetto come anima e artefatto dell’interdipendenza ontologica, interdipendenza che si rende manifesta in senso pragmatico- simbolico ed esistenziale (linguaggio come sistema di simboli) Elias e l’interdipendenza:  Elias e l’interdipendenza Slittamento dell’oggetto teorico della sociologia e del metodo: Dall’interesse verso le proprietà sostanziali di ego o del sistema, all’interesse verso le proprietà organizzative dell’intreccio sociale (“configurazioni”) a partire dall’interdipendenza ontologica come “situ-azione” umana Le forme dell’intreccio sociale sono funzioni della condizione di interdipendenza ontologica che è costitutiva dei soggetti umani L’interdipendenza è trasferita ai livelli analitici: l’esempio dell’intreccio fra fenomeni biologici e sociali (linguaggio) L’interdipendenza deve essere tradotta in modelli evolutivi che spieghino la genealogia delle configurazioni sociali e il loro sviluppo spazio temporale Interdipendenza come meccanismo genotipico, configurazioni come meccanismi fenotipici del fenomeno sociale Elias e l’interdipendenza:  Elias e l’interdipendenza Com’è possibile definire una struttura sociale senza incappare nella“metafisica delle strutture sociali”? È un modello di relazione e di reciproca regolazione del comportamento fra individui che emerge e diviene stabile nello spazio e nel tempo come “effetto della configurazione” È riprodotta tramite l’azione individuale in forma di “habitus” o modello di comportamento ed opera grazie all’azione individuale mantenendo memoria della sua impronta genetica È usata dagli individui per modellare il loro comportamento reciproco, la creazione di aspettative e l’elaborazione di logiche di appropriatezza del comportamento e in questo senso è una “cristallizzazione” di significati che media le relazioni fra individui e simultaneamente rende possibile l’azione ma è un prodotto dell’azione stessa La struttura si esprime come manifestazione di una specifica direzionalità delle forme di elaborazione dei modelli di comportamento degli individui in contesti di interdipendenza, come “proprietà strutturante” l’azione individuale e al contempo come manifestazione attivata solamente attraverso l’azione stessa (Giddens) Essa è sempre messa a repentaglio dalla capacità degli individui di manipolarne il senso, di porsi al di fuori di essa, di sviluppare forme di consapevolezza dell’intreccio che la struttura nasconde … Elias e l’interdipendenza:  Elias e l’interdipendenza Il carattere pluri-prospettivo delle relazioni sociali La configurazione relazionale dei pronomi: non c’è “io” senza “tu”, non c’è “io” senza “noi” e “tu” senza “voi”, non c’è “noi” e “voi” senza “loro” L’interdipendenza della figurazione: Quattro giocatori di carte seduti al tavolo: è possibile dire che “il gioca va a rilento”, ma si tratta di un’astrazione concettuale alimentata da una dinamica di reciproca interdipendenza fra i giocatori, essi la producono, essa ha degli effetti sui giocatori, i giocatori la usano strategicamente … L’intreccio tra elementi retrospettici e prospettici nella morfogenesi delle configurazioni: A  B  C  D in retrospettiva, B è la condizione di C e C è la condizione di D, ma in prospettiva D è una delle possibili trasformazioni di C e C una delle possibili trasformazioni di B Studiare la genealogia del processo di sviluppo delle configurazioni A B C D significa studiare la costellazione di fattori responsabili dell’attualizzazione delle configurazioni Elias e l’interdipendenza:  Elias e l’interdipendenza L’evoluzione delle forme sociali Il tempo è nelle forme, nelle cose, negli eventi come un meccanismo “forming of form”, come durata “Ogni mutamento nel tempo è mutamento nello spazio e ogni mutamento nello spazio è mutamento nel tempo” (“Saggio sul tempo”, p. 121) Estensione, densità, saturazione e dilatazione dello spazio  intensità, durata, compressione ed esplosione del tempo  dimensione dinamica e topologica della figur-azione Dinamiche tra tendenze all’ordine come simmetrie spazio- temporali  tendenze al disordine come a-simmetrie spazio- temporali L’ordine dissociato dall’idea di equilibrio armonico ed associato all’idea di fluttuazione e di “punti di attrazione” o “bacini” (linguaggio della teoria dei sistemi complessi)! Elias e la società di corte:  Elias e la società di corte Il modello della configurazione di “corte” come esempio di sociologia dell’intreccio sociale La corte come manifestazione e spazio simbolico dell’interdipendenza fra soggetti sociali (re, nobiltà, ceti emergenti …) L’interdipendenza è direzionata dal meccanismo della differenziazione sociale e del prestigio individuale e di ceto come capitale simbolico su cui elaborare le traiettorie dell’identità sociale (“io”, “noi”, “loro”) Il potere è una dinamica relazionale: il sovrano emerge dalla nobiltà, al tempo stesso se ne distanzia ma dipende da essa, la nobiltà trasforma la sua pelle ma dipende dal re, i ceti emergenti sono esclusi ma servono all’apparato monarchico e sono pronti a collocarsi nei “buchi” strutturali del meccanismo di corte … il potere ha una dinamica fluttuante La corte diviene luogo accentratore delle dinamiche di potere, prestigio, identificazione, differenziazione (insider vs outsider), luogo del “politico” Elias e la società di corte:  Elias e la società di corte Dove si manifesta l’interdipendenza sociale nella società di corte? nella strutturazione degli spazi abitativi e dei tempi cerimoniali della casa (costruzione e segmentazione degli spazi riflettono costruzione e segmentazione interne al tessuto di relazioni sociali) nell’etichetta e nei cerimoniali di corte (si veda il “risveglio del Re”) nella modificazione dei modelli di comportamento degli individui (la curializzazione della nobiltà e la modificazione dell’ethos del cortigiano) nella reciprocità posizionale Re- nobile cortigiano e nel circuito di vincoli mutui che li legano l’un l’altro nella contemporaneità dei processi di “prossimità spaziale” “distanziazione sociale”, “stretto contatto” e “rigorosa distanza” fra individui nella necessità da parte degli individui di osservare l’intreccio come parte costitutiva ed insieme di simboli sulla base dei quali strutturare l’azione strategica all’interno di un quadro comportamentale considerato come “oggettivo” (appropriatezza dell’habitus del cortigiano) (pp. 108) Elias e la società di corte:  Elias e la società di corte La dinamica della configurazione è una proprietà emergente, la sua direzione è il frutto degli effetti non intenzionali dell’intreccio fra attori (la deriva “soffocante” della corte, la sua perdita di centralità politica e lo sbocco rivoluzionario) La corte rappresenta un diverso “order of complexity” la cui impronta si manifesta nella differenziazione con gli stili di vita precedenti e nella capacità di modellare l’habitus comportamentale sugli imperativi sociali (pp. 324ss) Meccanismi sociologici: conseguenze non intenzionali dei piani di azioni degli individui nel direzionare le dinamiche di corte effetti strutturali delle dinamiche nel dare forma ai processi di interdipendenza fra soggetti effetti di questo circuito sulla formazione dell’individualità e nel modellamento del comportamento il potere come dinamica relazionale dipendente dal grado di maggiore o minore dipendenza reciproca fra individui in un flusso continuo di vincoli e possibilità la distanziazione sociale e l’appartenenza a corte come capitale simbolico Marcel Mauss e il dono :  Marcel Mauss e il dono Il dono come unità analitica micro alternativa alla razionalità strumentale dell’interesse Il dono come unità analitica focalizzata sul primato della relazione e su un’immagine complessa dell’individuo Il dono e la centralità dei simboli relazionali Il dono e la “scommessa” come fondamento della possibilità della relazione Il dono come processo sintetico di mutuo riconoscimento tra “ego” e “alter”, a partire da una pluralità di motivazioni ed impulsi Marcel Mauss e il dono:  Marcel Mauss e il dono Definizione: dono come “prestazione di beni e servizi effettuata, senza garanzia di restituzione, al fine di creare, alimentare o ricreare il legame sociale fra gli individui” Al di là del valore d’uso e di scambio, il valore del dono sta nel valore di legame di un bene a partire dal triplice obbligo di donare, ricevere, contraccambiare Il legame sociale orizzontale: esso emerge con la creazione di relazioni sociali, esso è una proprietà emergente dalla relazione Dono di beni economici, servizi, parole, tempo, attenzione … È il destinatario che “attualizza” il valore del dono Soluzione dei classici problemi cooperativi: “a quali condizioni, diviene possibile per “ego” e “alter” allearsi piuttosto che combattersi?” il circuito delle mutue aspettative che fonda le proprietà della relazione Marcel Mauss e il dono:  Marcel Mauss e il dono L’aspetto simbolico delle relazioni sociali “La vita sociale è possibile soltanto grazie a un vasto simbolismo” (Mauss) Parole, saluti, doni “sono traduzioni individuali, da una parte, della presenza del gruppo, dall’altro, dei bisogni diretti di ciascuno e di tutti, della loro personalità, dei loro rapporti reciproci” (Mauss) Il dono come “fatto sociale totale”: simboli come sistemi di segni che mediano le relazioni inter-soggettive, che consentono la costruzione di senso condiviso, che costituiscono al tempo stesso la possibilità della socializzazione di “ego” e l’unificazione di “ego” e “alter” in un gruppo Marcel Mauss e il dono:  Marcel Mauss e il dono Dono e alleanza L’alleanza può nascere solamente da una “scommessa” incondizionata L’alleanza può vivere solamente nel registro dell’incondizionalità Doni di “istituzione” (simboli performatori di collegamento” e doni “istituiti” (simboli che rafforzano le relazioni nel quadro di un “alleanza”) Donare significa accettare una differenza, abitare l’indeterminatezza, alimentare la potenzialità, istituire un circuito di relazione Marcel Mauss e il dono:  Marcel Mauss e il dono Il paradosso del dono è l’unico modo di creare fiducia e formare un rapporto sociale consiste in una significativa apertura all’incertezza sintetizza numerosi aspetti, intrinsicamente conflittuali (libertà vs obbligo, disinteresse vs interesse) è catalizzatore di una dinamica temporale, è un meccanismo “temporalizzatore” Marcel Mauss e il dono:  Marcel Mauss e il dono Tipologia del dono, sintesi di pulsioni eros- morte Rituale basato sull’obbligo (i rituali della vendetta e della guerra) Don-azione come presentazione del sé Competitivo ed agonistico (tipico degli uomini?) Armonico e disinteressato Dono- spartizione fra orizzontali (tipico delle donne?) Indebitamento reciproco positivo e relazione affettiva (il dono non si annulla) Dimensioni del dono: Orizzontale (fra viventi) Trasversale (fra vivi e morti) Verticale (fra vivi e divinità) Marcel Mauss e il dono:  Marcel Mauss e il dono Il dono come simbolo La razionalità dei segni e la razionalità dei simboli: I segni denotano una differenza, sono elementi differenziali di un codice, valgono per le loro differenze I simboli valgono per le loro affinità elettive, congiungono, connotano, sono segni di segni La razionalità dei segni è quella computazionale, quella del calcolo, quella che combina, è l’esprit de geometrie, è il “giocatore nel gioco”, l’immagine dell’uomo economico razionale … La razionalità dei simboli è quella interpretativa, quella della traduzione, è l’esprit de finesse, è il “giocatore che gioca”, è il soggetto sociale che esprime se stesso… Marcel Mauss e il dono:  Marcel Mauss e il dono Dono confinato solamente nella socialità primaria? Dono come fonte di prelievo di risorse per la società secondaria (famiglia)? Il fenomeno del “dono ad estranei” e del dono nelle reti professionali Il dono come domanda di senso esistenziale, come manifestazione dell’esserci Il dono come proprietà emergente dalla relazione: inclusione pre- condizionata di alter nell’universo di ego rete di simboli e dinamica del legame sublimazione del legame Conclusioni:  Conclusioni La dimensione simbolica (astrazione, oggettivazione, sintesi) è la dimensione squisitamente sociale L’aspetto sociale si dissemina in simboli ad alto grado di astrazione e relazione che determinano l’esperienza sociale dell’individuo La società si manifesta nella strutturazione degli strumenti cognitivi e delle pratiche che gli individui usano come metriche di orientamento per il loro processo di costruzione dell’identità (Io-Noi- Loro) La società è opaca: non esiste se non come manifestazione simbolica della complessità dell’esperienza individuale e dell’interdipendenza fra individui come condizione ontologica dell’essere Conclusioni II:  Conclusioni II L’aspetto relazionale è proprio del legame sociale L’oggetto della sociologia relazionale: la genealogia delle concrete forme che l’interdipendenza assume nello spazio-tempo, come cristallizzazioni fenopitiche (configurazioni) del suo genotipo ontologico (interdipendenza) Gli strumenti della sociologia relazionale: modelli processuali capaci di integrare lo spazio e il tempo (dinamica delle relazioni) e di focalizzare sul legame tra individui, sulle proprietà emergenti dalla relazione (simboli, astrazioni, modelli di comportamento …), sul regime di vincoli e possibilità che esse esercitano sugli individui e sulla capacità degli individui di manipolarle e modificarle L’importanza della sociologia relazionale: rendere manifeste le forme genealogiche dell’interdipendenza che uniscono individui, fenomeni, livelli analitici … Bibliografia esame- Parte I:  Bibliografia esame- Parte I 1) George Simmel, 1908, Il problema della sociologia, in Sociologia, Edizioni di Comunità, Torino, 1998, pp. 5-39 2) Norbert Elias, La società degli individui, il Mulino, Bologna, 1990, pp. 11-81 3) Alain Caillé, Né olismo né individualismo. Marcel Mauss e il paradigma del dono, in Il terzo paradigma. Antropologia filosofica del dono, Bollati Boringhieri, Torino, 1998, pp. 19-74 4) Flaminio Squazzoni, Norbert Elias: per una sociologia morfogenetica e processuale, in Intersezioni, Anno XX, numero 2, 2000, pp. 285-296 (versione working paper: http://fausto.eco.unibs.it/~segdss/paper/squazz00.pdf) 5) Lettura di un’opera a scelta tra: Norbert Elias, La società di corte, il Mulino, Bologna, 1980 Norbert Elias, Saggio sul tempo, il Mulino, Bologna, 1986 Alain Caillé, Il terzo paradigma. Antropologia filosofica del dono, Bollati Boringhieri, Torino, 1998 Riferimenti utili per un approfondimento:  Riferimenti utili per un approfondimento Su Simmel: A. Dal Lago, Il conflitto della modernità. Il pensiero di George Simmel, il Mulino, Bologna, 1994 G. Poggi, Denaro e modernità. La “Filosofia del denaro” di Georg Simmel, il Mulino, Bologna, 1993 Su Elias: S. Tabboni, Norbert Elias. Un ritratto intellettuale, il Mulino, Bologna, 1993 R. Van Krieken, Norbert Elias, Routledge, London, 1998 Su Mauss e il dono in generale: A. Bassi, Dono e fiducia. Le forme della solidarietà nelle società complesse, Edizioni Lavoro, Roma, 2000

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