Ccomemagazine N4

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Information about Ccomemagazine N4
Entertainment

Published on August 17, 2009

Author: ModivSnc

Source: slideshare.net

Description

C COME MAGAZINE, il primo free-press abruzzese a trattare di enogastronomia e di promozione del territorio.

FREEPRESS di ENOGASTRONOMIA 4 ANNO 1 - NUMERO 4 - dicembre 2008/gennaio 2009

>> Anno 1 n. 4 - Dicembre 2008/Gennaio 2009 >> Editore responsabile Creo Edizioni - Pescara www.c-magazine.it - info@c-magazine.it >> Direttore responsabile Cristina Mosca (non fumatrice) se volete dirle qualcosa fatelo a: redazione@c-magazine.it >> Coordinatore generale e art director Francesco Cinapri (non fumatore) se volete dirgli qualcosa fatelo a: francescocinapri@creoadv.it >> Area commerciale Alessio Pisciella (ex atleta) se volete dirgli qualcosa fatelo a: commerciale@c-magazine.it 3284836589 - 3494902638 >> Direttore marketing Daniele Di Vittorio (ex fumatore) se volete dirgli qualcosa fatelo a: marketing@c-magazine.it >> Grafica ed impaginazione Creo Advertising - Pescara www.creoadv.it >> Ufficio fotografico Sergio Pasqual >> Stampa AGP Arti Grafiche Picene - Maltignano (Ap) Per il numero 4 di C come Magazine sono arrivati affannati, suda- ti, sfebbrati, affamati, stressati, sovraccaricati, soverchiati a Na- tale insieme a noi Kain Malcovich, Anita Righetti, Andrea Santilli, Simona Piattella, Palma D’Onofrio, Guernica, Maurizio Di Batti- sta, Giovanni Rosato, Daniele Di Vittorio, Marco Gaito, Luciano D’Angelo e Giorgia Tobiolo. >> Creo Edizioni s.n.c. di Francesco Cinapri & C. Via Misticoni, 28 - 65122 Pescara presso il centro direzionale “Il Molino” De Cecco Tel. e Fax 085.386184 www.c-magazine.it - info@c-magazine.it Registrazione presso il Tribunale di Pescara n° 7/08 del 31/03/2008 3 magazine

sommario come 07 >> C come Editorial(i) 09 >> C come Fumetto 10 >> C come Recupero Benvenuti a Robur Marsorum - Redazionale Cosa c’è nel numero quattro 16 >> C come Blog Cucinamente 19 >> C come Informazione L’agricoltura sociale 20 >> C come Marcello Spadone Da Civitella Casanova con passione 24 >> C come Eurochocolate Quattro passi a Perugia - Reportage 28 >> C come Lounge Cafè Ostriche al Plaza 30 >> C come Naturale L’inverno e il sale 36 >> C come Pesce La stagione dell’Adriatico 40 >> C come Slow Food Il Salone del Gusto visto da noi - Reportage 46 >> C come Santo Francesco Caracciolo, patrono dei cuochi 51 >> C come VIP 53 >> C come Film 55 >> C come News 63 >> C come Inserzione 5 magazine

editorial(i) come C come buon 2009 C come aspirante chef Cristina Mosca Francesco Cinapri Giuliese di Origine/pescarese per scelta Pescarese di origine / Spoltorese per asilo Segni particolari: Curiosa Segni particolari: creativo Direttore responsabile di C-Magazine Direttore artistico di C-Magazine A babbo natale ha chiesto: ancora tante risate. A babbo natale ha chiesto: un ristorante tutto suo. Quell’insostenibile dolcezza del Natale, quell’inafferrabile Quando si vuole fortemente qualcosa, non c’è nulla e nes- scorrevolezza di caldi fiumi di cioccolato, quell’impareggiabile suno capace di impedirci di averlo! Parlo della voglia di far levigatezza dei biscotti appena sfornati... Lo avrete capito, parte di un mondo che ti affascina, che ti rapisce: anche far- questo è un numero particolarmente dolce, un po’ perché è ne parte da attore non protagonista può essere comunque dedicato alla fiera più gustosa dell’anno e un altro po’ perché un successo! Da più di un anno a questa parte, da quan- esce durante le Feste in cui si sa, ci si sente tutti più buoni. do ho aperto il mio foodblog cucinamente.it, il mio modo Alle novità di Eurochocolate di Perugia abbiamo affiancato di pensare la cucina e l’enogastronomia è mutato profon- le meraviglie del Salone Internazionale del Gusto di Torino, damente, cercando di capire meglio quelli che sono tutti mentre abbiamo parlato di casa nostra in un accoppiamento gli aspetti nascosti dietro una ricetta, dietro una semplice tra pesce e terra apparentemente insolito, ma che in realtà serata a cena, dietro una bottiglia di vino scelta con cura! simboleggia in pieno quella piccola perla italiana che si chiama Queste cose mi hanno spinto poi a volere fortemente una Abruzzo, cresciuta tra mare e montagna. A proposito di perle, rivista di enogastronomia assieme ad i miei insostituibili soci abbiamo scoperto per voi il freschissimo Albergo Diffuso che come me si sono buttati a capofitto in questa impresa “Robur Marsorum”, nascente sull’altipiano delle Rocche chiamata C-Magazine. Tutto questo, misto a passione, amo- (Aq), che sull’esempio di Santo Stefano di Sessanio punta a re e anche ad un po’ di sana incoscienza mi hanno portato recuperare il suo territorio. ad osare sempre di più... fino ad arrivare a cucinare davanti E per voi abbiamo una comunicazione di servizio: C come a milioni di italiani. ...“Come, davanti a milioni di italiani?”, magazine cresce con un sottile, anzi microscopico cerchio in sento interrogarsi il mio folto e attento pubblico. Cercare di più all’interno del suo tronco. Se, infatti, fino ad ora lo avete descrivere quello che si prova andando in diretta su Rai Uno ricevuto a casa e vi piace troppo (com’è naturale, del resto: nell’avventura “La prova del cuoco”, a fare la cosa che ti impossibile biasimarvi), dal 2009 sarà necessario abbonarsi: piace di più fare, ovvero cucinare, è qualcosa di pressochè i dettagli sono all’interno delle nostre pagine pubblicitarie, impossibile. Questo non è il solito editoriale, ma uno spazio ma ricordate che per ricevere il numero di febbraio occorre di ringraziamento a tutte le persone che mi sostengono che prenotarsi entro il 30 gennaio. ci sostengono, a tutte le persone che ogni giorno mi spro- In sostanza, a traslochi avvenuti, a piccoli e grandi cambiamenti nano a cercare di migliorare anche quando sanno che stai effettuati, il numero 4 di C si carica di aspettative e di buoni dando il massimo, a tutte le persone che ci leggono, che mi propositi per il 2009: ma naturalmente, tra questi ultimi non leggono. E mi sento di dire... non avete visto ancora niente...! c’è l’impegno a mangiare di meno. Sfogliate, sfogliate! 7 magazine

fumetto smart è un marchio Daimler. come open your mind. Motore cdi 33kW (45 CV): consumo combinato (l/100 km): 3.3 - Emissioni CO2 (g/km): 88 >> Si può vivere anche senza biossido di carbonio. smart è un vero campione quando si parla di ecologia. Ne sono la prova i consumi contenuti e le emissioni più basse in assoluto, solo 88 grammi di biossido di carbonio per chilometro. Una scelta intelligente, per voi e per l'ambiente. 800 006 006 - smart.com Barbuscia Concessionaria Ufficiale di Vendita smart 9 Pescara - Via Tiburtina, 141 - tel. 085 43201 - fax 085 4320205 Mozzagrogna Lanciano (CH) - Strada Statale, 524 km 5 - tel. 0872 579090 - fax 0872 578057 magazine Infoline 085 43201 barbuscia@barbuscia.it

recupero come Redazionale Benvenuti a Robur Marsorum Una giornata alla scoperta del nostro patrimonio Di Abruzzo si parla molto, forse anche troppo. Ma sono an- per partecipare all’inaugurazione della prime tranche di ap- cora pochi quelli che hanno provato a scendere un po’ più partamenti del “Robur Marsorum – Albergo diffuso”, ovvero in profondità, al cuore della Regione fatto di civiltà conta- un comprensorio di accoglienza turistica composta da resi- dina, di misticismo, di sapori legati alla terra e all’acqua, di denze recuperate e adibite ad unità ricettive. racconti antichi e di riti spesso dimenticati. Questo insieme Ostello “Il Camoscio”: è questo il luogo deputato per la ricco e profondo sta tornando in superficie, e, in certi con- conferenza stampa di presentazione del progetto. L’evento testi, lo fa dietro una scelta basata sul rispetto del patrimo- si apre con un emozionato saluto del sindaco di Rocca di nio storico e ambientale e sulla valorizzazione turistica e Mezzo, Emilio Nusca, che in una breve ma esaustiva pre- culturale di tradizioni e identità locali. sentazione fornisce ai presenti una rinnovata chiave inter- Sabato 6 dicembre tutta la stampa regionale è stata invi- pretativa per la riscoperta del luogo e della sua vocazione, tata nella provincia aquilana, precisamente in località Ro- sottolineando lo sforzo della piccola comunità per la realiz- vere, frazione del Comune di Rocca di Mezzo che vanta le zazione del progetto: sforzo che non sarebbe mai giunto a origini più antiche tra i centri dell’Altipiano delle Rocche, buon fine se non vi fosse stata la collaborazione sinergica 10 11 magazine magazine

di Provincia aquilana ed Ente Parco Sirente-Velino, rappre- fuso “Robur Marsorum” rappresenti sicuramente una delle sentati all’evento dall’assessore alla viabilità Pio Alleva e dal realizzazioni più significative nel processo di sviluppo del presidente Nazzareno Fidanza e soprattutto dall’esperienza territorio. Basti pensare al suo nome, che evoca le origini professionale dell’architetto romano Siro Cinti e di sua mo- di Rovere, cittadina fortificata posta a difesa della Marsica glie Mirella, che con il loro entusiasmo sono riusciti nell’arco al confine con i Vestini Aquilani (ricordiamo che robur in di venti anni a concretizzare il loro sogno. «L’Albergo Diffu- latino significa fortezza). Ma non solo i monumenti tornano so – è stato precisato – è sicuramente il modo migliore per in superficie, bensì anche anonimi contesti sociali. L’idea sottrarre al degrado e all’abbandono questa affascinante dell’albergo diffuso nasce infatti dall’amore per questo località, offrendo nello stesso tempo alle nuove generazioni borgo incantato e fermo nel tempo, ma deriva anche dalla nuove opportunità di occupazione che consentano loro di voglia di far condividere la tradizione, le abitudini, i prodotti, non abbandonare questi luoghi che, se opportunamente attraverso il contatto diretto. Un contatto fisico con luoghi e valorizzati, possono aprire nuovi orizzonti di crescita e di materiali che sono stati toccati ed usati da altri uomini pri- sviluppo». ma di noi e che oggi possono ancora creare una atmosfera, Il recupero ed il restauro del patrimonio edilizio degradato, una dimensione diversa, soprattutto per chi ha bisogno di gli interventi di cui è stato oggetto il castello medievale con ritrovare se stesso e il senso vero dell’esistenza. i relativi scavi archeologici, la pavimentazione delle strade Quello dell’albergo diffuso è un modello innovativo, non più e delle piazze e la realizzazione di un accogliente ostello basato sul consumo di un nuovo territorio con la costruzi- per i giovani dimostrano come la nascita dell’Albergo Dif- one di nuovi edifici bensì sul recupero delle abitazioni esist- 12 13 magazine magazine

enti vuote o degradate e concepite come unità ricettive. Gli bile, dai due ai sei posti letto, per un totale di 46 posti. Il pro- alloggi vengono ripristinati secondo il principio della con- getto completo porterà il numero di residenze a 25 con un servazione attenta alle tipologie originarie, delle dimensioni numero complessivo di circa 100 posti letto, tutti all’interno degli spazi interni e delle aperture, dei materiali tipici, del dell’antico borgo. disegno delle facciate, del sapore degli arredi e degli og- Caratteristici i nomi delle residenze, che derivano dai sopran- getti tradizionali. Rifiniture accuratamente selezionate alla nomi degli abitanti “storici” di ciascuna di esse o dalla de- luce di una rigorosa ricerca della storia architettonica del nominazione tradizionale del luogo in cui sorgono: elemento borgo, curati nei minimi dettagli fino a riproporre i suppellet- che si è deciso di mantenere al fine di conservare il legame tili in ceramica di Castelli, i mobili finemente intagliati dagli profondo con la sua comunità. artigiani di Tagliacozzo, fino alle belle e variopinte coperte Si tratta quindi di un modello organizzativo e gestionale che di lana che arredano i letti degli alloggi, rigorosamente di conserva i vantaggi dell’offerta alberghiera di tipo tradizion- Taranta Peligna. In nome della cura del particolare tradiz- ale per quanto attiene ai servizi classici, ma il valore aggiunto ionale ma anche dell’attenzione delle esigenze tecnolog- risiede nel contesto in cui essi si esplicano, caratterizzato iche, gli alloggi sono dotati di riscaldamento, TV satellitare, dalla profonda connessione con le tradizioni e la cultura dei angolo cottura, telefono, per garantire il massimo comfort... luoghi. La collocazione geografica, vicina alla città di Roma Comfort testato dagli stessi ospiti all’inaugurazione, guidati ed alle sue infrastrutture, ne fa sicuramente meta ambita per nelle residenze ubicate in diverse posizioni del tessuto ur- chiunque voglia riscoprire un contatto con i valori autentici e bano. Si tratta di alloggi confortevoli e dalla capienza varia- genuini di cui si rischia di perdere per sempre la memoria. 14 15 magazine magazine

blog come di Palma D’Onofrio - www.palmadonofrio.it Cucinamente Il minimal chic dei food blogger www.cucinamente.it Patinato, glamour & cool come l’High bar di New York, sur- e Francesco, ama cucinare ma, soprattutto mangiare e bere reale come un quadro di Ernst, “elegante” come un libro del- bene? Non molte le ricette, ma di spunti tanti ed interes- la Barbery, fantasioso e giocoso come le opere di Gaudì … santi: come resistere alla Variazione di tonno? Imbarazzante queste le prime impressioni che si hanno “approdando” sul la scelta su quale delle tre proposte sia la più buona e poi, blog di CUCINAMENTE … ovvero Francesco ai fornelli. come spesso mi succede, meglio provare a replicarle tut- Francesco Cinapri, giovane creativo pescarese, divide la sua te per non scontentare mai nessuno. Un solo problema: il vita tra la sua professione di grafico/editore e la cucina e, tonno! È ormai quasi introvabile, il pregiato tonno rosso dei come spesso succede, da una passione nasce sempre qual- nostri mari. cosa di importante. Non posso mancare di apprezzare un piatto che evoca in La passione di Francesco per la cucina è tutta manifestata me ricordi di infanzia: le orecchiette, tipico piatto della mia nel suo food blog tra ricette, consigli di cucina, recensioni sui splendida regione, la Puglia. La ricetta di Francesco è ve- migliori ristoranti della penisola, tutto ci parla di buon cibo, ramente intrigante e gustosa, di quelle che mette in moto ben preparato e ben raccontato. le papille gustative già attraverso le immagini; sono molto Il blog si apre con un fiore, un semplice fiore annodato ai reb- legata alla tradizione gastronomica senza però essere un’in- bi di una forchetta: l’immagine è molto bella ed accattivante tegralista, una talebana della cucina, di quelli che: “le orec- e ci introduce in maniera garbata ed elegante ai racconti di chiette? o cime di rapa o nulla!”. Le chiancaredde, come le Francesco, davanti ai fornelli e non solo. La geniale zuppa di chiamiamo dalle mie parti, sono una pasta straordinaria che pesce cotta nel barattolino, accompagnata dalle belle foto ben accompagna svariati condimenti, sia di tradizione che di che ne mostrano il contenuto ed il bel risultato finale, fa da pura fantasia culinaria, quindi l’idea di Francesco di cucinar- apertura alle chiacchierate culinarie a partire da quella con le con cicoria e salsiccia è veramente gustosa. Niko Romito, vero guru della ristorazione abruzzese che, mi Bravo Francesco, ad maiora! sembra, abbia ispirato Francesco nella sua Variazione sulla lingua di vitello realizzato a quattro mani con il caro amico Mario. Guardando le foto dei piatti non sembra quasi si tratti Pecorara di mare (foto pagina accanto) di lingua, un ingrediente ormai desueto in cucina ma, che se Ricetta di Francesco Cinapri e Mario Dottore ben cucinato (e quello di Francesco e Mario lo era sicura- mente), regala sensazioni gustative come pochi piatti sanno Ingredienti per 4 persone: 400 gr. di anellini, 1 melanzana, 1 zucchina, dare. 1 peperone verde, peperoncino piccante, 5/6 pomodorini pachino, 1 Anche un residuo di frigorifero come del pollo e dei peperoni seppia da 150/200 gr., 10 cozze circa, 1 bicchiere di vino bianco, 150 può dare dei risultati glamour oltre che ottimi! Chissà dove gr. di ricotta salata di pecora, olio extravergine d’oliva, aglio, prezzemo- vi porterà questo sodalizio! ...Intanto vi ha portato alla Pro- lo, sale e pepe q.b. va del Cuoco, dove avete partecipato alla “sfida allo chef” Soffriggere in una padella nell’olio ex. v., una punta del peperoncino, realizzando un piatto veramente originale che ha quasi con- uno spicchio d’aglio e 2 gambi di prezzemolo privato delle foglie. quistato l’esigente Anna Moroni. Voci di corridoio vi danno Tagliare la seppia a striscioline, unirla al soffritto, dopo un paio di prossimi all’attività di chef a domicilio, ad anno nuovo... pec- minuti far sfumare col vino bianco; far andare per qualche minuto; ta- cato che io viva a Roma, perché il pensiero di una serata co- gliare a dadini metà zucchina, metà melanzana e metà peperone, unire modamente seduta a tavola mentre due bravissimi personal il tutto in padella, far andare senza far appassire troppo gli ortaggi per chef cucinano per me mi piace proprio. farli rimanere croccanti. Che dire dei racconti delle esperienze culinarie fatte presso Unire i pomodorini pachino senza farli appassire troppo, unire la pasta maestri della cucina italiana come Moreno Cedroni e Heinz precedentemente cotta in acqua salata e le cozze che si apriranno e Beck, personaggi straordinari che hanno cambiato la ristora- rilasceranno la propria acqua. zione nel nostro Paese e che hanno sicuramente influenzato Mantecare ed impiattare; grattugiare la ricotta salata e macinare un il modo di vivere la cucina anche da parte di chi, come me po di pepe nero. 17 magazine

come informazione di Marco Gaito – Ph.D. in politica agraria, Università di Teramo Agricoltura sociale: le fattorie didattiche. Nel corso degli ultimi anni all’agricoltura si è andata sempre più esplicitamente attribuendo la capacità di svolgere diver- se funzioni oltre quella della produzione di materie prime e beni alimentari. Al settore primario, da un lato, vengono ri- chieste produzioni rispettose dell’ambiente e della qualità, e al contempo gli viene deputata la tutela della tradizione e della cultura contadina, delle produzioni locali, del presidio del territorio. Alla lista delle svariate funzioni ascritte alla multifunzionalità agricola - condivise nel mondo istituzionale, accademico e nella società civile più in generale -, è possibile aggiungere una particolare categoria di funzioni di carattere strettamente “sociale”. Per agricoltura sociale si intende l’insieme di quel- le iniziative, esperienze e interventi in cui vengono condotte attività agricole di coltivazione, allevamento o di trasforma- con la pianta o l’animale, con la natura più in generale. Vi zione dei prodotti che coinvolgono attivamente fasce deboli è una crescente evidenza empirica sugli evidenti benefici della popolazione. psichici e fisici che l’horticultural therapy e la pet therapy Le esperienze di agricoltura sociale attive sul territorio nazio- possono generare. Le piante ma ancor di più alcune specie nale mostrano una tale varietà nel generare servizi sociali che di animali domestici possono fungere da “catalizzatori” dei non è semplice ricondurli a poche tipologie. Una ragionevole processi socio relazionali, diventando “co-terapeuti” nel pro- loro classificazione può essere operata riconducendo i servi- cesso di guarigione. zi prodotti in tre principali ambiti: dell’educazione e della for- Il terzo ambito è quello dell’inserimento lavorativo di indi- mazione; della terapia e della riabilitazione; dell’inserimento vidui a ridotta contrattualità sul mercato del lavoro. Da que- lavorativo e dell’inclusione sociale di soggetti svantaggiati. sta prospettiva le attività agricole presentano un potenziale Con riferimento al ruolo educativo e formativo le attività elemento di interesse. In agricoltura, infatti, sono svariate le agricole hanno ormai un ampio riconoscimento. La diffu- mansioni che, per essere svolte, non richiedono un partico- sione delle Fattorie didattiche, che secondo l’Osservatorio lare livello di formazione o di istruzione: la raccolta manuale, Agroambientale sarebbero circa 500 sull’intero territorio na- l’irrigazione, la distribuzione di alimenti agli animali, i vari tra- zionale, lo conferma. sporti interni all’azienda, sono solo alcuni esempi di attività Meno acquisite, sebbene in costante crescita di interesse, presenti in ogni azienda agricola e che possono essere or- sono le capacità delle attività agricole in ambito terapeuti- ganizzate in modo di agevolare la partecipazione di soggetti co-riabilitativo, in particolare nei confronti di soggetti con con limitate abilità. Anche le persone con disabilità motoria disagio mentale e disturbi della sfera psichica. In questa possono trovare nell’ampio spettro di mansioni e attività che chiave la stretta interazione tra l’individuo e le piante o gli si realizzano nell’azienda agricola, numerose possibilità di in- animali che si determina in un contesto agricolo può rap- clusione e partecipazione. Se e quando la partecipazione di presentare un’efficace forma di co-terapia. Pratiche quali la soggetti deboli ai lavori dell’azienda agricola rappresenta un terapia orticolturale, la riabilitazione equestre (o ippoterapia) obiettivo esplicito dell’azienda, non risulta in genere difficile e la pet therapy fondano la propria efficacia proprio su di una organizzare i processi produttivi in modo da rendere tale par- relazione attiva, e non meramente contemplativa, dell’uomo tecipazione ampia ed effettiva. 19 magazine

marcello spadone come di Cristina Mosca - foto di Sergio Pasqual/Luciano D’Angelo La cucina, una passione Da Civitella Casanova ode all’arrosticino Non tutti forse sanno che il condimento all’amatriciana ha ferro, scottato alla griglia e passato al forno al cartoccio con origini prettamente abruzzesi: a ricordarcelo è Marcello verdurine ed erbe, accompagnandolo con brodo di pecora e Spadone, titolare de “La Bandiera” di Civitella Casanova e peperoncino o, come nella versione originale storica, anche membro dell’associazione “Qualità Abruzzo”. con pecorino e peperoncino». Origini che risalgono al periodo del Regno delle due Sicilie, Con una punta di malinconia aggiunge la constatazione che quando Amatrice faceva ancora parte dell’Abruzzo citeriore. l’Abruzzo, nonostante l’offerta ricchissima in enogastronomia In origine la ricetta non prevedeva il pomodoro; oggi Mar- e paesaggio, non si sa “vendere”: «Mancano figure polit- cello Spadone ne propone una rivisitazione e trasforma iche che salvaguardino il territorio sotto l’aspetto urbanis- l’amatriciana in una farcitura, piuttosto che in un condimen- tico e che sostengano la protezione delle tipicità: trovo che to. «Credo che la mia professione sia un continuo formarsi la ristorazione abruzzese sia a livelli alti, ma a differenza della – ci spiega – più con i viaggi che con il semplice studio: Toscana, che punta sul recupero, i nostri paesaggi vengono confrontandosi con altre culture, specie culinarie, si può rovinati senza criterio, con capannoni e costruzioni». crescere tantissimo. La Campania è in cima alla mia clas- Quella di Marcello Spadone è una storia che ricomincia in sifica personale in fatto di stimoli; in genere mi colpiscono Abruzzo nel 1977 ma che pianta i suoi semi già da prima, molto la ricercatezza delle materie prime e la genialità de- quando mamma Anna, appassionata di cucina, avendo mes- gli accostamenti». Una fantasia che nelle sue cucine trova so su famiglia a Roma collaborava con amici ristoratori e pre- la massima espressione: basti sapere che al convegno di parava specialità abruzzesi, sagne e fagioli in primis. «Questo “Identità golose” nel gennaio 2008, a Milano, il piatto che lavoro le ha permesso di conoscere tante personalità, specie ha rappresentato il suo modo di cucinare abruzzese è stata del calcio – ricorda Marcello Spadone – A casa mia veniva- una faraona farcita di fegatini e accompagnata con purè di no invitati spesso giocatori ed esponenti del mondo dello fagioli. «Abbiamo a disposizione tantissime materie prime sport, dai calciatori Mario Frustalupi e Giorgio Chinaglia al privilegiate – continua – i prìncipi della nostra tavola sono medico della Nazionale Ernesto Alicicco». La decisione di l’agnello e tutti gli animali da cortile, più che la carne di vi- trasferirsi in Abruzzo è arrivata insieme al rischio di per- tello. I piatti vanno sì destrutturati e migliorati continuamente, dere una proprietà terriera in provincia di Pescara, a Civitella ma il sapore deve essere sempre esaltato, mai prevaricato: Casanova per l’appunto: «I miei genitori tenevano troppo i migliori spaghetti alla chitarra devono essere ancora cuci- a questo angolo di natura – continua – così compimmo nati». il grande balzo. “Ereditata” da un amico una licenza per Un consiglio? Scoprire il suo modo di proporre gli arros- vendere sali, tabacchi e alimentari, aprimmo un’osteria. Io ticini, un must abruzzese nato proprio nella zona di Villa avevo solo undici anni, all’inizio Roma mi è mancata, poi ho Celiera, Vestea e Civitella Casanova, ma che per scelta ha frequentato la scuola alberghiera a Pescara e mi sono ap- tolto dai menu appena l’azienda è passata nelle sue mani, passionato alla cucina seguendo mia madre nel suo lavoro. nel 1988: «Era necessaria una grande evoluzione – racco- Sono felice di vedere la stessa passione in mia moglie Bruna nta – così ho trasformato la trattoria in un vero e proprio e nei miei figli gemelli, Alessio e Mattia: il primo sta per di- punto di ristorazione. E adesso, dopo vent’anni, ripropongo ventare sommelier, il secondo diventerà un grande cuoco, l’arrosticino in una versione tutta mia, con uno spiedo di di quelli che... parlano poco». 21 magazine

Ingredienti: Per la pasta: 1 faraona - 100g. di lardo di maiale - 2 fette di pane - 1 carota - 2 gambi di sedano - rete di maiale 8 tuorli - 260g di farina 00 - 65g di semola - 1 cucchiaino di olio e.v. - 1 pizzico di sale. 1 bicchierino di brandy, timo, alloro, sale - fegatini della faraona - aglio - vino bianco - purè di sedano olio extra vergine Ingredienti: 150g di ricotta - 30g.di pecorino - 20g di pan carrè macinato - 80g di guanciale di maiale stagionato tagliato a striscioline sottili - 20g di cipolla d’orata, pepe - sale - olio ex. ve. - 30g di acqua - 80g di passata di pomodoro - 20g di tuorlo. Procedimento: Saltate in padella i fegatini con olio, aglio, sale, pepe, alloro e rosmarino, sfumate con il brandy e fate raffreddare. Disossate la faraona facendo attenzione a non bucare la pelle dividete a metà salate e pepate. Preparate la farcia tagliando le ver- Procedimento: dure e i fegatini a striscioline, frullate il lardo con il timo il pane inzuppato al latte e mescolate, con questo composto farcite la fa- Impastate in una planetaria tutti gli ingredienti per la pasta, formate una palla, avvolgetela in un panno di lino e fate riposare in frigo per 1 ora. raona avendo cura di lasciare al centro le verdure e i fegatini. Avvolgetela con la rete di maiale in modo da formare 2 salsicciotti. Stufate la cipolla con l’olio, l’acqua e la metà del guanciale per circa 20 minuti, facendo attenzione a tenere il tutto a fuoco molto basso, aggiungete il pomodoro Saltatela in padella con poco olio avendo cura di rosolarla su tutti i lati e quindi passatela in forno a circa 200° con aglio rosma- e continuate la cottura per altri 10 minuti. Mescolate la ricotta, la metà del pecorino, il guanciale, il tuorlo, e il pan carrè e mettete la farcia in un sacchetto (sac rino e un pò di vino bianco cuocete per 15-18 minuti al termine nella teglia si formerà il fondo di cottura che stenderemo su un a poches). Tirate la sfoglia sottile e formate dei mezzi rigatoni con all’interno la farcia. piatto da portata. Tagliatela a fette e accompagnatela con un purè di fagioli tondino. Lessate i mezzi rigatoni e conditeli con la salsa. Accompagnatela con una grattugiata di pecorino e del guanciale fritto. 22 23 magazine magazine

eurochocolate come Reportage - di Daniele Di Vittorio Se un giorno d’autunno a Perugia... Quattro passi nella fiera più dolce dell’anno Immagina 6mila tipi di cioccolato differenti, 65mila golosi con molto cacao, italiano, europeo, al taglio, confezionato, che hanno passeggiato per il centro perugino portando fie- in praline... ramente in testa le simpatiche corna distribuite da Milka, Stai immaginando tutto questo? 40mila chiavi utilizzate dai visitatori nello spazio Perugina Se non ci sei riuscito, vuol dire che non sei mai stato all’Eu- nella speranza di poter aprire i forzieri ricchi del “ciocco- rochocolate di Perugia, che quest’anno si è svolto dal 18 latoso” tesoro, 21mila persone che devono compiere 100 al 26 ottobre. Anche questa edizione è stata un successo, anni in tre assecondando il gioco con cui Toblerone fe- dato che ha registrato un incremento del 20% dei visitatori steggia il suo centenario, 15mila assaggi di Noir e Noisette rispetto al 2007. Al Chocolate Show si respirava un’aria di di Lindt, 22mila ChocoCard distribuite, 100mila vasetti di allegria e di festa ed è stato difficile non venire coinvol- Danette Danone degustati, 1000 golosi che hanno voluto ti dal clima di buonumore che solo il cioccolato sa dare. raggiungere il settimo cielo a bordo della mongolfiera Pan Passeggiando per le viuzze di Perugia abbiamo notato una di Stelle, 200 kg di cioccolata offerta in degustazione da sana voglia di rilassarsi, divertirsi e soprattutto di addolcire Equoland, 60 degustazioni guidate, 350 tazze di cioccolata il palato assaggiando più cioccolato possibile. calda Eraclea. Ed ancora: 1000 persone impiegate tra standisti, respon- sabili, addetti all’allestimento e alla sicurezza; più di 100 volontari della Protezione Civile e Croce Rossa con 6 mezzi mobili e 3 pattuglie a piedi di Primo soccorso e 2 mezzi per il trasporto disabili; 600 alunni di scuole primarie di primo e secondo grado e secondarie di primo grado che hanno ricevuto lezioni sulla storia del cacao; 30 partite giornaliere disputate nella scacchiera Novi... Immagina, in un week-end di ottobre, di passeggiare in un bel centro storico di una città d’arte, ricca di storia e mo- numenti, dove accanto ai monumenti etruschi, bizantini e pontifici si ergono fantasiosi stand e bancarelle che vendo- no solo cioccolato. Immagina di non essere solo, ma di essere circondato da migliaia di altre persone come te incantate dal panorama e dall’atmosfera più dolce dell’anno. Immagina di vagare tra queste vie e di assaggiare ogni tipo di cioccolato: bianco, nero, al latte, fondente, con le noc- ciole, senza le nocciole, caldo, freddo, con poco cacao, 24 25 magazine magazine

D’altronde era impossibile non cadere nella tentazione: in qualsiasi angolo poggiassi gli occhi, te ne veniva ricorda- ta la bontà. Il stesso comitato organizzatore dell’evento ha creato una linea di prodotti con forme inusuali, design in- novativo, packaging sorprendente e simpatico che trasfor- mano il modo di intendere il “cibo degli dei” rendendolo adatto a tutti i gusti, a tutte le età e a tutte le situazioni senza essere mai banale. Per esempio le Carte da Choco, l’originale pacchetto di carte da gioco al sapor di ciocco- lato per sfide sempre più golose, oppure, se sei un amante dell’informatica, l’innovativo Personal Chocolate, il pc con una tastiera unica al mondo: una deliziosa tavoletta di 200 grammi di cioccolato al latte. E se vuoi combattere i sintomi dell’influenza puoi sempre prendere la Chocopirin-A, la pri- ma pastiglia al cioccolato fondente arricchita con vitamina C e vitamina A! Eurochocolate è una vera e propria festa creata ad arte per valorizzare il cioccolato in tutti i suoi valori e le sue forme in una zona geografica dove sorgono molte industrie dol- ciarie: ciò non toglie il fatto che molte aziende artigianali medio-piccole produttrici provenivano da tutta l’Italia e ol- tre. Purtroppo non abbiamo notato molte aziende abruzze- si: era presente l’azienda sulmonese di William di Carlo ma non abbiamo visto altri produttori nostrani. Non essendo un evento che si rivolge ai commercianti, le nostre aziende avranno voluto preferire mostre mercato in cui possono svilupparsi anche contatti commerciali buo- ni per il futuro, ma secondo la nostra opinione partecipare a questa festa del cioccolato apporta sicuramente un au- mento dell’immagine che a lungo termine dà senza dubbio i suoi ottimi risultati su scala internazionale. A Perugia, comunque, già si pensa all’edizione dell’anno prossimo, che avrà come claim “Rompete le Righe!” e che si terrà da venerdì 16 a domenica 25 ottobre 2009: l’impe- rativo vuole essere un invito a rompere gli schemi del cioc- colato, ad innovarlo, a liberarsi da tanti pregiudizi, regole e consuetudini che sembrano limitarlo. Del resto, in questi anni, Eurochocolate ha dimostrato come con il cioccolato si possano fare tante cose prima impensabili: non a caso sarà un martello, l’immagine simbolo e gadget di Eurocho- colate 2009. 26 27 magazine magazine

come lounge cafè Un aperitivo a base d’ostriche Al Plaza incontrarsi è chic Il Best Western Plaza Hotel diventa appannaggio cittadino: base di ostriche e champagne a poco più di dieci euro. E la struttura ricettiva più prestigiosa di piazza Sacro Cuore toglietevi dalla testa l’idea che in un ambiente così raffinato si apre ad una Pescara che l’ha vista crescere e presenta il si paghi anche l’aria che si respira: «I nostri prezzi sono Plaza Café Lounge Bar. «Non è altro – spiega Emilio Schirato, assolutamente raggiungibili – commenta il barman Antonio general manager del gruppo Schirato Hotels – che l’estensione Maiorano – e propongono originalità come il Cocktail Plaza verso la piazza del bar che già opera all’interno dell’hotel: è o una variazione sull’Americano, più amabile di quello un’operazione del tutto consona all’attenzione che abbiamo classico: l’ho ottenuta shakerando campari, vermouth, sempre avuto per la città di Pescara». Dall’inizio del terzo ginger ale e rabarbaro e sostituendo la soda con qualche millennio, infatti, l’Hotel ha intrapreso un dialogo serrato con goccia di angostura. Provare per credere!». la città e ha cominciato a coccolarla: ha preso in gestione il La storia nascosta dietro questo ambiente raffinato e soft verde pubblico di piazza Sacro Cuore, ha regalato il sistema parte nel 1911, ben quattro generazioni fa, quando la famiglia di controllo video all’area e adesso è la volta di offrire un Schirato innalzò l’Albergo Igea nell’angolo tra via Firenze e servizio di classe. «Il nostro bagaglio culturale accumulato via Roma: il primo, a Pescara, ad avere riscaldamento ed con quasi cento anni di esperienza nel settore alberghiero – acqua calda in ogni camera. aggiunge Emilio Schirato – ci permette di accogliere clienti Uno dei passi successivi è stato l’Albergo Moderno, eretto anche internazionali, eppure non ci basta: oggi vogliamo un nel 1936 in piazza Sacro Cuore ed abbattuto negli anni ’60 legame con i cittadini e vogliamo offrire loro un servizio di per fare posto al Plaza Moderno Hotel: il Moderno era stato eccellenza». il primo albergo in città ad avere l’aria condizionata. I passanti abituali della piazza avranno di certo notato, Da segnare sul calendario i numerosi appuntamenti che ad esempio, la nuova struttura che dallo scorso ottobre il Plaza Lounge Café dà a tutti: dai concerti jazz che protegge, anzi sigilla il Plaza Café Lounge Bar contro gli accompagnano l’aperitivo del sabato alle degustazioni a agenti atmosferici: una struttura che, in ogni caso, è a basso tema, dirette dal sommelier Vincenzo Maiorano: «Il Teatro impatto visivo. «Tra le prerogative del Lounge Café c’è la del Gusto permette ai produttori di giocare le loro carte possibilità di mangiare a qualsiasi ora, specie piatti freddi: un migliori, di proporsi in rete e di dialogare con un pubblico servizio particolarmente utile quando una riunione termina che conosce bene l’argomento – racconta – ad esempio nel primo pomeriggio e porterebbe a saltare il pranzo perché solo nel mese di dicembre abbiamo assistito ad un non si sa dove andare. Nel week-end, infine, dall’inizio di evento che proponiamo da ormai sedici anni: l’anteprima dicembre stiamo proponendo una colazione internazionale, dell’annata in corso del Gragnano, un vino storico che è il brunch, per chi si dedica alle passeggiate domenicali». stato recuperato». Si possono chiedere aggiornamenti a La chicca: ogni venerdì è possibile prendere un aperitivo a leondoro@schiratohotels.it . 28 29 magazine magazine

naturale come di Andrea Santilli e Simona Piattella - www.filidipaglia.it L’ inverno e il sale Specialmente in inverno si tende a consumare delle pietanze culinaria ed uno stile alimentare sano e completo sotto ogni più saporite rispetto a quelle delle altre stagioni. punto di vista, sia dietetico che energetico. Nata in una zona Il freddo attiva vigorosamente il flusso dei fluidi nel corpo climatica temperata molto simile alla nostra e influenzata dal ed è proprio il sapore salato che stimola i reni e la vescica, mare, la ricca tradizione giapponese ha sempre apprezzato in gli organi più sollecitati a svolgere le proprie funzioni in particolare le qualità e le proprietà del sale marino integrale, questa fase dell’anno. L’acqua è l’elemento che si associa usato così com’è o per la produzione di condimenti dalle mille all’inverno, un’acqua di sorgente che sgorga con forza dalla virtù terapeutiche. Il miso, lo shoyu, l’acidulato di umeboshi, roccia per espandersi nel fiume. lo shiso, usati come indicato nelle ricette che seguono, Molte persone si chiedono come mai tanti termini esotici arricchiscono con equilibrio, stimolando vitalità nel corpo. quando si parla di cucina naturale e perché nelle ricette Naturalmente tra quelli indicati nessuno è indispensabile, si usano di base condimenti salati che provengono dal anche se per alcuni di essi non esiste, in Occidente, un Giappone. Le ragioni sono varie. Quella giapponese è stata sostituto con pari proprietà benefiche e di gusto. Sono ottimi per secoli una delle più grandi civiltà vegetariane della soprattutto per chi pratica un regime alimentare vegetariano, storia (sia per motivi religiosi derivati dal buddismo che in quanto integrano importanti sostanze minerali e organiche per necessità ecologiche), che ha sviluppato una vera arte indispensabili al nostro sistema immunitario. 31 magazine

ZUPPA DI MISO FINOCCHI AL FORNO 4T d’acqua - 10cm. di alga wakame - 2 fiori di broccolo con tutto 6finocchi - 1pezzo di mochi all’artemisia - shoyu il gambo - 1/2T di radice di bardana tagliata a fiammifero - 4cuc- chiaini rasi di miso d’orzo - succo di zenzero - prezzemolo per Sbollentiamo qualche minuto i finocchi tagliati a quarti, in acqua guarnire bollente appena salata. Una volta scolati, trasferiamoli in una teglia da forno, condiamo ogni pezzo con gocce di shoyu (salsa di soya) Facciamo reidratare la wakame prima di tagliarla a pezzetti e di- e grattugiamoci sopra il mochi. Inforniamo infine a 180° per 20 sporla in una pentola con l’acqua e le verdure tagliate. Portiamo a minuti. ebollizione e cuociamo a fiamma bassa per 15min. Il mochi è riso dolce cotto, pressato e fatto essiccare. Può essere A parte sciogliamo il miso con un po’ di brodo caldo e, tenendo pre- preparato in casa o acquistato già pronto. Questa ricetta è partico- sente che le sue virtù sono termolabili, aggiungiamolo alla zuppa larmente indicata per le puerpere, in quanto stimola la produzione facendo solo sobbollire per 1 minuto a fiamma bassa, di modo che di latte materno. il miso attivi con il calore le sue proprietà. La zuppa si serve ben calda dopo aver aggiunto il succo di zenzero fresco grattugiato e spremuto, e prezzemolo come guarnizione. La zuppa di miso è una fonte di minerali, vitamine, proteine ed en- zimi che, consumati prima del pasto, predispongono alla digestione e rinforzano l’intestino. Ottima con l’aggiunta in cottura di qualche pezzetto di mochi di riso, che la rende cremosa. STUFATO DI VERZA, CASTAGNE AL CECI E NOCI NOCCIOLMIELE 1porro - 1 verza - 1T di zucca tagliata a dadini - 1C. d’olio di 2 T di castagne secche - 3T d’acqua - 1 pizzico di sale - 1/2 tazza girasole spremuto a freddo - 350 gr. di ceci già cotti - noci tostate di nocciole tostate - 4 c di miele del Gran Sasso - shoyu – sale. Tostiamo delicatamente le castagne secche e cuociamole in pento- Iniziamo facendo soffriggere a fiamma medio alta, in una casseruo- la a pressione con l’acqua e alcuni granelli di sale, per 20 minuti. la con il fondo pesante, il porro tagliato sottile con tutto la parte Scoliamole e poniamole in un piattino. A parte tostiamo le nocciole, verde con l’olio e 2 pizzichi di sale. Aggiungiamo, sempre mesco- tritiamole finemente, mescoliamole con il miele in parti uguali e lando, la verza tagliata a strisce e 2 pizzichi di sale e i ceci già cotti aggiungiamole sopra le castagne. e marinati con qualche goccia di shoyu (salsa di soya) e zenzero. Mescoliamo finché non sarà tutto insaporito e poniamo un dito d’acqua sul fondo. Copriamo la pentola e cuociamo per 35min. da quando parte la cottura, a fiamma bassa. Aggiungiamo nel finale le noci tostate. È una ricetta invernale che dona molto calore e vitali- tà. Ottimo sostituire i ceci con il seitan. 32 33 magazine magazine

RISO SEMINTEGRALE COTTO A PRESSIONE 2T di riso semintegrale - 2carote tagliate a cubetti - 4T d’acqua - 1pz di sale - sesamo tostato e shiso. È una ricetta base molto veloce. Laviamo bene il riso in acqua fredda, direttamente nella pentola, e risciacquiamo finché l’acqua diventa trasparente. Una volta lavato aggiungiamo al riso le 2 tazze d’acqua, le carote e un pizzico di sale e, chiusa la pentola, a fuoco moderato lasciamo salire la pressione fino a che la valvola fischia: il fischio della valvola deve essere costante, se si alza eccessivamente occorre uno spargifiamma. Abbassiamo la fiamma al minimo: la cottura inizia in questo momento e durerà 20 minuti, dopodiché to- gliamo la pentola dal fuoco e lasciamo riposare per qualche minuto prima di aprire e servire con sopra qualche pizzico di sesamo to- stato e shiso. Preparato in questa maniera, il riso accompagna bene qualsiasi pietanza. Si possono cuocere in questa maniera miglio, bulgur (grano spezzato) e farricello, variando le verdure. RAVANELLI PRESSATI 5 ravanelli - acidulato di umeboshi qb Laviamo e tagliamo i ravanelli a rondelle sottili e disponiamoli in un pressaverdura (vanno bene anche due piatti uno sopra all’altro con un peso di 1 Kg sopra). Condiamoli prima con acidulato di umeboshi e lasciamoli in ‘pressione’ per minimo 2 h affinché la fermentazione acido-lattica inizi il suo processo. I ravanelli così preparati sono molto gustosi a fine pasto, favoriscono la digestione e si conservano in un contenitore di vetro per alcuni giorni in frigo. È meglio prepararli la sera prima. Legenda: T= tazza da 250ml; C= cucchiaio da tavola; Pz= pizzico con indice e pollice; c= cucchiaino 35 magazine

pesce come di Anita Righetti La stagione dell’Adriatico Abruzzo mari e monti Prima di cominciare non guasta fare qualche precisazione. pomodoro a pezzi con un niente di pomodoro passato. Nello scenario complessivo di una regione che annovera ...E qui la questione si fa importante. almeno 4 o 5 diversi brodetti o zuppe di pesce e che ha Scegliere i prodotti da abbinare e in quale formula migliore, almeno 3 zone con tradizioni di cucina anche molto diverse come ben sa chi sta in cucina, è fondamentale per la riuscita tra di loro è meglio sottolineare che quanto si va narrando è di un piatto. Dire banalmente “mettiamo insieme alici e uovo” sì tradizione, ma filtrata da una propria e squisita esperienza sembra un deliberato insulto alla convenzione culinaria, ma personale. preparato a dovere risulta un piatto sopraffino per sapore Tradizioni familiari di ieri la cui discriminante principali era la innanzitutto e anche per leggerezza digestiva e di tasca. Le produzione diretta degli ingredienti, e che oggi consegnano alici ad esempio vanno spinate bene, private cioè anche della piatti che, pur appartenendo alla tradizione regionale, hanno pinna superiore, e passate prima nella farina, poi nell’uovo subito pesantemente questa discriminante perché oggi la intero sbattuto bene e infine, poche alla volta, in abbondante maggior parte degli ingredienti si compra. Per non parlare poi olio d’oliva, dopo essere state scrollate a dovere. Doratura delle scuole di pensiero: si apre un tavolo (anzi... una tavola) a piacere: ne basta poca però, altrimenti le alici diventano di discussione non facilmente componibile. Un esempio su stoppose. Da salare dopo la frittura e mangiare con le mani, tutti, due macro distinzioni che possiamo applicare sul pesce: una dopo l’altra. pomodoro a pezzi o pomodoro passato? La scelta di uno dei Oggi, con la falsa idea della soddisfazione del cliente, si due comporta un certo modo di pensare la cottura e quindi insegue il suo gusto e lo si omologa senza sottolineare le la fragranza del pesce stesso. C’è persino chi preferisce il differenze, fino al punto che le specificità, come gli incipit dei 36 37 magazine magazine

romanzi scelti per la rosa finale di un premio letterario, risultano tutti uguali. Si ha paura che qualcuno possa dire “non mi piace”, fino al paradosso che non lo si dice quando sarebbe necessario per certi piatti definiti esotici e che in realtà sono solo immangiabili... Nessuno ha il coraggio di dire “il re è nudo”. Ieri invece accadeva esattamente il contrario. La cornice del piatto tradizionale conteneva le diverse abilità di preparazione e la ricerca della differenza calibrata sul proprio prodotto, in modo da poter sottolineare “a casa mia si fa così”. Il terreno asciutto che produce pomodori acidi o il terreno umido che li produce dolci e acquosi sono elementi imprescindibili nel momento in cui si valuta la preparazione di un piatto. La mia cucina ha risonanze agresti dove il pesce è ospite; assiduo, ma sempre ospite, non padrone. Può risultare estremamente interessante considerare il rapporto del pesce con i prodotti della terra, il relativo uso degli ingredienti e la maniera in cui possono reciprocamente esaltarsi, con punte di singolare espressione. Ad esempio a Vasto, città di mare, si prepara la scapece di pesce, ma la scapece si prepara anche a Bussi sul Tirino. Niente di strano, in apparenza, se non fosse per il fatto che Bussi sia a cinquanta km dal mare, a ridosso delle irte gole di Popoli, ai piedi della vallata che apre verso il Gran Sasso e dove le rapide e trasparenti acque dell’Aterno diventano le dense e lente acque del Pescara. Bussi sta ai piedi della Piana di Navelli, dove si coltiva lo zafferano più buono del mondo. Nei giorni a cavallo della fine di ottobre, quando il sole è difficilmente caldo di prima mattina, i pistilli di croco vengono raccolti prima che i raggi li aprano del tutto. Dopo lunga e sapientissima cura i pistilli diventano fili di zafferano (l’“oro giallo”) e vengono lasciati ad asciugare lentamente su uno staio appeso dentro al camino, lontano dal fuoco. La scapece si prepara con la razza fritta, pesce di mare, e un intingolo di zafferano: i sapori si sposano con tale felicità che solo assaggiandola se ne può parlare. La scapece di Bussi, però, è molto di più di un piatto, anche difficile da trovare nei locali perché la sua preparazione è assolutamente singolare, per tempo e per sapienza. Resta nella tradizione dell’intimità familiare, dove conservarla sott’olio rappresenta l’orgoglio di un saper fare che va ben aldilà del sostenuto valore di mercato degli ingredienti. La scapece è l’incontro tra due anime, quella marina e quella montana, di una terra di poche parole, ma di grandi sapori. 38 39 magazine magazine

slow food come Reportage - foto di Daniele Di Vittorio L’Abruzzo a Torino Il Salone del Gusto visto da noi Ci hanno detto: non potete perdervi i profumi e i colori del

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