In memoria

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Published on February 17, 2014

Author: esterbesusso

Source: slideshare.net

In occasione del Giorno della Memoria del 27 gennaio e del Giorno del Ricordo del 10 febbraio “per non dimenticare... mai". a.s. 2013/2014

Giorno della Memoria - 27 gennaio “ La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati." (Legge n. 211 del 20 luglio 2000) Giorno del Ricordo - 10 febbraio “ La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del Ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado.” (Legge n. 92 del 30 marzo 2004) a.s. 2013/2014

Il Giorno della Memoria a.s. 2013/2014

Grazie alla signora Monica Buson del Comitato Genitori dell’I.C. “G. Zanellato” ed alla Dirigente dell’Istituto, che ha patrocinato l’iniziativa, giovedì 6 febbraio abbiamo potuto vivere un’esperienza emozionante: ricordare la figura di GIORGIO PERLASCA attraverso la testimonianza del figlio Franco, custode della memoria del padre. a.s. 2013/2014

E’ stato interessante scoprire la straordinaria vicenda di quest’uomo che, fra il 1944 e il 1945, a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica inventandosi il ruolo di Console spagnolo. a.s. 2013/2014

Tornato in Italia dopo la guerra, non raccontò la sua storia a nessuno, nemmeno alla famiglia. E se non fosse stato per alcune donne ebree ungheresi da lui salvate , che alla fine degli anni ‘80 si misero a cercare l’uomo cui dovevano la vita, la sua storia sarebbe andata dispersa. a.s. 2013/2014

Quando l’identità di Giorgio Perlasca viene svelata , lo Stato di Israele gli attribuisce la massima onorificenza con il titolo di “ Giusto fra le Nazioni”. E il suo nome è inciso sulla lapide che ricorda gli uomini che hanno rischiato la loro vita per salvare quella degli Ebrei di Budapest. a.s. 2013/2014

Nel corso della serata Franco Perlasca ha presentato la figura del padre senza retorica: ha ricordato aspetti di vita familiare (“E’ stato un padre che mi ha impartito un’educazione rigida”) ma soprattutto ha posto l’accento sul senso del dovere, sulla grande umanità, sulla semplicità che hanno guidato le azioni del padre… a.s. 2013/2014

…che, a chi gli chiedeva perché avesse messo a repentaglio la sua vita per degli sconosciuti, rispondeva con semplicità: “. . . ma lei, avendo la possibilità di fare qualcosa, cosa avrebbe fatto vedendo uomini, donne e bambini massacrati senza un motivo se non l’odio e la violenza? ” a.s. 2013/2014

Uomini, donne e bambini cui è stato dedicato un significativo monumento sulla passeggiata lungo il Danubio: le scarpe di metallo allineate sulla riva del fiume, nel quale gli Ebrei venivano gettati andando incontro a morte certa, sembrano quasi parlare per raccontarci storie di crudeltà, orrore e devastazione, ma anche generosità ed eroismo silenzioso. a.s. 2013/2014

Giorgio Perlasca RIFLESSIONI dei ragazzi che hanno partecipato alla serata Per me Giorgio Perlasca è stato un uomo coraggioso e geniale, rischiando la sua vita per tanti ebrei indifesi. (Andrea Previato, 2^A) Giorgio Perlasca, per me, è una persona che rimarrà giusto nei secoli e nei millenni. Quest'anno ho conosciuto la sua figura e credo che un uomo così coraggioso sia davvero unico. A volte penso a come mi sarei comportata io al suo posto, rischiando la vita anche solo per una persona...e lui ne ha salvate almeno 5.000! Sono rimasta colpita dal fatto che Giorgio non si sia mai vantato di quanto ha fatto, che abbia giustificato il suo atto con parole semplici. Sono davvero contenta che ci siano al mondo persone così coraggiose e leali. (Tyra Bencivenga, classe 2^A) Perlasca, uomo coraggiosissimo, un vero eroe... Ha salvato moltissimi ebrei, si è camuffato e ha rinunciato a tornare a casa per non lasciare sole le persone. Era un Giusto! (Giovanni Cillario, 2^A) a.s. 2013/2014

Giorgio Perlasca è stata una grande persona. E' stato un incontro importante quello con il figlio Franco che ci ha parlato del padre con semplicità, facendocelo sentire vicino. Mi ha colpito molto l'amore che Giorgio ha offerto, rischiando la sua vita, per salvare gli altri. (Anna Pinton, 2^A) Penso che questa vicenda debba essere ricordata perché fa capire l'importanza e il valore della vita sia nostra che di chi ci sta accanto. Ammiro con tutto il cuore questo GIUSTO che ha speso tempo e forza per molte persone. Ciò che si credeva impossibile, lui lo ha reso possibile! (Annachiara Zorzan, 2^A) Secondo me Giorgio Perlasca è un vero grande uomo perché ha salvato molti ebrei. Non ha pensato a se stesso ma a chi soffriva. (Davide Turato, 2^A) Giorgio Perlasca, secondo me, è un uomo giusto. Non ha pensato di morire pur di salvare la vita di molte persone. Questo è essere un eroe! (Beatrice Viale, 2^A) a.s. 2013/2014

La serata del 6 febbraio è stata molto interessante. Mi ha fatto ragionare su quanto un uomo può fare. Se penso che i tedeschi hanno ucciso 6 milioni di ebrei, mi vengono i brividi. Per fortuna ci sono uomini fantastici come Perlasca che rischiando se stessi hanno salvato vite umane. (Giulia Caretta, 2^A) Grazie al figlio di Giorgio Perlasca ho capito che anche le persone comuni possono fare grandi cose, aiutando chi è in difficoltà. Di giovedì sera mi ha colpito la vicenda di una coppia di ebrei salvati grazie al coraggio di Perlasca. Ecco il vero giusto e il vero eroe! (Giada Turato, 2^A) La testimonianza del figlio di Giorgio Perlasca è stata interessante e coinvolgente. E' incredibile che qualcuno sia riuscito a salvare tante persone ed è incredibile che questo fatto sia venuto alla luce solo molti anni dopo l'accaduto. Mi è piaciuta particolarmente la proiezione del video perché si sentivano proprio le parole di Giorgio Perlasca. (Guastadini Valentina 3^C) a.s. 2013/2014

Questa serata, a cui ho partecipato suonando con i miei compagni nell’introduzione, è stata costruttiva e di grande interesse. Conoscere ciò che ha fatto questo personaggio dalla storia affascinante mi ha dato una lezione di vita. Ammiro quest’uomo per il suo coraggio nel salvare così tante persone rischiando la propria vita; io forse non ne sarei stata capace. Ringrazio il figlio Franco Perlasca per le sue spiegazioni in merito e i suoi chiarimenti. (Francesca Breggion, 3^D) Nonostante la serata trattasse di temi purtroppo realmente tristi, è stata comunque “emozionante” perché ascoltare le atrocità, ma anche le azioni dei benefattori, direttamente (o quasi) da chi le ha vissute è stato più coinvolgente ed efficace. Molto spesso si è capaci solo di dire “poverino!” per chiunque, ma chi è riuscito a capire il significato profondo che celavano le parole del figlio di Giorgio Perlasca d’ ora in poi non si limiterà ad una così superficiale parola e forse ci saranno meno “poverino!” ma più silenzio. (Elisabetta Coccolo – violino - 3^D) a.s. 2013/2014

Giorgio Perlasca è stato e sarà un uomo che ha fatto cose grandi, cose belle e cose giuste non pensando a che cosa sarebbe potuto accadergli ma pensando al bene delle persone e delle famiglie. (Gioia Baraldo, 3C) Mi è piaciuta molto la serata organizzata in ricordo di Giorgio Perlasca perché in questa occasione ho appreso che lui salvò la vita di migliaia di ebrei tra i quali vi erano anche i bambini. Mi sono rimaste impresse nella mente alcune parole di Perlasca che rispose ad una domanda ponendo un’altra domanda. Quando, infatti, gli chiesero: “Perché ha fatto tutto questo?” Lui rispose: “Lei, al mio posto, che cosa avrebbe fatto in quel momento?” (Luca Giunchetti, 3C) Mi è piaciuta molto questa testimonianza. Mi ha fatto capire che per fare cose grandi, non serve essere senza paura, basta sapere che si sta facendo la cosa giusta. (Lorenzo Finesso, 3C) a.s. 2013/2014

Giovedì 6 febbraio, alle ore 21, si è tenuto l’incontro con Franco Perlasca, figlio di Giorgio. E’ stato un incontro molto interessante e, tornando a casa quella sera, ho ripensato a tutto quello che il figlio di Perlasca ci aveva detto. Ho capito che, a volte, nella vita bisogna mettersi in gioco senza pensare alle conseguenze, pensando solamente a quello che si fa per aiutare qualcuno, non perché obbligati ma perché lo si sente dentro. Quando si compie una buona azione non serve dirlo a tutti e vantarsi; il bene non si fa per raccontarlo ma perchè è necessario, senza pensare di ricevere ricompense in cambio. Sono stata colpita e stupita dal fatto che per tanti anni Perlasca non disse a nessuno di aver salvato tantissimi ebrei da morte certa. Giorgio Perlasca ha lasciato un messaggio importantissimo a noi giovani: non dimenticare mai quanto è accaduto! (Marta Nannini, 3C) a.s. 2013/2014

“Era come loro, ora è come l’oro”. Coraggio, astuzia e sacrificio sono le tre qualità che ci fanno ricordare Giorgio Perlasca: uomo grande, non solo nel senso di forte, ma grande di cuore… “Io non ho fatto niente!” Questo diceva… Ma non è niente aver salvato cinquemila vite? Chi avrebbe potuto impedire l’umiliazione e la privazione della vita di quelle vittime innocenti? Ecco cosa ha fatto: ha reso più umano il tempo di guerra. Ha liberato la speranza che c’è in ciascun uomo vero… Ha reso possibile il sogno che, nonostante il dolore e la sofferenza, si può essere uomini giusti e costruttori di solidarietà. (Marta Carraro, 3C) a.s. 2013/2014

Le domande si susseguivano... Chi poneva la domanda spesso usava termini "tecnici". Molte domande miravano al ricordo della guerra. Domande non sempre facilmente comprensibili da noi ragazzi. Poi, un nostro amico si è fatto avanti ed ha chiesto: "E' stata più grande la tristezza, l'amarezza di aver scoperto che suo padre le aveva "nascosto" il suo passato o l'orgoglio di aver avuto un padre che aveva salvato tantissime persone?" Una domanda che, probabilmente, ha fatto drizzare le orecchie a noi ragazzi perchè si parlava del punto di vista di un figlio e quindi ci poteva interessare. E' rimasto sul vago il figlio di Perlasca, però ha fatto trasparire che per un bel pezzo aveva avuto il sopravvento l'amarezza. E poi, solo con il tempo (dopo tanti anni), ha messo da parte il risentimento, lasciando spazio all'orgoglio che non voleva provare prima. E' stato un insegnamento per tutti! Non possiamo cancellare il passato... ma possiamo cambiare il presente. Ricordare sempre per non dimenticare mai! (Pastò Matilde, 3C) a.s. 2013/2014

Sono stato contento di partecipare alla serata organizzata presso la scuola G. Zanellato per la giornata della Memoria, in ricordo di Giorgio Perlasca, Giusto tra le Nazioni. È importante che la memoria di eventi terribili rimanga, affinché in futuro non si ripetano. Giorgio Perlasca, con il suo coraggio, la sua intraprendenza e la sua umanità ha salvato migliaia di ebrei ungheresi dai nazisti. Non dobbiamo mai dimenticare che anche se di razza, religione, idee diverse siamo tutti esseri umani. (Marco Voltan 2^D) a.s. 2013/2014

Ecco che cominciano a farsi sentire gli strumenti intenti a colpire coloro che ascoltano… Catturano tutti, disperdono il silenzio… nel difficile intento di far ricordare! La musica dice tutto: sofferenza, disperazione, voglia d’amore, grida di terrore, richiesta di aiuto e male compiuto. Ora non suonano più ma la melodia deve continuare a riecheggiare nelle nostre menti e nei nostri cuori: mai più dimenticare! _______________________________________ Si leva tra il chiacchiericcio una canzone sconsolata… Eppure è animata… Lascia il segno la melodia suonata, e ogni nota esprime la sofferenza, da tutte le vittime, urlata! Come non mai queste canzoni restano, non andranno via. Mai. (Francesca Candeo, 3C) a.s. 2013/2014

Il Giorno del Ricordo a.s. 2013/2014

Il 10 febbraio è la giornata voluta da una legge nazionale votata alla quasi unanimità dal Parlamento per ricordare i tanti martiri delle foibe. Le varie iniziative prese dalle città italiane per celebrare questo giorno servono a far riflettere tutti noi sull'importanza di non tollerare mai alcun atto di discriminazione o razzismo. Le vittime delle foibe meritano un ricordo: il silenzio è durato troppi anni ed è giusto che lasci il posto al racconto, alla verità. a.s. 2013/2014

Mosso dal sincero desiderio di contribuire alle celebrazioni della giornata commemorativa, il Comune di Monselice ha invitato presso la Sala Consigliare i rappresentanti degli istituti della Scuola Secondaria di I° Grado presenti nel territorio. a.s. 2013/2014

Gli alunni della classe III E della Scuola secondaria di I° grado “Zanellato”, accompagnati dalla professoressa Annita Lavezzo, hanno figurato tra le classi ospitate e si sono dimostrati pronti a cogliere, con vivo interesse e partecipazione, la possibilità di riflettere sul significato della giornata, ricordare i martiri delle foibe e gli esodati istriani e dalmati. a.s. 2013/2014

Alla cerimonia, accanto alle autorità, hanno preso parte alcuni testimoni e familiari delle vittime, che con i loro toccanti racconti hanno rievocato, attraverso i ricordi personali, una delle pagine più tragiche della nostra storia a lungo dimenticata che vide, negli anni drammatici a cavallo del 1945 almeno diecimila (ma probabilmente molte di più) persone torturate e uccise a Trieste e nell'Istria per mano delle milizie del dittatore Tito. a.s. 2013/2014

E intanto dalla voce dell’attore Fabio Gemo, accompagnato al pianoforte dal M° Andrea Ferrari, toccanti e vibranti giungevano a tutti i presenti le parole dell’esule istriana Corinna Mottica Polato (purtroppo scomparsa qualche mese fa) che con questa raccomandazione chiudeva l’accorato racconto di quei “quattro anni e quattro mesi di orrore” vissuti nella sua amata Istria: a.s. 2013/2014

“ Se andrete nella mia Istria, non dite, ritornando: “ Che bella la Croazia”, ma “Che bella l’Istria”, perché si è sempre chiamata così. E i suoi abitanti, vivi e morti, sono sempre stati istriani italiani e il sangue dei Martiri, di cui è intrisa la sua terra, merita verità, rispetto e onore. Nonostante tutto il male e le ingiustizie sofferte, non abbiamo mai commesso atti vendicativi. Per questo, senza voler peccare di presunzione, penso potremmo essere citati di esempio, specie in questi tempi”. Corinna Mottica Polato a.s. 2013/2014

RIFLESSIONI degli ALUNNI della CLASSE 3E che hanno partecipato alla commemorazione Il 10 febbraio, in tutta Italia, si celebra il “Giorno del Ricordo”, per non dimenticare le migliaia di italiani - istriani torturati e massacrati in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia tra il 1943 e il 1945 dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. Fu una vera e propria “pulizia” politica ed etnica spinta dall’odio e dal rancore, mascherata da strategia militare. A pagare furono innocenti e, con essi, le loro famiglie. Per più di mezzo secolo il rifiuto, il ribrezzo e la vergogna per ciò che era stato commesso in quei luoghi di sangue hanno portato a stendere sulle stragi delle foibe un pesante silenzio. Questo giorno mi auguro serva a tener viva nella memoria di tutti una delle pagine più orribili della storia dell’umanità per onorare fino in fondo il ricordo delle vittime e trasmettere una lezione di vita non solo alla mia, ma anche alle future generazioni, nella speranza che certe “pagine” non vengano più scritte. Elisa Maron a.s. 2013/2014

Ora abbiamo aggiunto alle nostre conoscenze storiche un dramma che per troppi anni è stato sepolto sotto un pesante silenzio: il massacro delle foibe e l’esodo Giuliano – Dalmata avvenuto dal 1943 al 1947 a Trieste, a Gorizia e in Istria. Vittime migliaia di Cittadini Italiani torturati e massacrati per mano dei partigiani comunisti e delle truppe Jugoslave comandate dal Maresciallo Tito. Il 10 febbraio, Giorno del Ricordo, presso la Sala Consigliare del Comune di Monselice, noi studenti della classe III E della scuola secondaria “Zanellato”, abbiamo ascoltato la testimonianza di alcuni familiari delle vittime di quell’eccidio. Eravamo già stati informati dalla nostra professoressa di Lettere di quel massacro e avevamo anche visto dei documentari, ma il racconto toccante che abbiamo sentito direttamente dalle persone coinvolte ci ha portato dentro la storia, facendocela sentire non più così lontana come spesso capita, ma tremendamente e tristemente vicina e viva dentro di noi. Ci è rimasto particolarmente impresso fino a commuoverci il momento in cui una delle testimoni presenti ha raccontato che un giorno ha voluto tornare a visitare la sua amata Istria per riportare in Italia un pugno di quella terra con cui un giorno vorrà “addormentarsi” e riunirsi. Esprimiamo comprensione, vicinanza e profondo affetto a tutti coloro che hanno subito le pesanti conseguenze di tanta brutalità. [Alberto Aldrigo, Sara Bozza, Daniele Castello, Sara Cavestro, Ilenia Galante, Alessio Greco, Martina Volpe] a.s. 2013/2014

GRAZIE a chi ha voluto darci l’occasione di sapere per poter giudicare e riflettere. GRAZIE a chi con la sua testimonianza ci ha dato un grande esempio di vita. a.s. 2013/2014

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