fiscal

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Published on June 18, 2007

Author: Peppar

Source: authorstream.com

Slide1:  Il Commercio ElettronicoGli aspetti fiscaliDott. Prof. Giorgio TargaMilano, 19 marzo 1999Studio Associato Consulenza tributaria e legale:  Il Commercio Elettronico Gli aspetti fiscali Dott. Prof. Giorgio Targa Milano, 19 marzo 1999 Studio Associato Consulenza tributaria e legale Le imposizioni fiscali ed il commercio elettronico:  3 Le imposizioni fiscali ed il commercio elettronico Analisi delle problematiche Attività che si possono effettuare attraverso Internet :  4 Attività che si possono effettuare attraverso Internet Compravendita di beni che potranno essere consegnati fisicamente mediante i tradizionali metodi ovvero, per quei beni che lo consentono (es. programmi software, musiche), direttamente scaricati dai siti web Fornitura di servizi (servizi bancari, prenotazioni) Servizi di informazioni on line accessibili al vasto pubblico (database, lettura di quotidiani) Pubblicità Commercio cd. 'globale' Le nuove opportunità offerte dal commercio elettronico al mondo degli affari:  5 Le nuove opportunità offerte dal commercio elettronico al mondo degli affari Attraverso Internet è possibile pubblicizzare, vendere e consegnare prodotti e servizi attraverso: un sistema globale di comunicazione a bassi costi riducendo la necessità di utilizzare intermediari Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale:  6 Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale 1. Mancanza di controllo, da parte degli utenti, del luogo ove avviene l’attività Gli utilizzatori di Internet non conoscono il percorso delle informazioni che intendono trasmettere, pubblicizzare o ricevere. Per essi è indifferente che tale percorso si svolga all’interno di uno o più Paesi Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale (segue):  7 Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale (segue) 2. Assenza di mezzi idonei ad identificare gli utenti La possibilità di verificare l’identità dei soggetti che operano nel commercio elettronico è affidato unicamente all’esistenza di una chiara e precisa relazione tra il computer, l’utente ed un particolare indirizzo Internet L’Amministrazione Finanziaria può essere impossibilitata ad identificare il proprietario di un sito web collocato in un paese estero, considerato che i poteri delle autorità fiscali possono essere esercitati esclusivamente nell’ambito delle rispettive giurisdizioni Slide8:  8 3. Ridotto utilizzo di organismi deputati ad effettuare trattenute fiscali e ad adempiere agli obblighi di dichiarazione Il commercio elettronico riduce sensibilmente l’intervento degli intermediari ai quali, solitamente, il legislatore tributario impone specifici obblighi in ordine a trattenute e dichiarazioni L’eliminazione di tali soggetti può causare problemi nella gestione del sistema delle ritenute d’imposta e, dunque, una possibile riduzione delle entrate Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale (segue) Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale (segue):  9 Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale (segue) 4. Impossibilità di osservare e controllare gli obblighi fiscali di registrazione delle transazioni sui libri e nelle scritture contabili La circostanza che le transazioni avvengano elettronicamente rende difficile effettuare le registrazioni su tradizionali supporti cartacei ed impone di adottare nuovi metodi che non consentano alterazioni In assenza di questi metodi, l’Amministrazione finanziaria non dispone di adeguati strumenti di riscontro nel controllo delle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale (segue):  10 Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale (segue) 5. Utilizzo e progressivo sviluppo dei sistemi di pagamento elettronico: la cd. moneta digitale sistemi registrati: viene mantenuta una registrazione centrale dei flussi monetari relativi alle operazioni effettuate (es. carte di credito) sistemi non registrati: manca una registrazione centrale (es. Digi Cash) La moneta elettronica aumenta il rischio di evasione fiscale, infatti: attraverso tali sistemi gli utenti possono anche effettuare, a costi ridotti, operazioni presso centri bancari esteri mantenendo l’anonimato e senza passare attraverso alcun intermediario Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale (segue):  11 Caratteristiche del commercio elettronico in grado di influenzare l’attuale sistema fiscale (segue) Tali caratteristiche creano complicazioni nell’applicazione delle disposizioni di natura fiscale che necessitano di alcuni imprescindibili presupposti quali: l’identificazione del contribuente la rilevazione del reddito il collegamento del reddito al contribuente Le imposizioni fiscali ed il commercio elettronico:  12 Le imposizioni fiscali ed il commercio elettronico Gli orientamenti espressi in ambito internazionale Le norme attualmente esistenti in Italia sul commercio elettronico :  13 Le norme attualmente esistenti in Italia sul commercio elettronico Ad oggi in Italia non esiste alcuna disposizione di legge che regolamenti le operazioni effettuate mediante Internet L’Amministrazione Finanziaria si è espressa su alcune questioni connesse quali: il trattamento fiscale delle cessioni di software standardizzati e personalizzati (cfr., R.M. 15 maggio 1995, n. 142/D; R.M. 30 luglio 1997, n. 169) l’inoltro e la ricezione di fatture per via telematica (cfr., R.M. 19 luglio 1998, n. 571134; C.M. 23 febbraio 1994, n. 13; C.M. 16 settembre 1996, n. 225/E; R.M. 28 maggio 1997, n. 132/E) Gli orientamenti espressi in ambito internazionale :  14 Gli orientamenti espressi in ambito internazionale Gli orientamenti di maggior rilievo sono: Il rapporto OCSE sul commercio elettronico Recenti sviluppi alla luce della conferenza interministeriale dell’OCSE sul commercio elettronico svoltasi dal 7al 9 ottobre 1998 ad Ottawa (Canada). La proposta di direttiva del Parlamento e del Consiglio europeo Sull’istituzione di un 'Quadro giuridico del commercio elettronico nel mercato interno' presentata dalla Commissione il 23 dicembre 1998 Il rapporto OCSE sul commercio elettronico:  15 Il rapporto OCSE sul commercio elettronico Le conclusioni della Conferenza Interministeriale di Ottawa del 7- 9 ottobre 1998 Il rapporto OCSE - I principi ispiratori:  16 Il rapporto OCSE - I principi ispiratori Il sistema impositivo del commercio elettronico dovrà ispirarsi ai seguenti principi: neutralità efficienza certezza e semplicità efficacia ed equità flessibilità Il rapporto OCSE - I principi ispiratori(segue):  17 Il rapporto OCSE - I principi ispiratori (segue) Il principio di neutralità Le scelte impositive degli Stati membri dovranno essere dirette ad assicurare la neutralità e l’eguaglianza di trattamento tra il commercio elettronico e le forme convenzionali di commercio Tali scelte dovranno essere supportate da motivazioni di carattere economico e non fiscale Il rapporto OCSE - I principi ispiratori(segue) :  18 Il rapporto OCSE - I principi ispiratori (segue) Il principio di efficienza I costi afferenti l’istituenda disciplina fiscale delle operazioni di commercio elettronico dovranno essere ridotti al minimo sia per i contribuenti che per l’Amministrazione Finanziaria Il rapporto OCSE - I principi ispiratori(segue):  19 Il rapporto OCSE - I principi ispiratori (segue) Il principio di certezza e di semplicità Le regole fiscali dovranno essere chiare e semplici allo scopo di permettere ai contribuenti di conoscere in anticipo le conseguenze fiscali connesse alla realizzazione delle transazioni via Internet Il rapporto OCSE - I principi ispiratori(segue):  20 Il rapporto OCSE - I principi ispiratori (segue) Principio di efficacia ed equità I sistemi di controllo dovranno essere concepiti al fine di prevenire frodi o evasioni fiscali Le sanzioni saranno proporzionate al danno eventualmente provocato all’Amministrazione Finanziaria Il rapporto OCSE - I principi ispiratori(segue) :  21 Il rapporto OCSE - I principi ispiratori (segue) Il principio di flessibilità Il sistema impositivo dovrà essere flessibile e dinamico per rispondere adeguatamente alle esigenze di un mercato in continua evoluzione Il rapporto OCSE - I principi ispiratori(segue):  22 Il rapporto OCSE - I principi ispiratori (segue) Le scelte del legislatore tributario in tema di commercio elettronico dovranno, dunque, essere tese a garantire: una sostanziale equità di trattamento a tutte le forme di commercio elettronico da chiunque ed in qualunque Stato effettuate un uguale livello di tassazione a tutti i contribuenti che si trovino in situazioni similari e che effettuino similari operazioni commerciali Il rapporto OCSE (segue):  23 Il rapporto OCSE (segue) L’imposizione indiretta Il rapporto OCSE (segue):  24 Il rapporto OCSE (segue) Tipologia di operazioni effettuabili via Internet BUSINESS to BUSINESS (imprese) Beni Servizi Beni virtuali BUSINESS to CONSUMERS (privati) Beni Servizi Beni virtuali Il rapporto OCSE (segue) :  25 Il rapporto OCSE (segue) Scopo principale degli accordi raggiunti dalla Conferenza di Ottawa Risolvere i problemi che sorgeranno in futuro in connessione allo sviluppo del commercio elettronico realizzato nei confronti di privati che acquistano quali consumatori finali. Il rapporto OCSE (segue) :  26 Il rapporto OCSE (segue) L’imposta sul valore aggiunto e i dazi doganali Il rapporto OCSE (segue):  27 Il rapporto OCSE (segue) Principi guida cui i singoli Stati dovranno attenersi all’atto della determinazione dell’imposta sui consumi: divieto di istituire nuove imposte adattamento degli esistenti principi impositivi del regime IVA alle nuove regole informatiche la previsione di nuove disposizioni o la modifica di quelle esistenti sono ammesse al solo scopo di facilitare l’applicazione degli esistenti principi vigenti in materia fiscale alle transazioni effettuate via Internet evitare di creare specifici vantaggi fiscali in favore di un mercato rispetto ad un altro Fornitura di beni virtuali :  28 Fornitura di beni virtuali La fornitura di beni virtuali (per es. consultazione di banche dati, trasferimento telematico di informazioni, vendita di software e di prodotti informatici) dovrà sempre costituire, ai fini IVA, una fornitura di servizi Conseguentemente: dal punto di vista doganale, queste operazioni non rileveranno in Italia, per sapere in quale paese dovrà essere tassata la singola operazione, occorrerà fare riferimento a quanto disposto dall’art. 7, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 Fornitura di beni virtuali (segue) :  29 Fornitura di beni virtuali (segue) Il luogo unico di tassazione dovrà, comunque, coincidere con il luogo in cui avviene il materiale consumo del bene o del servizio ceduto Pertanto: sarà necessario stabilire, sulla base di accordi con le Amministrazioni Finanziarie dei singoli Stati, le situazioni di fatto che, in modo inequivocabile, determinano il consumo del bene in un Paese Tassazione IVA del servizio on line di cessione di prodotti informatici (es. software)(Tabella 1):  30 Tassazione IVA del servizio on line di cessione di prodotti informatici (es. software) (Tabella 1) (1) L’operatore italiano emetterà autofattura ai sensi dell’art. 17, comma 3, D.P.R. n. 633/72 (2) L’operatore comunitario o extracomunitario deve nominare un rappresentante fiscale per assolvere l’imposta in mancanza, il committente emetterà autofattura ai sensi dell’art. 17, comma 3, D.P.R. n. 633/72 (*) Sì, l’operazione è territorialmente rilevante in Italia No, l’operazione non rileva in Italia ma verrà tassata all’estero Tassazione IVA del servizio di consultazione di banche dati on line(Tabella 2):  31 Tassazione IVA del servizio di consultazione di banche dati on line (Tabella 2) (1) L’operatore italiano emetterà autofattura ai sensi dell’art. 17, comma 3, D.P.R. n. 633/72 (2) L’operatore comunitario o extracomunitario deve nominare un rappresentante fiscale per assolvere l’imposta in mancanza, il committente emetterà autofattura ai sensi dell’art. 17, comma 3, D.P.R. n. 633/72 (*) Sì, l’operazione è territorialmente rilevante in Italia No, l’operazione non rileva in Italia ma verrà tassata all’estero Il rapporto OCSE (segue) :  32 Il rapporto OCSE (segue) La fatturazione elettronica senza carta (mediante creazione di sistemi che, al momento dell’acquisto, identifichino in automatico il cliente e, successivamente, trasmettano per via telematica la relativa fattura elettronica) dovrà essere regolamentata in modo uniforme, sulla base di accordi internazionali e tramite criteri unici a livello europeo Pertanto: si dovranno creare sistemi affidabili per l’esatta identificazione del cliente finale i fornitori dei beni, specialmente coloro che operano in paesi terzi, dovranno registrarsi, ai fini IVA, almeno in uno Stato della comunità Cessione di beni materiali :  33 Cessione di beni materiali La vendita di beni materiali seguirà le vigenti modalità di tassazione in quanto, per questi beni, la spedizione avviene tramite le vie tradizionali (posta, corriere, ecc.) Pertanto: se il bene proviene da un paese extracomunitario, la tassazione avverrà in dogana (sia per l’IVA che per i dazi doganali) se si tratta di una cessione intracomunitaria, troverà applicazione la disciplina prevista dal D.L. 30 agosto 1992, n. 331 e, dunque, la tassazione avverrà nel paese comunitario di destinazione del bene Attuale tassazione IVA dei prodotti on line(Tabella 3):  34 Attuale tassazione IVA dei prodotti on line (Tabella 3) Commercio elettronico diretto Cessione di beni via INTERNET con consegna fisica al destinatario soggetto passivo d’imposta, residente in Italia, mediante i canali tradizionali (posta, corriere, ecc.) Cedente residente in Italia e il bene si trova in Italia Cedente residente in uno Stato UE e il bene proviene da uno Stato UE Cedente extracomunitario e il bene proviene da uno Stato extraeuropeo operazione imponibile in Italia operazione intracomunitaria importazione Il cedente emetterà fattura non imponibile in quanto cessione intracomunitaria. Il cessionario nazionale provvederà ad integrare la fattura e ad annotarla sia nel registro degli acquisti che delle vendite. Cessione di beni materiali (segue):  35 Cessione di beni materiali (segue) Regola attuale: valore del singolo bene spedito per posta Fino a 22 Euro (circa L. 44.000): esenti Oltre 22 Euro: tassati E’ opportuno rivedere la soglia di esenzione da imposte e dazi relativa al trasferimento di tali beni di scarso valore commerciale attualmente esistente in numerosi Stati Come funzionerà l’imposizione indirettanel commercio elettronico (Principi OCSE)(Tabella 4):  36 Come funzionerà l’imposizione indiretta nel commercio elettronico (Principi OCSE) (Tabella 4) Il rapporto OCSE (segue) :  37 Il rapporto OCSE (segue) L’imposizione diretta internazionale Il rapporto OCSE (segue) :  38 Il rapporto OCSE (segue) I criteri contenuti nel 'Modello di convenzione contro le doppie imposizioni' elaborato dall’OCSE e nei 'Principi espressi in materia di prezzi di trasferimento' sono applicabili anche al commercio elettronico E’ tuttavia opportuno chiarire, con riguardo ad alcuni di questi principi, le modalità della loro applicazione alle transazioni effettuate per via elettronica Il rapporto OCSE (segue) :  39 Il rapporto OCSE (segue) Considerazioni in tema di criteri di tassazione adottati nei trattati internazionali contro le doppie imposizioni L’utilizzo di Internet consente ad un’impresa di effettuare transazioni con consumatori situati in diversi paesi senza che sia quivi necessario mantenere o utilizzare una struttura fisica (stabile organizzazione) Tale situazione rende difficile individuare l’esatto luogo dove le decisioni strategiche vengono prese Il rapporto OCSE (segue) :  40 Il rapporto OCSE (segue) Criteri di tassazione adottati nei trattati fiscali internazionali Ciò rende difficile applicare i principi di localizzazione e di tassazione del reddito adottati nei trattati internazionali dai diversi Stati: luogo di produzione del reddito (paese della fonte) luogo ove si trovano gli interessi vitali del contribuente (paese di residenza) Mentre agevola il tentativo di far figurare come 'fiscalmente esistente' un’impresa in quei paesi dotati di un più favorevole regime di tassazione Slide41:  41 Considerazioni in tema di trasferimento elettronico di programmi software L’orientamento emerso ad Ottawa ha ribadito quanto già previsto dall’art. 12 del Commentario OCSE: se l’acquisto del software è effettuato da persona fisica o da azienda per proprio utilizzo, il trasferimento integra una cessione di beni diversamente (azienda per utilizzo concesso a terzi) la fattispecie configurerà la concessione di una licenza d’uso e i compensi corrisposti (royalties) verranno assoggettati a ritenuta Il rapporto OCSE (segue) Il rapporto OCSE (segue) :  42 Il rapporto OCSE (segue) Sono stati decisi alcuni emendamenti all’art. 12 del Commentario OCSE volti a: riaffermare che la connotazione dei corrispettivi inerenti il trasferimento elettronico del software dipende dalla natura dei diritti acquisiti dall’acquirente riguardo l’uso e lo sfruttamento del software estendere le conclusioni espresse in materia di software anche ai casi di commercio elettronico di prodotti digitali diversi dal software quali filmati, musiche, fotografie ecc. Il rapporto OCSE (segue) :  43 Il rapporto OCSE (segue) Osservazioni formulate dall’IRS International Revenue Service nel 'Selected Tax Policy Implication of Electronic Commerce' del 22 novembre 1996 Il documento del Fisco americano ribadisce, in termini più espliciti, i principi già espressi dall’OCSE Secondo tale organismo, l’elemento qualificante la fattispecie della cessione di software è costituito dall’oggetto del trasferimento Osservazioni formulate dall’IRS :  44 Osservazioni formulate dall’IRS Se il soggetto a cui viene trasferito on line il programma software acquista uno o più dei seguenti diritti: fare copie dei programmi software ai fini di una successiva distribuzione al pubblico ottenere programmi software derivati da quello oggetto del copyright rendere pubblico il programma Il trasferimento ha ad oggetto un diritto di copyright Osservazioni formulate dall’IRS (segue) :  45 Osservazioni formulate dall’IRS (segue) Se, invece, la transazione non determina l’assunzione di nessuno dei menzionati diritti, l’operazione dovrà essere qualificata come vendita di un bene tutelato dal diritto d’autore L’IRS specifica anche le condizioni che devono sussistere per individuare una vendita o una licenza d’uso Osservazioni formulate dall’IRS (segue) :  46 Osservazioni formulate dall’IRS (segue) Qualora oggetto del trasferimento è un diritto di copyright e l’operazione riguarda tutti i diritti sostanziali del copyright, questa dovrà essere qualificata come una vendita di beni se, invece, riguarda solo alcuni dei diritti del copyright, si tratterà di una concessione in uso Osservazioni formulate dall’IRS (segue) :  47 Osservazioni formulate dall’IRS (segue) Qualora oggetto del trasferimento è un bene tutelato dal diritto d’autore: e vengono trasferiti, insieme a questo, anche i diritti di proprietà, l’operazione concretizzerà una vendita e i diritti di proprietà non sono trasferiti, la transazione configurerà un affitto Le ipotesi di tassazione dei redditi derivanti dal trasferimento elettronico dei programmi software sulla base degli orientamenti internazionali(Tabella 5):  48 Le ipotesi di tassazione dei redditi derivanti dal trasferimento elettronico dei programmi software sulla base degli orientamenti internazionali (Tabella 5) Le ipotesi di tassazione dei redditi derivanti dal trasferimento elettronico dei programmi software sulla base degli orientamenti internazionali (segue)(Tabella 6):  49 Le ipotesi di tassazione dei redditi derivanti dal trasferimento elettronico dei programmi software sulla base degli orientamenti internazionali (segue) (Tabella 6) Cfr. Risoluzione del Ministero delle Finanze n. 169/E del 30 luglio 1997 Il rapporto OCSE (segue):  50 Il rapporto OCSE (segue) Considerazioni in tema di stabile organizzazione Il concetto di stabile organizzazione mal si adatta al commercio elettronico L’art. 5 del Modello di convenzione OCSE definisce la stabile organizzazione come 'una sede fissa di affari' Può un sito web posseduto da un’impresa straniera essere considerato una stabile organizzazione (con l’effetto di comportare la tassazione del reddito prodotto mediante il sito nel paese che ospita il server)? Il rapporto OCSE (segue):  51 Il rapporto OCSE (segue) Al riguardo, le conclusioni raggiunte dalla conferenza interministeriale di Ottawa hanno confermato l’orientamento già prevalente a livello internazionale secondo cui un sito web che pubblicizza beni o servizi NON può costituire una stabile organizzazione E’ stato altresì deciso di emendare il Modello di convenzione OCSE al fine di meglio chiarire l’applicazione della nozione di stabile organizzazione alle transazioni concluse attraverso un sito web Il rapporto OCSE (segue):  52 Il rapporto OCSE (segue) Molti problemi rimangono ancora aperti: Un sito web che oltre a pubblicizzare prodotti raccolga anche ordini, può essere considerato una stabile organizzazione? Un software situato su un server con cui un utente conclude un contratto, può costituire una stabile organizzazione in quanto agente dell’impresa? Il fornitore del servizio INTERNET sul cui server il sito web è ospitato, può essere considerato una stabile organizzazione? Il rapporto OCSE (segue):  53 Il rapporto OCSE (segue) Considerazioni in tema di transfer pricing Il commercio elettronico può rendere di difficile applicazione i tradizionali metodi adottati a livello internazionale per affrontare le problematiche connesse ai prezzi di trasferimento Le maggiori difficoltà consistono nella compatibilità di tali metodi con le nuove forme di cooperazione offerte da Internet alle varie società del gruppo per sviluppare o trasferire i singoli prodotti o servizi Il rapporto OCSE (segue):  54 Il rapporto OCSE (segue) Le autorità fiscali dei singoli Stati sono state invitate a seguire l’evoluzione del commercio elettronico allo scopo di determinare se siano necessarie indicazioni integrative concernenti l’applicazione dei principi OCSE in materia di prezzi di trasferimento Il rapporto OCSE (segue):  55 Il rapporto OCSE (segue) Considerazioni in tema di cooperazione tra le Amministrazioni fiscali e di miglioramento dei servizi offerti ai contribuenti Le Amministrazioni fiscali dovranno farsi carico di: promuovere la creazione di siti Internet che forniscano in tempo reale informazioni alle aziende in merito a: adempimenti legislazione vigente interpretazioni e giurisprudenza esistente Il rapporto OCSE (segue) :  56 Il rapporto OCSE (segue) Creare spazi operativi in rete per consentire ai contribuenti di pagare imposte, versare ritenute, ricevere rimborsi, presentare dichiarazioni periodiche Sviluppare, attraverso l’utilizzo di Internet, una più stretta cooperazione con le Amministrazioni di altri Paesi Studiare la possibilità di migliorare quanto previsto dalle convenzioni bilaterali e multinazionali in materia di reciproca assistenza con specifico riguardo all’identificazione dei contribuenti ed al recupero delle imposte dovute Il rapporto OCSE (segue) :  57 Il rapporto OCSE (segue) La proposta di direttiva del Parlamento e del Consiglio Europeo Sull’istituzione di un 'Quadro giuridico del commercio elettronico nel mercato interno' presentata dalla Commissione Europea il 23 dicembre 1998 La proposta di direttiva UE:  58 La proposta di direttiva UE La proposta cerca di armonizzare il quadro giuridico di riferimento in tema di commercio elettronico fissando i principi cardine che consentono di evitare discriminazioni di trattamento tra gli operatori dei diversi Stati membri. Ai nostri fini due sono gli aspetti di maggiore rilievo La proposta di direttiva UE(segue):  59 La proposta di direttiva UE (segue) Definizione di 'prestatore definito' (art. 2) E’ tale colui che esercita effettivamente e a tempo indeterminato un’attività economica per mezzo di una installazione stabile Non costituisce stabile organizzazione del prestatore la presenza o l’utilizzo di mezzi tecnici e di tecnologie elettroniche per fornire il servizio La proposta di direttiva UE(segue):  60 La proposta di direttiva UE (segue) Conseguentemente, non può essere considerato un 'prestatore definito': l’operatore che disponga in uno Stato membro di un server a cui si collega per fornire singoli servizi telematici ai propri clienti l’operatore che disponga di un sito Internet accessibile da ciascuno dei paesi dell’Unione Europea L’utilizzo di un server situato in uno o più paesi dell’UE diversi da quello di stabile organizzazione, risulta, quindi, indifferente ai fini della determinazione, in quei luoghi, del reddito del prestatore del servizio La proposta di direttiva UE(segue):  61 La proposta di direttiva UE (segue) Previsione di regole di responsabilità per i 'provider'(articoli 5,12,13,14) In capo al provider sussistono, nello Stato dove è situato il server, specifici obblighi di informazione nei confronti delle autorità pubbliche Costituiscono informazioni generali da fornire: gli estremi identificativi e l’indirizzo del prestatore del servizio il nome del destinatario del servizio La proposta di direttiva UE(segue):  62 La proposta di direttiva UE (segue) Nel caso in cui il provider trasmetta a terzi informazioni o dati personali fornitigli dal diretto destinatario del bene o del servizio acquistato via Internet, non può essere considerato responsabile di quanto trasmesso se: tali informazioni non siano state da lui originate non può modificare il destinatario della trasmissione non può modificare le informazioni oggetto della trasmissione Le imposizioni fiscali ed il commercio elettronico:  63 Le imposizioni fiscali ed il commercio elettronico Quali tipi di controlli si effettuano sulle operazioni di commercio elettronico I controlli (segue):  64 I controlli (segue) Attualmente è impossibile controllare tutte le transazioni che avvengono on line ed individuare esattamente chi effettua un acquisto di beni informatici ed il luogo dove tale acquisto avviene E’ al vaglio delle Amministrazioni fiscali di diversi paesi l’ipotesi di creare sistemi obbligatori di identificazione degli operatori al fine di realizzare il controllo delle singole transazioni Di difficile applicazione appare l’ipotesi, avanzata da alcuni, di monitorare, con la collaborazione degli intermediari finanziari, i flussi finanziari I controlli (segue):  65 I controlli (segue) La legislazione comunitaria In tema di imposizione indiretta, la Commissione Europea ha fissato alcuni orientamenti sull’istituzione di un sistema di controllo delle operazioni on line Di particolare interesse sono gli orientamenti numero 5 e 6 I controlli (segue):  66 I controlli (segue) Orientamento numero 5 Il sistema dovrà garantire l’assoggettamento all’imposta sul consumo delle prestazioni di servizi fruite, attraverso il commercio elettronico, all’interno della Unione Europea, tanto dalle imprese quanto dai consumatori finali I controlli (segue):  67 I controlli (segue) Orientamento numero 6 La fatturazione senza supporto cartaceo dovrà essere autorizzata ai fini IVA per le operazioni effettuate all’interno dell’Unione Europea Nel determinare le condizioni per l’uso della fatturazione elettronica su base uniforme nell’Unione Europea, si dovranno salvaguardare gli interessi legittimi degli Stati membri, mettendo a loro disposizione strumenti idonei a permettere controlli e ad evitare abusi I controlli (segue):  68 I controlli (segue) Un’elevata priorità dovrà essere attribuita alla cooperazione tra l’Unione Europea e paesi terzi al fine di consentire che condizioni equivalenti a quelle definite all’interno dell’Unione siano stabilite anche per la fatturazione a livello internazionale Le Amministrazioni fiscali dovrebbero dare agli operatori del commercio elettronico la possibilità di adempiere agli obblighi fiscali attraverso dichiarazioni IVA e la tenuta di una contabilità in forma elettronica I controlli (segue):  69 I controlli (segue) Gli sviluppi della normativa attuale in Italia Attualmente il governo ha presentato un emendamento (ancora da approvare) alla finanziaria per l’anno 1999 con il quale legittima il fisco ad acquisire - in modo diretto ed automatico - le informazioni conservate in banche dati pubbliche e private (tra i quali: ministeri, regioni, conservatorie degli atti immobiliari, Caf, notai, commercialisti) Scopo della norma è di: semplificare e ridurre gli adempimenti dei contribuenti creare un sistema efficiente che coadiuvi l’attività di accertamento dell’Amministrazione Finanziaria I controlli (segue) :  70 I controlli (segue) La proposta - che non riguarda specificatamente il commercio elettronico - non modifica i poteri utilizzati dall’Amministrazione Finanziaria ai fini dell’accertamento Pertanto: i limiti e le procedure tassativamente previste dalle singole leggi d’imposta ai fini dell’accertamento e dei controlli delle imposte dovute dai contribuenti, devono essere, comunque, rispettate dal fisco se questo vuole evitare che gli eventuali atti di accertamento risultino viziati

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