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L'astronomo di Vermeer

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Information about L'astronomo di Vermeer
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Published on March 5, 2009

Author: profpagnus

Source: authorstream.com

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Jan Vermeer“L’Astronomo” : Jan Vermeer“L’Astronomo” ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BARI - Co. B. A. S. L. I. D. - A. A. 2008/2009 - Classe 21/A (Disclipline Pittoriche) Corsista: Claudio PagnelliDocente: Lia De Venere Apprendimento e Fruizione della Cultura Artistica Indice di lettura e analisi dell’opera : Indice di lettura e analisi dell’opera Titolo, datazione, tecnica, dimensioni e collocazione Autore Vicende storiche Descrizione formale (sintesi tecnica) Descrizione iconografica Descrizione iconologica Bibliografia Sitografia Slide 3: Jan Vermeer“L’Astronomo” 1668 – 1673 50,8 X 46,3 cm Parigi Olio su tela Musée du Louvre Slide 4: Johannes Vermeer, nato e vissuto a Delft, muore, a soli 43 anni, il 13 dicembre del 1675 Nel 1640 il padre, Reyner Janszoon firma un documento con il nome di van der Meer, che il figlio in seguito riprese come nome d’arte trasformandolo in Vermeer Vermeer sposa nel 1653 Catharina Bolnes e nello stesso anno si iscrive come “maestro pittore” alla ghilda dei pittori, condizione essenziale per esercitare la professione. Il suo esordio artistico ha luogo nel 1654 con dipinti di soggetto religioso o mitologico In seguito la sua arte si rivolge a una pittura che solo convenzionalmente può essere definita di genere, scarnificata di elementi narrativi e concentrata su pochi elementi essenziali e sulle figure umane a cui la luce, filtrata o riflessa, dona una misteriosa immanenza Nelle tele più tarde i contrasti luministici e l’impianto prospettico sembrano farsi più complessi e fra i suoi soggetti compaiono anche temi allegorici Slide 5: Era nella “sua” Linz che Adolf Hitler voleva realizzare il «Museo del Führer», quello che - ne era certo - sarebbe stato “il museo più bello del mondo”. Per questo ordinò all'esercito nazista di sequestrare in Europa in modo sistematico qualsivoglia opera d'arte l'esercito avesse incontrato sul suo cammino. Subito dopo l'occupazione della Francia nel 1940 l'esercito tedesco concentrò le confische di opere d'arte soprattutto sulle collezioni delle ricche famiglie ebree, come quella dei Rothschild. Il primo trasporto di opere da Parigi verso la Germania richiese qualcosa come trenta vagoni, nei quali furono per lo più caricati dipinti. Tra questi, 53 erano destinati alla diretta attenzione di Hitler. Uno di essi, proveniente dalla collezione di Edouard Rotschild, era “L'astronomo” di Vermeer. Restituito dopo la guerra ai proprietari, esso venne poi venduto al Louvre nel 1983. Hitler mentre ispeziona alcune opere d’arte confiscate (U. S. National Archives) Slide 6: Globo Celeste Quadro Astrolabio Finestra Libro Tessuto Vestaglia Gli elementi dominanti della scena sono, da sinistra: La finestra Il globo celeste L’astrolabio Il tessuto Il compasso Il libro La vestaglia Il quadro appeso Compasso TORNA ALL’INDICE CLICCARE SULLE SINGOLE VOCI Slide 7: La finestra con vetri decorati è un elemento che si ritrova in quasi tutti i dipinti di interni di Vermeer e talune volte, come nel caso dell “Astronomo” presenta anche un motivo policromo. Slide 8: 12 nuove costellazioni australi furono pubblicate per la prima volta nel globo celeste costruito dall'olandese Jodocus Hondius nel 1598. Globo celeste, Jacob Hondius, 1598 Globo celeste, Jacob Hondius, 1598 (sviluppo piano) Slide 9: Astrolabio persiano del XVIII secolo. Museo Whipple di storia della scienza, Cambridge L'astrolabio è un antico strumento astronomico tramite il quale è possibile localizzare o predire la posizione di corpi celesti come il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle. Il nome deriva dall’unione dei termini greci astron e lambano: letteralmente “prendo gli astri”. Slide 10: Il motivo decorativo floreale che compare su questo panneggio appoggiato e spinto all’indietro sul piano del tavolo indica che non si tratta di un tessuto importato dall’Estremo Oriente, ma piuttosto di un prodotto locale belga o dei Paesi Bassi. Anzi, non è escluso che sia stato prodotto proprio a Delft, la città natia di Vermeer, che era conosciuta per avere una industria fiorente di tappezzeria. Inoltre bisogna considerare l' attività di tessitore di seta del padre di Vermeer, Reyner Janszoon, e il commercio di stoffe di Leeuwenhoek. Slide 11: Nel linguaggio iconografico convenzionale, il Compasso è considerato l’emblema delle scienze esatte, del rigore matematico. Il Compasso è diventato anche l’emblema e l’attributo di diverse scienze e delle loro personificazioni, della geometria, dell’astronomia (e della Musa Urania che viene personificata con globo e Compasso), dell’architettura e della geografia, sempre perché esso è lo strumento della misura e, particolarmente, dei rapporti. Slide 12: La raffigurazione del testo davanti allo scienziato è sufficientemente precisa da aver permesso a James Welu di identificare non solo il libro terzo di Adriaan Maetius: "Sull'investigazione od osservazione delle Stelle", aperto alle prime due pagine dove compare l'astrolabio a ruota inventato da Maetius stesso, ma anche la sua edizione seconda datata 1621 (J. A. Welu, Vermeer's Astronomer: Obsevations on an Open Book, in "Art Bulletin", 68 (1986), pp. 263-67). Ritratto di Adriaan Maetius Slide 13: Rok giapponese, The Rijksmuseum, Amsterdam L’astronomo indossa un cosidetto Rok giapponese, un sorta di kimono adattato a vestaglia da camera. Realizzato con seta di importazione era però di fattura locale. Questo capo d’abbigliamento è spesso indossato da magistrati e dotti in genere ritratti nei loro studi nelle rappresentazioni pittoriche olandesi e fiamminghe di quel periodo Slide 14: Il quadro appeso alla destra della parete rappresenta il tema del “Mosè salvato dalle acque del Nilo” riproposto allo stesso modo in un altro quadro dello stesso autore realizzato all’incirca nello stesso periodo. Nella Bibbia Mosè viene considerato erudito in tutte scienze praticate nell’antico Egitto, compresa l’astronomia. J. Vermeer, “Fantesca e signora che scrive una lettera”, olio su tela, 71.1 x 58.4 cm., Dublino, National Gallery of Ireland. (particolare) J. Vermeer, “Astronomo”, olio su tela, 50,8 x 46,3 cm., Parigi, Musée du Louvre. (particolare) Slide 15: Nell’inquadratura della scena rappresentata viene rispettata la cosidetta “regola dei terzi”: Lo sfondo occupa il primo terzo orizzontale in alto; L’astronomo occupa i due terzi verticali a destra e orizzontali in basso Il gesto significativo dell’astronomo si svolge tutto nel terzo orizzontale e verticale al centro Slide 16: In questo dipinto, Vermeer usa la composizione preferita, quella riferita alle mediane, con cui la tela viene divisa simmetricamente in ogni senso, realizzando un equilibrio statico totale. Attraverso essa l’integrazione dell’uomo nell’ambiente è totale ed impeccabile. La mediana orizzontale inizia il suo cammino sotto forma di davanzale della finestra, continua come equatore del globo, si nasconde poi dietro la manica del braccio teso dell’astronomo, per concludere la sua corsa sotto forma d’ombra del quadro appeso al muro. La mediana verticale è tangente al lato destro del pannello attaccato all’armadio che, per il suo contrasto chiaroscurale, ne suggerisce la direzione visiva. Slide 17: La prospettiva del quadro ha il suo punto di fuga principale al centro della composizione e la linea d’orizzonte corrisponde alla sua mediana orizzontale. Slide 18: La direzionalità della figura dell’astronomo è la risultante dell’interazione tra questa e gli atri oggetti rappresentati nel dipinto e la sua prevalenza assume una disposizione gerarchica in senso antiorario a partire dal gesto svolto dalla mano destra. Slide 19: Si riscontra un ritmo visivo uniforme nella ripetizione regolare dell’angolo retto che ci porta a completare l’immagine “inventandoci” i margini inesistenti del quadro e della sedia al di là del lato destro del dipinto. Slide 20: Il personaggio dell’astronomo si posiziona in una scena nella quale possiamo identificare quattro piani di collocazione spaziale rispetto all’osservatore: 1)Panneggio; 2)Tavolo e sedia; 3)Finestra e armadio; 4)Parete di fondo. Slide 21: Luci e Ombre Slide 22: Colori caldi e freddi Slide 23: Biacca Giallo Ocra Vermiglione Lacca di Robbia Terra Verde Terra d’Ombra Nero d’Avorio La Tavolozza di Vermeer Slide 24: La luce passa dalla vetrata sulla sinistra, diventando sempre meno intensa verso destra e vibrando in modo quasi magico in certi piccoli dettagli i quali poi finiscono per diventare le basi portanti dell’intera composizione. “Un velo di silenzio dato dalla luce” (F. Zeri) Slide 25: Gerrit Dou, “Astronomo al lume di candela”, 1665 circa, olio su legno, 32 x 21.2 cm., Los Angeles, J. Paul Getty Museum Nei secoli XVII e XVIII molti artisti si sono dedicati alla cosiddetta pittura di genere rappresentando scene di vita quotidiana e descrivendo anche degli interni nei quali dei professionisti sono intenti al lavoro e allo studio: viene privilegiata la descrizione fedele, priva di toni drammatici, della dimensione umana nel lavoro e nello studio. Slide 26: D I R E Z I O N E D E L L A L U C E Il dipinto è molto probabilmente il complemento simbolico di un quadro analogo come composizione e come impatto della luce denominato “Il geografo” (1669 circa, olio su tela, 53 X 46,5 cm, Francoforte, Städelsches Kunstinstitut) perché la figura sta lavorando su alcune carte geografiche. I due quadri hanno avuto, inoltre, la stessa storia collezionistica sino al 1778. Slide 27: Si ritiene che Vermeer si avvalse, per la progettazione dell’ambientazione del quadro, della consulenza del noto naturalista di Delft Antoine van Leeuwenhoek, fondatore della microscopia. Van Leeuwenhoek era nato a Delft nello stesso anno di Vermeer e nella seconda metà del secolo XVII e all'inizio del XVIII fu il più importante studioso di scienze naturali della città. Jan Verkolje, “Anthonie van Leeuwenhoek”, olio su tela, 56 × 47.5 cm, Rijksmuseum, Amsterdam Slide 28: Una parziale conferma sul rapporto di amicizia tra Vermeer e Leeuwenhoek (parziale perché non avvalorata da documentazioni certe) viene dall'uso che l'artista faceva delle lenti ottiche, strumenti che secondo alcuni storici dell'arte Vermeer avrebbe dovuto conoscere in considerazione all'utilizzo della camera oscura. Oltre all'interesse comune per i mappamondi e le carte topografiche, Leeuwenhoek aveva commerciato in articoli di seta e, probabilmente, i due ebbero occasione di conoscersi grazie all'attività di tessitore del padre dell'artista. La Camera Oscura dall’ «Enciclopedia, o dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri» di Diderot e di Alembert Slide 29: Esistono poi delle ipotesi secondo cui, dalla somiglianza che emerge nel ritratto dello scienziato eseguito da Jan Verkolje, lo stesso Leeuwenhoek avresse posato per “il geografo” ed anche per “l'astronomo” e non è da escludere che le due opere siano state commissionate dallo stesso Leeuwenhoek. D’altronde quando qualche mese dopo la morte di Vermeer la vedova dell’artista, Catharina Bolnes, fu dichiarata insolvibile fu proprio Van Leeuwenhoek ad essere nominato amministratore del fallimento. Bibliografia : Bibliografia AA.VV., Vermeer, da “I grandi pittori, la vita, le opere, la tecnica”, fasc. n° 61, Istituto Geografico De Agostini, 1996, Novara Bailey Anthony, Il maestro di Delft. Storia di Johannes Vermeer, genio della pittura, Rizzoli, 2003, Milano Federico Zeri, Un velo di silenzio, Rizzoli, 1999, Milano Norbert Schneider, Vermeer, tutti i dipinti, Taschen, 2001 Maurizia Tazrtes, Vermeer, Mondadori Arte, 2007, Milano Silvia Danesi Squarzina, Vermeer, da “Art dossier” n° 45, Giunti, 1990, Firenze Sitografia : Sitografia http://www.essentialvermeer.com http://www.janvermeer.net http://www.glyphs.com/art/vermeer

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