Il giornalista e la deontologia

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Information about Il giornalista e la deontologia

Published on December 18, 2016

Author: CarloBartoli

Source: slideshare.net

1. Giornalismo e deontologia Firenze, 16 dicembre 2016 Obihall Prato, 19 dicembre 2016 Camera di commercio presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana 1

2. psicoterapeuti, farmacisti, psicologi, veterinari, addestratori di cani, quadri aziendali, marziali, venditori, dimostratori Medici, infermieri, assistenti sociali, ingegneri, architetti, avvocati… Grafologi, guide turistiche, maestri di sci, armonizzatori familiari, Docenti di istituti scolastici, addestratori di arti Uncodice deontologico perognuno 2 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

3. Ungiornalismosenzacodicicomesarebbe? In attesa che siano i cittadini a mettere fuori gioco i giornalisti che si comportano in modo eticamente scorretto come si può arginare il malcostume • di un direttore che contratta i servizi da pubblicare con i responsabili di un grande gruppo nel quale vorrebbe essere assunto; • di un direttore che mescola informazione e pubblicità; • di una grande firma che fa insider trading; • di un giornalista al soldo dei servizi segreti; 3 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

4. I codici deontologici non sono il Codice della strada Non sono la museruola da mettere ai “cani da guardia” del giornalismo, anzi… Non (tutti) i codici sono stati scritti dagli amanuensi dell’Ordine dei giornalisti Non sono utilizzabili per sentirsi con la coscienza a posto e malauguratamente…. non è stato ancora messo a punto un algoritmo per risolvere i problemi deontologici La deontologia/Cosanon è 4 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

5. La deontologia è quella cosa che lascia il giornalista drammaticamente solo con la propria coscienza, con la propria cultura, sensibilità, esperienza, attenzione: che fa decidere cosa non dire, ma soprattutto cosa dire; che aiuta a raccontare le cose con un lessico giuridicamente appropriato, costantemente verificato, aggiornato, rispettoso, onesto. La deontologia/Cos‘è 5 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

6. OdG,ladeontologiacomedovrebbeessere Lo scacco dell’Ordine è la sanzione disciplinare Il suo successo è il dialogo, il confronto: è costringere il giornalista a porsi il problema se, come e quando dare un’informazione A questo deve (dovrebbe/dovrà) servire l’Ordine 6 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

7. giornalista nell’esercizio della sua professione (il cosa, limiti dell’esercizio del diritto all’informazione; riguardo i comportamenti professionali e personali del in maniera più restrittiva, sugli ambiti definiti dalla legge protezione dei migranti, protezione dell’infanzia). La deontologia cerca di intervenire su tre aspetti: 1 codificando, in maniera elastica, il comportamento del quanto e come può scrivere) e quindi cerca di definire i 2 stabilendo, in maniera più stringente, delle norme giornalista; 3 intervenendo, talvolta in maniera coincidente, ma altre (diffamazione, privacy, rettifica, protezione dei minori, presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana 7 La deontologia del giornalista

8. OdG, la nuova deontologia Da 13 carte a un Testo Unico di deontologia (2016) di 20 pagine in cui notiamo alcune (non) ricorrenze: • Lingua, linguaggio, lessico, terminologia, parole, etica 0 • Etici 1 (riferito a rapporti tra giornalisti) • Continenza 1 (in senso generale e non riferito al linguaggio) • Parola 2 (non significative) • Termini appropriati 2 Eppure, del linguaggio si occupa diffusamente la Cassazione nella sentenza decalogo C. cass. I civ. 18 ottobre 1984, n. 5259. 8 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

9. OdG, la nuova deontologia Da 13 carte a un Testo Unico di deontologia (2016) di 20 pagine in cui notiamo alcune ricorrenze: • Web 2 (come canale: web tv); • Web 0 (come ecosistema digitale); • Social (media o network) 1; • Reputazione 2 (ma riferito a soggetti terzi e non al giornalista stesso) 9 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

10. La rettifica e il rispetto della persona Rettifica e replica. Il giornalista rispetta il diritto inviolabile del cittadino alla rettifica delle notizie inesatte o ritenute ingiustamente lesive. Rettifica quindi con tempestività e appropriato rilievo, anche in assenza di specifica richiesta, le informazioni che dopo la loro diffusione si siano rivelate inesatte o errate, soprattutto quando l'errore possa ledere o danneggiare singole persone, enti, categorie, associazioni o comunità. Il giornalista non deve dare notizia di accuse che possano danneggiare la reputazione e la dignità di una persona senza garantire opportunità di replica all'accusato. Nel caso in cui ciò sia impossibile (perché il diretto interessato risulta irreperibile o non intende replicare), ne informa il pubblico.

11. La carta di Treviso Un lungo cammino: Dichiarazione di Ginevra del 1924 fatta propria dalla Società delle Nazioni Dichiarazione dei diritti del bambino del 1959 20 novembre 1989 viene approvata la Convenzione sui diritti del fanciullo che sarà ratificata dal parlamento italiano nel maggio 1991.

12. La carta di Treviso La Convenzione stabilisce, all’articolo 3, il principio che in ogni atto relativo ai minori deve essere assicurato come preminente «l’interesse superiore del fanciullo». La Carta di Treviso parte dal presupposto che occorra prevedere adeguate cautele «per garantire l’armonico sviluppo delle personalità dei minori in relazione alla loro vita e al loro processo di maturazione», una considerazione che deve diventare principio guida anche per i giornalisti. In tutte le azioni riguardanti i minori deve costituire oggetto di primaria considerazione «il maggiore interesse del bambino» e che perciò tutti gli altri interessi devono essere a questo sacrificati. La carta di Treviso

13. La carta di Treviso COSA SIGNIFICA: NON POSSIAMO SCRIVERE NOTIZIE SUI MINORI? No, il fondamentale diritto all’informazione può trovare dei limiti quando venga in conflitto con i diritti dei soggetti bisognosi di una tutela privilegiata. Pertanto, fermo restando il diritto di cronaca in ordine ai fatti e alle responsabilità, va ricercato un equilibrio con il diritto del minore ad una specifica e superiore tutela della sua integrità psicofisica, affettiva e di vita di relazione .

14. La carta di Treviso/la maggiore età I 18 ANNI SONO L’UNICO SPARTIACQUE? Caso rave party Sorano maggio 2011: “l conducente e la ragazza sono studenti in un istituto tecnico, gli altri due diciassettenni sono un barista e un garzone di una pescheria. "Matteo ha perso la testa e noi non abbiamo saputo controllarci" ha raccontato uno dei quattro. Al volante dell'auto e positivo all'alcoltest con 0,87, c'era Matteo Gorelli, 19 anni di Cerreto Guidi”. Ma anche il caso di Karima El Mahroug, nota come Ruby Rubacuori apparsa con volto e nome nelle cronache nel giorno della maggiore età

15. La carta di Treviso/la maggiore età • L’articolo 114 CPP (comma 6) vieta “ la pubblicazione delle generalità e dell’immagine dei minorenni testimoni, persone offese o danneggiati dal reato fino a quando non sono divenuti maggiorenni”. • Altre norme tutelano il minore nell’ incidente probatorio (art. 398 comma 5 bis), il minore vittima di reati sessuali chiamato a testimoniare (art. 498 commi 4, 4 bis, 4 ter), il minore parte offesa o testimone nel dibattimento (art. 472 n.4). • Inoltre, “sono vietate la pubblicazione e la divulgazione, con qualsiasi mezzo, di notizie o immagini idonee a consentire l’identificazione del minorenne comunque coinvolto nel procedimento”(art. 13 Codice di Procedura Penale Minorile)

16. La carta di Treviso/le foto La pubblicazione è sempre legittima quando le immagini «ritraggono scene di manifestazioni pubbliche, o anche private ma sociali o altre iniziative collettive non pregiudizievoli, in cui, oltretutto, l’eventuale immagine che ritrae il minore sia del tutto casuale ed in nessuna maniera mirata a polarizzare l’attenzione sull’identità del soggetto e sulla sua riconoscibilità (una funzione religiosa cui partecipi il Papa, una festa musulmana, le manifestazioni politico- sindacali del Primo maggio).

17. La carta di Roma Il Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti, abitualmente indicato come Carta di Roma, vuol fornire un’indicazione chiara ai giornalisti sull’approccio alle notizie riguardanti l’immigrazione Un fenomeno che ha reso necessaria una messa a punto anche del lessico utilizzato dai media, che spesso trasmette, anche in maniera inconsapevole, il retaggio di pregiudizi fortemente discriminatori e poco rispettosi della dignità umana.

18. La carta di Roma I mezzi di informazione dovranno preoccuparsi di tutelare richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta che scelgono di parlare con i giornalisti, tenendo presente che «chi proviene da contesti socioculturali diversi, nei quali il ruolo dei mezzi di informazione è limitato e circoscritto, può non conoscere le dinamiche mediatiche e non essere quindi in grado di valutare tutte le conseguenze dell’esposizione attraverso i media». Si raccomanda di interpellare, quando possibile, esperti ed organizzazioni specializzate in materia, per poter fornire l’informazione in un contesto chiaro e completo, che tenga conto anche delle cause dei fenomeni. Ai giornalisti è richiesto, vista la delicatezza della situazione e l’effetto che può scaturire da una informazione non corretta e consapevole, di osservare la massima attenzione adottando termini giuridicamente appropriati, evitando l’uso di termini impropri che spesso hanno un sapore discriminatorio e irrispettoso della dignità delle persone. La Carta di Roma contiene un GLOSSARIO dei termini giuridicamente (e non politicamente) corretti

19. La carta di Roma GLOSSARIO Per evitare di usare termini discriminatori e degradanti come «vù cumprà», «zingari», «clandestini» che non definiscono in maniera appropriata la situazione in cui si trovano queste persone, ma che trasmettono una carica di disvalore. «richiedente asilo» (chi presenta domanda di asilo per il riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra e che ha, in attesa di una decisione, un diritto di soggiorno regolare) «rifugiato» (chi ottiene tale status temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di religione, nazionalità, opinioni politiche, appartenenza a gruppi sociali). Il rifugiato ha diritto alla protezione internazionale da parte dell'Unhcr o dalle nazioni firmatarie della Convenzione di Ginevra del 1951. Lo status, che equipara il rifugiato al cittadino italiano, dà diritto a un permesso di cinque anni rinnovabile. Il rifugiato è una persona che è stata perseguitata Prima di assumere tale status è un richiedente asilo e in tale condizione è sospeso ogni procedimento penale.

20. La carta di Roma GLOSSARIO Extracomunitario non è un termine neutro (non viene mai usato per uno svizzero o un canadese, ad esempio); il procuratore capo di Savona Francantonio Granero lo ha fatto bandire da tutti gli atti giudiziari e anche dai rapporti della polizia giudiziaria. Meglio usare stranero, o non comunitario. Quando si usa il termine clandestino, in realtà ci si riferisce all'overstayer, ossia a coloro che restano sul territorio nazionale dopo la scadenza del visto o del permesso di soggiorno. La locuzione corretta è quindi migrante irregolare. Negli Usa vengono definiti undocument persons, in Francia sans papier.

21. La legge La deontologia L’etica Come dovrebbe essere 21 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

22. Legge, deontologia, etica 22 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

23. Deontologia del giornalismo tra Italia e Stati Uniti Prato, 3 ottobre 2015 Mario Tedeschini Lalli @tedeschini http://bit.ly/blogmario

24. Build your own ethics code ● Progetto lanciato a Perugia nel 2014 1. accettare alcuni “postulati etici” 2. Scegliere: “imparziale/con punto di vista”, “indipendente/coinvolto” 3. scegliere come comportarsi in 40 diverse circostanze ● Fase di crowdsourcing: http://bit.ly/onacrowdsourcing ● Documenti tradotti da ONA Italia: http://bit.ly/onaetica

25. Build your own ethics code ● Un nuovo strumento da una settimana aperto a tutti

26. Altri attori ● Society of Professional Journalists Code of Ethics o Seek Truth and Report It o Minimize Harm o Act Independently o Be Accountable and Transparent ● Poynter Institute, Ethics of Journalism blog o Seek truth and report it as fully as possible o Be transparent o Engage community as an end, rather than as a means. ● Ethics and Excellence in Journalism Foundation

27. Come cambia la deontologia Con il digitale cambiano radicalmente tutti i parametri dell’informazione 1. La diffusione della notizia, ossia il numero degli utenti coinvolti 2. La localizzazione degli utenti 3. Il momento nel quale la notizia viene appresa. Non solo: 1. La notizia può essere modificata, alterata, decontestualizzata, ricontestualizzata, falsificata 2. L’autore ne perde la proprietà 3. E soprattutto ne perde il CONTROLLO La notizia appena pubblicata inizia a vivere di vita propria 27 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

28. Come cambia la deontologia: dal reale al virtuale? Il digitale è il mondo della permanenza (per ora) la carta è il mondo dell’effimero (anche se non nell’opinione di molti cittadini ) QUALCHE PROBLEMA: 1. La rettifica (e la sua percezione) diventa asimmetrica 2. Enormi quantità di dati vengono immagazzinati in giacimenti non comunicanti (social, archivi digitali) e si costruiscono tool per rimetterli insieme. 3. Garantire la ricostruzione della giusta narrazione diventa sempre più complesso E IN PIÙ I flussi di informazioni sfuggono al nostro controllo: le search, i social, le app di comunicazione tra utenti 28 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

29. Come cambia la deontologia: dal reale al social? Con l’avvento dei social l’informazione si attinge (solo/anche) altrove? Chi può combattere con Facebook e il suo 1,5 miliardi di dipendenti? Chi può sfidare l’algoritmo di Google? Allora, meglio allearsi (Instant articles, Amp)? I mezzi di informazione non servono (serviranno) più? Allora qualcuno rimpiangerà i giornalisti? 29 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

30. Dalla Lettera 22 al social e all’algoritmo La notizia è generata da un algoritmo. L’AP è una delle più importanti agenzie di stampa del mondo Le Monde utilizza un algoritmo per compilare il notiziario sulle elezioni dipartimentali in Francia. 30 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

31. Dalla Lettera 22 al social e all’algoritmo Cosa ha il giornalismo in più dei social e degli algoritmi e cosa gli permetterà di sopravvivere? La deontologia e l’etica. Quindi la capacità di scelta, di valutazione, di calibrazione. La professionalità. Quindi la verifica, la contestualizzazione, l’approfondimento. 31 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

32. Dalla Lettera 22 al social e all’algoritmo Cosa ha il giornalismo in più dei social e degli algoritmi e cosa gli permetterà di sopravvivere? La deontologia e l’etica. Quindi la capacità di scelta, di valutazione, di calibrazione. La professionalità. Quindi la verifica, la contestualizzazione, l’approfondimento. 32 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

33. Noi siamo social 33 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

34. Noi siamo social 34 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

35. Noi siamo social 35 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

36. Noi siamo social 36 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

37. L’audience è /ˈməʊbiːl/ 37 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

38. Il /ˈməʊbiːl/ e la terza età 38 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

39. La lettura delle news in mobilità 39 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

40. La lettura delle news in mobilità cresce • La componente mobile-only dell’audience rappresenta la maggioranza dell’audience dei principali siti di news e informazione in Italia, come nel caso del Gruppo Editoriale Espresso (che ha mostrato un’alta percentuale di visitatori unici esclusivamente mobile, pari al 52%), o RCS Media Group (al 55%). • Gli editori selezionati fanno, infatti, registrare una crescita delle audience che accedono ai loro contenuti da dispositivi mobili, in una percentuale che oscilla tra il 29% (Banzai) e il 56% (ilfattoquotidiano.it), incremento decisamente superiore a quello medio rilevato sull’audience mobile in Italia, pari al 18%. 40 presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

41. Diritto all’oblio, un sudoku per la Ue per il corso di Comunicazione giornalistica a @Unipisa di @carlo_bartoli 41 Il reclamo. Nel 2010 M. C. G. presenta all’Agencia Española de Protección de Datos (Agenzia spagnola di protezione dei dati) un reclamo contro La Vanguardia Ediciones SL e contro Google Spain e Google Inc. Il motivo. Quando il proprio nome veniva introdotto nel motore di ricerca del gruppo Google («Google Search»), l’elenco di risultati mostrava dei link di due pagine del quotidiano di gennaio e marzo 1998 in cui si annunciava una vendita all’asta di immobili a seguito di un pignoramento nei confronti di M. C. G. . La decisione. L’AEPD respinge il reclamo diretto contro La Vanguardia, ritenendo che l’editore avesse legittimamente pubblicato le informazioni. Per contro, il reclamo è stato accolto nei confronti di Google Spain e Google Inc. L’AEPD chiede di rimuovere i dati dai loro indici. Google Spain e Google Inc. ricorrono chiedendo l’annullamento della decisione dell’AEPD. Il giudice spagnolo sottopone la questione alla Corte di giustizia europea. presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

42. Il diritto all’oblio di @carlo_bartoli 42 Il principio. La Corte rileva che, qualora si constati, in seguito a una richiesta della persona interessata, che l’inclusione dei link nell’elenco è, allo stato attuale, incompatibile con la direttiva*, le informazioni e i link devono essere cancellati. Per la Corte “anche un trattamento inizialmente lecito di dati esatti può divenire, con il tempo, incompatibile con la direttiva nel caso in cui, tenuto conto dell’insieme delle circostanze, tali dati risultino inadeguati, non pertinenti o non più pertinenti o eccessivi in rapporto alle finalità per le quali sono stati trattati e al tempo trascorso”. *sono trascorsi vent’anni, un’intera era geologica, e l’atteso nuovo Regolamento è sempre più atteso presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

43. Il diritto all’oblio 43 La sentenza. Per la Corte di Giustizia dell’Unione Europea i gestori dei motori di ricerca sono titolari di tutti i dati personali indicizzati e che, per questo, qualsiasi cittadino europeo può chiedere a qualsiasi motore di ricerca, di rimuovere ogni collegamento tra il proprio nome e cognome ed una determinata pagina web, persino se quest’ultima è da considerarsi legittimamente pubblicata. L’interpretazione della direttiva. La Corte constata che, esplorando Internet in modo automatizzato, costante e sistematico, il gestore di un motore di ricerca «raccoglie» dati ai sensi della direttiva Direttiva (95/46/CE) relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati. Il gestore «estrae», «registra» e «organizza» tali dati nell’ambito dei suoi programmi di indicizzazione, prima di «conservarli» nei suoi server e, eventualmente, di «comunicarli» e di «metterli a disposizione» dei propri utenti sotto forma di elenchi di risultati. presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

44. Il diritto all’oblio 44 Tali operazioni devono essere qualificate come «trattamento». La Corte ricorda inoltre che le operazioni contemplate dalla direttiva devono essere considerate come un trattamento anche nell’ipotesi in cui riguardino esclusivamente informazioni già pubblicate tali e quali nei media. Chi garantisce la cancellazione del link? La Corte reputa che il gestore del motore di ricerca sia il «responsabile» di tale trattamento. Nella misura in cui l’attività di un motore di ricerca si aggiunge a quella degli editori di siti web e può incidere significativamente sui diritti fondamentali alla vita privata e alla protezione dei dati personali, il gestore del motore di ricerca deve garantire, nell’ambito delle sue responsabilità, delle sue competenze e delle sue possibilità, che detta attività soddisfi le prescrizioni della direttiva. Il risultato. La gestione della cronaca della memoria affidate a una società californiana presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

45. Il diritto all’oblio 45 L’Advisory Council di Google. Molti esperti pensano che solo un giudice possa decidere se il diritto del singolo a cancellare il link debba prevalere su quello della collettività ad avere accesso, anche attraverso i motori di ricerca, ad un contenuto. Google ha nominato un Advisory Council sul Diritto all’oblio che ha elaborato alcune indicazioni. presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

46. Il diritto all’oblio per l’Advisory Council di Google 46 • I soggetti: coloro che hanno – o hanno avuto – un ruolo nella vita pubblica dovrebbero vedersi respingere la richiesta con più facilità. • La natura dei contenuti. La disindicizzazione dovrebbe essere più facilmente concessa per informazioni relative a profili della vita intima o sessuale di una persona, ad informazioni di carattere finanziario – diverse, tuttavia, da quelle relative, ad esempio, a quanto guadagnano persone che rivestono un qualche ruolo nella vita pubblica -, ai dati definiti come “sensibili” dalla disciplina europea o a elementi identificativi come password, numeri di telefono o pin sui quali è difficile immaginare sussista un interesse pubblico contrapposto a quello del singolo. • La fonte. I contenuti pubblicati da professionisti dell’informazione o da fonti attendibili e quelli pubblicati dallo stesso utente che chiede la disindicizzazione, dovrebbero essere disindicizzati meno facilmente degli altri. presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

47. Il diritto all’oblio per l’Advisory Council di Google 47 • Il tempo. I contenuti relativi a fatti del passato, generalmente, possono essere disindicizzati con maggior serenità ma occorre tenere conto di ciò che l’interessato ha fatto di recente o intende fare nell’immediato futuro. • La procedura. È consigliabile informare il titolare del contenuti oggetto della richiesta disindicizzazione, dell’eventuale disindicizzazione e, nei casi più complessi, di avvisarlo prima ancora di assumere una decisione. L’Advisory council, ritiene opportuno che venga riconosciuto ai titolari dei contenuti oggetto di disindicizzazione, il diritto di contestare, magari davanti ad un’Autorità Garante per la privacy, eventuali dicindicizzazioni disposte da Google pur in assenza dei necessari presupposti. • L’ambito geografico. Sarebbe opportuno accordare la disindicizzazione limitatamente alle versioni europee del proprio motore di ricerca, lasciando che, interrogando il motore sotto il dominio statunitense .com, gli utenti possano continuare ad accedere ai risultati delle ricerche in versione integrale. presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

48. Il diritto all’oblio per la Bbc 48 Le black list. The BBC is to publish a continually updated list of its articles removed from Google under the controversial "right to be forgotten" rule. The ruling allows people to ask Google to remove some types of information about them from its search index. But editorial policy head David Jordan told a public meeting, hosted by Google, that the BBC felt some of its articles had been wrongly hidden. He said greater care should be given to the public's "right to remember". presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

49. Il diritto all’oblio nella Dichiarazione 49 DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET Art. 11. (Diritto all’oblio). • 1. Ogni persona ha diritto di ottenere la cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei riferimenti ad informazioni che, per il loro contenuto o per il tempo trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più rilevanza pubblica. • 2. Il diritto all’oblio non può limitare la libertà di ricerca e il diritto dell’opinione pubblica a essere informata, che costituiscono condizioni necessarie per il funzionamento di una società democratica. Tale diritto può essere esercitato dalle persone note o alle quali sono affidate funzioni pubbliche solo se i dati che le riguardano non hanno alcun rilievo in relazione all’attività svolta o alle funzioni pubbliche esercitate. • 3. Se la richiesta di cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei dati è stata accolta, chiunque può impugnare la decisione davanti all’autorità giudiziaria per garantire l’interesse pubblico all’informazione. presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

50. Il diritto all’oblio con un modulo 50 Come fare per chiedere di cancellare un link? Basta compilare un semplice modulo on line: https://support.google.com/legal/contact/lr_eudpa?product=websearch presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

51. Il diritto all’oblio: quante richieste 51 Quanti chiedono in Italia di rimuovere un link a Google sulla base della nuova disciplina europea? (dati novembre 2015) presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

52. Il diritto all’oblio: quante richieste 52 Quanti chiedono in Italia di rimuovere un link a Google sulla base della nuova disciplina europea? (dati dicembre 2016 da maggio 2014) presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

53. Il diritto all’oblio e lo snippet di @carlo_bartoli 53 Lo snippet. Si è posto, per la prima volta, anche il problema della coerenza con i testi originali scansionati dal motore di ricerca dei cosiddetti "snippet", ovvero le sintesi automatiche generate da Google a corredo dei risultati di ricerca. Il ricorrente aveva chiesto, in alternativa alla deindicizzazione, la cancellazione dello snippet che compariva sotto il link all'articolo che associava il proprio nome a reati più gravi rispetto a quelli per i quali era indagato. Per il Garante, l'abstract poteva risultare fuorviante. Tale richiesta, ritenuta legittima, è stata autonomamente accolta da Google che ha eliminato il riassunto generato dal proprio algoritmo. presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

54. Il diritto all’oblio domani 54 Che succederà? se non ci sarà più un motore di ricerca che detiene il monopolio del mercato? se ci saranno motori non più centralizzati? se continueranno a essere cancellate notizie su Google, ma non sui siti? se ogni nazione si comporterà in modo diverso? L’Europa dei 29 diritti all’oblio. Il Gruppo dei Garanti europei per la privacy sta cercando di trovare degli indirizzi comuni, ma… …. è giusto che una materia così delicata venga normata da un organismo tecnico e non politico? presentazione di @carlo_bartoli @odg_toscana

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