Siderweb smo dicembre_2013

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Published on February 5, 2014

Author: Siderweb

Source: slideshare.net

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Un breve outlook sul mondo italiano dell'acciaio

STEEL MARKET OUTLOOK Dicembre 2013 Internazionalizzazione smo Mercato settori Utilizzatori 2014 innovazione Futuro servizi consumi bisogni n°24 Dicembre 2013 L’acciaio visto dalla parte dei clienti Acciaio esigenze Cooperazione

Sommario n°24 Dicembre 2013 2  Stefano Ferrari Parla con Lui 4  Achille Fornasini Il quinquennio che ha cambiato il mondo della siderurgia 8  Gianfranco Tosini 2014: avanti lento per l’acciaio italiano 14  Tavola rotonda Fornitori e clienti a confronto: quali le chiavi per far ripartire l’acciaio? 19  I servizi video di Siderweb 20 Photogallery Sommario analitico Analisi Tecnica 4 Settori utilizzatori 8 Stime sul 2014 11 13 Costruzioni Bullonerie e Viterie 15 Trasporti urbani 16 Centri servizio 16 Produzione acciaio Parla con lui (il cliente) Stefano Ferrari (Direttore Siderweb) Habla con ella (parla con lei) è il titolo di un film del 2002 di Pedro Almodovar. Nella pellicola uno dei protagonisti, Benigno Martin, è un infermiere specializzato nelle cure ai pazienti in coma. Benigno si innamora di Alicia, una studentessa di danza da anni in condizione vegetativa, e decide di prendersi cura di lei trattandola come se fosse cosciente, parlandole, interpellandola e mantenendo un dialogo costante con lei. Concentrandosi sul titolo del film, sull’esortazione di Almodovar, e lasciando perdere tutte le pieghe della trama, si può allargare l’invito del regista spagnolo anche al settore dell’acciaio italiano. «Parla con lui (il cliente)»: e se fosse questa una delle chiavi per uscire dalla crisi? E se il confronto potesse dimostrarsi più forte degli investimenti negli impianti, degli accordi sindacali o dello sforzo solitario, a volte al limite dell’eroico, del singolo imprenditore? Noi di Siderweb crediamo che il confronto sia un elemento importantissimo, irrinunciabile per qualsiasi attività economica. Anche per l’acciaio. Ma il confronto deve essere totale, lungo tutta la filiera. E non dev’essere fine a sé stesso, ma deve essere il primo passo di uno sviluppo generale e complessivo della filiera dell’acciaio, che ha bisogno di evolvere tutta insieme. Va in questa direzione la mission della nuova Siderweb, che sta già cambiando pelle e che spiegherà le ali nel 2014: «costruire e far crescere una community innovativa ed interattiva per lo sviluppo della filiera dell’acciaio». Non solo per produttori o distributori, ma anche per chi l’acciaio lo lavora per produrre manufatti. È stata questa l’idea che ha animato e che ha portato a concepire questo nuovo Steel Market Outlook, il cui sottotitolo «l’acciaio visto dalla parte dei clienti» indica una chiara direzione. Non più l’attenzione solo sulla «filiera corta» (produzione e distribuzione di acciaio), ma i fari, questa volta, hanno illuminato anche e soprattutto il punto di vista dei clienti finali, quelli che si confrontano giorno per giorno con mercati sempre più esigenti e sempre più internazionalizzati. Quelli che garantiranno i margini e lavoro anche per il futuro. Quelli che, indirettamente, sanciranno la sopravvivenza o meno della siderurgia italiana. Quindi, parlate con lui, il cliente: lì c’è il segreto dell’acciaio del futuro. 4, 18 Buona lettura. pag.2 FERRARI editore: Siderweb spa via Don Milani, 5 - 25020 Flero (Bs) Tel. 030 2540006 - Fax 030 2540041 e-mail: redazione@siderweb.com Registrazione tribunale n. 11/2004 Direttore responsabile: Stefano Ferrari In redazione: Stefano Ferrari, Davide Lorenzini Progetto grafico ed impaginazione: Siderweb spa Numero chiuso in redazione il: 12- 12 - 2013

Il quinquennio che ha cambiato il mondo della siderurgia «Tra il 2008 e il 2009 il superciclo siderurgico mondiale ha subito una battuta d’arresto ma non si è certo esaurito: lo dimostra la vitalità del continente asiatico trainato dalla locomotiva cinese. I problemi si concentrano soprattutto in Europa, il cui peso nell’output globale ha subito un autentico tracollo» produttiva realizzati prima del 2007. Lo dimostra la dinamica dei prezzi delle commodity siderurgiche basilari» I n occasione del 29° Steel Market Outlook è stato inquadrato il nuovo ordine siderurgico mondiale sintetizzato nella figura 1, che illustra le dinamiche delle medie mensili delle produzioni d’acciaio a livello mondiale, asiatico ed europeo rilevate da World Steel. Rispetto al picco raggiunto nel maggio 2008, cioè il livello precedente la caduta conseguente alla crisi globale, gli output produttivi mondiale e asiatico consuntivati nell’ot«La progressione asiatica tobre 2013 risultano essere superiori rispettivanon riesce ad assorbire l’ec- mente del 10% e del 30%. L’Europa resta invece cesso di offerta generata sia abbondantemente sotto i massimi (-18,4%), così dagli investimenti minerari, come il Nordamerica (-14,5%) e l’America Latina sia dagli investimenti vol- (-10%). ti ad accrescere la capacità Tali dinamiche modificano radicalmente lo sce- Figura 1 pag.4 FORNASINI Achille Fornasini (Chief analyst Siderweb)

Di tutt’altro segno è la situazione in Turchia, la cui produzione progredisce del 21,4% rispetto ai massimi del 2008: un incremento che in un’Europa idealmente “allargata” implica una partecipazione in salita dall’11,5% al 17%. Gli effetti sui prezzi delle commodity basilari La progressione asiatica non riesce tuttavia ad assorbire l’eccesso di offerta generata sia dagli investimenti minerari, sia dagli investimenti volti ad accrescere la capacità produttiva realizzati prima del 2007. Lo dimostra la dinamica dei prezzi medi settimanali delle commodity basilari quotate in dollari. Il calo del rottame europeo culmina nel giugno 2013 (-37%), mentre il minerale di ferro e il carbone da coke sprofondano rispettivamente fino a -53,6% nel settembre 2012 e fino a -64,5% nel luglio di quest’anno. Seguono reazioni, anche ampie, che non lasciano peraltro presagire alcuna svolta radicale. In assenza di una solida ripresa europea si prospetta infatti la persistenza di fluttua- Figura 2 pag.6 FORNASINI nario siderurgico: il contributo asiatico all’output globale passa dal 56% del 2008 al 66% di quest’anno. E se cinque anni orsono la Cina rappresentava il 68% del paniere asiatico, nel 2013 Pechino passa al 73%, con un’incidenza sulla produzione mondiale in incremento dal 38% al 48,5%. Il superciclo siderurgico, insomma, ha subito una battuta d’arresto ma non si è certo esaurito: lo dimostra la vitalità del continente asiatico trainato dalla locomotiva cinese, che marcia ancora a tutta birra. I problemi si concentrano in Europa, il cui peso nell’output siderurgico complessivo ha subito un autentico tracollo, passando dal 18% al 13,4%. In tale quadro il nostro Paese perde il 27% della produzione rispetto al 2008, con un peso in Europa che scende dal 13,8% al 12,3%. Anche la Germania soffre, ma un po’ meno: pur cedendo il 14,8% rispetto all’output del 2008, nel 2013 la produzione tedesca in Europa incide per il 20,9% rispetto al 19,6% di cinque anni fa.

margini delle aziende produttrici. Non molto diversa appare la situazione dei prodotti piani raffigurata nella figura 3. Come si può notare, dal primo trimestre 2011 i prezzi dei coils a caldo nazionali ed esteri fluttuano al ribasso attraverso ampie ondate ribassiste, di ampiezza e durata decrescenti, che culminano nel mese di luglio 2013 con cali che arrivano al 35% rispetto ai picchi di due anni orsono. Segue la rapida formazione di un nuovo ciclo, che si esaurisce nel mese di novembre, dopodiché si coglie l’avvio della fase positiva di un nuovo ciclo proiettata verso i massimi di settembre. Figura 3 Who’s who: Achille Fornasini Classe 1952, dopo la laurea in Economia e ni, Ca’ Foscari, La Sapienza e nell’Università Commercio lavora in ambito assicurativo degli Studi di Brescia. Dal 2003 collabora in e finanziario fino al 1989, quando entra in via continuativa ed esclusiva con Siderweb, ISFOR 2000 ricoprendo la carica di ammini- con cui ha impostato l’osservatorio periodico stratore delegato. Dal 1999 è consigliere de- Steel Market Outlook dedicato all’analisi dei legato del consorzio Università & Impresa di prezzi dell’intera filiera siderurgica. Brescia. Ha insegnato nelle università Bocco- pag.7 FORNASINI zioni laterali destinate a produrre coerenti ricadute sui prezzi delle produzioni siderurgiche. Le quotazioni dei lunghi e dei piani La figura 2 presenta gli andamenti dei prezzi in euro rilevati settimanalmente da Siderweb dei principali prodotti lunghi in relazione alla contestuale dinamica media delle quotazioni di quattro categorie di rottame: demolizioni, frantumato, torniture e lamierino. Oltre all’ovvia concordanza evolutiva tra le curve, si osserva, rispetto ai massimi del 2011, un calo del rottame (-32%) di entità inferiore a quella subita dal tondo (-39,4%), dalle travi (-50,7%) e dai laminati (-60,4%). Il raffronto tra le curve evidenzia come il recupero corrente del rottame (+20,5%) contribuisca a comprimere i

2014: avanti lento per l’acciaio italiano Gianfranco Tosini (Responsabile Ufficio Studi Siderweb) TOSINI contraltare un’Unione Europea che procede ancora con difficoltà sulla via del rilancio. «I segnali di ripresa registrati nel secondo trimestre si sono indeboliti nei mesi successivi – ha spiegato -. Il prodotto interno lordo dei Paesi Ue nel 2013 scenderà dello 0,1% rispetto al 2012». Questo risultato rappresenta la media tra «una variazione negativa dei consumi privati e degli investimenti ed una variazione positiva dei consumi pubblici e delle esportazioni nette». La produzione industriale si è ridotta di circa 1 punto rispetto al 2012. All’interno dell’Ue, l’Italia è uno dei Paesi che sta facendo registrare le performance peggiori. Il PIL, nonostante un rallentamento della dinamica, è ancora in discesa ed il risultato acquisito per il 2013 è -1,8%. Ciò è stato da imputarsi soprattutto al calo della domanda interna (-2,6%), mentre le scorte scendono in maniera contenuta (-0,3%) e la domanda estera netta migliora dell’1,1%. «Non si può dire nulla sulle imprese italiane in quanto a capacità di export – ha commentato Tosini -. La zavorra, per noi, è rappresentata dalla domanda interna». Una debolezza che si riverbera anche sulla produzione industriale, in calo del 4%. Siderurgia - «La Cina continua a fare la differenza nel settore acciaio». Il rallentamento economico globale ha infatti condizionato la produzione siderurgica, limitando lo sviluppo al +3% nei primi nove mesi del 2013. E questo exploit è da ricondursi soprattutto alla Cina, che con un +8,7% continua a dominare nel comparto. Nell’Ue le performance vedono un -4% rispetto al 2012, un risultato che è al di sotto anche della riduzione prevista del consumo reale (-3,3%). Nel nostro Paese «l’output di acciaio scende del 14% nei primi nove mesi di quest’anno, con i lunghi che limitano i danni al -5% ed i piani che perdono il 22%». Ciò è da ricondursi alla maggiore internazionalizzazione del Un anno di ripresa. Ma il motore continuerà a girare con marce basse. Questo è il 2014 dell’acciaio italiano secondo Gianfranco Tosini, responsabile dell’Ufficio Studi Siderweb. L’analista ha iniziato il suo intervento al 29° Steel Market Outlook con una visione d’insieme dell’economia globale. Un’economia nella quale «la crescita si mantiene fiacca, nonostante i segnali positivi provenienti dai principali Paesi industrializzati ed il rafforzamento dello scenario congiunturale di alcuni Paesi emergenti – ha detto Tosini -. L’andamento del commercio internazionale rimane, nel complesso, debole, mentre le spinte inflazionistiche a livello globale restano generalmente contenute, favorendo politiche monetarie espansive». A questo quadro fa da pag.8

Ue, +2,5% in Germania), la produzione dei tubifici perde l’11,7% (contro il -9,6% francese, il -3,2% tedesco e il -5,5% europeo). L’unico segmento in linea con la media europea è quello dei prodotti in metallo (-1,7% l’Italia, -1,8% l’Europa)». Ampliando il confronto e osservando le performance dei primi nove mesi del 2013 comparate a quelle del 2007, si nota che in Italia l’output dei comparti che trasformano l’acciaio va da un -23,4% degli altri mezzi di trasporto ad un -53,1% degli elettrodomestici, mentre in Germania, a fianco di cali consistenti per tubifici (-20,1%) e meccanica (-3%), si registrano anche exploit notevoli, come quello degli altri mezzi di trasporto (+26%) e dell’automotive (+7,2%). I risultati di questo sbilanciamento si riflettono nell’andamento del fatturato interno delle imprese siderurgiche italiane e tedesche. «Mentre nel periodo pre-crisi l’evoluzione di questo fattore era sostanzialmente coerente in Italia e Germania, dal 2009 in poi la dinamica della richiesta interna TOSINI comparto piani e alle note vicende che coinvolgono l’Ilva di Taranto. Per i lunghi, invece, c’è sì una maggiore tenuta, ma il segmento non è esente da rischi, visto che la maggior parte dei volumi prendono la via dell’Algeria, Paese che se facesse partire gli investimenti previsti nel settore siderurgico potrebbe divenire nel giro di pochi anni autosufficiente, o quasi, per l’acciaio da costruzione. Settori utilizzatori di acciaio - «Analizzando la dinamica dei settori utilizzatori di acciaio si trova la risposta alla domanda: perché la siderurgia italiana soffre più di quella tedesca e della media europea? La produzione dei comparti industriali che trasformano prodotti siderurgici, infatti, mostra un’evoluzione peggiore rispetto a quella dei competitor continentali. Basti pensare che le costruzioni nel 2013, rispetto al 2012, si contraggono dell’11,4% in Italia contro il -2,3% tedesco ed il -3,4% europeo, così come l’automotive scende del 7,1% (+0,2% in Ue), gli elettrodomestici calano del 7,8% (-1,9% pag.9

Le attese per i settori utilizzatori di acciaio in Europa volgono verso una moderata crescita, che si concretizzerà nel +1% del consumo reale e nel +2% del consumo apparente. In Italia le costruzioni continueranno a pagare dazio (-3,5%), mentre gli altri comparti mostreranno un andamento crescente: i tubifici aumenteranno la propria produzione del 4%, gli altri mezzi di trasporto del 3,6%, l’automotive del 3,1% e la meccanica, gli elettrodomestici ed i prodotti in metallo saliranno del 2,5%. Turchia: il nemico alle porte – Alla domanda «Quale Paese rappresenta il concorrente più pericoloso per l’acciaio italiano?» Tosini non ha avuto dubbi nel rispondere «la Turchia». Lo stato anatolico, infatti, «si trova in una posizione ideale, sia perché il mercato interno è in forte espansione, sia perché confina con Paesi con grandi prospettive o che stanno uscendo da conflitti, e che quindi hanno bisogno di ricostruirsi». Inoltre, l’industria siderurgica e le acciaierie turche fanno parte di una galassia industriale che ha alla base l’attività nel real estate. I costruttori, i grandi contractor, quindi, «si sono strutturati con acciaierie e cementifici propri, riuscendo a produrre ed esportare tutto il materiale che serve. In un mondo globalizzato come quello in cui viviamo, ciò rappresenta una soluzione vincente». TOSINI ha pesantemente condizionato le imprese siderurgiche italiane, penalizzandole. Viceversa il fatturato estero delle aziende tricolori, per ampi periodi del 2012, è stato migliore di quello delle società tedesche, a testimonianza di un massiccio sforzo di internazionalizzazione, che ha avuto sì effetto sui volumi, ma non sulla marginalità, che è decisamente scesa». Prospettive per il 2014 – L’anno prossimo il Pil dei Paesi emergenti salirà del 5,1%, contro il +1,3% dell’Ue, il +2,6% degli Usa ed il +1,2% del Giappone. La Russia, invece, mostrerà un +3%, la Cina un +7,3%, l’India un +5,1% ed il Brasile un +2,5%. «Purtroppo la siderurgia europea è poco presente in questi stati. È probabile che, quindi, questo settore avrà in Europa qualche difficoltà, oltre che per i volumi anche per la forte ristrutturazione che dovrà affrontare per riequilibrare la produzione alla domanda reale». In termini più generali, l’economia continentale vedrà un incremento, nel 2014, dello 0,8% dei consumi privati, una stabilità dei consumi pubblici ed un aumento dell’attività degli investimenti (+2,3% contro il -2,9% del 2012). Le esportazioni nette saliranno dello 0,6% e la produzione industriale del 2,2%. «La crescita, però, sarà lenta» ha dichiarato Tosini. Ed ancora più lenta sarà l’economia italiana: il pil salirà dello 0,7%, grazie ad una mini-ripresa della domanda privata (+0,2%), ad un incremento degli investimenti del 2,2% e dell’export del 3,7%. I consumi pubblici, invece, scenderanno dello 0,3%. Who’s who: Gianfranco Tosini Classe 1949, si è laureato in Economia e Com- responsabile dell’area studi, pianificazione e mercio all’Università di Parma ed ha con- controllo di gestione di Banca San Paolo. Nel seguito la specializzazione in Economia del 1999 è passato all’Associazione Industriale Territorio all’Università di Ginevra (Svizze- Bresciana con l’incarico di responsabile del ra). É stato capo ripartizione dell’area studi settore Economia e Centro Studi. Dal 2010 è e pianificazione della Provincia di Brescia e responsabile dell’ufficio studi di Siderweb. pag.11

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Giancarlo Colombini (Responsabile Vendite Italia ABS), Giuseppe Manni (Presidente Gruppo Manni HP), Alberto Nichelatti (Purchasing Manager Leitner), Paolo Pozzi (Managing Director Agrati Group), Gianmaria Rizzi (Legale Rappresentante CMM F.lli Rizzi), Tommaso Sandrini (AD San Polo Lamiere) N uove soluzioni. Innovazione. Asset intangibili. Qualità. Export. Servizio. Certificazioni. Controlli. Tracciabilità. Saranno queste le parole d’ordine che contraddistingueranno il futuro delle aziende del settore acciaio. Almeno, queste sono quelle che contraddistingueranno il futuro delle aziende vincenti nel settore siderurgico. Ne sono convinti i protagonisti della tavola rotonda che si è tenuta durante la 29° edizione dello Steel Market Outlook, il convegno organizzato da Siderweb con lo scopo di mettere a confronto le esigenze delle aziende utilizzatrici di acciaio e l’offerta delle imprese che producono, prelavorano e commercializzano il metallo. Il mercato delle costruzioni: nuove prospettive - «Il comparto italiano delle costruzioni è quello che sta peggio. E le prospettive non vanno verso un miglioramento». Questo il lapidario esordio di Giuseppe Manni, presidente del Gruppo Manni HP. Quali sono allora le possibilità per gli operatori che lavorano in questo settore? «Bisogna cercare un costante miglioramento. Arriviamo da cinque anni di caduta ininterrotta dei consumi: il costrui- to nuovo è ai minimi ed anche la domanda di acciaio per queste attività soffre. Dopo il 2009, e visto l’evolversi della situazione negli ultimi anni, credo non sia più corretto parlare di crisi. Stiamo vivendo un periodo storico radicalmente diverso rispetto alle crisi che si sono succedute nei decenni scorsi. È mutato il paradigma: dopo la fine del boom delle costruzioni del 2008 - un boom che ha anche portato problemi ecologici e di consumo di territorio - c’è stato lo scoppio della bolla dell’edilizia ed oggi sta nascendo un sistema nuovo del costruire». Quali sono gli spazi per le aziende? «La logica dei volumi è finita – ha proseguito Manni -. Bisogna allargare il proprio spazio d’interesse, e lo si può fare in due modi. Il primo è incrementare la ricerca e il contenuto tecnologico della propria attività, per essere competitivi all’export. Il secondo è costruire stabilimenti all’estero che possano servire i mercati in crescita. Il nostro gruppo sta andando in questa direzione». E che le costruzioni siano ad una svolta fondamentale è una considerazione condivisa anche da Gianmaria Rizzi, legale pag.13 TAVOLA ROTONDA Fornitori e clienti a confronto: quali le chiavi per far ripartire l’acciaio?

ti come trasporti, logistica, dazi ed assicurazioni. Bisogna uscire un po’ dal core business, fornendo un prodotto completo, con un maggior valore aggiunto e un margine più elevato». Bullonerie e viterie – Il settore delle viterie e delle bullonerie «ha una dimensione globale, con un fatturato complessivo di circa 50 miliardi di dollari – ha spiegato Paolo Pozzi, managing director di Agrati Group -. Di questo, il 30% è consumato dall’automotive, il 20% dal comparto dei macchinari industriali e del movimento terra, il 15% dall’elettronica, il 10%-15% dalla carpenteria ed il 5% dall’aerospaziale». All’interno di questo comparto ci sono famiglie di prodotti diverse: «i prodotti commodity, per esempio, hanno sofferto la fortissima concorrenza cinese. Oggi la bulloneria Made in China standard arriva finita in Europa a 900 euro la tonnellata, un costo di poco superiore a quello della vergella pronta in macchina. È un confronto impari per le imprese italiane ed europee, ed ha spinto queste ultime a rivedere il proprio modello di business. E questo è stato un bene: se non avessimo cambiato saremmo falliti». L’evoluzione delle viterie e bullonerie continentali è andata in due direzioni: la qualità ed il servizio. Due elementi che hanno contraddistinto soprattutto le forniture per il settore automotive. «Le case automobilistiche chiedono servizio e qualità. Per servizio intendono un livello almeno del 95% - vale a dire che ogni 100 pezzi ordinati ne pretendono 95 consegnati entro la data stabilita -. Per qualità, invece, è stato superato il concet- pag.15 TAVOLA ROTONDA rappresentante di CMM F.lli Rizzi. «Ci sono poche grandi opere attualmente in fase di realizzazione in Italia – ha detto -. L’autostrada BreBeMi, le tangenziali milanesi, le pedemontane lombarde e venete e l’EXPO. Oltre a ciò, non vedo nulla. E ciò non è sufficiente a garantire l’assorbimento della capacità produttiva delle carpenterie nazionali». Alla crescita degli impianti, infatti, negli ultimi anni, ha fatto da contraltare una riduzione della richiesta, che ha spinto il settore in una situazione di forte overcapacity. Per far fronte a ciò è necessaria «l’innovazione. Il settore della carpenteria pura è al capolinea. E non da oggi, ma da ieri. Abbiamo bisogno di integrare il nostro prodotto, in modo da ampliare la nostra offerta con una componente maggiore di servizio. Se valutiamo la redditività al kg del nostro lavoro, oggi, è incredibilmente bassa, anche a causa della agguerritissima concorrenza tra operatori. Dobbiamo porre rimedio a questa situazione e se lo si farà puntando sulla tecnologia, sul futuro, si potrà essere molto competitivi anche all’estero, dove c’è una mole di lavoro da realizzare incredibile». Anche in Italia, in teoria, ci sarebbe molto da fare: «i lavori per EXPO, l’ammodernamento della rete ferroviaria, la messa in sicurezza del territorio. Sappiamo però che le possibilità sono contenute, per via della posizione debitoria dello stato italiano. Ecco quindi che le soluzioni vanno ricercate nell’evoluzione basata sull’innovazione». Quali sono, però, i rischi correlati al processo di internazionalizzazione nelle costruzioni? Quali le sfide? «C ’è un processo di crescita del Paese nel quale si va ad esportare di cui tener conto – ha risposto Manni -. Non appena una nazione aumenta il proprio benessere crea delle barriere all’entrata e dei produttori locali. Bisogna tenerne conto, così come è necessario affrontare le spesso complicatissime legislazioni locali in materia di certificazione del materiale. Affrontare queste spine, però, è un costo necessario: una delle chiavi per riuscire a superarle è quella di puntare sul nostro know-how, in particolare offrendo consulenze progettuali ed assistenza nelle fasi di realizzazione, curando anche aspet-

una prelavorazione efficace e l’attenzione ai nuovi sviluppi degli acciai». Le stesse esigenze, quelle cioè della tracciabilità dei materiali e dell’importanza delle prelavorazioni complesse, sono state anche rimarcate da Rizzi, che ha spiegato come siano elementi irrinunciabili per i lavori di carpenteria. Centri di servizio acciaio - «Quando sento o vedo dei concorrenti che mostrano con orgoglio le loro macchine o le loro nuove linee produttive mi vengono i brividi». Con queste parole Tommaso Sandrini, amministratore delegato di San Polo Lamiere, ha iniziato il suo intervento al 29° Steel Market Outlook. «Gli asset per il settore dei centri servizio piani non sono più gli impianti – ha proseguito -: viviamo con una capacità produttiva doppia rispetto alla domanda, le linee produttive non possono più essere la discriminante per il successo». Quale, allora, la leva sui cui puntare? «Bisogna iniziare a ragionare in termini di asset intangibili. I clienti più affezionati, quelli con maggiore fedeltà, sono quelli ai quali abbiamo risolto problemi di magazzino, logistici o di qualità. È su questo che bisogna insistere: è necessario andare dai clienti, vedere i loro processi produttivi, i loro cicli di lavorazione, i loro magazzini, la loro logistica e cercare di semplificare la loro vita. È questo il nostro compito». Questo lavoro rappresenta il fulcro dell’attività aziendale, perché se è vero che «è facile, pagando, acquistare un macchinario, è difficilissimo replicare l’organizzazione ed i rapporti con i clienti di un’azienda vincente». Per ciò che concerne la tensione all’export, è possibile incrementare questa quota per i centri di servizio? «L’export diretto è molto difficile – ha risposto Sandrini – però ci sono possibilità per le esportazioni indirette: se prendo il nostro caso, i primi 20 nostri clienti esportano l’80% del loro fatturato. Entrare nel panel dei fornitori di queste imprese permette di mitigare il rischio Paese». Per quel che concerne l’attività più «stretta» dei centri servizio, Sandrini ritiene pag.16 TAVOLA ROTONDA to di guasti per milione di pezzi, ma siamo passati a quello di rotture per miliardo di pezzi, uno standard elevatissimo». A fronte di questi impegni, che si affiancano ad un «prezzo basso richiesto dai produttori di auto», si aprono però scenari molto importanti. Basti pensare, per esempio, che Volkswagen ha una piattaforma che produce 5 milioni di auto all’anno. Fornire anche un singolo bullone per ogni auto significa «5 milioni di bulloni all’anno. Un numero molto significativo». Quali sono le difficoltà che stanno incontrando le bullonerie e viterie? «Abbiamo una certa difficoltà a far passare questo messaggio ai nostri fornitori, manca ancora un dialogo fruttuoso». Cosa, in particolare, servirebbe alle bullonerie? «La richiesta principale da parte dei nostri clienti è per un alleggerimento dei componenti. Questo perché per fare un’auto più leggera, che consumi meno, sono necessari anche bulloni più leggeri. Abbiamo bisogno di acciai che ci aiutino a soddisfare questa domanda». Trasporti urbani – Controlli, aderenza alle normative e qualità. Queste le richieste dei clienti attivi nel comparto dei trasporti urbani. Comparto in cui opera Leitner, della quale Alberto Nichelatti è purchasing manager. «Leitner è nata come azienda specializzata negli impianti sciistici di risalita – ha dichiarato –, ma nel corso degli anni ha rifocalizzato il proprio business. Oggi puntiamo sulla mobilità urbana, proponendo delle soluzioni di trasporto tramite fune (come le minimetro) che stanno prendendo sempre più piede». Per far fronte alle stringenti normative di legge è necessario «avere controlli stringenti e certezza sulla qualità. Per poter fornire prodotti con queste caratteristiche, negli anni, siamo stati costretti ad alzare l’asticella ai nostri fornitori, e non tutti ci hanno seguito. Abbiamo perso qualche fornitore per strada: abbiamo bisogno di tracciabilità, certificazioni e servizi. Da una media di consegna dell’impianto di 10 mesi siamo passati a 3-4 mesi: ci serve flessibilità, a cui si affiancano le esigenze già viste, quella di

Who’s who: Giancarlo Colombini Nasce a Brescia nel 1963. Nel 1984 entra nel settore siderurgico, prestando la propria opera per la Lucchini, di cui nel 1997 diviene responsabile vendite per l’area laminati acciai speciali in barre e verticalizzati trasformati a freddo. Nel 2003 entra nello staff delle Acciaierie Bertoli Safau, ricoprendo dal 2004 al 2011 il ruolo di responsabile vendite Italia e di supervisione del back office commerciale. Da luglio 2011 è promosso a responsabile vendite Italia e Vice Direttore Commerciale. Dal 2009, inoltre, è co-responsabile della linea di produzione «Marte». Who’s who: Giuseppe Manni Presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Manni HP, leader nel mercato internazionale degli elementi prelavorati in acciaio, dei pannelli metallici isolanti per le costruzioni e in quello delle energie rinnovabili. Il Gruppo conta 21 stabilimenti produttivi in Italia ed Europa. Numerose le cariche ricoperte in passato in associazioni del settore acciaio come Assofermet e Acai. Relatore in numerosi convegni relativi alle prospettive dei consumi dell’acciaio e in particolare del mondo delle costruzioni. Who’s who: Gianmaria Rizzi Who’s who: Alberto Nichelatti Nato nel 1953, dopo gli studi tecnici inizia Nato a Trento nel 1977, si è laureato in In- la sua attività lavorativa. Nel 1979, con gegneria dei metalli presso l’Università del il fratello Giulio, fonda la CMM F.lli Rizzi, capoluogo trentino. Entra nel gruppo Lei- azienda che nel corso degli anni cresce e che tner nel 2006 con il ruolo di Commodity Bu- oggi fornisce un’ampia gamma di soluzioni yer di materie prime e trattamenti superfi- nel settore delle costruzioni civili ed industriali. Parallelamente ciali. Cinque anni dopo, assume la carica di responsabile Supply svolge un’intensa attività associativa, diventando (2001-2008) Chain presso la divisione Leitwind del gruppo Leitner - ramo che presidente di Confartigianato Unione di Brescia, membro della si occupa di progettazione, produzione e installazione di turbine giunta Confartigianato Nazionale con delega alle politiche per eoliche di taglia Megawatt -. Da quest’anno, è responsabile tra- l’internazionalizzazione (2003-2012) e vicepresidente di Confar- sporti del gruppo Leitner. È membro dell’Ordine degli Ingegneri tigianato Nazionale (2004-2008). della Provincia Autonoma di Trento dal 2003. Who’s who: Tommaso Sandrini Who’s who: Paolo Pozzi Nato a Parma nel 1972, si è laure- Nato a Erba nel 1967, si è laureato in Inge- ato in Ingegneria Meccanica presso gneria Aeronautica presso il Politecnico di l’Università degli Studi di Parma ed Milano. Entra nel Gruppo Agrati nel 1995 ha conseguito l’MBA presso la SDA dove negli anni ha ricoperto ruoli diversi Bocconi. Dopo passate esperienze fino a divenire nel 2005 Direttore Genera- in Allianzbank e McKinsey & Co entra in S.Polo Lamiere le della capogruppo Agrati SpA e successivamente membro del SpA di cui attualmente ricopre il ruolo di Amministratore Consiglio di Amministrazione. Dal 2008 è Managing Director Delegato. Da maggio 2012 è Vicepresidente di Assofer- del Gruppo Agrati, leader nella produzione e distribuzione di met. fasteners con 1.900 dipendenti e 10 siti produttivi. Attualmente è membro dei Comitati di Presidenza delle Associazioni di settore in Italia (UPIVEB) e in Francia (AFFIX). Dal 2007 è Presidente del Gruppo Automotive EIFI (European Institute of Fastener Industry). pag.18 TAVOLA ROTONDA irrinunciabile «l’organizzazione, anzi la riorganizzazione interna dell’azienda. Chi ha investito maggiormente su questo aspetto sta ottenendo risultati migliori». Produzione di acciaio – Collaborazione con i clienti. Questo, invece, dovrebbe essere il mantra dei produttori siderurgici italiani secondo Giancarlo Colombini, responsabile vendite Italia Acciaierie Bertoli Safau. «Grazie allo stretto contatto tra produzione ed utilizzo è possibile fare grossi miglioramenti, sia in termini quantitativi che qualitativi. Deve esserci un legame strettissimo tra acciaierie e clienti, in forza del quale si abbia la massima fiducia reciproca e si possa realizzare un prodotto con una “qualità totale”, che parta cioè sin dalle primissime fasi di lavorazione». Per cercare di affiancare i clienti dall’inizio alla fine, ABS ha realizzato «un centro di ricerca e sviluppo a Metz (Francia), con un laboratorio che permette di realizzare un ampio spettro di analisi sui prodotti e fare un altissimo numero di prove sul materiale».

I servizi video di Siderweb L a necessità di cambiare ha bisogno anche di spazi e sistemi nuovi di comunicazione. In occasione del 29° Steel Market Outlook Siderwb ha quindi deciso di dedicare un’intera edizione del proprio Tg settimanale all’evento ospitato dalle vigne della franciacorta. Basterà quindi cliccare sull’immagine per ascoltare e vedere l’approfondimento da 12 minuti realizzato dalla redazione multimediale del portale di informazione, sull’appuntamento dedicato alla community siderurgica. All’interno anche interviste e approfondimenti dei partecipanti alla tavola Rotonda Siderweb TG: Speciale 29° Steel Market Outlook pag.19

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