Salvatore Gaziano Rimini 2008

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Information about Salvatore Gaziano Rimini 2008

Published on May 21, 2008

Author: borsaexpert

Source: slideshare.net

 

I famosi rendimenti nel lungo periodo

Nel lungo periodo l’investimento azionario a guardare i rendimenti passati non teme confronti rispetto ad altre forme di investimento. Tutto vero ma...c’è qualcosa da aggiungere a questo concetto se si vuole fornire un quadro completo ed esauriente… Il mantra degli investitori

Nel lungo periodo l’investimento azionario a guardare i rendimenti passati non teme confronti rispetto ad altre forme di investimento.

Tutto vero ma...c’è qualcosa da aggiungere a questo concetto se si vuole fornire un quadro completo ed esauriente…

I mercati non salgono sempre… Stanno anche fermi.

E scendono anche. Talvolta parecchio se si entra nel momento sbagliato.

 

 

Controindicazioni I mercati azionari non vanno sempre e comunque nella direzione dove puntiamo… Un conto è ragionare con un grafico storico davanti; un altro è con i soldi investiti in mercati che perdono dopo la nostra decisione oltre il 30%... Siete tipi che manterreste sempre e comunque lo stesso approccio?

I mercati azionari non vanno sempre e comunque nella direzione dove puntiamo…

Un conto è ragionare con un grafico storico davanti; un altro è con i soldi investiti in mercati che perdono dopo la nostra decisione oltre il 30%...

Siete tipi che manterreste sempre e comunque lo stesso approccio?

Il titolo preferito dai gestori nel 2000…

La maggior parte degli investitori…non riesce a guadagnare nel lungo periodo! I gestori della società di gestione Anima hanno calcolato (e ricerche simili sono confermate dagli studi di Fidelity) che i sottoscrittori del loro Fondo Trading, nel passato fra i migliori fondi, a fronte di un rendimento medio annuo del 11% in oltre il 50% dei casi avevano realizzato una performance negativa. E oltre il 90% ha ottenuto comunque un risultato inferiore alla media!

I gestori della società di gestione Anima hanno calcolato (e ricerche simili sono confermate dagli studi di Fidelity) che i sottoscrittori del loro Fondo Trading, nel passato fra i migliori fondi, a fronte di un rendimento medio annuo del 11% in oltre il 50% dei casi avevano realizzato una performance negativa. E oltre il 90% ha ottenuto comunque un risultato inferiore alla media!

Altre trappole del lungo periodo Chi dice che nel lungo periodo le azioni sono il miglior investimento (e non vi offre un sistema di money management realmente attivo e flessibile verificato nel tempo) non fa probabilmente il Vostro interesse. Ma sicuramente fa il proprio…

Chi dice che nel lungo periodo le azioni sono il miglior investimento (e non vi offre un sistema di money management realmente attivo e flessibile verificato nel tempo) non fa probabilmente il Vostro interesse. Ma sicuramente fa il proprio…

Se lo dice lui… «Il business degli investimenti finanziari è una gigantesco imbroglio. La maggior parte degli investitori pensa che possano battere I mercati, ma la maggior parte di loro è in errore. Io vi posso dire che l’85-90% dei gestori non riesce a far meglio del mercato e superare i benchmark. Questo perché i gestori ma anche i trader devono sostenere dei costi di transazione e possono sbagliare market timing. E questo significa che la maggior parte dei gestori distrugge valore». Jack R. Meyers , ex responsabile della Harvard Management Company. Sotto la sua gestione i fondi dell’università di Harvard sono passati da 4,7 miliardi di dollari a 27 dal 1991 al 2005

«Il business degli investimenti finanziari è una gigantesco imbroglio. La maggior parte degli investitori pensa che possano battere I mercati, ma la maggior parte di loro è in errore. Io vi posso dire che l’85-90% dei gestori non riesce a far meglio del mercato e superare i benchmark. Questo perché i gestori ma anche i trader devono sostenere dei costi di transazione e possono sbagliare market timing. E questo significa che la maggior parte dei gestori distrugge valore».

Jack R. Meyers , ex responsabile della Harvard Management Company.

Sotto la sua gestione i fondi dell’università di Harvard sono passati

da 4,7 miliardi di dollari a 27 dal 1991 al 2005

Ipotesi 8% di rendimento per 50 anni Immaginiamo che i mercati azionari nei prossimi 50 anni mostrino ancora un rendimento annuale dell’8%

Immaginiamo che i mercati azionari nei prossimi 50 anni mostrino ancora un rendimento annuale dell’8%

Ma se vi affidate a un fondo… Ora assumiamo che il costo di gestione più tutte le spese addebitate sul nostro fondo d’investimento siano pari al 2,5% all’anno. Il nostro rendimento annuo scende così al 5,5%.

Ora assumiamo che il costo di gestione più tutte le spese addebitate sul nostro fondo d’investimento siano pari al 2,5% all’anno.

Il nostro rendimento annuo scende così al 5,5%.

(5,5% à 8 % – 2,5 %; 2,5 % = the costs of the average mutual fund) Quale risultato dopo 50 anni? 100,000 euro 100,000 euro 8% per anno = ? 5,5% per anno = ?

(5,5% à 8 % – 2,5 %;

2,5 % = the costs of the average mutual fund)

Guadagno annuale dell’8% Guadagno annuale dell’5,5% Il valore di 100.000 euro dopo 50 anni 4,690,000 1.450.000

Guadagno

annuale dell’8%

Guadagno

annuale dell’5,5%

$ 4,690,000 - $ 1,450,400 = $ 3,230,600 Dove finiscono 3.230.600 euro?

$ 4,690,000 - $ 1,450,400 =

$ 3,230,600

In costi di gestione… Ovvero in ricavi per la vostra banca, la società di gestione e per remunerare la rete di vendita…(promotori, capi area…) Un esempio che dimostra il miracolo dell’interesse composto nel lungo periodo sul vostro patrimonio … ma anche la tirannia dei costi composti!

Ovvero in ricavi per la vostra banca, la società di gestione e per remunerare la rete di vendita…(promotori, capi area…)

Un esempio che dimostra il miracolo dell’interesse composto nel lungo periodo sul vostro patrimonio

… ma anche la tirannia dei costi composti!

MORALE 2 Le azioni saranno pure l’investimento migliore a guardare il passato ma non tutti i risparmiatori sono in grado di sopportarne le fasi negative e a compiere le scelte corrette. Anche le più “stupide” come comprare degli Etf...

Le azioni saranno pure l’investimento migliore a guardare il passato ma non tutti i risparmiatori sono in grado di sopportarne le fasi negative e a compiere le scelte corrette. Anche le più “stupide” come comprare degli Etf...

VEDIAMO LA REALTA’ Quanto avrebbero reso realmente 10.000 euro investiti dal gennaio 1995 a oggi, confrontando: FONDI AZIONARI FONDI OBBLIGAZIONARI BOT AZIONI ITALIANE DIRETTE (INDICE MIB STORICO) AZIONI MONDIALI (INDICE MORGAN STANLEY WORLD)

Quanto avrebbero reso realmente 10.000 euro investiti

dal gennaio 1995 a oggi, confrontando:

FONDI AZIONARI

FONDI OBBLIGAZIONARI

BOT

AZIONI ITALIANE DIRETTE (INDICE MIB STORICO)

AZIONI MONDIALI (INDICE MORGAN STANLEY WORLD)

 

ECCO I RISULTATI REALI I 10.000 euro iniziali oggi varrebbero con AZIONI ITALIANE DIRETTE 95.153 euro (INDICE MIB STORICO) AZIONI MONDIALI 66.785 euro (INDICE MORGAN STANLEY WORLD) BOT 47.768 euro FONDI OBBLIGAZIONARI 44.244 euro FONDI AZIONARI 35.358 euro

I 10.000 euro iniziali oggi varrebbero con

AZIONI ITALIANE DIRETTE 95.153 euro

(INDICE MIB STORICO)

AZIONI MONDIALI 66.785 euro

(INDICE MORGAN STANLEY WORLD)

BOT 47.768 euro

FONDI OBBLIGAZIONARI 44.244 euro

FONDI AZIONARI 35.358 euro

COSA DICE A OGGI LA STORIA DEL RISPARMIO GESITO ITALIANO Rispetto alla presunta gestione attiva offerta dalla media del risparmio gestito italiano una gestione passiva è preferibile a una finta gestione attiva. Dalla nascita dei fondi d’investimento ad oggi chi avesse replicato passivamente il mercato azionario italiano avrebbe ottenuto un risultato teorico del 170% superiore. Ovvero un rendimento netto annuo del 10,29% contro il 5,64%. Il mercato azionario italiano dal 1985 ad oggi ha, infatti, ottenuto un rendimento medio del 13,29%. Una vera gestione attiva che avesse ottenuto rispetto al Benchmark un rendimento superiore (nella buona e nella cattiva sorte) del 3% avrebbe portato il capitale iniziale da 10.000 euro a 173.363 euro. Grazie al potere del rendimento composto il patrimonio rispetto a una gestione passiva “pura” sarebbe quasi raddoppiato. Impossibile? Secondo noi (la nostra esperienza e risultati nel tempo), no! A patto di avere una strategia.

Rispetto alla presunta gestione attiva offerta dalla media del risparmio gestito italiano

una gestione passiva è preferibile a una finta gestione attiva. Dalla nascita dei fondi

d’investimento ad oggi chi avesse replicato passivamente il mercato azionario italiano

avrebbe ottenuto un risultato teorico del 170% superiore. Ovvero un rendimento netto

annuo del 10,29% contro il 5,64%.

Il mercato azionario italiano dal 1985 ad oggi ha, infatti, ottenuto un rendimento medio

del 13,29%. Una vera gestione attiva che avesse ottenuto rispetto al Benchmark un

rendimento superiore (nella buona e nella cattiva sorte) del 3% avrebbe portato il

capitale iniziale da 10.000 euro a 173.363 euro. Grazie al potere del rendimento

composto il patrimonio rispetto a una gestione passiva “pura” sarebbe quasi

raddoppiato.

Impossibile? Secondo noi (la nostra esperienza e risultati nel tempo), no!

A patto di avere una strategia.

L’analisi di Jeremy Siegel sugli ultimi 165 anni delle Borse USA, escludendo il periodo 1929-1939, ha indicato la volatilità media dei listini intorno al 14%. Secondo l’andamento dell’indice Comit un risparmiatore che avesse, infatti, investito a Piazza Affari sui valori massimi della primavera del 1973, nel maggio 1981, nel maggio 1986 o nel marzo 2000, infatti, avrebbe visto il suo capitale successivamente ridursi di oltre la metà negli anni successivi prima di rivedere il capitale iniziale investito risalire . IN PRATICA:

«Conosci gli altri e te stesso: cento battaglie, senza pericoli. Non conosci gli altri, ma conosci te stesso: a volte vittoria, a volte sconfitta. Non conosci gli altri né te stesso: ogni battaglia è una sconfitta certa» Sunzi (generale vissuto fra il VI e il V secolo a.C. nell'antica Cina)

Attenta selezione dei titoli (non tutte le azioni sono uguali) ma anche pazienza. Peter Lynch spiegava con un esempio che questo significa che la maggior parte delle persone (l’87%) acquista le azioni a 50$ ma poiché le azioni possono oscillare del 50% significa che esse in media possono salire fino a $75 e calare fino a $25 nello stesso anno. La persona acquista un po’ di più a 70-75$ e poi capitola vendendole a 25$. Il miglior modo per farsi uccidere dal mercato azionario. Il consiglio di Lynch era quindi quello di non affidarsi mai alle emozioni ma solo ai fatti: «Devi essere in grado di accettare che potrai avere delle perdite periodiche, non agitarti e farti prendere dal panico». Lynch dice che se 7 azioni su 10 di quelle su cui ha investito salgono esulta, se solo 6 su 10 si rivalutano è contento. E 6 su 10 è tutto quello che ci vuole per essere in cima.

In Borsa non conta vincere una sola regata o essere protagonisti di una stagione ma dimostrare di saper resistere a tutti imari, a tutti i venti e a tutte le condizioni, realizzando risultati buoni con regolarità. Nel medio-lungo periodo la Borsa ha rappresentato fino a oggi uno dei migliori investimenti ma non tutti i risparmiatori hanno la stessa tempra nell’affrontare i tempi bui che ciclicamente si alternano. L’aleatorietà dei mercati significa non scommettere contro il tempo e l’esperienza di questi ultimi decenni di cicli borsistici insegna quindi che pochi anni non sono un periodo di tempo sufficiente per “scommettere” sui guadagni in conto capitale sul mercato borsistico. Meglio in questi casi puntare su investimenti più tranquilli, riservando alle azioni solo una quota ridotta e non preponderante. Per investire con successo (e senza delusioni) bisogna quindi prima di tutto conoscere se stessi. Le motivazioni che ci spingono ad operare, la nostra capacità di autocontrollo e disciplina. Poi il mercato. CHE TIPO SEI? QUANTO HAI PAURA DI PERDERE?

Obiettivi temporali limitati e scarsa propensione al rischio sconsigliano l’investimento azionario!

 

 

Rischi e rendimenti bilanciati

«Le economie si muovono in modo dinamico: nuove aziende e industrie appaiono mentre alcune vecchie muoiono o sono assorbite da altre aziende. Il processo di distruzione creativa è essenziale per l’esistenza del capitalismo. Basti pensare che nell’indice S&P 500, fra i più importanti della Borsa Usa e quello che raggruppa le 500 aziende a maggiore capitalizzazione, oggi il settore finanziario è il più importante mentre nel 1957, quando fu costituito, non vi era inclusa nessuna banca commerciale o d’affari quotata al New York Stock Exchange. Nel 1957 il settore farmaceutico che oggi rappresenta il secondo più importante settore valeva solo l’1% del mercato e il settore tecnologico era pochissimo rappresentato. Tre settori (finanziario, farmaceutico e tecnologico) nel 1957 erano virtualmente inesistenti nell’indice più importante e oggi valgono più del 50% del peso borsistico dell’indice S&P 500». Jeremy Siegel AZIONI FOREVER?

Rendimenti BorsaExpert.it

L’IMPORTANZA DI ESSERE DISCIPLINATI «Qualsiasi metodo scegliate per selezionare le azioni o i fondi, il successo o il fallimento finale dipenderanno dalla vostra abilità di ignorare abbastanza a lungo le preoccupazioni del mondo da permettere ai vostri investimenti di avere successo. Non è la testa ma lo stomaco che determina il destino dello stock-picker». Peter Lynch Non esiste un metodo vincente ma può esistere un approccio vincente. Che è quello di avere una strategia coerente. Una strategia che può essere anche semplicemente quella di fare investimenti di lungo periodo, sui mercati più redditizi, cioè i mercati azionari, diversificando per mantenere un livello di sicurezza accettabile. Ma l’ego rischia spesso di essere il peggior nemico di qualsiasi investitore, sedotto dall’idea di individuare il momento vincente per comprare o vendere. … nella buona e nella cattiva sorte…

«L’attaccamento alle proprie opinioni è stato il motivo principale che ha portato alla rovina molti operatori di Wall Street» Charles H. Dow «I nemici mortali dello speculatore sono: ignoranza, avidità, paura e speranza» Jesse Livermore

QUANDO LE “SVELTINE” IN BORSA RENDONO RICCHI GLI INTERMEDIARI…

«I day trader sono come le farfalle, vengono ogni stagione e partono quella successiva» Charles Schwabb , fondatore dell’omonima casa di brokeraggio

Due ricercatori dell’Università di San Diego, B.Barber e T.Odean, hanno riscontrato in un loro studio che la variabile più influente sulle strategie e sulle performance dei traders online è l’overconfidence, ossia la tendenza degli investitori a sopravvalutare le proprie informazioni in termini di precisione e di capacità previsiva. L’overconfidence è un fenomeno collegato ad alcune caratteristiche proprie dell’operatività telematica rispetto a quella tradizionale: le commissioni minori e la velocità di immissione degli ordini porterebbero ad intensificare gli ordini di compravendita e a selezionare erroneamente i titoli negoziati, vendendo spesso attività profittevoli e tenendo in portafoglio quelle con una performance peggiore. Secondo Barber e Odean, i rendimenti di un trader sarebbero quindi inferiori di circa tre punti percentuali a quelli del mercato. PIU’ SI MOVIMENTA, PIU’ SI GUADAGNA?

«I broker non sono amici. Sono come i dottori, pagati dai pazienti per cambiare loro le medicine. E sono pagati molto di più per i farmaci in promozione che per quelli che fanno bene al paziente» Warren Buffett

PIÙ SI NEGOZIA, PIÙ SI GUADAGNA. SE SIETE UN BROKER. «Il fatto è che i tecnici spesso svolgono un ruolo importante nel rinverdire il prato del broker. Non dimentichiamo che i consigli dei chartisti provocano un’intensa attività di negoziazione, dal momento che quasi tutti i loro sistemi richiedono compravendite multiple. E ogni contrattazione genera commissioni che sono la linfa vitale dell’attività di brokeraggio. Se i tecnici, come abbiamo visto, non aiutano i clienti a permettersi lo yacht, sicuramente contribuiscono a indurre un numero di compravendite in grado di assicurare lo yacht ai broker. Fino a quando il pubblico non si renderà conto di questo intreccio di intereressi, i tecnici potranno guardare al futuro con una certa fiducia». Burton Malkiel

«Ci sono buone possibilità di ottenere cospicui guadagni con le azioni, per lo meno fino a quando ignorerete gli allarmistici titoli dei giornali e imposterete le scelte sul lungo termine» Johnatan Clements , Wall Street Journal

«Ci sono buone possibilità di ottenere cospicui guadagni con le azioni, per

lo meno fino a quando ignorerete gli allarmistici titoli dei giornali e

imposterete le scelte sul lungo termine»

GLI STUDI SULLA BEHAVIOURAL FINANCE L’iper-sicurezza influenza notevolmente il comportamento degli investitori nei mercati finanziari. Ritenersi particolarmente abili e competenti induce gli agenti ad effettuare operazioni che normalmente non compierebbero (Odean). In particolar modo, la frequenza con cui un investitore compravende i propri titoli appare sensibilmente colpita; più un operatore è overconfident e più egli effettuerà acquisti e vendite sul mercato. Un operatore overconfident ha opinioni non realistiche circa i suoi profitti attesi; potrebbe intraprendere una iniziativa costosa (che cioè non gli consentirà di recuperare i costi sostenuti) semplicemente perché sovrastima la grandezza dei ritorni attesi. Questa sopravvalutazione avviene in quanto gli investitori interpretano in maniera errata la precisione delle informazioni in loro possesso (e, nel peggiore dei casi, tale misinterpretation avviene sistematicamente), o credono che essa sia una notizia utile quando invece non posseggono alcuna notizia. In un lavoro dedicato al comportamento sul mercato degli operatori overconfident, Odean dimostra come essi vendano azioni che sistematicamente hanno guadagni superiori a quelle acquistate, valutando i rendimenti sia su orizzonti temporali brevi (4 mesi) che nel medio periodo (1 e 2 anni). E’ possibile che ciò sia dovuto al fatto che gli investitori comprano nel momento in cui il ciclo “vincente” del titolo raggiunge il suo apice. La crescita del valore di una azione è, in parte, dovuta agli acquisti effettuati dai momentum traders e, quando l’ultimo momentum trader prende posizione sul mercato, la crescita va in fase di stallo.

L’iper-sicurezza influenza notevolmente il comportamento degli investitori nei mercati finanziari.

Ritenersi particolarmente abili e competenti induce gli agenti ad effettuare operazioni che

normalmente non compierebbero

(Odean).

COSA DICE LA RICERCA KMPG 2007 SUI TRADER ONLINE? 1. Il 62,75% del campione è non day trader (da un minimo di due trades al mese ad un massimo di un trade ogni due o tre giorni), il 37,25 è day trader (più di un’operazione al giorno), di cui ben l’11,54% è heavy trader (più di 10 operazioni al giorno). Gli heavy trader hanno in media 39 movimentazioni giornaliere fino ad un massimo di 178. 2. Le performance dei trader on line sono ancora un tabù a Piazza Affari. È opportuno ribadire alcuni dati sconcertanti non correlati al Toro o all’ Orso: l’85% dei trader che partecipano a competizioni di borsa con denaro reale registra perdite e a livello di trading occasionale solo il 3% dei conti on line risultano in utile a distanza di un anno.

1. Il 62,75% del campione è non day trader (da un minimo di due trades al

mese ad un massimo di un trade ogni due o tre giorni), il 37,25 è day trader

(più di un’operazione al giorno), di cui ben l’11,54% è heavy trader (più di

10 operazioni al giorno). Gli heavy trader hanno in media 39 movimentazioni

giornaliere fino ad un massimo di 178.

2. Le performance dei trader on line sono ancora un tabù a Piazza Affari. È

opportuno ribadire alcuni dati sconcertanti non correlati al Toro o all’

Orso: l’85% dei trader che partecipano a competizioni di borsa con denaro

reale registra perdite e a livello di trading occasionale solo il 3% dei

conti on line risultano in utile a distanza di un anno.

ABBIAMO UNA STRATEGIA E UNA TATTICA? Per operare sui mercati finanziari è necessario avere una strategia ed una tattica. La strategia ci indica quali asset inserire nel portafoglio (obbligazioni, azioni, derivati) in funzione della propensione al rischio, degli obiettivi temporali e di altri fattori personali. La tattica ci indica come movimentare il portafoglio all’interno dei vincoli posti dalla strategia. Chiunque faccia trading, consapevolmente o inconsapevolmente esegue queste scelte: definisce gli asset come scelta di medio periodo, opera sui mercati finanziari con una tattica conseguendo continuamente scelte di breve periodo. Un investitore vincente è un trader che dispone di una tattica che gli indica quando comperare e quando vendere. Quindi dispone di regole da seguire basate su indicatori, su oscillatori,su analisi fondamentali, su analisi tecnica....

Consulenza finanziaria : sì, ma non mitizziamola… Non basta essere indipendenti per diventare di colpo dei perfetti consiglieri…Ci vuole anche altro!

«Nella vita esistono solo due momenti in cui un uomo può speculare: quando non può permetterselo e quando può» Mark Twain

«Nella vita esistono solo due momenti in cui un uomo può speculare: quando non può permetterselo e quando può»

Mark Twain

«Ottenere un profitto senza rischio, un’esperienza senza pericolo e una ricompensa senza lavoro è impossibile come vivere senza essere nato» Aldoph Philip Gouthey

 

MA I GRAFICI DICONO TUTTO? « Basta riflettere un momento per capire che non si possono fare previsioni scientifiche per un evento economico sotto il controllo dell’uomo. La stessa possibilità che una tale previsione sia realizzabile determina iniziative che la invalidano. Gli analisti tecnici più avveduti ammettono che il successo ripetuto di una strategia dipende dal fatto di riuscire a non diffonderne il segreto al di fuori di un numero ristretto di persone» Benjamin Graham

 

DALLE STELLE ALLE STALLE. David Swensen nel suo libro “Unconventional Success” ha pubblicato una significativa tabella dei migliori 10 fondi consigliati all’alba del 2000: quelli che meglio si erano comportanti nel periodo 1997-1999 cavalcando l’onda della “New Economy”, ottenendo un rendimento medio del 78,2%. Nel triennio successivo (2000-2002) la discesa è stata del 41,9%. Clamoroso il caso del broker Charles Schwab che nell’aprile 2000 promuoveva un paniere di fondi “selezionato” in base agli studi degli “specialisti del settore” per un “moderate portfolio”: il Mutual Fund OneSource Select List disponibile con un solo clic sulla sua piattaforma. Fondi di diverse società di gestione che nell’anno precedente avevano sovraperformato il mercato e rappresentavano l’eccellenza in tutti i settori fra i fondi “top performing”. Nell’anno precedente la performance media di questi 14 fondi era stata, infatti, del 97,5% contro una salita del 17,8% dell’indice S&P500. Tutto fantastico ma nell’anno successivo lo strabiliante paniere di fondi “super selezionato” è crollato: - 41,3%. Contro un andamento del -21,7% dell’indice S&P 500 .

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