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Lo chiameremo ossido (Nomenclatura)

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Published on March 1, 2014

Author: marghespa

Source: slideshare.net

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Piccola storia dei nomi dei composti chimici
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Lo chiameremo ossido STORIA DI UNA NASCITA W. J E IL CHIMICHESE

Tossicità del monossido di diidrogeno in fase liquida. Un’altra minaccia chimica. Ma cosa dici! E sostieni di aver studiato la nomenclatura chimica

Certo. Non senti come è spaventoso questo nome? Vuoi sapere la traduzione italiana di questo mostro! ACQUA

Acqua?! Esatto H2O Due atomi di idrogeno, uno di ossigeno

Forse dare un’ occhiatina alla storia ti potrebbe rendere meno indigesto il …. chimichese Chimichese! Neanche fosse una lingua Sì, per certi versi lo è e diventa molto difficile se non ne conosci le regole

Ecco, la storia sarebbe potuta incominciare così

I l mito di Prometeo, il Titano che rubò il fuoco a Zeus e fu per questo condannato ad avere il fegato rosicchiato in eterno da un’ aquila, racconta dell’importanza che ebbe il fuoco per l’umanità. Con il fuoco l’uomo incominciò a modificare quanto lo circondava e a migliorare la sua esistenza. Q uando l’uomo incontrò il fuoco e lo fece interagire con la materia nacque la chimica …

In realtà nacquero molte altre cose, che avrebbero portato alla nascita della chimica come la conosciamo noi nel giro di qualche.. millennio.

Ma come è potuto succedere? Che cosa ha bloccato lo sviluppo di questa scienza Diversi fattori!

L’empirismo cioè la pratica senza un’ adeguata riflessione teorica sui processi. Ciò spesso porta a scoperte casuali che poi sono difficilmente riproducibili Uhm! A scuola, in laboratorio ,vorrei essere più empirico. ODIO LE RELAZIONI! Primitiv o!

E i processi, una volta scoperti, diventavano segreti tesori delle caste dominanti come, in Egitto, dei sacerdoti, che li custodivano gelosamente impedendo la divulgazione della “ricetta”. I segreti dell’ imbalsamazione, del colore turchese, dei profumi …

Ma per noi gatti erano bei tempi

Poi uno zampino ce lo misero anche i greci anzi … uno zampone. Appunto!!

Gli antichi avevano avversione per l’esperimento e forte tendenza alla speculazione. Guarda cosa pensava Il grande Aristotele! Uffa, pensare, pensare. Ma cosa avevano sempre da pensare! Mal di testa?

L’esercizio di un’arte degrada iL pensiero

I greci colti si astennero dall’osservare e dall’esercitare processi di chimica tecnica: per loro non aveva interesse la spiegazione teorica dei processi che avevano luogo nei singoli casi.

Conseguenza: la scoperta di importanti processi non è mai legata a nomi illustri, mentre gli antichi scrittori nominano tutti quelli che hanno fatto ipotesi anche le più insostenibili. Ecco perché la metallurgia non ha grandi nomi nell’antichità e la filosofia sì!

Fatto sta che Le speculazioni fatte dai filosofi ebbero lunga influenza sulla chimica e sulla sua possibilità di evoluzione Ma cosa c’entra la filosofia?

SILLOGISMO Premessa: Tutti gli uomini sono mortali. Premessa: Ogni filosofo è un uomo. Conclusione: Ogni filosofo è mortale. Intanto il punto di vista. Dal generale al particolare: metodo deduttivo

SILLOGISMO Premessa: Tutti gli uomini sono mortali. Premessa: Ogni filosofo è un uomo. Conclusione: Ogni filosofo è mortale.

Verità senza verifica

E’ evidente l’importanza delle leggi logiche a cui si fa riferimento ed affidamento: basta che una sola di esse sia non verificata o inverificabile, e tutto il castello costruito secondo il metodo deduttivo crolla miseramente.

Aristotele il principale esponente della filosofia naturale della Grecia antica…

In particolare la sua teoria degli elementi. Questa teoria aveva in sé il concetto della trasformazione della materia. .

Da qui, all’idea della possibilità di trasmutazione dei metalli, che fu la caratteristica degli alchimisti, il passo è breve. Alchimia … elisir di lunga vita, pietra filosofale, Harry Potter! Harry Potter?!

Allo scienziato, però, non basta il solo pensiero deduttivo LOGICO !

Hai ragione. In effetti, prima del 1500, la conoscenza del mondo non era basata sull’osservazione diretta, ma veniva dedotta dai principi filosofici IPSE DIXIT !.

Poi le cose cambiarono e, lentamente, si passò da uno studio della natura fondato sull’autorevolezza degli autori classici, ad uno studio diretto della natura e, lentamente, si passò dalla magia alla scienza. Perché questo cambiamento?

La grande svolta si ebbe con Galileo

Con lui nacque il metodo scientifico e, nel momento in cui nell'analisi dei fenomeni naturali, si sono introdotti gli strumenti di misura, che hanno consentito di valutare in modo rigoroso le variabili significative dell’oggetto di studio, è nata la scienza moderna

Da questo momento anche la chimica è pronta per la nascita, con tutte le caratteristiche che faranno di lei una vera scienza.

E quando una scienza nasce, deve esserci un linguaggio che individui,senza possibilità di dubbio,l’ oggetto dello studio. Miao! Anche la chimica ha imparato a parlare!

Torniamo all’ alchimia. Il linguaggio ermetico era volutamente ricercato dagli alchimisti tra le cui finalità non c’era certo la divulgazione delle loro ricette! W il chimichese L’alchimia, quindi, co n il chiodo fisso della trasmutazione, non contribuì alla nascita del linguaggio dei chimici.

In effetti, nomi come “la sostanza che fa cader le stelle” o ricette per la preparazione dell’ oro come questa … Prendi del sale e innaffia il solfo, brillante, giallo collegalo affinché abbia forza e, fatto intervenire il fio di bronzo, fanne un acido liquido, bianco. Prepara gradatamente il fio di bronzo. In tutto ciò tu domerai il rame bianco, lo distillerai e troverai dopo la terza operazione un prodotto che dà dell’oro. …. non sono di ( Zozimo III sec d.C.) grande aiuto per la scienza

Situazione all’inizio del 1600 La terminologia non aveva alcuna relazione con la composizione chimica delle sostanze, che erano indicate, in maniera assolutamente acritica, sulla base di colori, forme cristalline, qualità organolettiche, nomi degli scopritori, proprietà curative, modalità di preparazione, luoghi di provenienza.

i nomi delle sostanze erano complicati e privi di significato: burro di antimonio, zucchero di piombo fiori di zolfo. Inoltre, si potevano usare infiniti modi per indicare una stessa sostanza. Se ne contavano più di trenta per indicare il mercurio!

Ma i tempi sono ormai maturi per fare un po’ di ordine! Chi e quando incominciò a illuminare l’ambiente?

1661 Boyle pubblica Il chimico scettico. Nel suo libro non parla più di alchimia e alchimisti ma di chimica e chimici

Mi basta dire che non risulta dall’esperienza, che è la sola sulla quale si fondano i chimici, che tutti i corpi misti consistono dei tre tria. I chimici non sono mai stati in grado, senza ulteriori scomposizioni, di risolvere in tre principi né l’oro né l’argento ,né il cristallo né il talco veneziano né altri corpi da me ricordati altrove.

“Intendo per elementi, quello che i chimici che parlano in modo più chiaro, intendono per loro principi, cioè certi corpi primitivi e semplici, o perfettamente incomposti, che, non essendo costituiti da altre sostanze, sono gli ingredienti di cui sono costituiti i corpi chiamati perfettamente composti …….”

Boyle era di direttore di laboratorio e coniò il termine analisi E’ la prima definizione di elemento. In quella definizione, però, c’è qualcosa di più. C’è la proposta di orientare il lavoro dei chimici verso l’analisi delle sostanze fino ai loro principi costitutivi e poi,di studiare la sintesi dei composti, a partire dalle sostanze semplici.

Le scienze naturali sentivano l’esigenza di linguaggi specifici. Linneo, ad esempio, aveva costruito un sistema “ binomiale” per la botanica ESATTO! Scommetto che questo fece venire qualche idea ai chimici!

Bergmann (intorno al 1770-80) propose il principio binomiale, quello del sistema botanico di Linneo, per il nome dei sali. Ecco la sua proposta per i Sali di magnesio magnesi vetriolat Solfato a a di Mg magnesi a I primi a tentare una riforma della nomenclatura chimica furono A. Baumé, P. Macquer aerata Carbona to di Mg magnesi a nitrata Nitrato di Mg magnesi a salita Cloruro di Mg

Nel 1786 Guyton de Morveau (allievo di Bergmann), Fourcroy, Berthollet e Lavoisier si occuparono, per incarico dell’Accademia Francese, di una nuova nomenclatura, che fu pubblicata nell'aprile del 1787. Lavoisier Berthollet Guyton de Morveau Fourcroy

Chissà quante riunioni e incontri con altri scienziati del loro tempo dovettero fare! Certo! Esaminarono criticamente tutte le parti della Chimica, meditando sul linguaggio e sul rapporto tra idee e parole! Che fatica!

Nel 1789 Lavoisier pubblicò il Trattato elementare di chimica, che servì a dare al mondo una visione unitaria delle conoscenze della chimica basata sulle nuove teorie e sulla nomenclatura adottata dall’autore. Fu il primo testo moderno di chimica “E’ bastato un momento per tagliare quella testa e forse non basterà un secolo per generarne un’altra pari alla sua”. Joseph Lagrange, matematico Lavoisier fu ucciso durante la rivoluzione francese nel 1794

La nomenclatura inorganica di Lavoisier non subì sostanziali modifiche per tutto il corso dell’Ottocento. La chiarezza e la semplicità del linguaggio di Lavoisier favorirono la rapida e generalizzata adozione della sua teoria in tutta Europa.

E i simboli chimici a chi sono saltati in mente? Dalton con la sua idea di atomo fu sicuramente il primo responsabile dell’uso di simboli chimici!

Infatti usava segni circolari per indicare gli elementi!

I simboli degli elementi così come li conosciamo, però, li introdusse nel 1813 Berzelius!

J.J.Berzelius scelse come simbolo la prima lettera del nome latino o latinizzato di ciascun elemento; in caso di ambiguità, la prima lettera veniva seguita da una lettera complementare. Associando queste iniziali, Berzelius otteneva la formula della sostanza composta, nella quale i simboli erano accompagnati da esponenti numerici corrispondenti alle unità di peso atomico di ciascun elemento costituente il composto. Il principio di questa notazione non è mai stato abbandonato.

Rispetto ai simboli di Dalton, oltre a essere più chiari, quelli di Berzelius erano meglio compatibili con le esigenze tipografiche. E questo contribuì al loro successo. E poi?

Oggi la nomenclatura chimica è regolamentata dalla Iupac (International Union for Pure and Applied Chemistry), So cos’è! Un'associazione internazionale che periodicamente si riunisce per aggiornare le regole della "sintassi chimica" alla luce delle nuove conoscenze. Le regole della nomenclatura, attualmente valide,sono state elaborate durante il congresso IUPAC del1959

Quella vista fin qui è solo un’istantanea della nascita della nomenclatura della chimica inorganica. L’evoluzione del linguaggio della chimica organica è tutt’un’altra storia! UNO ? Ma a questo punto ho un dubbio

Perché questo linguaggio così chiaro per i chimici risulta così oscuro per i non chimici? ? ?

Bella domanda! Intanto che penso alla risposta, passami quel libro. Voglio fare uno scherzo ad alcuni mie amici. Quelli che … la chimica è spaventosa!

FINE

MUSE ISPIRATRICI I. A.Clerc- Chimica popolare- Milano Sonzogno 1886 II. F. Meyer,,Giua- Storia della chimica- Hoepli 1910 III. F. Meyer, L.J. Olmer-Le tappe della chimicaGarzanti1951 IV. I.Asimov - Breve storia della chimica –Zanichelli 1998 V. M.C. Montani- Sposare gli elementi- Sironi Editore 2011 VI. A. Borsese, V. Dolcetto -Il linguaggio chimico nella storia della chimica. nascita e consolidamento della chimica come scienza (da lavoisier alla fine del 1800 http://wwwcsi.unian.it/educa/storia/chicosci.html VII http://cheminor.unipa.it/storia_chimica/doku.php?id=l a_nomenclatura

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