La Protezione Civile In Italia

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Published on February 27, 2009

Author: dimapardini

Source: slideshare.net

Description

resoconto dell'evoluzione normativa e culturale avvenuta in italia nell'ultimo ventennio. a cura del disaster manager dr. giuliano pardini (Comune di Viareggio)

Insegnando s’impara. Seneca

LA PROTEZIONE CIVILE IN ITALIA

COS’E’ LA PROTEZIONE CIVILE? UN SISTEMA DI AZIONI COORDINATE CHE FACCIANO IN MODO DI SOCCORRERE 5 FERITI QUANDO HO 3 AMBULANZE

UN SISTEMA DI AZIONI COORDINATE CHE FACCIANO IN MODO DI SOCCORRERE 5 FERITI QUANDO HO 3 AMBULANZE

COS’E’ LA PROTEZIONE CIVILE? LA GESTIONE DI UN GRANDE NUMERO DI PERSONE A DISAGIO CAUSA EVENTO

LA GESTIONE DI UN GRANDE NUMERO DI PERSONE A DISAGIO CAUSA EVENTO

COS’E’ LA PROTEZIONE CIVILE? E’ UN QUALCOSA FINALIZZATO A SOPPERIRE UN’EMERGENZA

E’ UN QUALCOSA FINALIZZATO A SOPPERIRE UN’EMERGENZA

COS’E’ LA PROTEZIONE CIVILE? “ sistema finalizzato alla tutela dell’integrità della vita, dei beni, gli insediamenti e dell’ambiente dai danni provocati da calamità naturali, catastrofi o altri eventi calamitosi” art. 1 L. 225/92.

“ sistema finalizzato alla tutela dell’integrità della vita, dei beni, gli insediamenti e dell’ambiente dai danni provocati da calamità naturali, catastrofi o altri eventi calamitosi” art. 1 L. 225/92.

“ LA TERRA CI E’ STATA DATA IN PRESTITO DAI NOSTRI FIGLI”

“ LA TERRA CI E’ STATA DATA IN PRESTITO DAI NOSTRI FIGLI”

IL DIBATTITO FILOSOFICO? SOCIOLOGICO/ANTROPOLOGICO? STORICO? POLITICO?

FILOSOFICO?

SOCIOLOGICO/ANTROPOLOGICO?

STORICO?

POLITICO?

GIA’ NEL 1755, DOPO IL DISASATROSO TERREMOTO DI LISBONA (8° R.) SI PARLA DI RESPONSABILITA’ DELL’UOMO

GIA’ NEL 1755, DOPO IL DISASATROSO TERREMOTO DI LISBONA (8° R.) SI PARLA DI RESPONSABILITA’ DELL’UOMO

LE TEORIE Rousseau Voltaire UOMO MALE MORALE MALE INDIVIDUALE

Rousseau

Voltaire

L’UOMO HA LA CAPACITA’ DI TRASFORMARE IL RISCHIO NATURALE IN CATASTROFE PER L’UMANITA’

L’UOMO HA LA CAPACITA’ DI TRASFORMARE IL RISCHIO NATURALE IN CATASTROFE PER L’UMANITA’

L’IMPORTANZA DEL SAPERE Primo germe di prevenzione ANNO 2000 DECENNIO INTERNAZIONALE DI STUDIO SULLE CATASTROFI NATURALI ( fonte ONU )

Primo germe di prevenzione

ANNO 2000 DECENNIO INTERNAZIONALE DI STUDIO SULLE CATASTROFI NATURALI ( fonte ONU )

LA SOCIETA’ DEL RISCHIO R= rischio = grado di entità atteso di un evento pericoloso per l’uomo P= pericolo= possibilità che un evento accada E = esposizione= quantificazione dei beni soggetti al danno V = vulnerabilità= valore dei beni esposti R=P. X E. X V.

R= rischio = grado di entità atteso di un evento pericoloso per l’uomo

P= pericolo= possibilità che un evento accada

E = esposizione= quantificazione dei beni soggetti al danno

V = vulnerabilità= valore dei beni esposti

R=P. X E. X V.

ULRICH BECK il concetto di rischio è un concetto moderno. Esso presuppone delle scelte e cerca di rendere prevedibili e controllabili le conseguenze imprevedibili delle scelte compiute in nome del progresso. L'elemento nuovo della società mondiale del rischio sta nel fatto che con le nostre scelte nel nome del progresso diano luogo a problemi e pericoli globali che contraddicono radicalmente il linguaggio istituzionalizzato del controllo e le promesse di controllo (irresponsabilità organizzata).

il concetto di rischio è un concetto moderno. Esso presuppone delle scelte e cerca di rendere prevedibili e controllabili le conseguenze imprevedibili delle scelte compiute in nome del progresso. L'elemento nuovo della società mondiale del rischio sta nel fatto che con le nostre scelte nel nome del progresso diano luogo a problemi e pericoli globali che contraddicono radicalmente il linguaggio istituzionalizzato del controllo e le promesse di controllo (irresponsabilità organizzata).

E non ci sono nemmeno catastrofi "puramente" naturali. In esse è sempre implicato anche l'agire o il non-agire-umano. Le barriere coralline che proteggevano dall'inondazione sono frantumate dall'industria edile per farne materia prima, le foreste di mangrovie vengono indecentemente disboscate, i sistemi di allarme non sono installati, il livello del mare si innalza a causa del mutamento climatico, i paradisi promessi al turismo di massa vengono messi in scena a ridosso delle coste, sicché il maremoto si trasforma in un'onda omicida, nel "trauma nazionale" dei paesi del Nord.

E non ci sono nemmeno catastrofi "puramente" naturali. In esse è sempre implicato anche l'agire o il non-agire-umano. Le barriere coralline che proteggevano dall'inondazione sono frantumate dall'industria edile per farne materia prima, le foreste di mangrovie vengono indecentemente disboscate, i sistemi di allarme non sono installati, il livello del mare si innalza a causa del mutamento climatico, i paradisi promessi al turismo di massa vengono messi in scena a ridosso delle coste, sicché il maremoto si trasforma in un'onda omicida, nel "trauma nazionale" dei paesi del Nord.

Mentre nel primo mondo la "natura feroce" è indicata come principale responsabile e quindi viene rimosso l'apporto del proprio agire, nel terzo mondo si sta facendo strada la convinzione che la definizione del pericolo debba includere la minaccia recata dall'Occidente. Perciò, le prime colpevoli del riscaldamento della Terra, del conseguente innalzamento del livello dei mari e quindi, in ultima analisi, di questo disastro sono le nazioni industrializzate con il loro immenso consumo di energia.

Mentre nel primo mondo la "natura feroce" è indicata come principale responsabile e quindi viene rimosso l'apporto del proprio agire, nel terzo mondo si sta facendo strada la convinzione che la definizione del pericolo debba includere la minaccia recata dall'Occidente. Perciò, le prime colpevoli del riscaldamento della Terra, del conseguente innalzamento del livello dei mari e quindi, in ultima analisi, di questo disastro sono le nazioni industrializzate con il loro immenso consumo di energia.

Dopo il terremoto di Lisbona del 1755: Dio davanti al tribunale della ragione umana. Dopo la catastrofe del reattore di Chernobyl: sul banco degli imputati la civiltà tecnico-scientifica. Dopo la catastrofe dell'inondazione asiatica: l'imperialismo? globalizzazione occidentale? aiuti duraturi con la promessa occidentale di responsabilità cosmopolita per la sofferenza degli altri?

Dopo il terremoto di Lisbona del 1755:

Dio davanti al tribunale della ragione umana.

Dopo la catastrofe del reattore di Chernobyl:

sul banco degli imputati la civiltà tecnico-scientifica.

Dopo la catastrofe dell'inondazione asiatica:

l'imperialismo? globalizzazione occidentale?

aiuti duraturi con la promessa occidentale di responsabilità cosmopolita per la sofferenza degli altri?

Se la catastrofe diventa globale di Ulrich Beck (La Repubblica 10 gennaio 2005) Le catastrofi naturali non sono affatto pure e semplici catastrofi "naturali", ma merce da informazione molto effimera. Sono in tutto e per tutto eventi politici, moments of decision. Ma nel rapido mutamento dei tipi di catastrofe (per fare solo tre esempi: "Chernobyl" sta per i pericoli globali della tecnologia moderna, “11 settembre" simboleggia i pericoli globali del terrorismo e"tsu namì" ha ora rinnovato il ricordo della natura come colpevole, che, indifferente a tutti i tentativi di controllo tecnico-scientifico minaccia la vita sul pianeta) si può riconoscere il fatto che, con la violenza del pericolo percepita su scala globale, lo stato d'eccezione rischia di diventare la regola.

Le catastrofi naturali non sono affatto pure e semplici catastrofi "naturali", ma merce da informazione molto effimera. Sono in tutto e per tutto eventi politici, moments of decision.

Ma nel rapido mutamento dei tipi di catastrofe (per fare solo tre esempi: "Chernobyl" sta per i pericoli globali della tecnologia moderna, “11 settembre" simboleggia i pericoli globali del terrorismo e"tsu namì" ha ora rinnovato il ricordo della natura come colpevole, che, indifferente a tutti i tentativi di controllo tecnico-scientifico minaccia la vita sul pianeta) si può riconoscere il fatto che, con la violenza del pericolo percepita su scala globale, lo stato d'eccezione rischia di diventare la regola.

P.T.S.D. IL DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS

IL DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS

IL COMPORTAMENTO COLLETTIVO INDIVDUALE

COLLETTIVO

INDIVDUALE

COLLETTIVO IL GRUPPO STRUTTURATO D’EVENTO

STRUTTURATO RECUPERO DEI DENOMINATORI COMUNI ANDATI PERSI CAUSA EVENTO

RECUPERO DEI DENOMINATORI COMUNI ANDATI PERSI CAUSA EVENTO

D’EVENTO DENOMINATORE COMUNE L’ESPERIENZA TRAGICA.

DENOMINATORE COMUNE L’ESPERIENZA TRAGICA.

LA PAURA REAZIONE TIPICA DEGLI ANIMALI FORMA DI DIFESA RISPOSTA INCONTROLLATA

LA PAURA CATALESSI ADRENALINA CAPELLI E PELURIA IRTI

CATALESSI

ADRENALINA

CAPELLI E PELURIA IRTI

CATALESSI REAZIONE DI DIFESA - IRRIGIDIMENTO, IMMOBILISMO, MANCANZA DI REAZIONE, FINGERSI MORTO

REAZIONE DI DIFESA

- IRRIGIDIMENTO, IMMOBILISMO, MANCANZA DI REAZIONE, FINGERSI MORTO

ADRENALINA REAZIONE D’ATTACCO: AUMENTO BATTITO CARDIACO DILATAZIONE OCULARE RESPIRO AFFANNOSO

REAZIONE D’ATTACCO:

AUMENTO BATTITO CARDIACO

DILATAZIONE OCULARE

RESPIRO AFFANNOSO

CAPELLI E PELURIA IRTI REAZIONE DI SFIDA - AUMENTO DELLA MASSA CORPOREA

REAZIONE DI SFIDA

- AUMENTO DELLA MASSA CORPOREA

LA TERAPIA IL COUNSELOR ASCOLTO DIALOGO DEFUSING

IL PANICO COMPORTAMENTO COLLETTIVO AUTODISTRUTTIVO … penso che il mio comportamento mi salvi la vita a scapito di quella degli altri

COMPORTAMENTO COLLETTIVO AUTODISTRUTTIVO

… penso che il mio comportamento mi salvi la vita a scapito di quella degli altri

IL PANICO GESTIRLO CON AUTOREVOLEZZA LA LEADERSHIP I COMUNICATI

GESTIRLO CON AUTOREVOLEZZA

LA LEADERSHIP

I COMUNICATI

IL TERRITORIO ITALIANO E’: LUOGO DI TERREMOTI LUOGO DI EVENTI IDROGEOLOGICI INCENDI

LUOGO DI TERREMOTI

LUOGO DI EVENTI IDROGEOLOGICI

INCENDI

LO STATO SOCIALE Pensa a tutto, ma gli eventi non avvengono ogni giorno. Chi tiene oliata la macchina?

Pensa a tutto, ma gli eventi non avvengono ogni giorno.

Chi tiene oliata la macchina?

LO STATO CHE CORRE ANNI 20 TERREMOTO GARFAGNANA ANNI 50 POLESINE ANNI 60 VAJONT E ALLUVIONE FI ANNI 70 FRIULI ANNI 80 IRPINIA

ANNI 20 TERREMOTO GARFAGNANA

ANNI 50 POLESINE

ANNI 60 VAJONT E ALLUVIONE FI

ANNI 70 FRIULI

ANNI 80 IRPINIA

SE C’ERA UNA CATASTROFE 1870/1920 STATO LIBERALE 1920/1990 STATO SOCIALE ANNI 90 AD OGGI: STATO SUSSIDIARIO

1870/1920 STATO LIBERALE

1920/1990 STATO SOCIALE

ANNI 90 AD OGGI:

STATO SUSSIDIARIO

FINO AL 1961 I SOCCORSI SONO MATERIA DEL MINISTERO DEI LL.PP. CON UN TAGLIO ESCLUSIVAMENTE TECNICO CON LA L. 469/61 LA COMPETENZA E’ DEL MINISTERO DELL’INTERNO CON MAGGIORE VALENZA POLITICA.

I SOCCORSI SONO MATERIA DEL MINISTERO DEI LL.PP. CON UN TAGLIO ESCLUSIVAMENTE TECNICO

CON LA L. 469/61 LA COMPETENZA E’ DEL MINISTERO DELL’INTERNO

CON MAGGIORE VALENZA POLITICA.

DOPO L’ALLUVIONE DI FIRENZE LA CATASTROFE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI (televisione) Il legislatore si sente obbligato a dare risposte

LA CATASTROFE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI (televisione)

Il legislatore si sente obbligato a dare risposte

PRIMA LEGGE DI P.C. L. 996/70 “norme su soccorso e assistenza alle popolazioni colpite da catastrofe” Sostanzialmente mai applicata!!

L. 996/70 “norme su soccorso e assistenza alle popolazioni colpite da catastrofe”

Sostanzialmente mai applicata!!

NASCONO LE REGIONI SI ISTITUISCONO I C.A.P.I.

SI ISTITUISCONO I C.A.P.I.

C.A.P.I. Centri di Approvvigionamento Primo Intervento Materiale definito di prima necessità: tende, reti, materassi, coperte, cuscini, gruppi elettrogeni, potabilizzatori.

Centri di Approvvigionamento Primo Intervento

Materiale definito di prima necessità: tende, reti, materassi, coperte, cuscini, gruppi elettrogeni, potabilizzatori.

C.A.P.I. Gestiti dal Ministero dell’Interno Nel 1973: sono magazzini ben organizzati. La prefettura competente che li accoglie: gestisce anche un deposito materiale sanitario.

Gestiti dal Ministero dell’Interno

Nel 1973: sono magazzini ben organizzati.

La prefettura competente che li accoglie: gestisce anche un deposito materiale sanitario.

C.A.P.I. LIMITI: difficoltà di gestione nel lungo periodo Attivabili con decreto del Ministro!!

LIMITI:

difficoltà di gestione nel lungo periodo

Attivabili con decreto del Ministro!!

C.A.P.I. Esistono ancora oggi: razionalizzati e di competenza regionale. Maggior garanzia di manutenzione; Rapidità di accesso.

Esistono ancora oggi: razionalizzati e di competenza regionale.

Maggior garanzia di manutenzione;

Rapidità di accesso.

1976: evento Friuli 989 MORTI INTERI PAESI RASI AL SUOLO DOPPIO DRAMMA MAGGIO/SETTEMBRE Magnitudo 6.4 Richter Scala Mercalli 10

989 MORTI

INTERI PAESI RASI AL SUOLO

DOPPIO DRAMMA MAGGIO/SETTEMBRE

Magnitudo 6.4 Richter

Scala Mercalli 10

1976: evento Friuli ESEMPIO DI RICOSTRUZIONE COMPIUTA FORTE RUOLO DELL’ESERCITO L’IMPORTANZA DELLA MEMORIA

ESEMPIO DI RICOSTRUZIONE COMPIUTA

FORTE RUOLO DELL’ESERCITO

L’IMPORTANZA DELLA MEMORIA

1976: evento Friuli Zone colpite già nel 1348 1511 1690 e 1928!!!!

Zone colpite già nel

1348 1511 1690 e 1928!!!!

Alcune testimonianze….. Per me il terremoto è peggio della guerra, perché almeno quando la guerra è finita, è finita; ma il terremoto non si sa quando finisce. Io il sei maggio ero a letto. Quando è venuta la prima scossa non mi sono accorta; ma alla seconda sono scesa di corsa, e appena arrivata in cortile, ho visto la mia casa crollare. Mi sono messa a piangere disperatamente, e sono andata da mia cognata. Anche lei, povera, aveva la casa da demolire, e così siamo andate nel campo dov'era tutta la gente. Ho trascorso una notte terribile, venivano scosse ogni cinque minuti. Pochi giorni dopo mio fratello ha comprato un box per due o tre persone, e così ci siamo alloggiati lì. Dopo un po' di tempo, mia cognata mi mandò a Gorizia da mia sorella. Mi fermai un mese e mezzo, ma poi io sono ritornata, perché volevo fermarmi a Cavazzo. (una testimonianza tratta da “le voci del Terremoto(www.telealtobut.it)

Per me il terremoto è peggio della guerra, perché almeno quando la guerra è finita, è finita; ma il terremoto non si sa quando finisce. Io il sei maggio ero a letto. Quando è venuta la prima scossa non mi sono accorta; ma alla seconda sono scesa di corsa, e appena arrivata in cortile, ho visto la mia casa crollare. Mi sono messa a piangere disperatamente, e sono andata da mia cognata. Anche lei, povera, aveva la casa da demolire, e così siamo andate nel campo dov'era tutta la gente. Ho trascorso una notte terribile, venivano scosse ogni cinque minuti. Pochi giorni dopo mio fratello ha comprato un box per due o tre persone, e così ci siamo alloggiati lì. Dopo un po' di tempo, mia cognata mi mandò a Gorizia da mia sorella. Mi fermai un mese e mezzo, ma poi io sono ritornata, perché volevo fermarmi a Cavazzo. (una testimonianza tratta da “le voci del Terremoto(www.telealtobut.it)

 

 

1980 EVENTO DELL’IRPINIA 2734 MORTI Oltre 10.000 feriti Oltre 300.000 senza tetto Colpiti 686 comuni Magnitudo 7 sc. Richter Danno 10 scala Mercalli

2734 MORTI

Oltre 10.000 feriti

Oltre 300.000 senza tetto

Colpiti 686 comuni

Magnitudo 7 sc. Richter

Danno 10 scala Mercalli

1980 EVENTO DELL’IRPINIA

 

1980 EVENTO DELL’IRPINIA

1980 EVENTO DELL’IRPINIA Fallimento completo dei soccorsi Fallimento completo della ricostruzione Grave danno d’immagine dell’Italia nel mondo Pres. Pertini dopo 15 gg disse: “laggiù lo Stato non aiuta la sua gente”

Fallimento completo dei soccorsi

Fallimento completo della ricostruzione

Grave danno d’immagine dell’Italia nel mondo

Pres. Pertini dopo 15 gg disse: “laggiù lo Stato non aiuta la sua gente”

LA PROTEZIONE CIVILE SULLE CICATRICI NASCE L’ESIGENZA DI UN COORDINAMENTO 1981 INIZIA UN LUNGO DIBATTITO PARLAMENTARE (GRANDORI-BARBERI) 1981 DPR 66 – IL PREFETTO IN EMERGENZA

SULLE CICATRICI NASCE L’ESIGENZA DI UN COORDINAMENTO

1981 INIZIA UN LUNGO DIBATTITO PARLAMENTARE

(GRANDORI-BARBERI)

1981 DPR 66 – IL PREFETTO IN EMERGENZA

GRANDORI-BARBERI Primo coinvolgimento della comunità scientifica La L. 996/70 prevedeva la commissione interministeriale tecnico-scientifica, ma… Storica relazione il 10/12/80 al Senato in presenza del Pres.della Repubblica

Primo coinvolgimento della comunità scientifica

La L. 996/70 prevedeva la commissione interministeriale tecnico-scientifica, ma…

Storica relazione il 10/12/80 al Senato in presenza del Pres.della Repubblica

GRANDORI-BARBERI

GRANDORI-BARBERI

LA PREVISIONE E PREVENZIONE SARA’ RECEPITA A LIVELLO LEGISLATIVO SOLO 12 ANNI DOPO! ALTRO DRAMMA CHE COMMOSSE L’ITALIA E CHE FU UNO SCANDALO IN MATERIA DI COORDINAMENTO:

SARA’ RECEPITA A LIVELLO LEGISLATIVO SOLO 12 ANNI DOPO!

ALTRO DRAMMA CHE COMMOSSE L’ITALIA E CHE FU UNO SCANDALO IN MATERIA DI COORDINAMENTO:

10/06/1981 VERMICINO Alfredo Rampi , detto Alfredino per la sua giovane età ( Roma ,  11 aprile   1975 –  Vermicino ,  13 giugno   1981 ), è stato il protagonista di un tragico fatto di cronaca dei primi anni '80 : mercoledì 10 giugno 1981 , verso le 19, cadde in un pozzo artesiano largo 30 cm e profondo 80 metri nelle campagne della località di Vermicino , nel territorio del comune di Frascati . I soccorritori cercarono con grandi sforzi di salvarlo: si pensò che Alfredino fosse bloccato a 36 metri di profondità, ma la creazione di un tunnel parallelo non si rivelò risolutiva, in quanto il bambino sprofondò giù per altri 30 metri. Il dramma fu seguito tramite una diretta televisiva non stop lunga 18 ore a reti RAI unificate. L' Italia intera rimase in ansia a seguire l'evolversi della situazione: si stimò che più di 21 milioni di persone avessero seguito alla televisione la straziante vicenda. Sul luogo si portò anche l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini . Un coraggioso volontario, Angelo Licheri , si fece calare nel pozzo, perché piccolo di statura e molto magro. Riuscì ad avvicinarsi al bambino, tentò di allacciargli l'imbragatura per tirarlo fuori dal pozzo, ma per ben tre volte l'imbragatura si aprì; tentò quindi di prenderlo per le braccia, ma purtroppo il bambino scivolò ancora più in profondità. In tutto, Licheri rimase a testa in giù 45 minuti (il limite massimo consigliato è 25). Man mano che passavano le ore la voce del bambino, raggiunto da un microfono , giungeva sempre più flebile. Il bambino, probabilmente ferito dalle cadute, morì verso le ore 6:30 del 13 giugno dopo che un altro volontario, Donato Caruso , provò come Licheri ad imbragare il bambino e fu in quel momento che quest'ultimo si accorse che Alfredino era ormai spirato. Il corpo fu recuperato l'11 Luglio, ben 28 giorni dopo la sua morte. In seguito la madre, Franca Rampi , fondò il " Centro Rampi " che si occupa di Protezione Civile e minori.

Alfredo Rampi , detto Alfredino per la sua giovane età ( Roma ,  11 aprile   1975 –  Vermicino ,  13 giugno   1981 ), è stato il protagonista di un tragico fatto di cronaca dei primi anni '80 : mercoledì 10 giugno 1981 , verso le 19, cadde in un pozzo artesiano largo 30 cm e profondo 80 metri nelle campagne della località di Vermicino , nel territorio del comune di Frascati .

I soccorritori cercarono con grandi sforzi di salvarlo: si pensò che Alfredino fosse bloccato a 36 metri di profondità, ma la creazione di un tunnel parallelo non si rivelò risolutiva, in quanto il bambino sprofondò giù per altri 30 metri. Il dramma fu seguito tramite una diretta televisiva non stop lunga 18 ore a reti RAI unificate. L' Italia intera rimase in ansia a seguire l'evolversi della situazione: si stimò che più di 21 milioni di persone avessero seguito alla televisione la straziante vicenda.

Sul luogo si portò anche l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini . Un coraggioso volontario, Angelo Licheri , si fece calare nel pozzo, perché piccolo di statura e molto magro. Riuscì ad avvicinarsi al bambino, tentò di allacciargli l'imbragatura per tirarlo fuori dal pozzo, ma per ben tre volte l'imbragatura si aprì; tentò quindi di prenderlo per le braccia, ma purtroppo il bambino scivolò ancora più in profondità. In tutto, Licheri rimase a testa in giù 45 minuti (il limite massimo consigliato è 25).

Man mano che passavano le ore la voce del bambino, raggiunto da un microfono , giungeva sempre più flebile. Il bambino, probabilmente ferito dalle cadute, morì verso le ore 6:30 del 13 giugno dopo che un altro volontario, Donato Caruso , provò come Licheri ad imbragare il bambino e fu in quel momento che quest'ultimo si accorse che Alfredino era ormai spirato. Il corpo fu recuperato l'11 Luglio, ben 28 giorni dopo la sua morte.

In seguito la madre, Franca Rampi , fondò il " Centro Rampi " che si occupa di Protezione Civile e minori.

10/06/1981 VERMICINO Si è trattato del primo caso che, trasmesso a lungo in televisione, ha fatto rimanere milioni di persone in ansia davanti al televisore per seguirne lo svolgimento. Col passare del tempo la situazione si era lentamente aggravata, ma era troppo tardi per interrompere le trasmissioni .

Si è trattato del primo caso che, trasmesso a lungo in televisione, ha fatto rimanere milioni di persone in ansia davanti al televisore per seguirne lo svolgimento.

Col passare del tempo la situazione si era lentamente aggravata, ma era troppo tardi per interrompere le trasmissioni .

ANNI 80 IL PREFETTO 1°AUTORITA’ IN EMERGENZA I COMUNI SUBALTERNI CONCETTO DI STATO SOCIALE VALTELLINA (17/6/87 304mm in 24h) Frana il monte Zandila e copre di fango 3 km di valle) si crea un lago artificiale come ulteriore pericolo per le popolazioni

IL PREFETTO 1°AUTORITA’ IN EMERGENZA

I COMUNI SUBALTERNI

CONCETTO DI STATO SOCIALE

VALTELLINA (17/6/87 304mm in 24h)

Frana il monte Zandila e copre di fango 3 km di valle) si crea un lago artificiale come ulteriore pericolo per le popolazioni

L. 183/89 AUTORITA DI BACINO NAZIONALE AUTORITA DI BACINO SPERIMENTALE passaggio epocale (si superano i limiti amm.vi) - LE COMPETENZE SUL TERRITORIO

AUTORITA DI BACINO NAZIONALE

AUTORITA DI BACINO SPERIMENTALE

passaggio epocale (si superano i limiti amm.vi)

- LE COMPETENZE SUL TERRITORIO

24 FEBBRAIO 1992 L. 225 NASCE LA PROTEZIONE CIVILE IL PRINICIPIO DI SUSSIDIARIETA’ IL SINDACO I PIANI DI PC I TIPI DI EVENTO A-B-C IL RUOLO DEL VOLONTARIATO LA SALA OPERATIVA (met. Augustus)

NASCE LA PROTEZIONE CIVILE

IL PRINICIPIO DI SUSSIDIARIETA’

IL SINDACO

I PIANI DI PC

I TIPI DI EVENTO A-B-C

IL RUOLO DEL VOLONTARIATO

LA SALA OPERATIVA (met. Augustus)

LA PROTEZIONE CIVILE IN ITALIA Legge 225 / 24-2-1992 E’ un sistema coordinato di competenze al quale concorrono le Amministrazioni dello Stato (centrali e periferiche), gli Enti Pubblici, la Comunità scientifica, il Volontariato, gli Ordini ed i Collegi professionali, nonché ogni altra Istituzione, anche privata Viene istituito il Servizio Nazionale della Protezione Civile , al fine di tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi o da eventi calamitosi

Legge 225 / 24-2-1992

E’ un sistema coordinato di competenze al quale concorrono le Amministrazioni dello Stato (centrali e periferiche), gli Enti Pubblici, la Comunità scientifica, il Volontariato, gli Ordini ed i Collegi professionali, nonché ogni altra Istituzione, anche privata

Attività di PROTEZIONE CIVILE Quelle volte alla PREVISIONE e PREVENZIONE dei vari tipi di rischio, al SOCCORSO delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a SUPERARE L’EMERGENZA

Ambiti di competenze Ai fini dell’attività di Protezione Civile, gli eventi si dividono in: eventi fronteggiabili mediante interventi attuabili dai singoli Enti o Amministrazioni competenti per via ordinaria eventi che comportano l’intervento coordinato di più Enti o Amministrazioni eventi che per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari (in questi casi il Consiglio dei Ministri delibera lo STATO DI EMERGENZA )

Ai fini dell’attività di Protezione Civile, gli eventi si dividono in:

eventi fronteggiabili mediante interventi attuabili dai singoli Enti o Amministrazioni competenti per via ordinaria

eventi che comportano l’intervento coordinato di più Enti o Amministrazioni

eventi che per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari (in questi casi il Consiglio dei Ministri delibera lo STATO DI EMERGENZA )

CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE COMPITI COMPONENTI E’ un Organo di programmazione, che fornisce i criteri di massima in ordine: ai programmi di previsione e prevenzione ai piani per fronteggiare le emergenze e coordinare i soccorsi all’impiego coordinato delle componenti il Serv. Naz. Della Protezione Civile all’elaborazione di norme in materia di Protezione Civile PRESIEDE : Presidente del Consiglio dei Ministri (o suo delegato) MEMBRI: Ministri interessati (o delegati) Presidenti Giunte Regionali e Provincie autonome Trento e Bolzano Rappresentanti Provincie, Comuni e Comunità montane Rappresentanti CRI e Associazioni di Volontariato Eventuali esperti

E’ un Organo di programmazione, che fornisce i criteri di massima in ordine:

ai programmi di previsione e prevenzione

ai piani per fronteggiare le emergenze e coordinare i soccorsi

all’impiego coordinato delle componenti il Serv. Naz. Della Protezione Civile

all’elaborazione di norme in materia di Protezione Civile

PRESIEDE :

Presidente del Consiglio dei Ministri (o suo delegato)

MEMBRI:

Ministri interessati (o delegati)

Presidenti Giunte Regionali e Provincie autonome Trento e Bolzano

Rappresentanti Provincie, Comuni e Comunità montane

Rappresentanti CRI e Associazioni di Volontariato

Eventuali esperti

COMMISSIONE NAZIONALE GRANDI RISCHI COMPITI COMPONENTI E’ un Organo consultivo e propositivo. Svolge funzioni di consulenza tecnico-scientifica. Costituisce l’anello di collegamento tra il Dipartimento della Protezione Civile e la Comunità scientifica PRESIEDE: Presidente del Consiglio dei Ministri (o suo delegato) MEMBRI: Scienziati, tecnici ed esperti, altamente qualificati nelle materie attinenti ai rischi principali presenti sul territorio

COMITATO OPERATIVO COMPITI COMPONENTI E’ l’Organo interministeriale che assicura la direzione unitaria ed il coordinamento dell’attività di emergenza Esamina i Piani di emergenza predisposti dai Prefetti valuta le notizie, i dati e le richieste provenienti dalle zone in emergenza coordina gli interventi di quanti sono interessati al soccorso Promuove l’applicazione delle direttive emanate HA POTERI DECISIONALI PRESIEDE: Presidente del Consiglio dei Ministri (o suo delegato) MEMBRI: Rappresentanti dei Ministeri interessati alla gestione delle emergenze Autorità Regionali e locali di Protez. Civile, nonché rappresentanti di altri Enti o Amministrazioni (solo se invitati)

E’ l’Organo interministeriale che assicura la direzione unitaria ed il coordinamento dell’attività di emergenza

Esamina i Piani di emergenza predisposti dai Prefetti

valuta le notizie, i dati e le richieste provenienti dalle zone in emergenza

coordina gli interventi di quanti sono interessati al soccorso

Promuove l’applicazione delle direttive emanate

HA POTERI DECISIONALI

PRESIEDE:

Presidente del Consiglio dei Ministri (o suo delegato)

MEMBRI:

Rappresentanti dei Ministeri interessati alla gestione delle emergenze

Autorità Regionali e locali di Protez. Civile, nonché rappresentanti di altri Enti o Amministrazioni (solo se invitati)

Presidenza del Consiglio dei Ministri DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE STRUTTURE OPERATIVE NAZIONALI CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO FORZE ARMATE / FORZE DI POLIZIA CORPO FORESTALE DELLO STATO SERVIZI TECNICI NAZIONALI GRUPPI DI RICERCA SCIENTIFICA-ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA ALTRE ISTITUZIONI CROCE ROSSA ITALIANA STRUTTURE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO CORPO NAZIONALE DI SOCCORSO ALPINO

ATTRIBUZIONI E COMPITI PRINCIPALI REGIONI Realizzano i programmi regionali di previsione e prevenzione, in armonia con le indicazioni dei programmi nazionali (sotto forma di leggi e regolamenti). Provvedono ad attività di stimolo in materia di p.c. promuovendo attività formativa ed incentivando gli Enti Locali con risorse contributive. In caso di evento di classe C sono da interfaccia con lo Stato. La G.R. chiede lo stato di calamità. PROVINCIE Rilevano , raccolgono ed elaborano i dati interessanti la Protezione Civile. Predispongono ed attuano il PIANO D’EMERGENZA, in armonia con le indicazioni regionali. Istituiscono un Ce.Si. (centro situazioni) col compito di monitorarte gli enti in ambito provinciale dialogando in h24 coi comuni PREFETTO Vigila affinchè REGIONI, PROVINCIE E COMUNI adottino tutte le misure necessarie, in ambito della materia di Protezione Civile, in conformità ai principi dettati dalla normativa statale

ATTRIBUZIONI E COMPITI PRINCIPALI COMUNE-SINDACO Ogni Comune può deve dotarsi di una struttura di Protezione Civile. La Regione favorisce l’organizzazione di strutture Comunali di Protezione Civile. Il Sindaco è l’autorità Comunale di Protezione Civile Al verificarsi dell’emergenza nel territorio comunale: assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite; provvede agli interventi necessari, dandone immediata comunicazione alla Provincia ed al Presidente della Giunta Regionale; se i mezzi a disposizione del Comune non sono sufficienti, chiede alla Provincia l’intervento di altre forze e strutture VOLONTARIATO Il Servizio Nazionale della Protezione Civile assicura la più ampia partecipazione dei Cittadini e delle Ass. di Volontariato all’attività di previsione, prevenzione e soccorso, in vista o in occasione di calamità naturali, catastrofi o altri eventi calamitosi. Riconosce e stimola le iniziative di volontariato, assicurandone il coordinamento all’interno del Dipartimento. Un apposito Regolamento di attuazione disciplina la partecipazione delle Organizz. di Volontariato alle attività di Protezione civile COMUNITA’ SCIENTIFICA Per il conseguimento delle proprie finalità di previsione e prevenzione dei rischi, il Servizio Nazionale di Protezione Civile si avvale anche dell’opera dei Gruppi Nazionali di Ricerca Scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Gr. Per la difesa dai terremoti; per la Vulcanologia; per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche, per la difesa dai rischi chimico, industriale ed ecologico). Le relative attività sono regolate da convenzioni pluriennali.

LO STATO NO STATO SOCIALE (che fa tutto) NO STATO LIBERALE (che lascia fare) SI SUSSIDIARIETA’ (che aiuta a fare) L. 142/90

NO STATO SOCIALE (che fa tutto)

NO STATO LIBERALE (che lascia fare)

SI SUSSIDIARIETA’ (che aiuta a fare)

L. 142/90

GLI ANNI 90 SI CARATTERIZZERANNO PER UNA GRANDE SPINTA LEGISLATIVA DECENTRATA. LA PIRAMIDE SI ROVESCIA

SI CARATTERIZZERANNO PER UNA GRANDE SPINTA LEGISLATIVA DECENTRATA.

LA PIRAMIDE SI ROVESCIA

ANNI 90: NON SOLO LA L. 225/92 L. 183/89 “ USO DEL SUOLO” L. 81/93 Elezione diretta del sindaco D.Lgs. 504/92 Le entrate fiscali Finanziano i servizi indispensabili D.M. 18/5/93 P.C. servizio indispensabile D.Lgs. 112/98 art. 108 Attribuzione di funzioni dirette in materia di previsione prevenzione soccorso L. 142/90 Forma associata D.Lgs. 267/00 art. 50 Competenze del sindaco L. 225/92 Art. 15 c.3 Sindaco autorità di Protez. civile

LA PIRAMIDE SI ROVESCIA PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’ VENGONO DEFINITE LE COMPETENZE stato Ente Locale . . . Stato stato regione provincia comune

PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’

VENGONO DEFINITE LE COMPETENZE

LA CULTURA DELLA P.C. LA SCUOLA: a.s. 92/93 Progetto scuola sicura” a Venezia e Catanzaro. Oggi in tutta Italia IL RUOLO DELL’UNIVERSITA’

LA SCUOLA: a.s. 92/93

Progetto scuola sicura”

a Venezia e Catanzaro. Oggi in tutta Italia

IL RUOLO DELL’UNIVERSITA’

UNIVERSITA’ DI PERUGIA CORSO DI LAUREA INTERFACOLTA’ PRIMO LIVELLO “ COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI PROTEZIONE CIVILE”

CORSO DI LAUREA INTERFACOLTA’

PRIMO LIVELLO

“ COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI PROTEZIONE CIVILE”

UNIVERSITA’ DI PERUGIA CORSO DI LAUREA MAGISTRALE “ PROTEZIONE CIVILE E DIFESA CIVILE” www.unipg.it

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE

“ PROTEZIONE CIVILE E DIFESA CIVILE”

www.unipg.it

UNIVERSITA’ DI FIRENZE MASTER 1° LIVELLO COORD. ATTIVITA’ DI PROTEZIONE CIVILE www.cespro.unifi.it

MASTER 1° LIVELLO

COORD. ATTIVITA’ DI PROTEZIONE CIVILE

www.cespro.unifi.it

L.626/94 La sicurezza nei luoghi di lavoro Gli ambienti sensibili (scuole, ospedali etc) Il mondo che li circonda TUTTE MATERIE DI PIANIFICAZIONE DELL’EMERGENZA

La sicurezza nei luoghi di lavoro

Gli ambienti sensibili (scuole, ospedali etc)

Il mondo che li circonda

TUTTE MATERIE DI PIANIFICAZIONE DELL’EMERGENZA

L 286/02 IN CASO DI EVENTO DI TIPO C IL Presidente del Consiglio delega per l’emergenza direttamente di capo dipartimento di p.c.

IN CASO DI EVENTO DI TIPO C IL Presidente del Consiglio delega per l’emergenza direttamente di capo dipartimento di p.c.

A supporto di chi? Del SINDACO che rimane sempre prima autorità di p.c. L 286/02

A supporto di chi?

Del SINDACO che rimane sempre prima autorità di p.c.

1997 - 2001 Leggi bassanini D.lgs 112/98: dal può al deve Scompare il co.re.co. (la mano dello Stato) L 286/02 finisce il ruolo dei Prefetti (con tutte le conseguenze) Oggi: Legge 3/2002-3 “La Loggia”

Leggi bassanini

D.lgs 112/98: dal può al deve

Scompare il co.re.co. (la mano dello Stato)

L 286/02 finisce il ruolo dei Prefetti (con tutte le conseguenze)

Oggi: Legge 3/2002-3 “La Loggia”

Riforma titolo V Legge La Loggia: Mette il timbro costituzionale per le materie di: Competenza esclusiva dello Stato Competenza concorrente con le Regioni

Legge La Loggia: Mette il timbro costituzionale per le materie di:

Competenza esclusiva dello Stato

Competenza concorrente con le Regioni

Riforma titolo V La protezione civile è materia concorrente Cioè: lo Stato detta i principi, le Regioni entrano nel particolare

La protezione civile è materia concorrente

Cioè: lo Stato detta i principi, le Regioni entrano nel particolare

LA LEGGE REGIONALE L. 67/2003 LINEE GUIDA PER IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE: - PREVISIONE - PREVENZIONE - SOCCORSO - RITORNO ALLA NORMALITA’

L. 67/2003

LINEE GUIDA PER IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE:

- PREVISIONE

- PREVENZIONE

- SOCCORSO

- RITORNO ALLA NORMALITA’

LA LEGGE REGIONALE CENTRI INTERCOMUNALI PIANI INTERCOMUNALI ELENCO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO ELENCO DEI DI.MA.

CENTRI INTERCOMUNALI

PIANI INTERCOMUNALI

ELENCO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

ELENCO DEI DI.MA.

IL COMUNE INDIVIDUA I PROPRI RISCHI ELABORA GLI SCENARI INDIVIDUA LE RISORSE DISPONIBILI PIANIFICA L’EMERGENZA SI ESERCITA

INDIVIDUA I PROPRI RISCHI

ELABORA GLI SCENARI

INDIVIDUA LE RISORSE DISPONIBILI

PIANIFICA L’EMERGENZA

SI ESERCITA

IL COMUNE ESEMPIO DI PIANO COMUNALE “ Carnevale sicuro”. “ Mare Sicuro” Piano A.I.B.

ESEMPIO DI PIANO COMUNALE

“ Carnevale sicuro”.

“ Mare Sicuro”

Piano A.I.B.

Il Piano Comunale di emergenza EFFICACE SE - Corretta individuazione delle azioni Rapidità di attivazione Condiviso AGGIORNAMENTO TRASFORMAZIONI TERRITORIALI CAMBIAMENTI ORGANIZZATIVI ESERCITAZIONI

EFFICACE SE

- Corretta individuazione delle azioni

Rapidità di attivazione

Condiviso

IL VOLONTARIATO IN P.C. Expedit etico individuale, questo è il vero “in più” che vi distingue; Nasce di fatto con l’evento Irpinia (in friuli fecero tutto da soli) che fu un grande fallimento; Legge 266/91 tutela il Volontariato Le Regioni si organizzano autonomamente

Expedit etico individuale, questo è il vero “in più” che vi distingue;

Nasce di fatto con l’evento Irpinia (in friuli fecero tutto da soli) che fu un grande fallimento;

Legge 266/91 tutela il Volontariato

Le Regioni si organizzano autonomamente

Il volontariato in Toscana La L. R. 67/03 prevede un elenco delle Associazioni di Volontariato su cui: Pilotare contributi Investire in formazione Copertura assicurativa Mantenimento del posto di lavoro Rimborso giornata lavorativa Rimborso spese

La L. R. 67/03 prevede un elenco delle Associazioni di Volontariato su cui:

Pilotare contributi

Investire in formazione

Copertura assicurativa

Mantenimento del posto di lavoro

Rimborso giornata lavorativa

Rimborso spese

Il volontario è Incaricato di pubblico servizio (con conseguente tutela legislativa) La Provincia regola l’utilizzo delle Associazioni Il Comune ne è il referente primo

Incaricato di pubblico servizio (con conseguente tutela legislativa)

La Provincia regola l’utilizzo delle Associazioni

Il Comune ne è il referente primo

IL METODO AUGUSTUS IL SISTEMA DI PROTEZIONE CIVILE SIGNIFICA COORDINAMENTO TRA COMUNE PROVINCIA REGIONE DIPARTIMENTO

IL SISTEMA DI PROTEZIONE CIVILE SIGNIFICA COORDINAMENTO TRA

COMUNE

PROVINCIA

REGIONE

DIPARTIMENTO

IL METODO AUGUSTUS IL SISTEMA COMPLESSO DI PIU’ ORGANIZZAZIONI NECESSARIE PER SUPERARE UN EVENTO è COORDINATO DALLA PROTEZIONE CIVILE

IL SISTEMA COMPLESSO DI PIU’ ORGANIZZAZIONI NECESSARIE PER SUPERARE UN EVENTO è COORDINATO DALLA PROTEZIONE CIVILE

IL METODO AUGUSTUS UN SISTEMA PER FUNZIONARE DEVE ESSERE OLIATO E SI DEVE PARLARE LO STESSO LINGUAGGIO UN LIMITE DELLA P.C. = essere convinti ancora oggi che serva solo in emergenza.

UN SISTEMA PER FUNZIONARE DEVE ESSERE OLIATO E SI DEVE PARLARE LO STESSO LINGUAGGIO

UN LIMITE DELLA P.C. = essere convinti ancora oggi che serva solo in emergenza.

IL METODO AUGUSTUS L’importanza di lavorare in tempo di pace

L’importanza di lavorare in tempo di pace

IL METODO AUGUSTUS LE RISORSE: NO MERO ELENCO DI MEZZI E MATERIALI SI NOME E COGNOME DI CHI HA LE CHIAVI E CHI LI GUIDA

LE RISORSE:

NO MERO ELENCO DI MEZZI E MATERIALI

SI NOME E COGNOME DI CHI HA LE CHIAVI E CHI LI GUIDA

IL METODO AUGUSTUS LA SALA OPERATIVA

LA SALA OPERATIVA

IL METODO AUGUSTUS C.O.C. centro operativo comunale Individuare una sala permanente con: Telefono Luce Facile e sicuro accesso

C.O.C. centro operativo comunale

Individuare una sala permanente con:

Telefono

Luce

Facile e sicuro accesso

IL METODO AUGUSTUS C.O.M. Centro operativo misto: Per eventi di tipo C Baricentrica tra più comuni Coordina i vari C.O.C. sul territorio Ottimizza le risorse che giungono dall’esterno

C.O.M. Centro operativo misto:

Per eventi di tipo C

Baricentrica tra più comuni

Coordina i vari C.O.C. sul territorio

Ottimizza le risorse che giungono dall’esterno

IL METODO AUGUSTUS LE FUNZIONI nel c.o.c.: tecnico scientifica Sanità e veterinaria Volontariato Materiali e mezzi Servizi essenziali e scolastici

LE FUNZIONI nel c.o.c.:

tecnico scientifica

Sanità e veterinaria

Volontariato

Materiali e mezzi

Servizi essenziali e scolastici

IL METODO AUGUSTUS censimento danni Strutture operative Comunicazioni Assistenza alla popolazione

censimento danni

Strutture operative

Comunicazioni

Assistenza alla popolazione

IL METODO AUGUSTUS LE FUNZIONI NEL C.O.M.: tecnico scientifica Sanità e veterinaria Volontariato Materiali e mezzi Servizi essenziali e scolastici

LE FUNZIONI NEL C.O.M.:

tecnico scientifica

Sanità e veterinaria

Volontariato

Materiali e mezzi

Servizi essenziali e scolastici

IL METODO AUGUSTUS censimento danni Strutture operative Comunicazioni Assistenza alla popolazione Trasporti EE.LL. Materiali Pericolosi

censimento danni

Strutture operative

Comunicazioni

Assistenza alla popolazione

Trasporti

EE.LL.

Materiali Pericolosi

IL METODO AUGUSTUS 13 logistica 14 coordinamento tra C.O.C.

13 logistica

14 coordinamento tra C.O.C.

I RISCHI SISMICO IDROGEOLOGICO VULCANICO INCENDIO INDUSTRIALE ESPLOSIVO UMANITARIO MARINO

SISMICO

IDROGEOLOGICO

VULCANICO

INCENDIO

INDUSTRIALE

ESPLOSIVO

UMANITARIO

MARINO

I RISCHI E inoltre: NEVE GRANDI EVENTI ESODI SOMMOSSE (discarica nel napoletano)

E inoltre:

NEVE

GRANDI EVENTI

ESODI

SOMMOSSE (discarica nel napoletano)

Pertanto: Non esiste comune italiano che può dirsi esente dall’avere rischi sul suo territorio!!

Non esiste comune italiano che può dirsi esente dall’avere rischi sul suo territorio!!

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