Etica della comunicazione - Lezione 2

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Information about Etica della comunicazione - Lezione 2
Education

Published on January 29, 2009

Author: paololattanzio

Source: slideshare.net

Etica della comunicazione, seconda parte Dott. Paolo Lattanzio paolo.lattanzio@gmail.com paololattanzio.blogspot.com

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Pier Cesare Rivoltella: la ME è quel particolare ambito delle scienze dell’educazione e del lavoro educativo che consiste nel produrre riflessione e strategie operative in ordine ai media intesi come risorsa integrale per l’intervento formativo.

La Media Education è il processo di insegnamento e apprendimento centrato sui media. SCOPO = è quello di sviluppare una competenza che comprenda le immagini e i suoni e sviluppi le potenzialità critiche degli studenti, per renderli capaci di dare giudizi consapevoli in qualità di fruitori dei media. E di abilitarli alla comunicazione mediatica!!!!

Peculiarità della ME: - accento posto sulla comprensione del sistema dei media e sui processi, piuttosto che «sull’accumulo laborioso di dati»; - incoraggiamento dato alle attività pratiche come «strumento di esplorazione e rafforzamento della comprensione concettuale»; - «promozione del pensiero autonomo, piuttosto che riproduzione da parte degli studenti di idee degli insegnanti», e dei modelli comunicativi.

L'intervento di media education trasmette conoscenze/competenze relative a: 1. le istituzioni dei media chi comunica e perché, secondo quali strategie si orienta, quali intenzioni comunicative persegue 2. le categorie dei media di che tipo/genere di testo si tratta 3. le tecnologie dei media come viene realizzato, distribuito, fruito il messaggio 4. il linguaggio dei media linguaggio, architetture narrative, costruzione dei personaggi e della trama, figure retoriche… 5. il pubblico dei media a chi è indirizzato il messaggio, come ne fruisce, quali significati gli attribuisce 6. media e rappresentazione come il testo presenta il suo oggetto, quali stereotipi mette in campo le categorie sono riprese dal Curriculum Statement del B.F.I.,

L'intervento di media education trasmette conoscenze/competenze relative a: Le istituzioni dei media Chi comunica e perché, secondo quali strategie si orienta, quali intenzioni comunicative persegue

L'intervento di media education trasmette conoscenze/competenze relative a: Le categorie dei media Di che tipo/genere di testo si tratta

L'intervento di media education trasmette conoscenze/competenze relative a: Le tecnologie dei media Come viene realizzato, distribuito, fruito il messaggio

L'intervento di media education trasmette conoscenze/competenze relative a: Il linguaggio dei media Linguaggio, architetture narrative, costruzione dei personaggi e della trama, figure retoriche…

L'intervento di media education trasmette conoscenze/competenze relative a: Il pubblico dei media A chi è indirizzato il messaggio, come ne fruisce, quali significati gli attribuisce

L'intervento di media education trasmette conoscenze/competenze relative a: Media e rappresentazione Come il testo presenta il suo oggetto, quali stereotipi mette in campo

Obiettivi della Media Education - Alfabetizzazione ai media; - «Promozione del pensiero critico e di autonomia critica» - «Sviluppo della comprensione e dell’analisi dei testi mediatici» - «Preparazione degli studenti in funzione della partecipazione nella società democratica» Media Education and Media Literacy: experts’ opinions (Fedorov 2003)

MEDIA EDUCATION A SCUOLA ↓ ↓ come prospettiva come disciplina trasversale curricolare Finalità: alfabetizzazione ai media, miglioramento delle capacità relazionali ed espressive, uso critico dei media

Concetti chiave della Media Educacation

Produzione • Si tratta di analizzare gli aspetti economici dei media, le istituzioni che sono in gioco. Due logiche contrastanti le comandano: la logica del “servizio pubblico” oppure la logica “commerciale” . • Studiare la “produzione” significa scoprire i target a cui è rivolta. Alcune domande per avviare l’analisi degli studenti: • tecnologie: quali tecnologie sono impiegate? quale influsso hanno? • pratica dei professionisti: chi ha realizzato i testi? lavoro individuale? • industria dei media: proprietari dei media? • regolamentazione: esistono leggi o codici? vengono osservati? • circolazione e distribuzione: in che modo si raggiunge il pubblico? in che misura il pubblico ha possibilità di controllo e di scelta? • accesso e partecipazione: a quali argomenti e pareri i media danno spazio? quali sono esclusi e perché?

Linguaggio • Ogni medium usa una particolare combinazione di linguaggi per comunicare dei significati. • La comprensione del linguaggio dei media non si ottiene solo attraverso l’analisi. L’esperienza della produzione dei testi offre nuove e più dirette intuizioni. Domande da rivolgere agli studenti per approfondire il linguaggio dei media: • significati: come le differenti forme di linguaggio comunicano idee e significati? • convenzioni: in che modo i linguaggi divengono familiari e accettati? • codici: quali regole grammaticali e sintattiche governano il linguaggio dei media? cosa capita quando vengono infrante? • generi: come i codici e le convenzioni vengono usate in differenti media texts? • scelte: quali effetti produce una scelta linguistica? • combinazioni: come i media creano significati attraverso il montaggio? • tecnologia: in quale misura la tecnologia scelta influisce sul significato?

Rappresentazione • Media non sono una “finestra trasparente sul mondo”; offrono una visione “mediata” del mondo. Inevitabilmente danno una versione “costruita” della realtà. Tuttavia, non necessariamente i media ingannano il pubblico. Infatti il pubblico non assorbe ciecamente i messaggi dei media. Piuttosto li interpreta alla luce della propria esperienza e del proprio background socioculturale. Domande: • realismo: il testo intende essere realistico o si tratta di una fiction? • presenza e assenza: che cosa viene incluso o escluso nella rappresentazione? • parzialità e obiettività: i media sostengono particolari visioni del mondo? trasmettono valori etici e politici? sono obiettivi o di parte? • stereotipi: come i media rappresentano particolari gruppi sociali? • influenze: le rappresentazioni dei media hanno influito a creare la nostra cultura corrente?

Pubblico - Audience • Il pubblico è molto più critico e diversificato di quello che è astrattamente ritenuto. • Il rapporto del pubblico con i media non si esaurisce nella fruizione e interpretazione dei testi; è fatto anche di pratiche sociali, di usi familiari, di routines, ecc. • Lo studio del “pubblico” fa parte della media education. Domande: • target: come i media si rivolgono a un determinato pubblico, come lo attirano? • circolazione: in che modo il pubblico viene a conoscenza della proposta dei media? • fruizione: in che modo i media sono utilizzati nella vita quotidiana? abitudini e usi? • godimento: in che modo il pubblico ottiene “piacere” dai media? cosa piace? • dare senso: come il pubblico interpreta i media? quale significato attribuisce loro? • differenze sociali: che influsso hanno genere, classe, età, etnia e cultura nel rapporto media e pubblico?

Strumenti ANALISI DEI TESTI Analisi delle strutture narrative del testo Analisi dei contenuti Analisi delle iscrizioni economiche e ideologiche Analisi del consumo Analisi dei codici e delle strategie comunicative

Percorso applicativo - Esempio Per l’analisi di un TESTO COMUNICATIVO: • Priorità tematiche • Linguaggio e modalità narrative • Spettacolarizzazione • Messa in scena della realtà • Cosa non viene detto • Strategie di coinvolgimento • Esplicitazione del punto di vista

Competenze mediali • Communicative Skills • Partecipazione al mondo moderno • Differenza di linguaggi e registri della comunicazione.

I metodi della Media Education • gli studenti non sono tabula rasa in fatto di media. Il media educator parte necessariamente da ciò che gli studenti già conoscono sui media, per farli passare da una conoscenza “spontanea” e acritica sui media a quella riflessa e “scientifica”

Analisi del testo • L’analisi del testo è probabilmente l’aspetto più noto della media education soprattutto per gli insegnanti che hanno fatto esperienze di lettura di testi letterari o artistici. Si distingue l’analisi del testo da quella contenuto. • Vengono proposti tre livelli di analisi del testo: • descrizione (livello denotativo); • significato (livello connotativo); • giudizio complessivo sul testo.

Analisi del contesto e case studies • I testi vengono esaminati nel loro “contesto” di produzione e fruizione. Si raccomanda di prestare attenzione ad aspetti generalmente poco considerati: le sigle di testa e di coda dei film e dei programmi televisivi; le informazioni sulla vendita e distribuzione dei prodotti; le recensioni che vengono pubblicate su giornali e riviste, ecc. • Quando questo esercizio ha come oggetto lo studio approfondito su un singolo caso, l’analisi del contesto assume la forma di un “case study” (per esempio lo studio del fenomeno dei blog, del successo di una star della musica, un film, , ecc.).

Trasposizione • La trasposizione o “translation” ha a che fare con le questioni riguardanti il linguaggio e la rappresentazione dei media. Questa comporta la trasformazione di un testo da un genere a un altro (dal romanzo al telefilm), da un medium a un altro (da un testo per la radio a un altro per la tv). Si dovranno tener presenti le caratteristiche del linguaggio, le possibilità e i “confini” del mezzo, ecc.

Simulazione • E’ una forma di role-playng in cui gli studenti vengono messi nella situazione di simulare, ad esempio, il ruolo di una redazione di giornale, la proposta che un immaginario autore di film fa a un produttore, la preparazione di un palinsesto televisivo nella redazione di una tv locale, ecc. L’insegnante fornirà indicazioni concrete sugli elementi richiesti da questo particolare “gioco dei ruoli”: ad esempio, il budget, la location, come affrontare la concorrenza, ecc. • Con queste attività si trasmettono ai ragazzi in modo operativo nozioni che sarebbe difficile spiegare in modo astratto.

Produzione • L’aspetto “produzione” è stato presente nelle strategie descritte sopra; ma c’è una produzione che ha tutte le caratteristiche del lavoro creativo e concreto, simile a quello dei professionisti dei media. Questa è la produzione che attrae i ragazzi e li entusiasma. • I vantaggi di questa attività sono noti alla didattica: gli alunni “imparano facendo” (John Dewey), sono motivati, diventano creativi, ecc.. Nel nostro caso, imparano che cosa sono i codici, i generi, i linguaggi dei media, le riprese e il montaggio... Imparano a lavorare in gruppo, a collaborare; a porsi obiettivi concreti e scadenze di lavoro; imparano a socializzare e a valutare; imparano come comunicare a diversi target. Faranno anche esperienza di come il pubblico può reagire in modo imprevisto al loro prodotto.

• Socializzazione (ad esempio, presentando il video prodotto ad altre classi della scuola) e valutazione, sono parti essenziali del processo di produzione. • Durante la produzione gli alunni fanno esperienza anche dell’aspetto ludico e gioioso del lavoro con i media. Questo è un aspetto importante della media education. • Il lavoro di produzione è oggi facilitato dalle nuove tecnologie che sono meno costose e di più facile utilizzazione.

Analisi dei testi

La competenza etica L’ Etica dei media ha varie declinazioni: • Etica dell’emittenza • Etica della ricezione • Etica della testualità • (Etica delle istituzioni)

L’etica della ricezione • Se, da un lato, l’individuo è continuamente bombardato da messaggi di ogni tipo, dall’altro egli ha la possibilità di costruirsi una competenza che gli consenta un rapporto più critico e distaccato rispetto ai media. • Lo spettatore “ingenuo e sprovveduto” non esiste più…

L’etica della ricezione • L’agire comunicativo è quello del destinatario nell’atto di interpretare i messaggi • La riflessione etica riguarda gli atteggiamenti e i comportamenti di consumo prevalenti • Per esempio, si potrebbero esaminare la quantità di tempo e le motivazioni di tale consumo (ludico, interessato, distratto, sostitutivo di relazioni interpersonali…)

Ricezione o fruizione? • Necessario un cambio di prospettiva: – dall’etica della ricezione – all’etica della fruizione • Fruire (lat. frui, radice di frux, “frutto”): usare qualcosa traendone giovamento • Da recettore a fruitore: dal fatalismo deterministico di chi si sente soltanto passivo target all’uso eticamente orientato dei mezzi

L’etica della fruizione Responsabilità dei fruitori: • capacità di fare un uso critico dei media • possibilità di influenzare la produzione mediatica • Manifestazione di un orizzonte di attese orientato a valori positivi in grado di determinare il comportamento comunicativo degli emittenti

La comunicazione

Differenza fra.. • Informazione • Comunicazione

Comunicare • Significa dischiudere uno spazio comune di relazione fra interlocutori. • Alcune caratteristiche: feedback, bidirezionalità, alternanza dei ruoli, simultaneità, sincronia, pervasività.

Media e sistema • Cosa sono i media • Cosa sono i mass media • Importanza del sistema

Etica della comunicazione

Etica della comunicazione • Nasce come etica applicata. • Ricomprende però l’etica generale in virtù della centralità dei processi comunicativi. • Non prevede doveri e sanzioni (queste sono prerogative della deontologia). • Fonda in termini filosofici ciò che può essere detto buono in un senso morale e motiva all’adozione di comportamenti che lo promuovano.

• L’etica della comunicazione è quella disciplina che individua, approfondisce e giustifica quelle nozioni morali e quei principi di comportamento che sono all’opera nell’agire comunicativo, e che motiva l’assunzione dei comportamenti da essa stabiliti.

• Modello etico della comunicaizone si basa sulle idee di cooperazione e comunità. • Rischio rottura contratto fiduciario. • Non possiamo non comunicare.

Nei media etica stratificata

• La questione di grande peso è: individuare e analizzare sia la linguisticità dell'ethos (dunque il carattere linguistico-comunicativo delle abitudini condivise, dei doveri, degli affetti e delle passioni -> veicolo) che l'eticità del linguaggio (dunque le implicazioni morali insite in qualsiasi enunciazione, anche in quelle soltanto descrittive -> etica della comunicazione -> veicolato). • Espressione e Contenuto

Etica della comunicazione • Sia in fase di analisi, quindi etica rispetto alla comunciazione • Sia quando ne prendiamo parte: etica entro la comunicazione

• Etica della comunciazione rischia di passare da etica applicata ad etica generale perché: 2. Comunicare è agire 3. Comunicazione è sempre più aspetto chiave, centrale e specie specifico dell’uomo • Viene meno subordinazione del particolare al generale: le dinamiche comunicative sono fondanti la stessa filosofia.

Anche nella comunciazione ci sono principi morali (K.O.Apel) • Giustizia • Solidarietà • Co-responsabilità • Questi criteri sono insiti alla comunità, non come una necessità ma come possibilità. • Si passa da potenza a realizzazione.

Regole della conversazione - Grice • Le regole della conversazione sono state riunite da Grice in quattro massime fondamentali: 1.  massima della quantità, che recita espressamente: “fornisci l’informazione necessaria, né più, nè meno.” Il contributo che viene dato da ciascun partecipante alla conversazione deve essere informativo quanto richiesto. 2.  massima della qualità, che recita espressamente: “sii sincero, fornisci informazione veritiera, secondo quanto sai.” Non si dovrebbe dire ciò che si ritiene falso, o ciò di cui non si hanno prove. 3.  massima di relazione, che recita espressamente: “sii pertinente.” Il contributo informativo di un enunciato dovrebbe essere pertinente con la conversazione. 4.  massima di modalità, che recita espressamente: “sii chiaro.” • L’enunciato dovrebbe essere chiaro, poco ambiguo, breve e ordinato. Questa massima si riferisce al modo in cui questo viene esposto.

L’etica nei media cambia con • Evoluzione dei media stessi. • Passaggio ai new media. • Evoluzione della programmazione. • Differenziazione dell’offerta. • Moltiplicazione del pubblico.

Etica dei media

Etica dei media • Situazione attuale dei media: necessità di adeguata decodifica • Rischio di sottomissione ad istanze e poteri esterni condizionanti.

L’ETICA DELLA COMUNICAZIONE DALL’IM PEGNO PERSONALE AI CODICI DI COM PORTAM ENTO Comunicare non è un mestiere qualsiasi: il comunicatore deve, più di altri, porre l’etica al centro della professione perché con il suo lavoro crea cultura, modifica atteggiamenti, condiziona il modo di pensare e di fare  L’impegno personale L’etica è una scelta prima di tutto personale. Indirizza il comportamento, è frutto del percorso formativo e lavorativo di ognuno, anche se è condizionata da fattori esterni  L’impegno condiviso Il controllo, la “peer pressure”, da parte della categoria di appartenenza ha creato strumenti di autoregolamentazione che hanno anche l’obiettivo di far conoscere all’esterno l’impegno etico dei comunicatori. Dalla Carta di Treviso (per la difesa dei minori) al Codice di Autodisciplina (dei pubblicatari)

L’etica è rappresentata da un codice di norme con il quale il giornalista, giorno per giorno, deve confrontarsi Dell’etica sono proprie due finalità: Assumere il ruolo di bussola morale che ci informa su quanto ci stiamo allontanando dalla rotta prevista Porsi come guida per la produzione di un giornalismo sicuro e credibile Ciò permette di avere nei confronti dei lettori o ascoltatori un comportamento basato su sensibilità umana e lontano dal calcolo commerciale

• Quando si parla di etica, morale e verità bisogna fare molta attenzione perchè su larga scala questi termini possono dare luogo a fraintendimenti: anche un kamikaze agisce secondo una propria etica.

La deontologia • La deontologia professionale è l’etica che è insita negli stessi processi comunicativi • Rimanda ad un dovere, a ciò che si deve fare, nella misura in cui è prescritto da un’istanza riconosicuta come normativa • Prevede una regolamentazione ed un accordo di accettazione

• Con i codici deontologici si cerca di fornire soluzioni giuridiche a problemi filosofici • Problema della responsabilità

Etica della comunicazione oggi

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