Referendum presentazione 2016-11-08

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Information about Referendum presentazione 2016-11-08

Published on November 8, 2016

Author: antoniomisiani

Source: slideshare.net

1. Referendum costituzionale 2016 Aiutaci a cambiare l’Italia ANTONIO MISIANI Deputato PD

2. Un assetto con molti limiti (1) l L’assetto istituzionale definito dalla Costituzione del 1948 è stato fortemente influenzato dall’avvento della Guerra fredda … l …e ha prodotto, insieme alla legge elettorale proporzionale sia per la Camera che per il Senato, un sistema fondato sulla “non decisione”: Ø Bicameralismo paritario (Camera e Senato con funzioni analoghe, doppia fiducia) Ø Governo debole (il PdCM dirige e non determina la politica generale del governo; non può nominare o revocare i ministri) Ø Primato della rappresentanza sulla decisione (regolamenti parlamentari con ampi poteri di interdizione per le minoranze) Ø Centralità dei partiti (la “Repubblica dei partiti” di cui parlava Pietro Scoppola)

3. Un assetto con molti limiti (2) l Nella cd. “Prima Repubblica” il sistema ha retto, grazie a: Ø Assenza di alternanza (“bipartitismo imperfetto”) Ø Patto repubblicano (il cd. “arco costituzionale”) Ø Forte sviluppo economico e sociale Ø Instabilità dei governi (45 governi tra il 1948 e il 1992: durata media=358 giorni)… Ø ...ma forte stabilità dei partiti al governo e dei ministri (dal 1948: 7 governi Fanfani e Andreotti, 5 governi Moro e Rumor, 4 governi De Gasperi, ecc.) l Dopo l’assassinio di Moro (1978) è iniziata la crisi del sistema politico, l Negli anni Ottanta la spesa sociale e il debito pubblico sono stati utilizzati per fronteggiare la crisi di consenso dei partiti di governo l Il sistema è crollato tra il 1989 (caduta del Muro di Berlino) e il 1992 (Tangentopoli e uscita dallo SME)

4. Un assetto con molti limiti (3) l Durante la cd. “Seconda Repubblica”: Ø nuove leggi elettorali per enti locali (1993), Parlamento (1993: “Mattarellum”) e Regioni: “bipolarismo” Ø Fallimento dei tentativi di riforma del bicameralismo e della forma di governo Ø Nel 1999 elezione diretta dei presidenti di regione, nel 2000 riforma del Titolo V Ø Nel 2005 nuova legge elettorale (“Porcellum”) l Il sistema è rimasto “in mezzo al guado” (14 governi tra il 1992 e il 2014: durata media=565 giorni ma con alternanza di coalizioni ogni legislatura tra il 1994 e il 2013) l La riforma del Titolo V e il “Porcellum” hanno aggravato le disfunzioni del sistema politico e istituzionale

5. Perché la riforma? l I principi fondamentali (artt. 1-12) e la prima parte della Costituzione (artt. 13-54) mantengono intatto il loro valore. L’ordinamento della Repubblica va invece reso più semplice, efficiente e in grado di rispondere alle grandi sfide europee e globali l Tra i 28 Paesi dell’Unione europea (15 monocamerali e 13 bicamerali) solo l’Italia ha un sistema bicamerale paritario. Criticato da molti costituenti, è stato messo in discussione da tutte le proposte di riforma avanzate dal 1983 ad oggi l Con il bicameralismo perfetto il governo deve avere la fiducia di entrambi i rami del Parlamento. L’introduzione del sistema elettorale maggioritario ha prodotto una maggioranza certa alla Camera ma non al Senato nel 1994, 2006 e 2013. Con un sistema politico tripolare diventa sempre più improbabile avere maggioranze omogenee sia alla Camera che al Senato l Il procedimento bicamerale di formazione delle leggi penalizza le leggi di iniziativa parlamentare e favorisce l’abuso dei decreti legge e dei voti di fiducia l La ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni definita dalla riforma del Titolo V del 2001 ha aumentato enormemente i conflitti di competenze tra Stato e Regioni (1.715 ricorsi presentati alla Corte costituzionale tra il 2002 e l’ottobre 2016) l Gli strumenti di partecipazione diretta dei cittadini (referendum, disegni di legge di iniziativa popolare) vanno razionalizzati e rilanciati

6. Il bicameralismo paritario: nella UE un’anomalia italiana Sistemi monocamerali (15) Sistemi bicamerali (13) Differenziato (12) Perfetto (1) Elezione indiretta (8) Elezione Diretta (4) Elezione indiretta (0) Elezione Diretta (1) Bulgaria Cipro Croazia Danimarca Estonia Finlandia Grecia Lettonia Lituania Lussemburgo Malta Portogallo Slovacchia Svezia Ungheria Germania Francia Belgio Regno Unito Paesi Bassi Irlanda Austria Slovenia Polonia Romania Spagna (*) Rep. Ceca Italia Fonte: cise.luiss.it (*) Ad elezione parzialmente indiretta

7. Una cronica instabilità

8. L’abuso di decreti e fiducie XVII Legislatura (al 31 ottobre 2016) Leggi approvate % totale Totale leggi approvate 248 di cui: ratifiche di trattati 99 Totale leggi approvare (escluse ratifiche di trattati) 149 100,0% di cui: con 2 letture 101 67,8% con più di 2 letture 48 32,2% di cui: conversione di decreti-legge 68 45,6% Bilancio dello Stato 12 8,1% altri disegni di legge governativi 21 14,1% di iniziativa parlamentare 46 30,9% di iniziativa regionale 1 0,7% di iniziativa popolare 1 0,7% di cui: con voto di fiducia 42 28,2% Fonte: Senato, Statistiche sull’attività legislativa

9. I differenti tempi di approvazione XVII Legislatura (al 31 ottobre 2016) Leggi approvate Tempo medio di approvazione (giorni) Totale leggi approvate 248 243 di cui: ratifiche di trattati 99 263 Totale leggi approvare (escluse ratifiche di trattati) 149 230 di cui: conversione di decreti-legge 68 42 Bilancio dello Stato 12 52 altri disegni di legge governativi 21 309 di iniziativa parlamentare 46 504 di iniziativa regionale 1 547 di iniziativa popolare 1 420 Fonte: Senato, Statistiche sull’attività legislativa

10. Il conflitto Stato-Regioni Fonte: Regione Emilia-Romagna, Banca dati contenzioso costituzionale

11. Il conflitto Stato-Regioni Fonte: Corte Costituzionale, «Giurisprudenza costituzionale dell’anno 2015», 11 aprile 2016 Corte costituzionale: il giudizio in via principale in rapporto al totale delle decisioni (2000-2015)

12. Le conseguenze negative della riforma del Titolo V Riforma del Titolo V (2001) Più potere legislativo delle Regioni, competenza legislativa concorrente Incertezza sulla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni Enorme aumento del contenzioso Stato-Regioni Sovrapposizioni, duplicazioni, mancanza di coordinamento, sprechi Rallentamento o blocco di importanti progetti infrastrutturali Indebolimento o blocco dell’adozione di politiche nazionali per materie importanti

13. Il declino del referendum Fonte: Ministero dell’Interno, Archivio storico delle elezioni

14. Trent’anni di tentativi di riforma… l Commissione bicamerale Bozzi (1983-1985) l Commissione bicamerale De Mita – Iotti (1992-1994) l Comitato Speroni (1994) l Commissione bicamerale D’Alema (1997-1998) l Comitato Brigandì (2002-2004) l Progetto di riforma bocciato dal referendum del 2006 l Bozza Violante (2007) l Commissione Quagliariello (2013)

15. I punti chiave della riforma Superamento del bicameralismo perfetto (fiducia solo alla Camera) e riforma del Senato (100 membri senza indennità) Nuovo procedimento legislativo (di norma monocamerale, salvo un numero limitato di leggi) Revisione del rapporto Stato – Enti territoriali Riduzione dei costi delle istituzioni, abolizione di province e CNEL Rafforzamento dei contrappesi istituzionali (elezione del Presidente della Repubblica, esame preventivo delle leggi elettorali) Rafforzamento degli istituti di democrazia diretta (quorum referendum, referendum propositivo, leggi di iniziativa popolare)

16. Il superamento del bicameralismo paritario

17. La riforma del Senato

18. La riforma del Senato

19. Il nuovo procedimento legislativo

20. Il nuovo procedimento legislativo

21. Il nuovo procedimento legislativo

22. Focus: il procedimento bicamerale

23. Focus: il procedimento monocamerale

24. Focus: il procedimento per i decreti legge

25. Il rapporto Stato – Enti territoriali

26. Il rapporto Stato – Enti territoriali

27. Focus: la redistribuzione delle competenze Stato-Regioni (1) Costituzione vigente Riforma costituzionale Competenza concorrente Competenza Stato Competenza Regioni Commercio con l’estero Commercio con l’estero Professioni Ordinamento delle professioni Ordinamento sportivo Ordinamento sportivo Ordinamento della comunicazione Ordinamento della comunicazione Produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia Produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia Previdenza complementare e integrativa Previdenza complementare e integrativa Tutela e sicurezza del lavoro Tutela e sicurezza del lavoro Sostegno all’innovazione per i settori produttivi Promozione dello sviluppo economico locale; organizzazione regionale dei servizi alle imprese Ricerca scientifica e tecnologica Programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica Alimentazione Disposizioni generali e comuni per la sicurezza alimentare Protezione civile Sistema nazionale e coordinamento della protezione civile

28. Focus: la redistribuzione delle competenze Stato-Regioni (2) Costituzione vigente Riforma costituzionale Competenza concorrente Competenza Stato Competenza Regioni Porti e aeroporti civili Porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale Grandi reti di trasporto e di navigazione Grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza Istruzione Disposizioni generali e comuni sull’istruzione; ordinamento scolastico e istruzione universitaria; disposizioni generali e comuni sull’istruzione e formazione professionale Servizi scolastici, promozione del diritto allo studio, anche universitario; organizzazione in ambito regionale della formazione professionale Tutela della salute Disposizioni generali e comuni per la tutela della salute Programmazione e organizzazione dei servizi sanitari Governo del territorio Disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; infrastrutture strategiche Pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno e dotazione infrastrutturale Valorizzazione dei beni culturali e ambientali Tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici Disciplina, per quanto di interesse regionale, della promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici Promozione e organizzazione di attività culturali Disposizioni generali e comuni sulle attività culturali Disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attività culturali Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario Regolazione in ambito regionale delle relazioni finanziarie tra enti territoriali ai fini del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica Nota bene: in base alla clausola generale residuale, spetta alle Regioni ogni materia non espressamente riservata allo Stato

29. Riduzione dei costi delle istituzioni

30. Contrappesi e garanzie

31. Democrazia partecipativa

32. La nuova legge elettorale (“Italicum”)

33. Focus: le conseguenze economiche della riforma lBenefici diretti ➤Risparmi sui costi delle istituzioni lBenefici indiretti ➤Processi decisionali più chiari e più rapidi ➤Realizzazione più rapida di opere pubbliche, politiche pubbliche nazionali più efficaci per materie importanti

34. Benefici diretti: i risparmi sui costi delle istituzioni Ø 315 indennità in meno = 80 mln/anno Ø Riforma del Senato = 70 mln/anno Ø Eliminazione province = 320 mln/anno Ø Soppressione CNEL = 20 mln/anno TOTALE = 490 mln/anno Fonte: ministro Boschi, question time Camera, 8 giugno 2016

35. Benefici indiretti: l’impatto della riforma sulla crescita economica l OCSE: “in passato, molti progetti validi di riforma non sono stati pienamente attuati, impedendo in tal modo all’economia di beneficiare interamente dei loro effetti” l FMI: “Ci sono elementi importanti all’interno delle riforme costituzionali che sono legati allo snellimento delle responsabilità nei diversi livelli del governo con l’obiettivo di agevolare il processo decisionale, che potrebbero avere benefici” l Commissione UE: “le riforme strutturali in corso e in programma aiuteranno a superare gli ostacoli agli investimenti e eserciteranno col tempo un effetto positivo sulla crescita della produttività e del PIL” l Centro studi Confindustria: “con la vittoria del ‘No’ sarebbe inevitabile una nuova recessione per l’economia italiana”

36. Focus: una simulazione di funzionamento del nuovo art. 70 Anno TOTALE LEGGI APPROVATE Procedimento bicamerale paritario Procedimento monocamerale Partecipato 70, comma 3 70, comma 4 70, comma 5 2013 29 3 22 0 4 2014 66 1 60 1 4 2015 83 1 77 2 3 TOTALE 178 5 159 3 11 % totale 100,0% 2,8% 89,3% 1,7% 6,2% Fonte: Stefano Ceccanti, «L’articolo 70 e i procedimenti legislativi: i timori infondati», 5 ottobre 2016

37. Focus: il nuovo art. 117

38. Politiche sociali l OGGI: competenza esclusiva regionale in via residuale l CON LA RIFORMA: allo Stato la competenza esclusiva relativa alle “disposizioni generali e comuni” in materia di politiche sociali l Dopo la riforma del 2001 i ricorsi delle Regioni (su fondo asili nido, misure abitative per le famiglie, bonus bebé, fondi per le politiche della famiglia, fondi per disabili e anziani, fondo nazionale per le politiche sociali) hanno costretto lo Stato a cancellare o modificare numerose iniziative nazionali in materia di politiche sociali l La necessità di passare attraverso intese in Conferenza Stato- Regioni e i ritardi e le inadempienze di molte Regioni hanno indebolito o bloccato molte iniziative nazionali in materia di politiche sociali (vedi, per esempio, il Piano straordinario triennale servizi socio- educativi per la prima infanzia del 2007)

39. Politiche attive del lavoro l OGGI: “tutela e sicurezza del lavoro” materia di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: “tutela e sicurezza del lavoro” e “politiche attive del lavoro” materia di competenza esclusiva dello Stato l Oggi le politiche passive sono gestite dall’INPS, mentre le politiche attive sono affidate alle Regioni. Il sistema funziona male, perché manca coordinamento e impegno delle Regioni per attivare al lavoro i beneficiari dei sussidi. l Tutti i Paesi europei hanno una Agenzia nazionale che eroga i sussidi e gestisce i servizi per il lavoro, con rilevanti risparmi nella spesa per gli ammortizzatori sociali l L’attribuzione allo Stato della competenza esclusiva pone le basi per un’importante ristrutturazione delle nostre politiche del lavoro

40. Commercio estero l OGGI: il commercio estero è materia di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: il commercio estero diventa materia di competenza esclusiva dello Stato l Fino ad oggi le iniziative di promozione e supporto promozionale al commercio estero facevano riferimento anche alle Regioni, frammentando e indebolendo le iniziative l Riportare allo Stato questa funzione permette una politica promozionale nazionale unitaria, dando maggiore coerenza sistemica a tutte le attività di politica estera e rapporti internazionali, maggiore massa critica nelle iniziative all’estero, miglior coordinamento con le altre attività di politica estera, politiche settoriali più efficaci, meno costi e più efficacia degli interventi l Le Regioni potranno promuovere iniziative proprie ma all’interno di iniziative statali condivise e in un quadro di coordinamento nazionale

41. Processi e piattaforme informatiche l OGGI: “pesi, misure e determinazione del tempo”, “coordinamento informativo statistico e informatico dei dati” e “opere di ingegno” sono competenze esclusive statali l CON LA RIFORMA: il coordinamento ”dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e locale” diventa competenza esclusiva dello Stato l Negli anni è aumentata la frammentazione dei sistemi informativi, con enormi problemi di coordinamento, interoperabilità, costi, efficienza dei servizi offerti (vedi: bollo auto, fascicolo sanitario elettronico, sistema informativo del lavoro, ecc.) l Secondo l’Agid con la razionalizzazione delle piattaforme informatiche e la riduzione dei data center si risparmierebbero 800 mln in 3 anni l L’affidamento allo Stato del coordinamento migliorerà anche la sicurezza dei sistemi informatici

42. Cultura e turismo l OGGI: la valorizzazione dei beni culturali è materia di competenza concorrente; il turismo è competenza esclusiva delle Regioni l CON LA RIFORMA: la valorizzazione dei beni culturali e le disposizioni generali e comuni in materia di turismo diventano competenze esclusive statali, insieme alla tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici l La riforma semplifica il riparto di competenze legislative, consolidando la giurisprudenza costituzionale e insistendo sulla materia “beni culturali e paesaggistici”, salvaguardando comunque le attuali competenze regionali in materia di valorizzazione l Il riconoscimento di una funzione di programmazione strategica statale per il turismo consente si superare l’attuale frammentazione regionale del quadro disciplinare (definizione delle strutture ricettive, classificazione degli alberghi, disciplina delle guide turistiche, ecc.)

43. Energia l OGGI: la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell’energia sono materie di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell’energia diventano competenza esclusiva statale l Il potere di veto di Regioni ed enti locali ha ritardato o impedito progetti fondamentali per la sicurezza energetica del Paese, con particolare riferimento alle reti di trasporti dell’energia (vedi: collegamento elettrico Sicilia-Calabria; linea Matera-Santa Sofia; gasdotto TAP; rigassificatore di Monfalcone, ecc.) l L’incertezza normativa e la conflittualità grava i promotori di rilevanti oneri per la gestione delle autorizzazioni e del contenzioso giudiziario-amministrativo l Chiarire le competenze statali in materia è un deciso passo in avanti

44. Coordinamento della finanza pubblica l OGGI: le grandi reti di trasporto e di navigazione sono materia di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: le “infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza, porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale” diventano di competenza esclusiva dello Stato l Il governo e il parlamento potranno modificare nel senso della rapidità, efficienza ed efficacia le disposizioni in materia di pianificazione e realizzazione di infrastrutture, evitando un sovraccarico di atti intesa con le Regioni, definendo più liberamente i sistemi portuali e aeroportuali, promuovendo più agevolmente interventi di riforma anche in relazione a servizi locali (vedi TPL) l La potestà legislativa delle Regioni rimarrà in materia di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno e della dotazione infrastrutturale

45. Infrastrutture e grandi reti di trasporto l OGGI: le grandi reti di trasporto e di navigazione sono materia di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: le “infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza, porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale” diventano di competenza esclusiva dello Stato l Il governo e il parlamento potranno modificare nel senso della rapidità, efficienza ed efficacia le disposizioni in materia di pianificazione e realizzazione di infrastrutture, evitando un sovraccarico di atti intesa con le Regioni, definendo più liberamente i sistemi portuali e aeroportuali, promuovendo più agevolmente interventi di riforma anche in relazione a servizi locali (vedi TPL) l La potestà legislativa delle Regioni rimarrà in materia di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno e della dotazione infrastrutturale

46. I numeri della riforma (1) Data Camera Esito votazione Gruppi a favore Gruppi contrari Note 8 agosto 2014 Senato 183 sì, 0 no, 4 ast., 134 assenti PD, FI-PdL, Ncd, SCpI, PI, Per le autonomie LN, M5S, Misto- SEL, GAL escono 10 marzo 2015 Camera 357 sì, 125 no, 7 ast., 141 assenti PD, AP, Misto- Svp, Misto-Psi, SCpI SEL, LN, Fd’I, PICD FI-PdL e M5S escono 13 ottobre 2015 Senato 178 sì, 17 no, 7 ast., 118 assenti PD, AP (Ncd- Udc), AL-A Misto-SEL, Misto- CoR Ast.: Misto-Fare. GAL, LN, M5S e FI-PdL non partecipano 11 gennaio 2016 Camera 367 sì, 194 no, 5 ast., 64 assenti PD, AP, SC, AL-A, Dem.sol.CD, Misto-Psi, SCpI M5S, SEL, LN, FI, Fd’I, CoR 20 gennaio 2016 Senato 180 sì, 112 no, 1 ast., 28 assenti PD, AP (Ncd- Udc), AL-A, Misto-Fare M5S, SEL, LN, FI, CoR 12 aprile 2016 Camera 361 sì, 7 no, 2 ast., 260 assenti PD, AP (Ncd- Udc), SCpI, AL-A, Centro, altri M5S, SEL, LN, FI, Fd’I, CoR escono Fonte: Carlo Fusaro, “Le ragioni della riforma costituzionale. Una guida”, 15 maggio 2016

47. I numeri della riforma (2) Disegno di legge Camera Giorni di esame Votazioni Emendamenti approvati Interventi S.1429 Senato 122 2.317 71 1.440 C.2613 Camera 214 58 116 2.317 S.1429-B Senato 217 2 6 337 C.2613-B Camera 90 1 0 337 S.1429-D Senato 9 1 0 66 C.2613-D Camera 83 1 0 67 TOTALE 735 2.380 193 4.564 Fonte: elaborazione su dati OpenParlamento

48. Cosa NON C’E’ nella riforma lI Principi fondamentali e la Prima Parte della Costituzione non vengono toccati lLa forma di governo e i poteri del Presidente del Consiglio non vengono cambiati lLa legge elettorale non è oggetto della riforma costituzionale lIl referendum è sulla riforma costituzionale, non sul governo Renzi

49. Obiezioni…e risposte (1) La riforma è illegittima perché votata da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale La sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il “Porcellum” ha ribadito che questo Parlamento mantiene le sue prerogative La riforma non doveva essere proposta dal governo La legittimità dell’iniziativa governativa non è mai stata messa in dubbio. In passato numerose riforme costituzionali sono state di proposta governativa La riforma è stata approvata in modo affrettato La riforma è stata discussa per 2 anni (735 giorni), con 6 letture parlamentari, 4.564 interventi, 2.380 votazioni e l’approvazione di 193 emendamenti La riforma è stata votata solo dalla maggioranza Il testo iniziale è stato condiviso e votato in prima lettura Senato anche da Forza Italia, che si è sfilata per ragioni di natura diversa (elezione di Mattarella) Se vincerà il No, sarà possibile approvare una nuova riforma in tempi brevi Se vincerà il No, le cose rimarranno come oggi. Passeranno molti anni prima che il Parlamento trovi un accordo per una nuova riforma

50. Obiezioni…e risposte (2) Era meglio abolire del tutto il Senato Tutti i grandi Paesi europei hanno un sistema bicamerale. In ogni caso, non c’era una maggioranza per l’abolizione del Senato. Sindaci e consiglieri regionali non avranno tempo per fare anche i senatori I lavori del Senato saranno organizzati come avviene in altri Paesi (in Germania il Bundesrat si riunisce una volta al mese) Un solo partito da solo potrà eleggere il Presidente e i giudici costituzioinali Per eleggere il Presidente sarà necessaria una maggioranza di 3/5 dei votanti. Tre giudici saranno eletti dalla Camera, due dal Senato Le Regioni avranno meno poteri Le Regioni potranno partecipare alle scelte politiche nazionali. Le Regioni con i conti in ordine potranno chiedere competenza su ulteriori materie I procedimenti legislativi previsti sono troppi e troppo complicati L’art. 74 della Legge fondamentale tedesca è formato da 505 parole, 67 in più del nuovo art. 70. Il nuovo meccanismo andrà messo alla prova

51. Obiezioni…e risposte (3) La clausola di supremazia svilisce l’autonomia regionale Tutti i sistemi regionali/federali prevedono direttamente o per via giurisprudenziale una clausola di supremazia del Parlamento nazionale Non sono state riformate le regioni a statuto speciale E’ vero, ma la questione è di grande delicatezza (per le regioni/province di confine incrocia anche trattati internazionali) I senatori saranno dei nominati I sindaci e i consiglieri regionali che faranno parte del Senato sono degli eletti. In UE su 13 sistemi bicamerali, 8 sono ad elezione indiretta La riforma rafforza eccessivamente i poteri del premier La riforma non tocca la forma di governo e i poteri del presidente del consiglio. L’unico elemento di stabilizzazione è la fiducia alla sola Camera La riforma comporterà una deriva autoritaria La riforma rafforza le garanzie (quorum elezione presidente, vaglio preventivo leggi elettorali, statuto opposizione) e gli strumenti di democrazia diretta

52. In conclusione…

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