Progetto intercultura - Una scuola per tutti POLO 2

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Published on June 6, 2013

Author: docenteada

Source: slideshare.net

Description

Progetto Intercultura "Una scuola per tutti", nato per di accogliere ed ben integrare un nuovo compagno congolese con il resto della classe, imparando a conoscersi meglio, a confrontarsi e ad arricchirsi vicendevolmente. Come spesso accade nella didattica, la narrazione è divenuta in questo progetto il ponte tra i popoli...

ProgettoINTERCULTURAA.S. 2010/2011

Manipolando il racconto realistico “Cheaccoglienza nella foresta”, mi relaziono, miesprimo, “mi apro”, mi racconto.Il lavoro che segue è unaSTORIA VERA che mi hapermesso di ricordare, rivivere econdividere, con i miei compagnidi viaggio, emozioni ed esperienzevissute.

Oliver faceva di mestiere ilfotografo e gli piaceva tantofotografare gli animali .Un giorno il suo capo gli disseche sarebbe dovuto andare inAfrica, un paese lontano,precisamente a Kinshasa, ascattare fotografie agli animaliche qui da noi, di certo,abitualmente non se ne vanno ingiro per le strade della città enemmeno della campagna !Finalmente avrebbe visto davicino gli elefanti, le zebre, ileoni e le giraffe.Appena comunicò la notizia aCristine, sua moglie, fu moltofelice.

Fu così che i due coniugi, dopo un viaggio in aereo, a piùtappe, atterrarono all’aeroporto di Kinshasa, la capitaledella Repubblica Democratica del Congo.Questa città, come tutte le città, ha una storia: primacolonia Belga, oggi indipendente, ma invasa da cinesi.

Si trova nel cuoredell’Africa, leggermentespostata ad occidente. Èattraversata dal fiumeLukaya, che tra meandri etratti rettilinei versa lesue acque nel fiume Congo.

I due si guardarono attorno spaesati , si sentirono adisagio, come pesci fuor d’acqua…Questo stato d’animo ebbe i minuti contati, perchépresto trovarono sistemazione in un hotel a più piani,accolti da un uomo che, essendo bilingue, riuscì a dare aidue “stranieri” conforto e accoglienza adeguata.Un appartamentino li ospitò per tutto il periodo delsoggiorno in una terra così lontana dalla loro città natale.Era costituito da due camere da letto, un bagno el’angolo cottura, acqua corrente, energia elettrica,televisione e persino uno spazio per giocare. Ma per chi?Non c’erano con loro bambini!Oliver spalancò subito la finestra : meraviglia!

Un lungo corso d’acquaattirò il suo sguardo e luiiniziò a immaginarecoccodrilli di dimensionisia modeste, sia notevolitravolti dalle ondeviolente.Esultando di gioia, ruzzològiù per le scale, senzaaspettare l’ascensore, e sidiresse, più veloce delvento, per dare inizio allasua missione.

Cristine, rimasta sola, colse l’occasione per perlustrare la zona circostante.Dopo aver vagato per una mezz’oretta si trovò a pochi passi da “ una città nellacittà” che era abbracciata da una muraglia di Baobab dall’ampia chioma folta,frondosa e verdeggiante . Questo era il re degli alberi della savana; luogo diritrovo per gli abitanti di tanti villaggi africani.Sotto questi immensi esemplari le persone chiacchierano, prendono le decisioniimportanti, ballano, cantano, suonano e riposano.Proprio ai piedi di questa sontuosa pianta una miriade di bambini e bambine, dallediverse età, spensierati, giocavano all’ombra estesa dell’albero della Pace edell’Incontro. Erano divisi in gruppi eterogenei ed omogenei e tra biglie,“tuddhri”, campana, altalena, bambole, calcio, “indovina cosa” riempivano l’aria divoci festose.

Ad un tratto qualcuno notò lasignora dal portamentodistinto, dallo sguardo dolcee sereno e dall’abbigliamentoin sintonia con l’ambiente.Era un ragazzo abbastanzaalto, ricciuto, dallo sguardosorridente che uscì dalgruppo e le si avvicinò persalutarla : “boun jiur”.Cristine ricambiò, con gliocchi lucidi, il saluto,accarezzandogli i ricciuticapelli.

Da quella volta , gliincontri divennerosempre più frequenti,anzi Cristine venneaccompagnata da Oliver,un uomo dalla staturapoco al di sopra dellamedia, che lasciavatrasparire un’intelligenzagrande e nello stessotempo semplice, che,senza pensarci due volte,diede un senso diverso alsuo viaggio.

I coniugi sfidando pericoli edintemperie (vento, pioggia… )trascorsero le ore ad osservare ibambini “della città nella città” nelleloro azioni quotidiane.Li seguivano mentre si recavano ascuola attraversando il ponticello dilegno che sovrastava il fiumiciattolo.Li fissavano increduli, mentre i piùgrandicelli scavavano delle pozzeper raccogliere l’acqua del piccolocorso; li scrutavano nellosvolgimento dei loro lavoripomeridiani: zappettare la terra,piantare gli ortaggi, innaffiare l’ortoattingendo l’acqua dalle pozze e…raccogliere peperoni, melanzane,pomodori e verdure varie,necessarie per il loro fabbisogno sianutritivo, sia economico.

Passarono i giorni e Cristineed Oliver coltivarono l’idea eil desiderio di offrire il loroamore a due di quei bambini.Tra i tanti si fece avantiancora una volta il ragazzinoricciuto che trascinava consé un piccoletto vivace più diun peperoncino.L’abbraccio tra i quattro fuspontaneo e da quel momentoniente e nessuno li separòpiù.

Ora i due bambini sono inItalia, vivono in una casaaccogliente accarezzati dallepremure di due splendidigenitori. Frequentano lascuola Primaria e conduconouna vita serena, adatta allaloro età.Stanno bene, sono come tuttigli altri bambini, grazie aquelle due “splendide persone”che hanno cambiato la lorovita.

Tendi la tua manoa chi la chiederà.Dona il tuo sorrisoa chi lo offrirà.Un sorriso portaGioia e Amoree rende felice ogniCuore.

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