Convegno Cecina - Intervento Alberto Parola

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Information about Convegno Cecina - Intervento Alberto Parola
Education

Published on December 26, 2011

Author: MedToscana

Source: slideshare.net

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Intervento di Alberto Parola al convegno "Media Education e cittadinanza", 15 dicembre 2011 Cecina

La Scuola dei Linguaggi e i territori della ME Alberto Parola Università di Torino

C’è chi corre, c’è chi frena … Lisbona è vicina, la tecnologia scappa, la scuola è inadeguata, gli insegnanti si devono aggiornare, il web non è libero … etc … 20202011 Non possiamo rincorrere la tecnologia, dobbiamo capire i fallimenti dell’e-learning, la scuola va bene così com’è … etc …

Imputati alzatevi!• Gli adulti, come sempre, faticano a comprendere atteggiamenti e comportamenti dei giovani. Ad esempio: – i ragazzi trascurano davvero l’atto interpretativo e comprensivo legato a un messaggio? – sono davvero meno attenti alle sfumature di una comunicazione autentica?• Internet li rende (più) stupidi? (vedi Carr, 2011)

Adulti inadeguati? I giovani sono davvero così “competenti” a gestire la complessità di:● strumenti,• codici,• livelli,• linguaggi,• rappresentazioni? Gli adulti sono adeguati a supportarli?

Distanze e presenze• I concetti di distanza e presenza non rappresentano più stati distinti di “essere in situazione” …• Si può parlare di “riconfigurazione prossemica” della relazione con l’altro?• Oggi è possibile immaginare, come spesso accade, relazioni vicine/distanti e distanti/presenti?• Dai “non-luoghi” alla sensazione di presenza in relazione all’attesa di un messaggio …

L’assenza/presenza della mente e del corpo Il web oggi ci pone alcospetto di molte (troppe)ambiguità … … ci disorienta, … ma ci fa anche rifletteresulla nostra comunicazioneche, solitamente, fa dasfondo alla nostra esistenza,troppo “scontata” perrifletterci su.

L’urgenza dell’educazione ai media• Da un punto di vista educativo, uno degli obiettivi più rilevanti è quello di trasformare l’inconsapevolezza dei soggetti in formazione (a livello cognitivo e meta- cognitivo, ma anche emotivo) in riflessioni autonome, maggior attenzione, partecipazione e senso critico, nonché nuove modalità di “vedere il mondo” e di “essere al mondo”.• La potenza degli strumenti di comunicazione “a distanza”, se non elaborata e compresa a fondo dai ragazzi, può divenire una nuova forma di inconsapevolezza circa il ruolo del corpo nella conoscenza dell’altro e, in sostanza, un nuovo e indefinito disagio.

Riconfigurazione della relazione con l’altro da sé• Ad esempio, nei social media ritroviamo forme nuove di seduzione (attrarre a sé) e di empatia (condivisione dei vissuti)• Possiamo ipotizzare che rappresentino elementi contrapposti che si contendono il primato espressivo e il “contorno identitario” dell’individuo?

Esempi di usi “curiosi” di Facebook• Sei un tipo riservato o racconti tutti i fatti tuoi sulla tua bacheca?• Sei un taggatore compulsivo? Perché le mie foto non te le tieni sul tuo cellulare, per favore?• Fai gli auguri di compleanno a tutti i 3650 tuoi amici?• Ogni quanti minuti cambi l’immagine del tuo profilo?• Quando vai a un concerto, lo ascolti o scatti 1000 foto che “tagghi” su Fb?• Sei amico della “Campagna per la protezione di …?• Quante “frasi celebri” proponi ogni giorno su Fb?• Pensi che interessi a qualcuno se, appena alzato, nel tuo “stato” scrivi “Oggi piove, ma quando spunta il sole?” Pensi che qualcuno ti possa aiutare?• Oppure scrivi “Ma quant’è difficile innamorarsi sul serio”? Una domanda un po’ più semplice da formulare non ce l’avevi?• Ti diverte pubblicare post del tipo “Ti abbandona solo chi non ci teneva davvero” con un orsacchiottino blu che accompagna questa memorabile frase?• Perché la notte, anziché condividere 15 inutili post consecutivamente, non vai a dormire così ti riposi un po’?• Quante ore della tua giornata passi su Farmville? Questa benedetta “pecora nera” gira ancora per la tua fattoria ?Qualche genialità …• “Sono riuscito a metter la caffettiera elettrica sul gas”. Grazie abbiamo capito.• “Eccomi, in partenza per Londra” Fra cinque minuti parte l’aereo”. Grazie, stavo appunto per chiederti dove fossi finito …

Esempi di usi sociali “più utili” di Facebook• Condividere un video televisivo di un programma andato in onda ieri.• Esprimere (e condividere) una tua opinione.• Far ascoltare una canzone che ti ha colpito molto o è colonna sonora del tuo passato (o del tuo presente).• Informare qualcuno che domani c’è un evento da non perdere.• Ricordare un grande della letteratura, uno scienziato, un magistrato ucciso dalla mafia etc…, insomma qualcuno che ha lasciato un segno …• Entrare in un gruppo in cui si discute di cose importanti.• Decidere di «partecipare» perché credi nei valori espressi da alcuni tuoi “amici”.• …

I social media, espressione di:• sé (legittimazione, individuazione in un dato contesto spazio-temporale, …);• conferma (e richiesta di conferma) della propria identità;• smania di raccontare e raccontarsi;• disagio (con casi estremi);• desiderio di cambiamento;• condivisione (e di senso di appartenenza);• dinamiche comunicative nuove (e perciò anche spiazzanti);• esercizio espressivo (anche solo di stile);• voglia di “leggerezza” (gioco, svago …)• bisogno di “capricci seduttivi”• messa alla prova della propria e altrui empatia• rinvio ad azioni “reali”• “luoghi di integrazione” …

Le responsabilità dell’educatore• Gli obiettivi della ME devono necessariamente tenere conto di un’evoluzione di una modalità differente di approcciare all’altro.• Ed è proprio in un contesto di “complessità comunicazionale” che la responsabilità dell’educatore si fa sempre più improrogabile, alla ricerca di una giusta distanza tra “etica dello svelamento” e “salvaguardia dell’immaginario” dei minori e di una rinnovata attenzione per i ragazzi che ogni giorno si misurano con la realizzazione di desideri, l’inseguimento di ideali e la costruzione della propria identità.

Media e formazione: quale relazione? • I media come veicolo di divertimento e cultura • I media come supporto didattico • I media come oggetto di studio • I media come strumento di scrittura • I media come contesto formativo

Gli assi culturali1. L’asse matematico2. L’asse scientifico-tecnologico3. L’asse storico-sociale4. L’asse dei linguaggi

Le 8 competenze chiave di Lisbona1. Imparare ad imparare2. Progettare3. Comunicare4. Collaborare e partecipare5. Agire in modo autonomo e responsabile6. Risolvere problemi7. Individuare collegamenti e relazioni8. Acquisire ed interpretare l’informazione

Un passo in più: le competenze “mediali”• Lettore: quali sono gli “elementi linguistici” che caratterizzano un dato messaggio?• Scrittore: perché l’autore ha scritto “questo” messaggio? Sono in grado di produrre messaggi mediali? Se sì, in che modo? Con quali strumenti e tecniche?• Critico: da quale punto di vista e da quali valori è ispirato questo messaggio?• Fruitore: sono veramente interessato a fruire di questo messaggio? Posso fare scelte consapevoli di fruizione?• Cittadino: che effetto ha questo messaggio sulla (mia) società?

Un glossario comune? Nuovi metodi?• Cos’è una “competenza”?• Cos’è una “competenza mediale”?• Cos’è una “pratica”?• Cos’è una “pratica mediaeducativa”?• Cos’è una “buona pratica mediaeducativa”?• È davvero così importante “certificare” quel “complicato cespuglio” di “conoscenze, abilità, competenze”?• Quanto è importante puntare sui “metodi didattici” e sui “metodi di ricerca”?

Una ricerca-azione per favorire la realizzazione di percorsi mediaeducativi Tv Produzione Radio Carta stampataEnte locale Tirocinanti UniversitàCorecom regionale Reti di scuole Web Tv Web Radio USP e USR Extrascuola MED Associazione Italiana di educazione ai media Media educator e alla comunicazione

Nodi• Quali risorse ho?• Come mi organizzo?• Sono motivato/a?• Che struttura didattica?• Disciplinarietà o trasversalità?• Curricolarità?• Abilità o/e competenze?• Come e cosa valuto?• Quali priorità?

Opportunità• Riconfigurazione del ruolo insegnante• Ri-motivazione alla professione• Collaborazioni sul territorio• Riduzione della differenza “dentro-fuori” la scuola• Clima degli ambienti di apprendimento• Classe-redazione• Scuola-editore (che rende pubblico)• Ridistribuzione delle valutazioni dei ragazzi

Percorsi mediaeducativi

Perché “scuola dei linguaggi”?• Leggere e scrivere assumono significati nuovi• Il problema (e l’opportunità) della formazione degli insegnanti• L’approccio curricolare ai nuovi linguaggi• Strategie di ricerca-azione

Nuove tecniche Monitoraggi Sistema on line Sperimentazione di percorsi Ricerche sul campo Test di valutazione delle competenze mediali Teseo Preparazione ai percorsi curricolari di MEProduzione di percorsi Attività formative Curricolo di ME Insegnanti e studenti universitari Produzione di teoria Monitoraggio Monitoraggio Attività di Produzione di Ricerche a livello sul campo on line formazione curricoli europeo Ricerche Intesa tra Indicatori Sperimentazione di sul campo partner di qualità curricoli

Ente locale USP e Istanza USR “laboratoriale” Centri di cultura Istanza Laboratori comunali “organizzatrice” Corecom Scuola Territorio Istanza Istanza “didattico- “di controllo”sperimentale” Ricerche Associazionismo e extrascuola Istanza Istanza “scientifica” e editoriale “autorale” (Radio, Tv e Stampa) Autori e Università produttori

L’importanza di valutare e documentari i percorsi• Solitamente, i percorsi e le attività compiute in classe non sono sistematicamente documentate (non fa parte dei compiti dell’insegnante).• Nell’ambito della ME è molto importante che l’insegnante diventi “ricercatore”, non solo valutatore dell’allievo, bensì osservatore e narratore del percorso compiuto dalla classe, egli/ella stesso/a incluso/a, avviando buone pratiche di auto-osservazione e costruendo strumenti per la valutazione dell’efficacia dei percorsi e del cambiamento che scaturisce dalle attività svolte.

Le dimensioni 1del curricolo di ME

Le dimensioni 2 del curricolo di ME• Lettore: quali sono gli “elementi linguistici” che caratterizzano questo messaggio?• Scrittore: perché l’autore ha scritto questo messaggio? Sono in grado di produrre messaggi mediali?• Critico: da quale punto di vista e da quali valori è ispirato questo messaggio?• Fruitore: sono veramente interessato a fruire di questo messaggio? Posso fare scelte consapevoli di fruizione?• Cittadino: che effetto ha questo messaggio sulla società?

I tre livelli della valutazione (Kirkpatrick)1. Gradimento2. Apprendimento (individuare e distinguere conoscenze e abilità)3. CambiamentoMolto importante risulta riferirsi agli obiettivi del percorso durante la costruzione degli strumenti di valutazione.

2 Obiettivi e valutazione CONOSCENZEa. Conoscere le proprie e altrui modalità di fruizione televisiva connesse ai cartoonb. Conoscere le tecniche utilizzate per catturare l’attenzione.c. Conoscere le possibili connotazioni psicologiche dei personaggi.d. Conoscere alcune tecniche d’animazionee. Conoscere i possibili messaggi veicolati dai cartoon. ABILITÀa. Osservare con attenzione i particolari contenuti in uno spezzone di cartone animatob. Sviluppare la consapevolezza delle proprie scelte concernenti i cartoonc. Riflettere sulle proprie modalità di fruizione televisivad. Saper riconoscere alcune tecniche d’animazione.e. Saper motivare le proprie scelte di preferenza dei cartoni animatif. Valutare un cartoon in base ai criteri di gradimento e di arricchimento personaleg. Riflettere sull’incidenza dei cartoon nei propri vissuti personali

1 Obiettivi e valutazione CONOSCENZEa. Conoscere la strategia per analizzare un testo scritto focalizzando l’attenzione sullasituazione iniziale, sulla vicenda, sulle conseguenze e sulla conclusioneb. Conoscere la strategia operativa per sintetizzare un testo e ricavarne le didascaliec. Conoscere gli elementi base di un’immagine digitaled. Conoscere le funzioni di vari strumenti tecnologici: scanner, fotocamera digitalee. Conoscere le fasi per la realizzazione di un cartoon ABILITA’a. produrre testi scritti funzionali allo scopob. costruire una sequenza narrativac. individuare e riprodurre le immagini più rappresentative della storia lettad. elaborare dialoghi attinenti alle immaginie. operare scelte sulle inquadrature delle immaginif. realizzare uno story-boardg. utilizzare la tecnica di animazione del découpageh. acquisire immagini tramite la macchina fotografica digitale/videocamerai. scegliere i brani musicali da abbinare alla narrazione

La sperimentazione dei percorsi• Per verificare che un percorso effettuato sia efficace e che possa sortire davvero effetti sul singolo bambino, a parer nostro, occorre effettuare una prima sperimentazione.• Per “sperimentazione” intendiamo l’adozione di una strategia sperimentale, effettuando una rilevazione in entrata delle competenze dei bambini, prima dell’inizio delle attività, e in uscita, cioè al termine del percorso stesso.

Modello mutuato da Le Boterf (Trinchero) • Risorse mobilitate • Modelli interpretativi • Strategie di azione • Strategie di autoregolazioneProfilo di competenza in uscita per l’area “Fruitore mediale” Conoscere le possibili strategie di fruizioneRisorse Conoscere i possibili bisogni e motivazioni che portano all’esposizione ad un particolare medium o genere medialeModelli interpretativi Saper riconoscere una strategia di fruizione Saper riconoscere le strategie che i media mettono in atto per catturare l’attenzione e per dirigere il consumo mediale Saper riconoscere le abitudini personali e famigliari nell’uso dei media Saper riconoscere le motivazioni e i meccanismi di soddisfazione dei bisogni alla base di un determinato consumo medialeStrategie di azione Saper scegliere le modalità del proprio consumo mediale Saper gestire il proprio tempo libero in relazione ai mediaStrategie di Saper riflettere sulla propria “fruizione” di prodotti mediali ed individuare, in modo guidato, i propri erroriautoregolazione

La sperimentazione “vera e propria”Test PRE PERCORSO di ME Test POSTTest PRE Il percorso non viene effettuato Test POSTLa differenza tra la prima e la seconda rilevazione ci informa circa l’effetto delpercorso e ci indica il cambiamento (se v’è cambiamento, in quale direzione, diche ampiezza), tenendo sotto controllo le altre variabili. Il confronto tra ledifferenze ci consente di verificare se il cambiamento è davvero dovuto allostimolo sperimentale e non ad altri fattori.

Chiarimenti1. Richiesta di collaborazione 2. Incontro 3. Condivisone preparatorio della documentazione Chiarimenti4. Scelta dei 5. Laboratorio per i 6. Incontro formativopercorsi tirocinanti per gli insegnanti Correzioni7. Messa a punto 8. Composizione della squadra 9. Costruzionedel piano operativo delle prove Correzioni10. Costruzione del sito 11. Pre-test delle prove 12. Prove PRESupervisione Sostegno e riflessioni13. Avvio dei percorsi 14. Incontro 15. Chiusura dei intermedio percorsi Rilancio16. Prove POST 17. Incontro 18. Matrice

Grazie per l’attenzione … alberto.parola@unito.it

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