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PRIMA PARTE: Differenza di piani e discorsi narrativi tra La Vita è Bella e La Tigre e la Neve; SECONDA PARTE: La evoluzioni nei titoli di Pinocchio di Benigni

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Published on February 18, 2014

Author: fetabone

Source: slideshare.net

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TESINA FORME E FIGURE DEI LIGUAGGI AUDIOVISI Professore Paolo Castelli Storia dell’Arte Contemporanea e Linguaggi della Comunicazione Visiva Politecnico di Milano Scuola del Design PRIMA PARTE Differenza di piani e discorsi narrativi tra La Vita è Bella e La Tigre e la Neve SECONDA PARTE La evoluzioni nei titoli di Pinocchio di Benigni Fernando Carvalho Tabone Universidade de São Paulo Borsista CAPES - 3873/12-9 A.A. 2012-2013

La Vita è Bella Italia 1997 Roberto Benigni Regia Toninno D. Colli Fotografia La Tigre e la Neve Italia 2005 Roberto Benigni Regia Fabio Cianchetti Fotografia Pinocchio Italia 2002 Roberto Benigni Regia Dante Spinotti Fotografia

La scelta di fare Benigni il centro di questo studio “Al di là del bene e del male, al di là del personale credo politico, l’attore ha fatto esplodere l’Italia intera in una colossale risata. Clown, folletto, giullare, buffone, fustigatore di costumi, briccone divino, poeta della risata, della parola e del gesto: è bello sparlo lì, in un angolo, pronto a balzarci adosso per farci il solletico.” Benigni [1] Tra tante opzione nella storia del cinema ho voluto scegliere il regista che per me più rappresentava il cinema italiano. Non ho avuto bisogno di pensare troppo per arrivare in Roberto Benigni, che ha fatto regia – e anche l'attore; sempre insieme a sua moglie, Nicoletta Braschi –, in alcuni delle principale opere del cinema italiano a colore, tra cui: Il Piccolo Diavolo (1988), Johnny Stecchino (1991), Il Mostro (1994), La Tigre e la Neve (2005) e La Vita è Bella (1997), che ha ricevuto 5 nomination e 3 premi del premio internazionale più importante del cinema: l’Oscar – per la prima volta nella storia il premio di migliore attore protagonista fu consegnato a un non anglofono [2]. Oltre la sua importanza come professionista del cinema, Benigni è anche il più gran’entusiasta della cultura italiana e la esalta in ogni volta che ne ha l’opportunità, attaverso diversi media. Tante volte emozionante, come nel suo discorso nel palazzo Quirinale[3], nella occasione della cerimonia che há concluso l’anno di omaggi ai 150 anni della Unità Italiana; e tanti altri divertente e famose, come nella sua apparizione al Parlamento Europeo[4], molto

diffusa su l’Youtube. C’è anche il suo più recente progetto, chiamato Tutto Dante, in cui lui realizza recitazione della Divina Commedia per grandi pubblici in piazze pubbliche. Benigni è, per me, il Dante di oggi. È il maggiore rappresentante e diffusore della cultura di una Italia unita. È per tutto detto che dedico a lui questo studio.

PRIMA PARTE Differenza di piani e discorsi narrativi tra La Vita è Bella e La Tigre e la Neve “Come regista Benigni è curioso, osserva i nuovi strumenti con cui si trova a operare ma non tenta di fare ‘il passo più lungo della gamba’: una scritturaregistica pulita e rigorosa per un film in cui l’immagine è al servizio della parola, filtrata attraverso invisibili movimenti di macchina, funzionali campi-controcampi, la semifissità della penna/machina da presa. Lócchio indiscreto del mezzo cinematografico segue e precede l’attore, insistendo sul suo primo piano e sulla sua ciondolante figura intera” Benigni [5] I piani di inquadratura utilizzati in La Vita è Bella e La Tigre e la Neve ci offrono analisi speciali, siccome trattano di storie simili, hanno un ruolo speciale nella differenziazione dei discorsi narrativi. Entrambi i film ritraggono la storia d’amore tra gli stessi attori, Roberto e Nicolleta, che superarono le difficoltà imposte per una guerra - la Seconda Guerra Mondiale nel primo caso, e l’invasione americana dell'Iraq nel secondo. Nonostante le similarità, l'uso del primo piano, o piano chiuso, permette di distinguere l’importanza dei personaggi e ci porta ad un'importante differenza narrativa tra i film. Ne La Tigre e La Neve, Attilio, il personaggio di Benigni, corteggia dall'inizio alla fine Vittoria, il personaggio della Braschi. Le camere ritraggono questo rapporto mettendo spesso Vittoria in

primo piano, che è un piano intimo, molto vicino, che valorizza il personaggio e trasmette sentimento. Questo primo piano è stato composto sempre decentrato, con angolazione chiamata tre quarti, in posizione laterale, approssimativamente 45°. È un’approccio che favorisce la sensazione di contemplazione del personaggio, simulando il vero sguardo quotidiano di ammirazione. Direi che perfettamente appropriato per una situazione di passione di Attilio per Vittoria. Ne La Vita è Bella anche c'è una situazione di corteggio tra Benigni e Braschi, ora nei personaggio di Guido e Dora. Nel corso di tutta la fase che ante-viene il campo di concentrazione, Guido cerca di conquistare Dora, che allora stava promessa a un nobile uomo di aspirazione nazifasciste. Anche avendo un corteggio similare a quello de La Tigre e la Neve, diverso di Vittoria, Dora praticamente non è messa nemmeno una volta nel primo piano, come è stato fatto con Vittoria. È rimasta solo nel piano medio, o piano congiunto, che spesso rivela interazione tra al meno due persone, qui sempre con Guido. A certo punto Dora cede al'amore di Guido e dunque ci succede un salto temporale, che rivela che loro hanno proseguito insieme e hanno avuto un figlio, Giosuè, ora con circa di 6 anni. Questo personaggio allora è ritrattato ripetute volte nello stesso tipo di inquadratura utilizzato ne La Tigre e la Neve nel personaggio Vittoria, o sia, primo piano, decentrato. Questo appoggio su di lui porta importanza al personaggio e conduce il pubblico a riflettere su la sua

condizione e il suo rapporto con Guido, che crea tutta una storia finta per nascondere i orrori dei naziste. Quindi la risorsa dell'inquadrature è utilizzata per mettere in centro lo soggetto principale, perché anche se nei due film c'è rappresentato il rapporto tra uomo e donna, solo en La Tigree la Neve questo è lo soggetto principale, ne La Vità è Bella invece lo soggetto principale è il rapporto tra il padre e il suo figlio.

La Tigre e la Neve

La Vita è Bella

SECONDA PARTE L'evoluzione nei titoli del Pinocchio di Benigni “(...) come tutti i miti porta con sé un conflitto irrisolubile, disintricabile e il più antico del mondo: non si può essere felici. E queste sono cose che sbriciolano il cuore di belezza. Dopo la Bibbia, ‘Pinocchio’ è il libro più venduto di tutti i tempi. E la Bibbia è avvantaggiata perchè è l’unico caso al mondo in cui l’altore del libro è anche l’autore dei lettori... ‘Pinocchio’ è la gioia, la spensieratezza, il dolore, la felicità, l’illusione, la libertà, la fantasia, la cattiveria, la purezza, l’esuberanza, e via e via...” Benigni [6] La favola di Pinocchio, il burattino di legno che vive, è antica. Nasce in un romanzo scritto a Firenze dall'italiano Carlo Lorenzini, nel 1881. Nei quasi 120 anni che sono passati, la favola fu adattata per diversi mezzi tante volte: tra fumetti, serie televisive, cinema e tra tanti altri - la più famosa è stata quella del cartone animatio della Disney, di 1940 che però già fu rilanciata più di sette volte. Benigni, non è solo cineasta e entusiasta della cultura italiana, ma è anche nato a Firenze, cosa che gli dà un motivo in più per lavorare su questa storia già consacrata. Dopo il sucesso de La Vita è Bella, nel 2002 Benigni lancia la sua versione della favola di Pinocchio[4] per il cinema, in cui interpretta Pinocchio - mentre la Braschi interpreta fata turchina. La opera, tuttavia, no è stata ben accolta dalla critica, al punto

che il film venne considerato uno dei peggiore film dell'anno e Benigni riceve il satiro "Rapsberry Award" di peggiore attore dell'anno. Prima del Pinocchio di Benigni, la più recente versione della favola nel cinema italiano fu quella di Luigi Comencini[5], che diresse il lungometraggio Le Avventure di Pinocchio in 1972 - che sicuramente ha avuto più successo della versione di Benigni. Però, se facciamo un paragone tra i titoli utilizzati in entrambi film, vedremmo che, al meno su questo punto, la scelta di Benigni è stata più interessante. Comencini ha fatto opzione per una tipografia gialla, con linee nere, centralizzata e mescolata tra tipi alti e bassi - design tipico del Western, le scritte risultano troppo grandi e non lasciano molto spazio libero sullo schermo, pregiudicando anche la visualizzazione delle scene. Con Benigni però i titoli cominciano con la logo e la firma sonora della Melampo Cinematografia, la produttrice di Benigni e Braschi, apparizione tradizionale nei loro film. Dopo questo, il film comincia con scene simili quelle de Le avventure di Pinocchio di Comincini, poiché entrambi ritraggono nei primi secondi l’entrata di un carrello nella città - anche se ognuno ha ritrattato carrelli di personaggi diversi, ci sono molte somiglianze nelle scene. Però, quando arrivano i titoli veri e propri, ci sono differenze chiare, a cominciare dal fatto che Benigni ha scelto una tipografa molto più discreta. La tipografia di Benigni è sans serif, tutta in tipi alti, bianca, centralizzata ma posizionata in basso a destra, permettendo agli spettatori di vedere corretamente le scene. L'ultima scena delle titolazioni

mostra un'altra scelta importante di Benigni, che conclude con la parola Pinocchio - il titolo del suo film – realizzato con una tipografia gialla con linee nere un chiaro riferimento al passato e alla tradizione e giocosità della favola. Nella sua versione invece Comencini concludeva i titoli di testa con un auto riferimento Regia Luigi Comincini.

Pinocchio Roberto Benigni

Le Avventure di Pinocchio Luigi Comencini

Riferimenti [1] P.110 [5] P.34 [6] P.10 Libro: “Roberto Benigni”, Cristina Borsatti, Editrice Il Castoro Cinema, 2001. [2] Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto _Benigni e l’entrega del premio di Miglior Atttore Protagonista a Benigni sta tra i momenti più divertente e emozionante della storia del’Oscar: http://www.youtube.com/watch?v=8cTR6fk8frs [3] Discorso di Benigni al Quirinale http://www.youtube.com/watch?v=crmSxF_i5B8 [4] Discorso di Benigni nel Parlamento Europeu http://www.youtube.com/watch?v=mZwaLa1y5Zk [7] Pinocchio, Roberto Benigni (streaming) http://www.cineblog01.net/pinocchio-roberto-benigni-2002/ [8] Le Avventure di Pinocchio (streaming) http://www.youtube.com/watch?v=WzjPjc1XZx4 [9] Libro: “La vita è bella”, Roberto Benigni e Vincenzo Cerami, Editrice Einaudi, 1998. [10] Libro consulta: “Roberto Benigni e l’alluce fu: Monologhi & Gag”, Marco Giusti, Editrice Einaudi, 1996.

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