Metodologia e Tecniche della Ricerca Sociale

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Information about Metodologia e Tecniche della Ricerca Sociale

Published on April 25, 2008

Author: amandadrafe

Source: slideshare.net

Metodologia e tecniche della ricerca sociale. I parte: Tecniche quantitative Ada Manfreda Gruppo di studio LOCness

Elementi della ricerca quantitativa La ricerca scientifica è costituita da due elementi fondamentali: Creatività : ossia l’insieme degli attributi personali del ricercatore, le sue capacità di intuizione, la sua perspicacia Standard : ossia l’insieme delle procedure predefinite, standardizzate e condivise dalla comunità scientifica.

La ricerca scientifica è costituita da due elementi fondamentali:

Creatività : ossia l’insieme degli attributi personali del ricercatore, le sue capacità di intuizione, la sua perspicacia

Standard : ossia l’insieme delle procedure predefinite, standardizzate e condivise dalla comunità scientifica.

Una prima definizione: La ricerca scientifica è un processo creativo di scoperta (“ contesto della scoperta ” – Reichenbach) La ricerca scientifica è un itinerario prefissato e procedure prestabilite che si sono consolidate all’interno della comunità scientifica (“ contesto della giustificazione ” – Reichenbach). +

La ricerca scientifica è un processo creativo di scoperta (“ contesto della scoperta ” – Reichenbach)

La ricerca scientifica è un itinerario prefissato e procedure prestabilite che si sono consolidate all’interno della comunità scientifica (“ contesto della giustificazione ” – Reichenbach).

Questioni terminologiche: Ricerca scientifica? Ricerca sperimentale? Ricerca empirica? Metodo scientifico? Metodo induttivo? Metodo deduttivo? Paradigma clinico-indiziario e metodo abduttivo?

Ricerca scientifica?

Ricerca sperimentale?

Ricerca empirica?

Metodo scientifico?

Metodo induttivo?

Metodo deduttivo?

Paradigma clinico-indiziario e metodo abduttivo?

ESPERIMENTO NELLE SCIENZE SOCIALI “…una forma di esperienza su fatti naturali che si realizza a seguito di un deliberato intervento modificativo da parte dell’uomo, e quindi come tale si contrappone alla forma di esperienza che deriva dall’osservazione dei fatti nel loro svolgersi naturale” (Corbetta, p. 139).

“…una forma di esperienza su fatti naturali che si realizza a seguito di un deliberato intervento modificativo da parte dell’uomo, e quindi come tale si contrappone alla forma di esperienza che deriva dall’osservazione dei fatti nel loro svolgersi naturale” (Corbetta, p. 139).

Esperimenti di laboratorio ed esperimenti sul campo La distinzione tra ‘esperimenti di laboratorio’ ed ‘esperimenti sul campo’ nelle scienze sociali non pertiene l’impostazione metodologica dell’esperimento, ma fa riferimento al contesto nel quale l’esperimento si realizza (Corbetta, 147).

La distinzione tra ‘esperimenti di laboratorio’ ed ‘esperimenti sul campo’ nelle scienze sociali non pertiene l’impostazione metodologica dell’esperimento, ma fa riferimento al contesto nel quale l’esperimento si realizza (Corbetta, 147).

Esperimento di laboratorio vs Esperimento sul campo. Un esempio… Studio del disturbo prodotto dal rumore sulla concentrazione mentale: È possibile effettuare un esperimento di laboratorio, “dove si assegnano a dei soggetti compiti che richiedono concentrazione mentale in situazioni variamente disturbate da rumori prodotti artificialmente” E’ possibile effettuare un esperimento sul campo in un istituto scolastico, rilevando ad esempio il rendimento in un test da parte di classi disturbate dal rumore stradale e da parte di classi che non sono soggette a tale disturbo. (Cfr. Corbetta, p. 139-150).

Studio del disturbo prodotto dal rumore sulla concentrazione mentale:

È possibile effettuare un esperimento di laboratorio, “dove si assegnano a dei soggetti compiti che richiedono concentrazione mentale in situazioni variamente disturbate da rumori prodotti artificialmente”

E’ possibile effettuare un esperimento sul campo in un istituto scolastico, rilevando ad esempio il rendimento in un test da parte di classi disturbate dal rumore stradale e da parte di classi che non sono soggette a tale disturbo.

(Cfr. Corbetta, p. 139-150).

Contesto della giustificazione: La ricerca deve svilupparsi all’interno di un quadro collettivamente condiviso, rendendo così possibile: il CONTROLLO: ossia i concetti, i procedimenti e i risultati della ricerca debbono poter essere verificati anche da altri (Merton) la CUMULATIVITA’: ossia la possibilità della accumulazione sistematica della conoscenza, poggiandosi il più possibile su quanto è già stato prodotto (Merton).

La ricerca deve svilupparsi all’interno di un quadro collettivamente condiviso, rendendo così possibile:

il CONTROLLO: ossia i concetti, i procedimenti e i risultati della ricerca debbono poter essere verificati anche da altri (Merton)

la CUMULATIVITA’: ossia la possibilità della accumulazione sistematica della conoscenza, poggiandosi il più possibile su quanto è già stato prodotto (Merton).

Formalizzazione della ricerca quantitativa Strutturazione dell’ITINERARIO DI RICERCA: inizia con la teoria e ritorna alla teoria in un andamento a carattere spiralizzato nel senso dell’accumulazione senza fine di conoscenza. consta di 5 fasi con altrettanti 5 processi che legano le fasi.

Strutturazione dell’ITINERARIO DI RICERCA:

inizia con la teoria e ritorna alla teoria in un andamento a carattere spiralizzato nel senso dell’accumulazione senza fine di conoscenza.

consta di 5 fasi con altrettanti 5 processi che legano le fasi.

Itinerario “tipo” della ricerca quantitativa Teoria Ipotesi Raccolta dati Analisi dati Risultati OPERATIVIZZAZIONE O “ DISEGNO DELLA RICERCA” DEDUZIONE ORGANIZZAZIONE DATI (MATRICE-DATI) INTERPRETAZIONE INDUZIONE FASI PROCESSI

ITINERARIO TIPO: i processi DEDUZIONE : processo attraverso il quale, dopo aver passato in rassegna la teoria , che è generale, essa viene articolata in una ipotesi che prende in esame un aspetto parziale e specifico di essa; OPERATIVIZZAZIONE (disegno della ricerca): è il processo preliminare alla raccolta dei dati e consiste nella trasformazione dell’ipotesi in affermazioni empiricamente osservabili (variabili e strumenti). ORGANIZZAZIONE DATI : definito il disegno di ricerca ed effettuata la raccolta delle informazioni, esse vengono organizzate e sistematizzate (dati) in modo da poter essere analizzati mediante regole statistiche. INTERPRETAZIONE : i dati analizzati vengono quindi interpretati e fatti evolvere in risultati della ricerca. INDUZIONE : processo attraverso cui i risultati ottenuti vengono riportati e raffrontati alla teoria da cui si è partiti al fine di confermarla ovvero riformularla alla luce di quanto emerso.

DEDUZIONE : processo attraverso il quale, dopo aver passato in rassegna la teoria , che è generale, essa viene articolata in una ipotesi che prende in esame un aspetto parziale e specifico di essa;

OPERATIVIZZAZIONE (disegno della ricerca): è il processo preliminare alla raccolta dei dati e consiste nella trasformazione dell’ipotesi in affermazioni empiricamente osservabili (variabili e strumenti).

ORGANIZZAZIONE DATI : definito il disegno di ricerca ed effettuata la raccolta delle informazioni, esse vengono organizzate e sistematizzate (dati) in modo da poter essere analizzati mediante regole statistiche.

INTERPRETAZIONE : i dati analizzati vengono quindi interpretati e fatti evolvere in risultati della ricerca.

INDUZIONE : processo attraverso cui i risultati ottenuti vengono riportati e raffrontati alla teoria da cui si è partiti al fine di confermarla ovvero riformularla alla luce di quanto emerso.

DEDUZIONE (1 di 2) Teoria : “Insieme di proposizioni organicamente connesse, che si pongono ad un elevato livello di astrazione e generalizzazione rispetto alla realtà empirica, le quali sono derivate da regolarità empiriche e dalle quali possono essere derivate delle previsioni empiriche” (Corbetta, p. 85). Ipotesi : “una proposizione che implica una relazione tra due o più concetti , che si colloca su un livello inferiore di astrazione e di generalità rispetto alla teoria e che permette una traduzione della teoria in termini empiricamente controllabili” (Corbetta, p. 86).

Teoria : “Insieme di proposizioni organicamente connesse, che si pongono ad un elevato livello di astrazione e generalizzazione rispetto alla realtà empirica, le quali sono derivate da regolarità empiriche e dalle quali possono essere derivate delle previsioni empiriche” (Corbetta, p. 85).

Ipotesi : “una proposizione che implica una relazione tra due o più concetti , che si colloca su un livello inferiore di astrazione e di generalità rispetto alla teoria e che permette una traduzione della teoria in termini empiricamente controllabili” (Corbetta, p. 86).

DEDUZIONE (2 di 2) La CONTROLLABILITA’ EMPIRICA è un criterio di scientificità La validità di una teoria, in funzione della ricerca, dipende dalla sua trasformabilità in ipotesi empiricamente controllabili. La sequenza canonica teoria-ipotesi-osservazione può essere alterata.

La CONTROLLABILITA’ EMPIRICA è un criterio di scientificità

La validità di una teoria, in funzione della ricerca, dipende dalla sua trasformabilità in ipotesi empiricamente controllabili.

La sequenza canonica teoria-ipotesi-osservazione può essere alterata.

OPERATIVIZZAZIONE (1 di 2) 1° passaggio : applicare i concetti ad oggetti concreti, facendoli diventare un attributo o proprietà di tali oggetti (tali oggetti sono detti unità di analisi ) 2° passaggio : dare al concetto-proprietà una definizione operativa, ossia individuare la sua misurabilità oggettiva 3° passaggio : traduzione del concetto-proprietà operativizzato in variabili , le quali possono assumere diverse ‘modalità’, ossia stati a cui viene assegnato un valore numerico.

1° passaggio : applicare i concetti ad oggetti concreti, facendoli diventare un attributo o proprietà di tali oggetti (tali oggetti sono detti unità di analisi )

2° passaggio : dare al concetto-proprietà una definizione operativa, ossia individuare la sua misurabilità oggettiva

3° passaggio : traduzione del concetto-proprietà operativizzato in variabili , le quali possono assumere diverse ‘modalità’, ossia stati a cui viene assegnato un valore numerico.

OPERATIVIZZAZIONE (2 di 2) “ La decisione su come operativizzare un concetto è totalmente affidata alla discrezionalità del ricercatore”, al quale può essere chiesto: a) di esplicitare le scelte fatte b) di giustificarle. (ridurre la soggettività). “ La definizione operativa non elimina l’arbitrarietà, ma la rende esplicita e quindi controllabile” (Corbetta, p. 105-106).

“ La decisione su come operativizzare un concetto è totalmente affidata alla discrezionalità del ricercatore”, al quale può essere chiesto:

a) di esplicitare le scelte fatte

b) di giustificarle. (ridurre la soggettività).

“ La definizione operativa non elimina l’arbitrarietà, ma la rende esplicita e quindi controllabile” (Corbetta, p. 105-106).

UNITA’ DI ANALISI (1 di 2) Unità di analisi : oggetto a cui afferiscono le proprietà, frutto a loro volta dei concetti che abbiamo isolato all’interno di una ipotesi dedotta da una teoria. Può essere: un individuo, un aggregato territoriale, un collettivo Quali sono le unità di analisi ‘tipo’ di una ricerca pedagogica?

Unità di analisi : oggetto a cui afferiscono le proprietà, frutto a loro volta dei concetti che abbiamo isolato all’interno di una ipotesi dedotta da una teoria. Può essere: un individuo, un aggregato territoriale, un collettivo

Quali sono le unità di analisi ‘tipo’ di una ricerca pedagogica?

UNITA’ DI ANALISI (2 di 2) L’Unità di analisi viene poi riferita nello spazio e nel tempo, andando così a circoscrivere e definire la popolazione di riferimento della ricerca; La ricerca potrà riguardare tutta intera la popolazione di riferimento oppure, come è più probabile, una parte di essa, individuata secondo opportune regole. I casi rappresentano i concreti esemplari facenti parte di quella determinata unità di analisi, rispetto a cui vengono rilevate le informazioni. Sono gli oggetti specifici della ricerca.

L’Unità di analisi viene poi riferita nello spazio e nel tempo, andando così a circoscrivere e definire la popolazione di riferimento della ricerca;

La ricerca potrà riguardare tutta intera la popolazione di riferimento oppure, come è più probabile, una parte di essa, individuata secondo opportune regole.

I casi rappresentano i concreti esemplari facenti parte di quella determinata unità di analisi, rispetto a cui vengono rilevate le informazioni. Sono gli oggetti specifici della ricerca.

VARIABILE Consiste nella proprietà operativizzata di un oggetto/unità di analisi, ossia tradotta in un ‘elemento’ che può essere osservato empiricamente. Scaturisce a seguito del processo concatenato di operativizzazione di: CONCETTO  PROPRIETA’  VARIABILE

Consiste nella proprietà operativizzata di un oggetto/unità di analisi, ossia tradotta in un ‘elemento’ che può essere osservato empiricamente.

Scaturisce a seguito del processo concatenato di operativizzazione di: CONCETTO  PROPRIETA’  VARIABILE

VARIABILI (1 di 2) Indipendente/Dipendente : se abbiamo due variabili in rapporto asimmetrico, chiamiamo indipendente quella che influenza e dipendente quella che viene influenzata; Multivariabilità : nel caso si abbiano più variabili, di cui una dipendente e le altre che variamente concorrono ad influenzare la dipendente, allora tra le variabili esiste una relazione multivariata; Individuale/collettiva

Indipendente/Dipendente : se abbiamo due variabili in rapporto asimmetrico, chiamiamo indipendente quella che influenza e dipendente quella che viene influenzata;

Multivariabilità : nel caso si abbiano più variabili, di cui una dipendente e le altre che variamente concorrono ad influenzare la dipendente, allora tra le variabili esiste una relazione multivariata;

Individuale/collettiva

VARIABILI (2 di 2) Nominali : si dice di quelle variabili che si riferiscono a proprietà che assumono stati discreti non ordinabili . A tali stati possono essere assegnati dei valori simbolici, quasi sempre un numero, che non ha ovviamente significato numerico. Un caso particolare di questa tipologia sono le variabili dicotomiche . Ordinali : si dice di quelle variabili che si riferiscono a proprietà che assumono stati discreti ordinabili . Anche in questo caso possono essere assegnati dei valori simbolici numerici, rispettando l’ordine degli stati della variabile Cardinali : si dice di quelle variabili che si riferiscono a proprietà che assumono modalità di natura pienamente numerica. (Un sottoinsieme è costituito dalle quasi-cardinali, ossia quelle variabili che assumono come valori le ‘scale’).

Nominali : si dice di quelle variabili che si riferiscono a proprietà che assumono stati discreti non ordinabili . A tali stati possono essere assegnati dei valori simbolici, quasi sempre un numero, che non ha ovviamente significato numerico. Un caso particolare di questa tipologia sono le variabili dicotomiche .

Ordinali : si dice di quelle variabili che si riferiscono a proprietà che assumono stati discreti ordinabili . Anche in questo caso possono essere assegnati dei valori simbolici numerici, rispettando l’ordine degli stati della variabile

Cardinali : si dice di quelle variabili che si riferiscono a proprietà che assumono modalità di natura pienamente numerica. (Un sottoinsieme è costituito dalle quasi-cardinali, ossia quelle variabili che assumono come valori le ‘scale’).

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