L'occupazione nel terziario di area FILCAMS, 2005 aggiornamento

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Information about L'occupazione nel terziario di area FILCAMS, 2005 aggiornamento

Published on June 30, 2016

Author: gabrieleguglielmi57

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1. L’OCCUPAZIONE NEL TERZIARIO DI AREA FILCAMS: L’EVOLUZIONE NELL’ULTIMO DECENNIO Lorenzo Birindelli, Elio Montanari e Clemente Tartaglione Febbraio 2005 (3° BOZZA)

2. Sommario Obiettivi e disegno della ricerca 1. Dimensione e caratteristiche dell’occupazione nell’aggregato economico Filcams 2. Dal dato aggregato ad una analisi degli addetti per settore di attività economica 3. La struttura occupazionale per dimensione d’impresa 4. La dislocazione geografica dei dipendenti 5. L’evoluzione della base occupazionale: cambiamenti strutturali nell’ultimo decennio e trend congiunturale fino al 2003 APPENDICE STATISTICA: l’occupazione nelle province 2

3. Obiettivi e disegno della ricerca Con questo rapporto si realizza la prosecuzione dell’indagine sull’occupazione dei settori di area Filcams presentata nel 20021 . Rispetto alla precedente edizione che studiava l’area del terziario nella sua evoluzione strategico organizzative e nei suoi risultati economico occupazionali è stata fatta la scelta di concentrarsi esclusivamente sul lavoro. Precisamente, con questo progetto di ricerca verrà portata avanti l’indagine sulla struttura occupazionale e sulla evoluzione del lavoro nel decennio che va dal 1991 al 2001. Le fonti utilizzate sono il censimento Istat e contabilità nazionale sempre elaborata dell’Istat. La contabilità si è resa necessaria per sviluppare una analisi che comprendesse anche i servizi domestici. Settore che invece è escluso dalla rilevazione del Censimento. In secondo lungo si è reso necessario utilizzare la contabilità per integrare la rappresentazione con alcune informazioni congiunturali sulla dinamica del triennio 2001-2003. Benché l’indagine sull’occupazione nel vecchio rapporto facesse riferimento al 1996 (anno del censimento intermedio), in questa ricerca la serie storica scelta per studiata l’evoluzione della struttura occupazionale nei comparti Filcams è composta dagli anni 1991 e 2001, mentre vengono utilizzati i dati del 1996 solo per l’esame della dinamica più generale del terziario. Il motivo dell’esclusione di questo anno intermedio è quello dell’omogeneità del campo di osservazione che anche secondo l’Istat si rivela particolarmente importante quando l’elaborazione viene sviluppata sui micro dati (Ateco fino alla 5° cifra). A questo proposito è importante ricordare che diversamente dalle rilevazioni decennali (1991 e del 2001) che viene svolta sul complessivo apparato economico per l’indagine del 1996 (censimento intermedio) è stato utilizzato un sottoinsieme. Non ci sono stati cambiamenti sostanziali rispetto all’aggregato economico utilizzato per il rapporto del 2002. I settori sono stati selezionati seguendo le linee sindacali della rappresentanza L’unica differenza ha riguardato l’integrazione della classificazione settoriale rispetto ad alcune modificazioni avvenute in Filcams negli ultimi anni. Nonostante ciò, come evidente dalla tavola sinottica n.2, non è stato possibile realizzare una corrispondenza degli aggregati di comparto rispetto alle aree economiche definite all’interno dei CCNL della Filcams. 1 Il terziario privato in Italia; Filcams CGIL, gennaio 2002 3

4. Il rapporto è stato organizzato su 5 capitoli. I primi 4 disegnano l’occupazione nel volume e nella sua ripartizione per categoria professionale, comparti economici di appartenenza; caratteristiche di genere, dislocazione geografica e presenza per dimensione delle imprese. L’ultimo capitolo verrà invece dedicato ad analizzare come è cambiata l’occupazione nel terziario di competenza Filcams nel periodo che va dal 1991 al 2001. Naturalmente, le variabili su cui verrà sviluppato il confronto restano quelle con cui viene disegnato il settore all’interno dei primi quattro capitoli. 1. Dimensione e caratteristiche dell’occupazione nell’aggregato economico Filcams L’occupazione complessiva (Figura 1) nei comparti di area FILCAMS, senza contare gli addetti che operano nei servizi domestici2 , ammonta nel 2003 nelle stime ISTAT di Censimento 2001 a quasi 6,5 milioni di persone. In tale cifra rientrano le diverse categorie professionali con cui è possibile organizzare il lavoro (tavola sinottica 1). Come evidente dalla figura 1 le categorie su cui si concentra la larghissima parte dell’occupazione è quella dei dipendenti e degli indipendenti. In questo ambito il raggruppamento di interesse Filcams, ossia quello dei lavoratori dipendenti, ha superato la soglia dei 3 milioni di persone. Fig.1 L'occupazione dei settori di area Filcams ripartita per categoria professionale3 (valore assoluto) 3.024.892 3.143.108 307.473 23.911 Dipendenti Indipendenti* Co.Co.Co Interinali Addetti Altre tipologie Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) 2 Per le caratteristiche del settore dei servizi domestici e i forti cambiamenti introdotti con i provvedimenti di regolarizzazione del 20002 è stata fatta la scelta di dedicarne un paragrafo separato alla fine di questo capitolo 3 4

5. Come era normale aspettarsi, nella ripartizione di genere la componente femminile rappresenta una quota straordinariamente importante dell’occupazione. Nel pezzo di terziario di rappresentanza Filcams sono donne oltre il 40% degli addetti. Tra le diverse categorie professionali le donne sono maggiormente inserite tra i dipendente. Infatti, come descritto dalla figura 2, in questa categoria si raggiunge un livello di femminilizzazione pari al 55,4% dell’occupazione. Tra le forme contrattuali alternative al lavoro dipendente l’incidenza delle donne scende invece drasticamente fino a poco più del 34%. Per capire l’importanza del risultato di genere all’interno dei comparti Filcams è sicuramente utile metterli in relazione con i dati più generali. Limitando il confronto ai soli dipendenti, sempre secondo i dati del censimento, in Italia la quota di donne sul totale dell’occupazione raggiunge il 37%. Questo risultato prende forma componendo posizioni per macro aggregato economico molto diverse. Infatti, gran parte dell'occupazione femminile è tradizionalmente assorbita dal terziario con una quota che raggiunge il 45% dei dipendenti, contro un risultato dell’industria che si ferma a poco più del 27%. All’interno di questo quadro di genere dell’economia nazionale, i comparti della Filcams si collocano quindi non solo sopra la media nazionale ma anche in una posizione significativamente superiore all’interno della complessiva area del terziario. Fig.2 Caratteristiche di genere degli addetti (dati assoluti e quote %) 2.062.217 (65,6%) 1.349.937 (44,6%) 3.412.154 (57,6%) 1.080.891 (34,4%) 1.674.955 (55,4%) 2.755.846 (42,4%) Addetti Dipendenti Indipendenti Donne Uomini Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) 5

6. Tavola sinottica 1 Le definizioni Istat delle diverse categorie professionali su cui è disaggregata l’occupazione DIPENDENTI Persona che svolge la propria attività lavorativa in un’unità giuridico - economica e che è iscritta nei libri paga dell’impresa o istituzione, anche se responsabile della sua gestione. Sono considerati lavoratori dipendenti: i soci di cooperativa iscritti nei libri paga; - i dirigenti, i quadri, gli impiegati e gli operai, a tempo pieno o parziale; - gli apprendisti; - i lavoratori a domicilio iscritti nei libri paga; - i lavoratori stagionali; - i lavoratori con contratto di formazione e lavoro; - i lavoratori con contratto a termine; - i lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni; - gli studenti che hanno un impegno formale per contribuire al processo produttivo in cambio di una remunerazione e/o formazione. INDIPENDENTI persona che svolge la propria attività lavorativa in un'unità giuridico-economica senza vincoli di subordinazione. Sono considerati lavoratori indipendenti: - i titolari, soci e amministratori di impresa o istituzione, a condizione che effettivamente lavorino nell'impresa o istituzione, non siano iscritti nei libri paga, non siano remunerati con fattura, non abbiano un contratto Co.Co.Co (oggi contratto a progetto); - i soci di cooperativa che effettivamente lavorano nell'impresa e non sono iscritti nei libri paga; - i parenti o affini dei titolare, o dei titolari, che prestano lavoro senza il corrispettivo di una prefissata retribuzione contrattuale né il versamento di contributi. LAVORATORE INTERINALE Persona assunta da un’impresa di fornitura di lavoro temporaneo (impresa fornitrice) la quale pone uno o più lavoratori a disposizione di un’altra unità giuridico - economica (impresa o istituzione utilizzatrice) per coprire un fabbisogno produttivo a carattere temporaneo. COLLABORATORE COORDINATO E CONTINUATIVO (oggi collaboratore a progetto) Persona che presta la propria opera presso un’impresa o istituzione con rapporto di lavoro non soggetto a vincolo di subordinazione e che fornisce una prestazione dal contenuto intrinsecamente professionale o artistico, svolta in modo unitario e continuativo per un tempo predeterminato, ricevendo un compenso a carattere periodico e prestabilito. Fonte: Glossario Istat (Censimento) 2. Dal dato aggregato ad una analisi degli addetti per settore di attività economica Come scritto nel primo capitolo di questo rapporto, il terziario (esclusi i servizi domestici) corrispondente all’area contrattuale della categoria si avvicina a 6,5milioni di persone occupate di cui quasi 6,2 milioni possono essere inquadrati nelle tradizionali tipologie professionali dei dipendenti ed indipendenti. Si tratta di un volume di lavoratori che come raffigurato nella tavola sinottica di seguito è il risultato della somma tra l’intero raggruppamento del commercio e del turismo ed un pezzo rilevante dei servizi privati alle persone e alle imprese. 6

7. Tavola sinottica 2 Comparti di area FILCAMS ATTIVITA' DI COMMERCIO SERVIZI ALLE FAMIGLIE (escluso servizi domestici) Intermediari commercio (esclusi veicoli) Commercio all'ingrosso (esclusi veicoli) Parrucchieri e istituti di bellezza Commercio auto-moto e pezzi di ricambio Servizi dei centri e stab. per benessere fisico (non termali) Vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione Stabilimenti idropinici ed idrotermali Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati ATTIVITA' DI LAVORO DOMESTICO Commercio al dettaglio in esercizi specializzati Personale domestico ATTIVITA' IMMOBILIARI STUDI PROFESSIONALI Locazione, gestione immobili (1) Studi legali SERVIZI INFORMATICI Studi notarili Fornitura di software e consulenza Studi di architettura Riparazione macchine per ufficio ed elaboratori elettronici Studi di ingegneria Elaborazione dati Studi medici Altri servizi informatici (2) Studi odontoiatrici SERVIZI ALLE IMPRESE DI TIPO GESTIONALE E TECNICO Studi veterinari Attività delle società di certificazione di bilanci Laboratori di analisi cliniche Servizi di consulenza aziendale Attività professionali paramediche indipendenti Servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale Studi commerciali, tributari, e di revisione contabile Pubbliche relazioni TURISMO E ATTIVITA' RICREATIVE Agenzie di informazioni commerciali Alberghi e motel Agenzie di concessione degli spazi pubblicitari Colonie, case per ferie e di riposo Studi di promozione pubblicitaria Villaggi turistici Studi di mercato e sondaggi di opinione Campeggi ed aree attrezzate per roulottes Servizi di ingegneria integrata Altri esercizi alberghieri Altre attività tecniche (3) Ristoranti, bar e attività assimilabili Collaudi e analisi tecniche di prodotti Mense e Fornitura di pasti preparati Controllo di qualità e certificazione di prodotti Agenzie di viaggi e turismo (compresi i tour operators) ATTIVITA' FARMACEUTICA Attività riguardanti i parchi di divertimento Farmacie Stabilimenti balneari SERVIZI ALLE IMPRESE DI TIPO OPERATIVO Sale da ballo e simili Servizi di vigilanza privata e investigazione Sale giochi, biliardi Servizi di pulizia e disinfestazione Attività riguardanti il gioco d'azzardo (1) Tra le attività immobiliari è compresa anche l'amministrazioni di condomini (2) Tra i servizi informatici è compresa anche l’attività telematica, robotica e eidomatica (3) La voce altre attività tecniche raggruppa: Indagini industriali e tecniche; consulenza sulla sicurezza e igiene posti di lavoro; disegnatori tecnici Fonte: Elaborazioni Ires su dati Filcams Occupazione del terziario filcams ripartita per settore di appartenenza Elaborando i dati sull’occupazione secondo la tassonomia settoriale proposta per questo rapporto (tavola sinottica 2), l’area economica più consistente in termini numerici è quello del Commercio con quasi 2,7 milioni di occupati, a cui va aggiunto il segmento delle farmacie con 66 mila addetti. Dentro il commercio il pezzo più importante è quello degli esercizi al dettaglio con quasi 1,7 milioni di addette al cui interno pesano per tre quarti i punti vendita specializzati e per il restante terzo le attività non specializzate4 . Sempre nello stesso settore, svolgono un ruolo primario anche le attività a monte della 4 Secondo la definizione Istat sono despecializzati quegli esercizi di vendita al dettaglio in sede fissa che attua la vendita di una varietà prevalente di prodotti alimentari o non alimentari. Rientrano in questa categoria: ipermercati, supermercati, minimercati; hard discount, grandi magazzini. 7

8. filiera commerciale. In effetti, secondo i dati del censimento, sono occupati nel comparto dell’intermediazione e dell’ingrosso oltre 1 milione addetti. Particolarmente significativa è anche la consistenza occupazionale nel turismo e attività ricreative. Complessivamente questo aggregato, con poco più di 900 mila addetti rappresenta il 15% dell’insieme dei comparti che fanno riferimento alla Filcams. Larga parte di questo settore si concentra nelle attività dei bar e ristoranti con 560 mila addetti, seguite da un secondo pezzo particolarmente importante che è quello del sistema alberghiero e degli altri esercizi ricettivi5 che superano di poco le 200 mila persone occupate. Molto vicino ai numeri del turismo c’è l’aggregato degli studi professionali. Mettendo insieme quelli che operano nell’ambito del diritto (legali, notarili, commerciali e tributari), quelli tecnici (architettura ed ingegneria) e quelli inseriti nel sistema sanitario, si raggiunge una cifra di 750 mila persone. In ordine di volume occupazionale i primi sono gli studi commerciali e tributari con oltre 175 mila addetti. A poca distanza ci sono gli studi medici con 160 mila occupati e quelli legali con 135 mila. Benché con dimensioni minori rappresentano un pezzo importante dell’apparato degli studi professionali le due categorie tecniche degli ingegneri e architetti ciascuna con oltre 60 mila addetti e il segmento sanitario degli odontoiatri con 77 mila persone. Un altro raggruppamento importante all’interno del terziario Filcams è quello dei servizi alle imprese di tipo gestionale e tecnico che superano di poco un assetto di oltre mezzo milione di addetti. Fanno parte di questo aggregato una pluralità di servizi: c’è tutta l’attività della consulenza aziendale e dei servizi commerciali e di marketing, a cui vanno aggiunti i servizi tecnici (attività di ingegneria integrata, di collaudo e controllo della qualità), e quelli di ricerca e fornitura di personale (ossia, l’intero sistema del collocamento privato o delle agenzie di lavoro). Se si guarda al suo interno, secondo la ripartizione proposta nella figura 3, il primo comparto è quello dei servizi tecnici che sfiora le 180 mila unità. Al secondo posto, nonostante il suo recente sviluppo, c’è il sistema di collocamento privato con 145 mila addetti; a questo comparto, seguono: le attività di consulenza aziendale che assieme a quelle di certificazione dei bilanci (che incidono per il 5% all’occupazione del comparto) occupano 110 mila persone; e il complesso dei servizi di natura commerciale6 che sfiorano le 83 mila unità. 5 I principali esercizi inclusi in questa categoria sono gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale, i campeggi ed i villaggi turistici, gli alloggi agro-turistici, gli ostelli per la gioventù, le case per ferie, i rifugi alpini. 8

9. Infine gli altri due settori su cui l’esercizio di rappresentanza è affidato alla filcams sono quello dell’informatica e quello dei servizi in ambito immobiliare. Per quanto riguarda l’informatica l’occupazione ha raggiunto le 350 mila unità, mentre l’insieme delle attività di locazione e gestione degli immobili cumula 226 mila lavoratori. Fanno parte di quest’ultimo comparto anche il raggruppamento di chi gestisce gli immobili per conto terzi (tra cui gli amministratori di condominio e portieri) che raggiungono la cifra di 18 mila persone. Fig.3 Occupati complessivi nei comparti di area FILCAMS (dati assoluti e quote % sulla somma dei comparti) Commercio all'ingrosso eintermediari; 1.027.206; 17% Commercio al dettagliospecializzato; 1.277.065; 21% Studi professionali; 751.845; 12 % Farmacie; 66.279; 1% Alberghi, motel e attivitàassimilabili; 204.821; 3% Bar e ristoranti; 560.941; 9% Servizi di vigilanza privata; 57.502; 1% Servizi di pulizia; 339.574; 6% Servizi di ingegneria integratae altre attività tecniche;179.952; 3% Servizi di ricerca, selezione efornitura di personale;145.452; 2% Attività di consulenzaaziendale e servizicommerciali; 192.973; 3% Servizi informatici; 354.772; 6% Locazione, gestione immobili;226.881; 4% Parrucchieri e istituti dibellezza; 206.123; 3% Stabilimenti idropinici edidrotermali; 4.538; 0% Attività ricreative; 35.762; 1% Mense e Fornitura di pastipreparati; 84.912; 1% Agenzie di viaggi e turismo; 43.654; 1% Commercio al dettaglio nonspecializzato; 395.350; 6% Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) 6 Nell’area dei servizi commerciali sono stati messi insime: Pubbliche relazioni; Agenzie di informazioni commerciali:; Agenzie di concessione degli spazi pubblicitari; Studi di promozione pubblicitaria; Studi di mercato e sondaggi di opinione 9

10. La ripartizione degli addetti per categoria professionale Come si può vedere dalla figura 4, dell’ammontare dei 6,2 milioni di addetti che operano nell’ambito delle attività di competenza Filcams poco meno della metà (49%) possono essere inquadrati nella definizione di dipendente. A questo risultato contribuiscono in modo molto diverso i molteplici comparti di indagine. Il lavoro dipendente risulta nettamente prevalente, con una quota che supera il 90% nelle agenzie di lavoro, comparto delle mense; servizi di vigilanza; quelli di pulizia e il piccolo comparto delle attività termali. Benché inferiori al primo raggruppamento, quote di dipendenti particolarmente elevate o almeno superiori al 50% si registrano in molti altri settori. Tra questi c’è l’apparato produttivo dell’informatiche e quello degli esercizi al dettaglio non specializzato dove la quota di dipendenti supera i tre quarti degli addetti. Un organizzazione del lavoro in cui comunque prevalgono i dipendenti si registra anche tra i servizi ricettivi e agenzie di viaggio (attorno al 68%); nell’informatica per la parte dell’elaborazione dati (62%), nelle farmacie, attività ricreative, nell’area della consulenza aziendale e dei servizi commerciali e nel commercio all’ingrosso. Nonostante un pezzo importante del terziario sembrerebbe privilegiare un rapporto di lavoro di tipo dipendente, non mancano attività in cui la componente predominante resta la categoria professionale degli autonomo. L’esempio più significativo per il volume di persone coinvolte è il comparto del commercio al dettaglio specializzato dove solo il 33% di 1,3 milioni di lavoratori è dipendente. Gli altri casi dove esiste una composizione per categoria professionale altrettanto sbilanciata riguarda: l’area dei servizi immobiliari, quella dei studi professionali, dei servizi tecnici alle imprese, e l’intero comparto dei servizi alla persona. 10

11. Fig.4 Struttura per categoria professionale: la quota % di dipendenti all’interno di ciascun comparto di area FILCAMS 52,6% 75,3% 32,9% 15,2% 71,1% 53,3% 98,5% 30,0% 59,7% 94,2% 89,4% 31,1% 95,2% 28,3% 67,3% 40,9% 95,8% 68,4% 51,2% 49,1% Commercio all'ingrosso e intermediari Commercio al dettaglio non specializzato Commercio al dettaglio specializzato Locazione, gestione immobili Servizi informatici Attività di consulenza aziendale e servizi commerciali Servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale Servizi di ingegneria integrata e altre attività tecniche Farmacie Servizi di vigilanza privata Servizi di pulizia Parrucchieri e istituti di bellezza Stabilimenti idropinici ed idrotermali Studi professionali Alberghi, motel e attività assimilabili Bar e ristoranti M ense e Fornitura di pasti preparati Agenzie di viaggi e turismo Attività ricreative TOTALE Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) Il volume dei dipendenti Il risultato della forte presenza di lavoratori autonomi in molti settori del terziario riduce la base occupazione di interesse Filcams a poco più di 3 milioni di dipendenti (sempre escludendo i servizi domestici) e ne modifica la composizione settoriale. A questo proposito, al passaggio dagli addetti ai dipendenti i settori che per consistenza e caratteristiche dell’occupazione hanno maggiormente contribuito a ridisegnare la composizione della base occupazionale Filcams sono: l’aggregato degli studi professionali, il cui peso passa dal 12% al 7%; i servizi immobiliari che diventano appena l’1% della forza lavoro (4% degli addetti); l’area delle agenzie di lavoro che al contrario dei primi due settori diventa il 5% della base occupazionale dipendente (2,5% degli addetti) e il sistema dei servizi di pulizia che 11

12. diventa il 10% dei dipendenti contro un peso del 5% quando si sommano entrambe le categorie professionali. In questo quadro di mutamenti, il comparto numericamente più rilevante resta il Commercio che “vale” quasi 1,3 milioni di dipendenti pari al 42% dell’intera base occupazionale Filcams. Nell’ambito degli altri servizi il settore con il numero maggiori di lavoratori dipendenti è quello delle attività di pulizia che “vale” oltre 300 mila persone. A breve distanza c’è il settore dell’informatica (250 mila dipendenti); quello della ristorazione (230 mila), l’aggregato dei studi professionali (212 mila), l’intero apparato della consulenza aziendale e di servizi commerciali alle imprese (156 mila), e con una dimensione simile a quest’ultimo raggruppamento, ci sono le agenzie di collocamento private e il sistema ricettivo (alberghi e esercizi assimilabili). Infine, tutti gli altri settori del terziario Filcams si attestano sotto la soglia dei 100 mila dipendenti. In questo ambito quelli principali sono le attività di mensa e fornitura di pasti (81 mila dipendenti); l’intera area dei servizi di “bellezza e benessere” (68 mila addetti) e le imprese di vigilanza con 54 mila lavoratori dipendenti. 12

13. Fig.5 Gli occupati dipendenti per comparto (dati assoluti e quote % sulla somma dei comparti) Commercio al dettaglio specializzato;419.793;14% Servizi di ingegneria integrata e altreattivitàtecniche; 53.929;2% Servizi di ricerca,selezione e fornituradi personale; 143.327;5% Attività di consulenza aziendale eservizi commerciali;102.875;3% Servizi informatici;252.217; 8%Locazione,gestione immobili; 34.490;1% Farmacie;39.569;1% Servizi di pulizia;303.593;10% Servizi di vigilanzaprivata; 54.168;2% Parrucchieri e istituti di bellezza;64.182;2% Studi professionali;212.863; 7% Alberghi,motel eattività assimilabili;137.836;5% Agenzie di viaggi eturismo; 29.839;1% Mense eFornitura di pasti preparati;81.348;3% Bar e ristoranti;229.626;8% Attività ricreative;18.319;1% Commercio all'ingrosso e intermediari;540.200;18% Commercio al dettaglio non specializzato;297.869;10% Stabilimenti idropinici ed idrotermali;4.320;0% Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) Le caratteristiche di genere dell’occupazione dipendente Oltre al risultato più generale sul valore del terziario Filcams in termini di occupati dipendenti per comparto, un primo passa avanti nella comprensione di questa base occupazionale può essere fatto analizzandone le caratteristiche di genere. Senza dubbio si tratta di una informazione preziosa per organizzare una rappresentanza che risponda in modo più preciso alle molteplici e diverse esigenze dei lavoratori. A questo proposito il censimento 2001 consente di approfondire come prende forma in termini settoriali quel dato medio del 55% di donne nell’aggregato dei comparti filcams riportato nella figura 2 del primo capitolo di questo rapporto. La situazione come è possibile vedere nella figura 6 si presenta molto disomogenea tra comparti. C’è un primo raggruppamento di attività in cui la presenza di 13

14. donne è straordinariamente alta con quote che vanno oltre tre quarti dell’occupazione dipendente. Benché diversi nel tipo servizio offerto, si tratta di 5 settori che possono essere inquadrati nell’area delle attività tradizionali. In ordine di livello di “femminilizzazione” ci sono parrucchieri ed istituti di bellezza; i dipendenti degli studi professionali; agenzie di viaggio, mense e le farmacie. Dal lato opposto ci sono sempre 5 settori che si discostano dal dato medio di presenza delle donne nel terziario. Tra questi c’è ne uno che per il tipo di attività è organizzato quasi esclusivamente su dipendenti uomini ed è quello della vigilanza (solo 9% di donne). Per quanto riguarda gli altri quattro la situazione è sostanzialmente simile con quote di donne per un terzo dei dipendenti. E utile notare che in quest’area dove è minoritaria la presenza femminile ci sono due importanti settori del terziario avanzato quale il pezzo principale dell’informatica (fornitura software e consulenza) e tutto il gruppo delle attività tecniche. 14

15. Fig.6 La struttura di genere: la quota % di donne sui dipendenti in ciascun comparto di attività Filcams 37% 60% 56% 54% 45% 64% 66% 34% 74% 9% 66% 89% 60% 85% 49% 50% 74% 75% 46% 55% Commercio all'ingrosso e intermediari Commercio al dettaglio non specializzato Commercio al dettaglio specializzato Locazione, gestione immobili Servizi informatici Attività di consulenza aziendale e servizi commerciali Servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale Servizi di ingegneria integrata e altre attività tecniche Farmacie Servizi di vigilanza privata Servizi di pulizia Parrucchieri e istituti di bellezza Stabilimenti idropinici ed idrotermali Studi professionali Alberghi, motel e attività assimilabili Bar e ristoranti M ense e Fornitura di pasti preparati Agenzie di viaggi e turismo Attività ricreative TOTALE Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) 3. La struttura occupazionale per dimensione d’impresa In questo esercizi di studio quali quantitativo della base occupazionale che fa riferimento alla Filcams un altro passaggio importante è la ripartizione dei lavoratori rispetto alla dimensione dell’impresa. Come è ben noto in letteratura l’esercizio sindacale diventa più gravoso in quei settori dove si registra una forte frammentazione dell’attività ed una larga concentrazione dei dipendenti all’interno di micro realtà produttive (quelle con meno di 9 addetti). A questo proposito, come confermano la figura 7 e la successiva tabella 1, il terziario per la larghissima parte dei suoi settori si sviluppa in un sistema di imprese in cui prevale la micro e piccola dimensione. Benché da diversi anni molti settori del terziario hanno avviato un percorso di riorganizzazione dell’attività verso una crescita dimensionale (il principale esempio è naturalmente 15

16. quello della distribuzione al dettaglio), ancora oggi il dato medio disegna un economia in cui è particolarmente forte la presenza di micro imprese. Sempre i dati del censimento 2001 descrivono una situazione in cui due terzi degli addetti si concentra nelle micro imprese e solo il 20% dei lavoratori è inserito in imprese medio grandi (con più di 50 addetti). Si tratta di un risultato fortemente sbilanciato che tuttavia cambia notevolmente quando si circoscrive l’esercizio di ripartizione ai soli dipendenti. In effetti, guardando alla sola categoria professionale dei dipendenti la presenza occupazionale nelle micro imprese scendo fino al 33% e quella nelle medio grandi raggiunge un livello del 41%. Un cambiamento della composizione che può essere spiegata dalla diversa intensità con cui viene utilizzato il lavoro autonomo nell’organizzazione dell’impresa. I dati ci restituiscono infatti una situazione in cui esiste una correlazione forte tra dimensione e scelta delle categorie professionali. Precisamente la relazione sembrerebbe essere quella di un crescente utilizzo degli indipendenti al diminuire della dimensione dell’impresa. Fig.7 Ripartizione occupati dell’aggregato economico di area filcams per classe dimensionale delle imprese (Indice totale occupati = 100) 65,5 33,2 14,2 25,7 7,4 14,8 12,9 26,2 Addetti Dipendenti 250 e oltre 50--249 10--49 fino a 9 Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) Il modello di una organizzazione produttiva su micro e piccole dimensione riguarda un pezzo importante dei settori del terziario. Nonostante sia possibile registrare differenze sui livelli di frammentazione dei settori, sono pochi quei casi in cui le micro 16

17. imprese rappresentano una componente marginale dell’apparato produttivo. Come si vede nella tabella 1 possono essere annoverati tra queste eccezioni il settore delle imprese che svolgono attività di ricerca e fornitura del personale (agenzie private di lavoro); quello della vigilanza privata; le mense; i servizi di pulizia; il sistema del commercio non specializzato, il piccolo comparto delle attività termali e il più giovane settore dell’informatica per la parte di attività che riguarda la consulenza e la fornitura software. In una situazione del tutto opposta, dove almeno la metà dei dipendenti sono inseriti in micro imprese, ci sono 7 settori. Tra questi è possibile evidenziare un raggruppamento di attività (parrucchieri ed istituti di bellezza, farmacie, e studi professionali) in cui si raggiunge un livello particolarmente elevato di frammentazione produttiva. Tab.1 Dipendenti per comparto e classe dimensionale dell’impresa (Indice totale dipendenti comparto = 100) TOTALE fino a 9 10--49 50--249 250 e oltre Commercio all'ingrosso e intermediari 100 31,8 39,2 17,0 12,0 Commercio al dettaglio non specializzato 100 10,3 17,2 12,6 59,9 Commercio al dettaglio specializzato 100 51,4 29,0 11,3 8,3 Locazione, gestione immobili 100 60,4 22,2 7,5 9,9 Fornitura di software e consulenza 100 10,1 23,9 24,1 41,8 Elaborazione dati e altri servizi informatici 100 37,9 35,2 19,3 7,6 Attività di consulenza aziendale e certificazione bilanci 100 37,0 23,5 13,9 25,6 Servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale 100 0,5 0,9 1,4 97,3 Altri servizi commerciali e di marketing 100 27,6 31,7 25,8 14,9 Servizi di ingegneria integrata e altre attività tecniche 100 35,7 28,6 15,1 20,6 Farmacie 100 79,4 13,3 5,7 1,6 Servizi di vigilanza privata 100 2,3 18,3 43,0 36,4 Servizi di pulizia 100 7,1 18,8 28,8 45,3 Parrucchieri e istituti di bellezza 100 87,5 11,9 0,6 0,0 Stabilimenti idropinici ed idrotermali 100 3,1 26,3 63,5 7,1 Studi professionali 100 73,3 19,4 5,7 1,6 Alberghi, motel e attività assimilabili 100 23,3 43,7 20,5 12,4 Bar e ristoranti 100 60,4 26,6 4,3 8,7 Mense e Fornitura di pasti preparati 100 2,8 9,3 12,1 75,8 Agenzie di viaggi e turismo 100 36,1 32,8 16,3 14,9 Attività ricreative 100 28,1 44,5 9,4 18,0 Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) 4. La dislocazione geografica degli addetti L’area economica del terziario, e al suo interno il pezzo su cui esercita la sua rappresentanza la Filcams si distribuisce geograficamente senza grosse differenze 17

18. rispetto alla intera economia nazionale. Utilizzando la variabile occupazionale e precisamente quella dei dipendenti si ottiene una ripartizione per macro area geografica in cui il Centro ed il Sud detengono le quote più piccole con una dimensione simile che si attesta intorno al 20% dei dipendenti, mentre la fetta più importante del terziario si concentra nel Nord (58%) ed in modo particolare nelle regioni del Nord ovest (35%). A trainare questa dislocazione geografica è senza dubbio la Lombardia che da sola occupa il 24% dei dipendenti dell’interno aggregato dei settori Filcams. In ogni modo, le cifre della figura 8 ci consegnano una situazione in cui il terziario è presente con un apparato produttivo in cui esiste una significativa presenza di dipendenti anche nel Lazio (340 mila persone pari all’11% del totale dei dipendenti in Italia), e con dimensioni non particolarmente distanti nel Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Il dato cumulato su queste prime 5 regioni, pari al 62% dei dipendenti, consentono anche di avere un prima misura della elevata concentrazione territoriale delle attività di riferimento Filcams. Fig.8 Ripartizione occupati dipendenti dell’aggregato economico di area filcams per regione (dati assoluti e quote % sulla somma dei comparti) Lombardia; 732.153; 23,6% Liguria; 91.063; 2,9% Lazio; 338.405; 10,9% Basilicata; 16.307; 0,5% Calabria; 46.459; 1,5% Sicilia; 133.422; 4,3% Sardegna; 63.436; 2,0% Piemonete; 259.024; 8,4% Valle d'Aosta; 8.331; 0,3% Puglia; 124.039; 4,0% Campania; 163.309; 5,3% Molise; 9.273; 0,3% Abruzzo; 49.018; 1,6% E romagna; 291.643; 9,4% Toscana; 213.128; 6,9% Umbria; 41.479; 1,3% Marche; 70.534; 2,3% veneto; 298.541; 9,6% Trentino AA; 77.011; 2,5% Friuli VG; 74.934; 2,4% Sud:19,5% Centro:21,4% Nord ovest: 35,2% Nord est: 23,9% Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) 18

19. Con le due tabelle che seguono è stato fatto il tentativo di capire la struttura settoriale del sistema economico dei servizi in ciascuna macro ripartizione e nelle 20 regioni. Una prima informazione che si ricava dalla tabella 2 è che non ci sono differenze sostanziali tra macro ripartizioni rispetto al peso del commercio. Il risultato più bassa in questo segmento dell’economia del terziario si registra nel Centro Italia dove comunque la quota di lavoratori dipendenti sfiora il 40%. Una situazione diversa si registra nei servizi avanzati. In modo particolare l’informatica, la consulenza aziendale, i servizi tecnici rappresentano pezzi di terziario che pesano maggiormente nell’area centro settentrionale mentre costituiscono un segmento più marginale nell’terziario del Sud. Precisamente, nel Nord ovest i servizi avanzati assorbono il 23% dei dipendenti del terziario Filcams sul territorio, Nord est e Centro si attestano vicino con quota del 16 e del 18%; e molto distante il mezzogiorno occupa solo il 12% dei dipendenti. Anche nel turismo le differenze sono particolarmente marcate. Qui rispetto al precedente raggruppamento di attività si registra un capovolgimento delle posizioni all’interno delle macro aree. Nel Nord Ovest la quota di dipendenti che opera nel turismo si ferma al 13% mentre nel resto del paese l’incidenza sale a poco più del 18% nel Nord est e regioni del Centro e quasi il 17% nel Sud. Tab.2 Occupati dipendenti per comparto e macro area geografica (Totale dipendenti dell’area economica Filcams nella macro area = 100) Nord Ovest Nord est Centro Sud ITALIA Commercio all'ingrosso e intermediari 19,5 18,7 14,6 14,4 17,3 Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati 9,2 9,4 8,9 10,7 9,5 Commercio al dettaglio specializzato 14,3 16,8 16,4 20,4 16,5 Locazione, gestione immobili 1,4 1,1 1,2 0,6 1,1 Servizi informatici 9,6 6,7 9,9 5,2 8,1 Consulenza aziendale, servizi commerciali e certific.bilanci 5,3 2,5 2,9 1,9 3,5 Servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale 5,6 4,9 3,6 3,4 4,6 Servizi di ingegneria integrata e altre attività tecniche 2,5 1,6 1,5 1,2 1,8 Farmacie 1,0 1,1 1,4 1,9 1,3 Servizi di vigilanza privata 1,5 1,0 2,0 2,9 1,8 Servizi di pulizia 8,6 8,8 10,4 11,4 9,6 Parrucchieri, istituti di bellezza e centri benessere 2,1 2,5 2,3 2,0 2,2 Studi professionali 6,5 6,8 6,5 7,2 6,7 Alberghi, motel e attività assimilabili 2,4 6,0 5,4 5,8 4,6 Bar e ristoranti 6,1 8,0 8,7 7,8 7,4 Mense e Fornitura di pasti preparati 2,9 2,5 2,7 1,8 2,6 Agenzie di viaggi e turismo 1,1 0,8 1,0 0,9 1,0 Attività ricreative 0,5 0,8 0,6 0,4 0,6 Totale settori area Filcams 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) 19

20. Con la tabella 3, questo esercizio di analisi dei comparti che formano il terziario in ciascuna macro ripartizione è stato ripetuto anche spostandosi sul livello regionale. Il commercio continua ad essere il pezzo più importante dei dipendenti in ciascun territorio. Nonostante questo non mancano differenze significative tra regioni. Casi particolarmente visibili sono quelli della Valle d’Aosta e Lazio dove il commercio rappresenta rispettivamente il 31 ed il 34% dell’occupazione, contro una situazione diametralmente opposto che si registra in Sicilia, Calabria e Marche in cui il commercio occupa la metà dei dipendenti del terziario Filcams. Nei servizi avanzati le distanze tra le regioni si accentuano ancora di più. Si va da regioni come Lombarda, Piemonte e Lazio in cui un quarto del lavoro si concentra nell’informatica e nei servizi più professionalizzati alle imprese fino a situazioni come Trentino, Sicilia e Sardegna che con gli stessi settori assorbono quote di dipendenti attorno al 10%. Distanze ancora più accentuate si registra nel sistema dei servizi operativi (vigilanza e pulizia) e nel turismo. Per quanto riguarda il primo raggruppamento si piazzano al primo posto come quota relativa delle attività di vigilanza e pulizia sulla struttura locale del terziario tre regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia e Basilicata). In queste tre realtà si raggiunge un livello vicino al 20% contro un dato medio che si attesta attorno all’11%. Infine c’è il turismo, in questo settore che nella tabella 3 accorpa anche le attività ricreative, la Lombardia e il Piemonte occupano le ultime posizioni con livelli minimi poco superiore al 12% mentre ci sono regioni come la Valle d'Aosta e Trentino AA in cui costituisce l’attività più importante assieme al commercio. 20

21. Tab.3 I comparti in cui è dislocata l’ occupazione dipendenti nelle regioni (Totale dipendenti dell’area economica Filcams in ciascuna regione = 100) Attivitàdicommercio (intermediari,ingrossoe dettaglio) Locazione,gestione immobili Serviziinformatici (forniturasoftweare, consulenza,elab.dati) Servizialleimpresedi tipogestionaleetecnico Farmacie Servizialleimpresedi tipooperativo(vigilanza epulizia) Parrucchieri,istitutidi bellezzaecentri benessere Studiprofessionali Turismoeattività ricreative Totalesettoriarea Filcams ITALIA 43,2 1,1 8,1 9,8 1,3 11,3 2,2 6,7 16,1 100 Piemonete 39,2 1,3 10,9 13,4 1,2 11,7 2,1 7,6 12,4 100 Valle d'Aosta 31,1 0,5 7,3 6,3 1,6 7,7 2,0 5,8 37,6 100 Lombardia 44,3 1,4 9,7 14,2 0,8 9,6 1,9 5,9 12,1 100 Liguria 42,8 1,1 5,9 7,3 1,8 10,2 2,6 8,1 19,8 100 veneto 46,0 1,2 7,0 9,0 0,9 7,9 2,5 7,1 18,3 100 Friuli VG 44,5 0,9 5,3 9,6 1,2 12,5 2,4 6,5 16,9 100 Trentino AA 45,9 0,6 5,0 5,2 0,9 8,5 2,0 5,7 26,1 100 E romagna 43,4 1,1 7,2 9,8 1,3 11,3 2,7 6,9 16,1 100 Toscana 44,7 1,2 5,6 6,9 1,5 9,3 3,2 7,1 20,5 100 Umbria 45,1 0,6 5,1 6,5 1,7 12,1 2,9 6,4 19,4 100 Marche 48,1 1,0 5,8 9,1 1,5 7,6 3,5 7,8 15,5 100 Lazio 34,5 1,3 14,1 8,6 1,4 15,4 1,4 5,9 17,4 100 Abruzzo 48,7 0,5 3,8 10,3 1,5 9,6 3,4 6,0 16,0 100 Molise 52,2 0,6 4,4 9,5 1,2 8,1 2,0 6,5 15,3 100 Campania 39,2 0,7 6,8 6,1 1,8 17,9 1,5 7,9 17,8 100 Puglia 44,7 0,5 5,7 7,1 1,6 18,0 1,8 6,6 13,8 100 Basilicata 42,7 0,2 4,2 7,9 1,4 19,2 1,4 6,5 16,5 100 Calabria 50,1 0,5 4,9 6,5 2,1 10,6 2,2 6,9 16,1 100 Sicilia 49,7 0,6 4,1 5,4 2,2 10,2 2,3 7,9 17,3 100 Sardegna 47,9 0,7 4,5 4,5 1,9 12,5 1,9 6,1 19,8 100 Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) L’occupazione nei servizi domestici Dopo aver descritto l’occupazione dipendente del terziario Filcams nelle sue diverse caratteristiche (comparto, regione, genere e dimensione d’impresa) e prima di passare al prossimo capitolo con cui verrà fatto il tentativo di descrive quale è stata l’evoluzione della base occupazione che ha portato ai risultati del 2001, un ultimo passaggio riguarda il settore dei servizi domestici. Come già anticipato all’inizio del rapporto, le cifre sin qui proposte non comprendevano quei lavoratori che svolgono attività domestica. Si tratta di un settore che per volume occupazionale rappresenta un pezzo importante della rappresentanza Filcams. Un settore che però non essendo organizzato su imprese o unità locali (uffici, agenzie, laboratori, magazzini, stabilimenti, scuole) viene escluso dalla rilevazione del censimento. In ogni modo un settore che rendeva poco utile il dato fermo al 2001 (anno del censimento) in quanto per effetto del provvedimento di regolarizzazione (leggi 21

22. 189/2002 e 222/2002) ha subito un cambiamento sostanziale nel volume di lavoratori regolari che ovviamente le statiche hanno potuto registrare solo a partire dal 2002. La fonte adottata per misurare la dimensione occupazionale del settore è quella di Contabilità Nazionale Istat. Precisamente sono state utilizzate quelle rilevazioni che consentono di separare la componente regolare dentro la più ampia base occupazionale che svolge attività domestica. A questo proposito è utile ricordare che in questo settore ancor più di quanto accade in larga parte dell’economia nazionale (ed in modo particolare nel terziario) il fenomeno del sommerso nonostante i risultati del provvedimento di regolarizzazione, riguarda ancora oggi il 66% dei lavoratori. Inoltre, in questo modo è possibile realizzare un importante elemento di omogeneità con il censimento che per la sua metodologia di rilevazione esclude in larghissima parte quella quota di persone che sono attive nel mercato del lavoro ma che sono inserite all’interno delle unità produttive in modo non regolare. Secondo la rilevazione di contabilità, il settore dei servizi domestici nel 2002 ha raggiunto una dimensione occupazionale di 402 mila persone che possono essere inquadrate nella categoria professionale dei dipendenti. A questo risultato si giunge in larghissima parte per effetto del processo di regolarizzazione che in un solo hanno ha reso possibile una crescita dell’occupazione regolare del 69% (nel 2001 le stime Istat registravano 238 mila dipendenti). Se si fa l’ipotesi che in questo settore l’occupazione regolare ed irregolare si distribuisce allo stesso modo sul territorio nazionale è possibile fare qualche considerazione anche sulla sua dislocazione geografica. I dati di contabilità regionale disegnano un settore che si discosta in modo evidente dalla più generale ripartizione che metteva insieme tutte le altre attività economiche dell’area Filcams riportata nella figura 8. In questo settore l’area dove si concentra la quota più elevata di lavoratori è quella del Centro Italia (32%) seguita a distanza dalle regioni del Nord ovest (28%); dal comprensorio del Sud (22%) e Nord est (18%). Il principale contributo a questa dislocazione geografica proviene dalla larga presenza di lavoratori domestici nella regione Lazio e Lombardia che insieme si ritagliano una fetta di quasi il 40% degli occupati nel settore. Tra le altre regioni una presenza significativi si registra anche in Campani, Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna con una quota di occupazione simile che in ciascuna di queste aree supera di poco il 7% del totale. 22

23. Fig.9 Ripartizione occupati dipendenti nel settore dei servizi domestici per regione (quote %) Veneto 7,1% Campania 7,4% Lazio 19,4% Trentino AA 1,4% Liguria 2,4% Lombardia 18,3% Valle d'Aosta 0,2% Piemonte 7,4%Sardegna 2,2% Sicilia 5,2% Basilicata 0,3% Calabria 1,7% Puglia 3,4% Friuli VG 1,5% Emilia Romagna 7,5% Toscana 7,8%Umbria 2,0% Marche 2,6% Molise 0,4% Abruzzo 1,8% Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Contabilità Regionale) 5. L’evoluzione della base occupazionale: cambiamenti strutturali nell’ultimo decennio e trend congiunturale fino al 2003 Nell’ultimo decennio l’occupazione nell’aggregato economico che fa riferimento alla Filcams è aumentato del 20%. Questo risultato si inserisce all’interno di un processo più ampio di terziarizzazione delle economie avanzate tra cui va inclusa anche l’Italia. Il cambiamento dell’economia nella direzione dei servizi è un processo strutturale che avanza da almeno da tre decenni. L’analisi dell’evoluzione del contributo di occupazione e valore aggiunto di questo settore dall’70 ad oggi è senza dubbio un indicatore utile per capire la dimensione di questo fenomeno. Come evidenziato dalla figura 10, negli ultimi trent'anni l'importanza dei servizi nell'economia è andata costantemente crescendo. In termini di valore aggiunto si è passati da un contributo del 59% nel 1970 fino ad arriva ad una quota di ricchezza prodotta dalle attività terziarie pari al 69%. Il risultato è ancora più evidente se si guarda l’occupazione. La 23

24. straordinaria crescita del volume di attività in un sistema dei servizi che si caratterizza per una intensa presenza di lavoro per unità di valore aggiunto (superiore all’industria) contribuisce a spiegare una evoluzione della quota di occupati nel terziario di quasi 26 punti percentuali. Precisamente, nel periodo che va dal 1970 al 2003 c’è stato un passaggio da una quota di occupazione del 41% a poco oltre il 66%. Con questo avanzamento l’Italia, che all'inizio degli anni settanta era tra le aree meno terziarizzate, oggi ha recuperato il suo ritardo e si allinea ai risultati dei paesi più industrializzati. Questa espansione del terziario in Italia e nel resto delle economia avanzate è la risultante di una combinazione di fattori demografici, sociali e di organizzazione dell’apparto industriale che hanno preso forma nel corso di molti anni. Ripetendo quanto scritto nel rapporto Filcams del 2002 “Il terziario privato in Italia”, la crescita di questo settore è stata trainata: da una parte, da continui mutamenti nei modelli di consumo, stili di vita e cambiamenti demografici il cui effetto è stato una stabile crescita della domanda di servizi da parte delle famiglie e degli individui; dall'altra parte, da un processo di avanzamento nell’integrazione internazionale nonché progresso tecnico e di organizzazione aziendale che ha moltiplicato il fabbisogno di servizi ad alta intensità di conoscenza e anche intensificato processi di esternalizzazione che hanno determinano la nascita di un sistema di fornitura specializzata nei diversi ambiti dei servizi alle imprese. Fig.10 Cambiamento della struttura economica dal 1970 al 2003 per macro settore (quote %) 59,0 62,5 66,1 67,7 68,8 40,9 48,6 60,2 65,5 66,5 35,3 33,1 30,7 29,0 28,3 38,6 38,1 32,3 29,6 29,1 4,44,97,513,420,52,93,33,24,45,7 1970 1980 1990 2000 2003 1970 1980 1990 2000 2003 Valore aggiunto Occupati Servizi Industria Agricoltura Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Contabilità Regionale ) 24

25. Il progresso nella terziarizzazione del paese continua anche nell’ultimo decennio. Benché nel corso di questo lungo periodo ci sia stata una fase all’inizio degli anni novanta caratterizzata da importanti ristrutturazioni che hanno prodotto una perdita di addetti (l’esempio più significativo è quello della razionalizzazione del commercio al dettaglio nella direzione delle grandi superfici despecializzate), il risultato finale per la parte dei comparti che possono essere attribuiti alla rappresentanza sindacale della Filcams è stato quello di una crescita complessiva del 20% dell’occupazione. Questo risultato si inquadra in una posizione leggermente superiore alla media dell’intera economia dei servizi (comprensiva anche dei comparti fuori dal perimetro Filcams) che sempre secondo i dati del censimento è stata capace di incrementare l’occupazione del 18%. In ogni modo, una dinamica che consolida ulteriormente lo spostamento dell’assetto economico del paese nella direzione del servizi, dal momento che nello stesso periodo la componente industriale ha fatto registrare una perdita del 3% dell’occupazione. Fig.11 Evoluzione dell’occupazione nell’aggregato economico di area filcams (Variazione % 2001 – 1991) 40,8% 4,6% 20,2% 42,9% 17,8% 50,3% Dipendenti Indipendenti Addetti 1991 2001 Addetti Var. % 2001/91 nel terziario di area filcams Struttura per categoria professionale nell'area Filcams (Quota % dipendenti) Var.% 2001/91 nell'intera economia dei servizi Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) Questa capacità del terziario di creare occupazione (nel suo complesso e per la parte di interesse Filcams) muta notevolmente tra le diverse categorie professionali e tra le diverse branche del comparto. Come messo in evidenza anche dai numeri delle prossime tre figure (figure 11 per il dato aggregato e figura 12 e 13 nell’analisi per 25

26. comparto), negli anni novanta si assiste ad una notevole ricomposizione delle attività e organizzazione dei comparti che ha determinato profonde modificazioni nel modello di terziarizzazione dell’economia. Un primo aspetto riguarda le forme di lavoro. Nel corso di questi ultimi 10 anni larga parte dei comparti si modificano nella direzione di una organizzazione produttiva che realizza la sua flessibilità operativa nell’ambito del lavoro dipendente Il dato generale è infatti quello di una occupazione dipendente che cresce del 41% a fronte di una crescita tra gli indipendenti che si ferma al 5%. L’effetto di queste forti differenze nell’andamento dell’occupazione è quello di un significativo spostamento della quota relativa del lavoro dipendente sull'occupazione complessiva che è passata dal 43% del 1991 a poco più del 50% nel 2001. Se si guarda all’interno di questi numeri attraverso la lente dell’indagine sulle forze di lavoro è possibile fare un successivo passo per comprendere la natura di questo fenomeno. Confrontando la struttura dell’occupazione dipendente nel terziario si scopre che nell’ultimo decennio c’è stato un aumento particolarmente significativo delle forme di lavoro flessibile nella durata del rapporto e negli orari. La quota relativa dei contratti temporanei è raddoppiata passando dal 5,5% del 1993 al 10% del 2003. Allo stesso modo cambia radicalmente il peso dei contratti con orario di lavoro parziale. Sempre nello stesso periodo la quota del part time è aumentata fino all’11% rispetto al 6% del 1993. Se si passa dal dato aggregato ad una indagine del comportamento dei singoli comparti che formano il settore, si scopre che la crescita occupazionale è un fatto diffuso all’interno del terziario (tabella 4) e che in larghissima parte delle attività questo risultato viene realizzato dalla parte del lavoro dipendente (figura 12). Tuttavia non mancano elementi che differenziano l’evoluzione dei comparti nell’ultimo decennio. Come è possibile verificare dalla Tabella 4 un primo aspetto riguarda indubbiamente l’intensità della crescita occupazionale (dipendente e indipendente). Per le straordinarie performance di sviluppo può essere considerato un servizio “emergente” quello della ricerca, selezione e fornitura del personale. In questo comparto gli addetti sono passati da poche migliaia nel 1991 a più di 145 mila occupati nel 2001. Una dinamica particolarmente vivace si registra anche nel comparto delle attività di locazione e gestione degli immobili (+173% nel periodo che va dal 1991 al 2001). Sotto la spinta di una domanda crescente e di processi di outsourcing, gli altri settori che hanno maggiormente contribuito alla crescita occupazionale sono quello 26

27. dell’informatica (la cui dimensione è raddoppiata nel corso di dieci anni) e l’intero apparato dei servizi alle imprese da quelli ad alta intensità di conoscenza (knowledge based) fino a quelli operativi (vigilanza e pulizia). Per quanto riguarda l’area dei più tradizionali servizi legati alle famiglie la situazione sembra invece più diversificata. Dentro il perimetro del turismo il principale contributo occupazionale viene dalle agenzie di viaggio (+50%) e dalle attività di fornitura di pasti caldi (80%), mentre appare meno marcata la crescita per alberghi, bar e ristoranti dove gli addetti aumentano intorno al 13%. Al contrario, sempre nell’ambito del terziario alla persona, non fa progressi l’insieme delle attività ricreative e tutto il sistema dei servizi per il benessere (parrucchieri, istituti di bellezza e centri termali). La situazione è molto diversa nell’ambito dei servizi distributivi. Il risultato occupazionale è stato negativo per il 3,4%. Questa perdita occupazionale prende forma all’interno di un processo di riorganizzazione del sistema distributivo in cui si sviluppa il segmento a monte del ciclo commerciale (+18% l’occupazione nel comparto dell’intermediazione ed ingrosso) e cambia la distribuzione al dettaglio nella direzione di un assetto commerciale in cui aumenta la dimensione delle superfici di vendita e si realizza un forte ridimensionamento del negozio tradizionale di vicinato con la nascita di nuove formule distributive specializzate. In questo quadro il dato generale dell’occupazione nell’ambito degli operatori al consumo finale prende forma attraverso una crescita del 22% nel dettaglio non specializzate, contro una diminuzione occupazionale del 18% negli esercizi specializzati. Utilizzando i micro dati è possibile conoscere in modo più preciso le categorie merceologiche che più hanno contribuito o contribuiscono a questo mutamento all’interno della filiera commerciale. Per quanto riguarda le fasi a monte, i principali contributi alla crescita occupazionale vengono dall’intera attività di intermediazione (+5%) e dal rafforzamento del commercio all’ingrosso nei materiali da costruzione (+48%), nel settore delle attrezzature per ufficio e supporti informatici (+48%) nel comparto dei prodotti elettrici che se si esclude il segmento degli elettrodomestici e apparecchi TV radio e comunicazione è cresciuto del +36%, nel settore merceologico dei prodotti in metallo (+35%), in quello della chimica e farmaceutica (+26%) e nei macchinari industriali (+12%). Seguono invece una dinamica opposta con casi di 27

28. importanti perdite occupazionali il commerci all’ingrosso dei prodotti alimentari, tessili e petroliferi. Quando ci si sposta lungo la filiera commerciale sugli esercizi al dettaglio, dall’analisi dei micro dati si scopre che il contributo principale allo sviluppo del sistema degli operatori despecializzati viene degli ipermercati dove l’occupazione è aumentata del 124%. Sempre positivi, anche se con ritmo relativamente più contenuto è il risultato nei supermercati (+82%) e nei minimercati (+15%). Nell’ambito delle attività commerciali specializzate il tratto comune alla larghissima parte dei comparti è quello di una diminuzione del lavoro. Questa dinamica può essere in parte spiegata da un generale cambiamento nei modelli di consumo che sembra aver messo in crisi il tradizionale assetto commerciale strutturato sulle piccole superfici. La tendenza evidente è infatti quella dello spostamento verso attività commerciali più strutturate su superfici medie e grandi nonché dell’affacciarsi sul mercato di nuove formule distributive. Nel decennio in esame, anche per effetto di una riforma che ha modificato lo schema regolati del settore della distribuzione si è accentuata la diffusione della grande distribuzione alimentare, degli hard discount, dei centri specializzati non alimentari, dei centri all'ingrosso non alimentari, dei centri commerciali, dei factory outlet (centri commerciali che vendono prodotti di marca a prezzi molto scontati) e delle catene di negozi, di cui il franchising rappresenta la formula più dinamica. All’interno di questo processo di modernizzazione del sistema distributivo un canale che subisce uno straordinario ridimensionamento è quello del dettaglio ambulante. I dati del censimento ci restituiscono una situazione in cui gli occupati diminuiscono del 36%. Analizzando la situazione per categoria merceologica, gli unici prodotti su cui si registra una significativa crescita occupazionale sono gli apparecchi elettrici (radio, televisioni, attrezzatura fotografica e strumentazione audio). In tutte le altre categorie il segno è negativo. In modo particolare, è molto forte la riduzione degli addetti nel commercio specializzato di prodotti alimentari (-41%), seguita, anche se con cifre meno visibili, dall’intero comparto tessile e pelletteria, quello dei mobili, elettrodomestici e materiale elettrico, libri, giornali e tutti gli articoli tradizionalmente distribuiti nei ferramenta dalle vernici ai diversi prodotti in metallo. 28

29. Tab.4 Dinamica occupazionale nel terziario Filcams 1991 2001 2001/1991 Comm. ingrosso intermediari 873.449 1.027.206 17,6% Comm. dettaglio non specializ. 322.915 395.350 22,4% Comm. dettaglio specializzato 1.794.014 1.471.234 -18,0% Locazione e gestione immobili 83.187 226.881 172,7% Servizi informatici 174.015 354.772 103,9% Consulenza aziendale, servizi commerciali e certific.bilanci 149.310 192.973 29,2% Servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale 3.640 145.452 n.s Ingegneria integrata e altre attività tecniche 99.708 179.952 80,5% Farmacie 57.666 66.279 14,9% Vigilanza privata 43.343 57.502 32,7% Servizi di pulizia 164.598 339.574 106,3% Parrucchieri, istituti bellezza e benessere 209.243 210.661 0,7% Studi legali e notarili 99.425 162.944 63,9% Studi di architettura e ingegneria 87.351 125.196 43,3% Studi commerciali, tributari, e revisione contabile 96.502 176.745 83,2% Alberghi e motel 150.606 169.769 12,7% Altri esercizi tipo alberghiero 35.093 35.052 -0,1% Bar e ristoranti 492.937 560.941 13,8% Mense e Fornitura di pasti 46.845 84.912 81,3% Agenzie di viaggi e turismo 29.054 43.654 50,3% Attività ricreative 19.181 19.337 0,8% TOTALE 5.032.082 6.046.386 20,2% Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) Come anticipato nelle pagine precedenti, questa diffusa crescita dell’occupazione si concentra principalmente nella categoria dei dipendenti. Fatte alcune importanti eccezioni tra cui gli studi professionali, i servizi immobiliari e le attività a monte della filiera commerciale, nel resto dei comparti l’evoluzione occupazionale è segnata da una maggiore crescita tra i dipendenti (figura 12 e figura 13). Per il complesso dei settori Filcams, questa diversa dinamica delle due categorie professionali ha fatto crescere di 7 punti percentuali la quota di chi svolge la propria attività lavorativa con un vincolo di subordinazione passando dal 43% del 1991 al 50% del 2001 In molti servizi questa differenza nella crescita per tipologia di occupazione è particolarmente marcata: nel commercio al dettaglio, attività ricettive, vigilanza privata e mense si assiste ad un vero e proprio fenomeno di sostituzione dei lavoratori indipendenti (che diminuiscono) con la categoria dei dipendenti (che invece aumenta); nella ristorazione; attività ricreative e servizi di pulizia benché la crescita abbia riguardato entrambe le categorie il dato di composizione si sposta significativamente nella direzione dei dipendenti. La dinamica per categoria professionale resta invece sostanzialmente stabile nel settore dell’informatica, e nelle agenzie di viaggio. 29

30. Fig.12 La dinamica dell’occupazione per comparto e categoria professionale (Variazione % 2001 – 1991) Servizi informatici M ense e Fornitura di pasti Comm. ingrosso intermediari Comm. dettaglio non specializ. Comm. dettaglio specializzato Locazione e gestione immobili Consulenza aziendale, servizi commerciali e certific.bilanci Ingegneria integrata e altre attività tecniche Farmacie Vigilanza privata Servizi di pulizia Parrucchieri, istituti bellezza e benessere Studi legali e notariliStudi di architettura e ingegneria Studi commerciali, tributari, e revisione contabile Alberghi e motel Altri esercizi tipo alberghiero Bar e ristoranti Agenzie di viaggi e turismo Attività ricreative -35% -25% -15% -5% 5% 15% 25% 35% 45% 55% 65% 75% 85% 95% 105% 115% 125% 135% 145% 155% 165% 175% 185% 195% 205% 215% -55% -45% -35% -25% -15% -5% 5% 15% 25% 35% 45% 55% 65% 75% 85% 95% 105% 115% 125% 135% Variazione % dipendenti 2001/1991 Variazione%indipendenti2001/1991 * Nel grafico per motivi di significatività della variazione % si è scelto di escludere l’attività di ricerca, selezione e fornitura di personale Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) 30

31. Fig.13 Avanzamento nella struttura occupazionale per categoria professionale (Quota % dipendenti sul totale addetti) 29% 28% 39% 43% 30% 27% 47% 33% 34% 43% 58% 53% 54% 45% 69% 69% 66% 57% 78% 89% 92% 65% 10% 15% 30% 31% 33% 36% 40% 41% 46% 50% 53% 53% 60% 64% 68% 71% 72% 75% 89% 94% 96% 99% 0% 20% 40% 60% 80% 100% 120% Studi di architettura e ingegneria Locazione e gestione immobili Ingegneria integrata e altre attività tecniche Studi legali e notarili Parrucchieri, istituti bellezza e benessere Comm. dettaglio specializzato Studi commerciali, tributari, e revisione contabile Bar e ristoranti Altri esercizi tipo alberghiero TOTALE Comm. ingrosso intermediari Consulenza aziendale, servizi commerciali e certific.bilanci Farmacie Attività ricreative Agenzie di viaggi e turismo Servizi informatici Alberghi e motel Comm. dettaglio non specializ. Servizi di pulizia Vigilanza privata M ense e Fornitura di pasti Servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale 2001 1991 Fonte: Elaborazioni Ires su dati Istat (Censimento) Oltre al dato sul cambiamento nella composizione per categoria professionale, i fenomeni di modernizzazione e innovazione organizzativa del terziario possono essere osservati anche analizzando l'evoluzione dimensionale delle imprese dei servizi. In Italia, più di quanto avviene nel resto dell’Europa, la presenza di occupazione nelle micro imprese (con meno di 9 addetti) è straordinariamente alta (63%). Si tratta di un livello che continua a descrive una situazione di forte polverizzazione del settore del terziario che però se letto rispetto alla situazione del 1991 (quando la quota delle micro imprese occupava il 70% degli addetti), segna – anche se in modo particolarmente 31

32. contenuto - un passaggio verso la concentrazione dell’apparta produttivo. A questo risultato ci si arriva infatti nel corso di un decennio in cui sono diversi i comparti che in un processo di ammodernamento organizzativo realizzano una riduzione della quota di micro imprese. Il primo esempio di concentrazione riguarda il commercio al dettaglio ed in modo particolare quello non specializzato. Interessante anche l’avanzamento dimensionale in larga parte dei comparti del turismo. Una situazione in controtendenza è invece quella che si registra per gli studi professionali dove pur partendo da situazioni di straordinaria polverizzazione, le micro imprese conquistano ulteriori quote di addetti fino ad assorbirne la quasi totalità. In ogni modo, al di la della diversa direzione intrapresa dai comparti del terziario, se ci si sofferma ai soli dati strutturali (livello di occupazione nelle micro imprese) si scopre che nella realtà dei servizi esisto situazioni molto disomogenee con alcuni casi eccezionali in cui la presenza del lavoro nelle micro imprese è diventato un fenomeno marginale. Come si può vedere dalla figura 13 all’interno del terziario convivono: situazioni in cui in cui la presenza di addetti nelle imprese più piccole rappresenta quote decisamente modeste (servizi di pulizia e di vigilanza, mense e attività di ricerca e fornitura di personale); con un altro pezzo del sistema produttivo che prende forma quasi esclusivamente attorno a micro operatori (le diverse tipologie di studi professionali; le imprese di locazione e gestione degli immobili; le farmacie e l’insieme degli operatori che possono essere ricondotto al comparto dei parrucchieri ed attività di bellezza e benessere) 32

33. Fig.14 L'occupazione nelle micro imprese (classe addetto 1-9): quota % sul totale addetti 36,3% 5,7% 7,8% 18,3% 49,6% 45,8% 45,6% 69,8% 52,7% 56,9% 66,2% 69,9% 76,3% 80,5% 73,5% 87,3% 85,4% 90,6% 87,9% 94,4% 88,3% 87,2% 1,8% 5,7% 5,7% 14,5% 30,6% 40,2% 41,8% 47,8% 53,8% 61,6% 62,4% 62,6% 67,3% 73,6% 79,8% 82,0% 84,8% 86,1% 92,3% 93,5% 93,5% 97,8% Servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale Vigilanza privata M ense e Fornitura di pasti Servizi di pulizia Comm. dettaglio non specializ. Alberghi e motel Servizi informatici Attività ricreative Agenzie di viaggi e turismo Comm. ingrosso intermediari Consulenza aziendale, servizi commerciali e certific.bilanci TOTALE Altri esercizi tipo alberghiero Comm. dettaglio specializzato In

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