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Biblioteche In Rete

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Information about Biblioteche In Rete

Published on June 30, 2008

Author: ludam

Source: slideshare.net

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Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Facoltà di Scienze Umanistiche Corso di studi in Scienze della traduzione Anno Accademico 2007-2008 EDITORIA MULTIMEDIALE (settore disciplinare M/STO 08) Prof. Lucio D’Amelia DALLE BIBLIOTECHE TRADIZIONALI ALLE BIBLIOTECHE IN RETE di Viviana Serra (Matricola 1177766)

LE BIBLIOTECHE TRADIZIONALI La biblioteca è un'organizzazione di documenti e delle notizie che li riguardano, tale che sia possibile e facilitato il reperimento dei documenti cercati, in quanto già noti e identificati, o l'incontro con quei documenti che si presume possano risultare utili. (Definizione di Alfredo Serrai e ripresa da Gabriele Mazzitelli in Che cos’è una biblioteca, Roma, Carocci, 2005)

La biblioteca è un'organizzazione di documenti e delle notizie che li riguardano, tale che sia possibile e facilitato il reperimento dei documenti cercati, in quanto già noti e identificati, o l'incontro con quei documenti che si presume possano risultare utili.

(Definizione di Alfredo Serrai e ripresa da Gabriele Mazzitelli in Che cos’è una biblioteca, Roma, Carocci, 2005)

FINI I fini della biblioteca si riferiscono al raggiungimento di valori ritenuti importanti di per sé, oppure utili o desiderabili per lo sviluppo civile ed economico, e per il progresso scientifico e tecnologico. Tra questi: la diffusione delle conoscenze la formazione professionale la elevazione culturale L'adempimento dei fini è ciò che la biblioteca fa quando risponde alle esigenze per le quali è stata istituita.

I fini della biblioteca

si riferiscono al raggiungimento di valori ritenuti importanti di per sé, oppure utili o desiderabili per lo sviluppo civile ed economico, e per il progresso scientifico e tecnologico.

Tra questi:

la diffusione delle conoscenze

la formazione professionale

la elevazione culturale

L'adempimento dei fini è ciò che la biblioteca fa quando risponde alle esigenze per le quali è stata istituita.

OBIETTIVI Gli "obiettivi" della biblioteca rappresentano le mete particolari e concrete che la biblioteca si propone di raggiungere. Tra queste: accertare l'estensione e la composizione dell'utenza informare l'utenza attuale e sensibilizzare quella potenziale disporre o procurarsi raccolte documentarie in grado di soddisfare i bisogni dell'utenza allestire i più efficaci dispositivi di mediazione e di accesso a tali raccolte impiantare attrezzature adeguate per la più favorevole utilizzazione in sede o fuori del materiale librario gestire le risorse finanziarie e perfezionare le procedure in modo da ottenere il rapporto più proficuo tra risultati e spese

Gli "obiettivi" della biblioteca rappresentano le mete particolari e concrete che la biblioteca si propone di raggiungere.

Tra queste:

accertare l'estensione e la composizione dell'utenza

informare l'utenza attuale e sensibilizzare quella potenziale

disporre o procurarsi raccolte documentarie in grado di soddisfare i bisogni dell'utenza

allestire i più efficaci dispositivi di mediazione e di accesso a tali raccolte

impiantare attrezzature adeguate per la più favorevole utilizzazione in sede o fuori del materiale librario

gestire le risorse finanziarie e perfezionare le procedure in modo da ottenere il rapporto più proficuo tra risultati e spese

FUNZIONI Le "funzioni" della biblioteca sono la traduzione in operazioni e servizi dei fini e degli obiettivi. Si possono raggruppare intorno a cinque aree applicative: - impianti e attrezzature - materiale librario - assistenza agli utenti - contatti e rapporti esterni - amministrazione

Le "funzioni" della biblioteca sono la traduzione in operazioni e servizi dei fini e degli obiettivi.

Si possono raggruppare intorno a cinque aree applicative:

- impianti e attrezzature

- materiale librario

- assistenza agli utenti

- contatti e rapporti esterni

- amministrazione

IL CICLO DEL SAPERE L'utilità sociale della biblioteca si misura dalla vitalità con cui essa riesce ad inserirsi in questo processo circolare di produzione, trasferimento ed uso delle conoscenze, esercitando una essenziale funzione di mediazione.

L'utilità sociale della biblioteca si misura dalla vitalità con cui essa riesce ad inserirsi in questo processo circolare di produzione, trasferimento ed uso delle conoscenze, esercitando una essenziale funzione di mediazione.

SCHEMA DI LANCASTER Uso (ricerca e applicazione) Ruolo dell'autore (composizione) Ruolo dell'editore (stampa e distribuzione) Ruolo delle biblioteche (selezione, acquisizione, immagazzinamento) Ruolo delle biblioteche, delle bibliografie, dei servizi di indicizzazione e abstracting (organizzazione e controllo dell'informazione) Ruolo delle biblioteche e dei servizi d'informazione (disseminazione) Ruolo dell'utente (assimilazione)

Uso (ricerca e applicazione)

Ruolo dell'autore (composizione)

Ruolo dell'editore (stampa e distribuzione)

Ruolo delle biblioteche (selezione, acquisizione, immagazzinamento)

Ruolo delle biblioteche, delle bibliografie, dei servizi di indicizzazione e abstracting (organizzazione e controllo dell'informazione)

Ruolo delle biblioteche e dei servizi d'informazione (disseminazione)

Ruolo dell'utente (assimilazione)

Dallo schema di Lancaster è evidente come la definizione che si intende attribuire al termine biblioteca va oltre una sua identificazione come pura e semplice raccolta di documenti ma si basa sull'assunto di fondo che essa è un servizio, meglio ancora un servizio interattivo, cioè un servizio che nasce e prende forma mentre lo si eroga, che viene plasmato dagli utenti a seconda dell'uso che questi ne fanno. Il servizio bibliotecario si caratterizzerà nell'organizzazione e nella gestione delle informazioni ed in quelle procedure che consentano poi l'accesso al documento, posseduto o no.

Dallo schema di Lancaster è evidente come la definizione che si intende attribuire al termine biblioteca va oltre una sua identificazione come pura e semplice raccolta di documenti ma si basa sull'assunto di fondo che essa è un servizio, meglio ancora un servizio interattivo, cioè un servizio che nasce e prende forma mentre lo si eroga, che viene plasmato dagli utenti a seconda dell'uso che questi ne fanno.

Il servizio bibliotecario si caratterizzerà nell'organizzazione e nella gestione delle informazioni ed in quelle procedure che consentano poi l'accesso al documento, posseduto o no.

IL CATALOGO Il catalogo, inteso come "interfaccia" della biblioteca con l'utente, è il perno attorno al quale ruotano tutte le informazioni e le procedure del "sistema biblioteca". «Fotografa» nel modo più accurato possibile la collezione di documenti fisici realmente conservati e messi a disposizione agli utenti finali da quella biblioteca, indicando per ciascuno di essi dove poterlo reperire, per leggerlo in loco o, in certi casi, per prenderlo in prestito o riprodurlo, indipendentemente dal loro contenuto e dalle loro altre caratteristiche.

Il catalogo, inteso come "interfaccia" della biblioteca con l'utente, è il perno attorno al quale ruotano tutte le informazioni e le procedure del "sistema biblioteca".

«Fotografa» nel modo più accurato possibile la collezione di documenti fisici realmente conservati e messi a disposizione agli utenti finali da quella biblioteca, indicando per ciascuno di essi dove poterlo reperire, per leggerlo in loco o, in certi casi, per prenderlo in prestito o riprodurlo, indipendentemente dal loro contenuto e dalle loro altre caratteristiche.

Il catalogo ha perso oggi la funzione di inventario patrimoniale, che pure ha avuto in passato, per esaltare invece quella di strumento di comunicazione. Il catalogo è lo strumento attraverso il quale una raccolta organizzata di documenti diviene utilizzabile per un vasto pubblico, in quanto esso è il mezzo di cui la biblioteca si dota per potersi esprimere e per comunicare agli utenti le informazioni relative al materiale disponibile.

Il catalogo ha perso oggi la funzione di inventario patrimoniale, che pure ha avuto in passato, per esaltare invece quella di strumento di comunicazione.

Il catalogo è lo strumento attraverso il quale una raccolta organizzata di documenti diviene utilizzabile per un vasto pubblico, in quanto esso è il mezzo di cui la biblioteca si dota per potersi esprimere e per comunicare agli utenti le informazioni relative al materiale disponibile.

I BIBLIOTECARI I principali detentori delle competenze dell’organizzazione della conoscenza e delle tecniche per gestire efficacemente il catalogo come accesso ai contenuti in biblioteca e le bibliografie per la lettura delle caratteristiche del documento, sono i bibliotecari. Con il servizio di reference si qualifica proprio il ruolo attivo che il bibliotecario esercita nel far esprimere all'utente in modo preciso i suoi bisogni informativi, nell'orientarlo tra le fonti e, talvolta, nella sua disponibilità ad effettuare direttamente alcune fasi della ricerca.

I principali detentori delle competenze dell’organizzazione della conoscenza e delle tecniche per gestire efficacemente il catalogo come accesso ai contenuti in biblioteca e le bibliografie per la lettura delle caratteristiche del documento, sono i bibliotecari.

Con il servizio di reference si qualifica proprio il ruolo attivo che il bibliotecario esercita nel far esprimere all'utente in modo preciso i suoi bisogni informativi, nell'orientarlo tra le fonti e, talvolta, nella sua disponibilità ad effettuare direttamente alcune fasi della ricerca.

Le informazioni fornite ai lettori sono fondamentalmente di tre tipi: - indicazioni relative all'uso della biblioteca - consigli nella scelta delle letture notizie tratte dai documenti (libri, audiovisivi, carte geografiche ecc.) posseduti dalla biblioteca Il "servizio informazioni”, è essenziale - per una migliore e più completa utilizzazione del materiale documentario posseduto - per offrire ad ogni lettore, qualunque sia il suo grado di preparazione generale e di conoscenza di quella singola biblioteca, equivalenti possibilità di servirsene secondo le sue necessità - per favorire lo sviluppo negli utenti delle capacità di fruizione delle risorse che la biblioteca offre

Le informazioni fornite ai lettori sono fondamentalmente di tre tipi:

- indicazioni relative all'uso della biblioteca

- consigli nella scelta delle letture

notizie tratte dai documenti

(libri, audiovisivi, carte geografiche ecc.)

posseduti dalla biblioteca

Il "servizio informazioni”, è essenziale

- per una migliore e più completa utilizzazione del materiale documentario posseduto

- per offrire ad ogni lettore, qualunque sia il suo grado di preparazione generale e di conoscenza di quella singola biblioteca, equivalenti possibilità di servirsene secondo le sue necessità

- per favorire lo sviluppo negli utenti delle capacità di fruizione delle risorse che la biblioteca offre

LE BIBLIOTECHE IN ITALIA Le biblioteche italiane sono più di 15.000 e il fattore che le caratterizza rimane l'ingente patrimonio di pubblicazioni antiche, manoscritte e a stampa. Disomogenea la loro distribuzione sul territorio: al Nord troviamo il 49,6% delle biblioteche, il 21,3% nelle regioni dell'Italia centrale e il 29,1% in quelle del Mezzogiorno.

Le biblioteche italiane sono più di 15.000 e il fattore che le caratterizza rimane l'ingente patrimonio di pubblicazioni antiche, manoscritte e a stampa.

Disomogenea la loro distribuzione sul territorio:

al Nord troviamo il 49,6% delle biblioteche, il 21,3% nelle regioni dell'Italia centrale e il 29,1% in quelle del Mezzogiorno.

TIPOLOGIE L'articolazione in tipologie è piuttosto complessa e non del tutto razionale: biblioteche statali biblioteche delle università biblioteche pubbliche

L'articolazione in tipologie è piuttosto complessa e non del tutto razionale:

biblioteche statali

biblioteche delle università

biblioteche pubbliche

Biblioteche statali Sono una cinquantina e ben nove si fregiano del titolo di «nazionale», quando nel resto del mondo di solito è prerogativa di un solo istituto per paese. Per contrastare l’inflazione del termine, le due nazionali di Roma e Firenze sono state battezzate Nazionali centrali e solo a ciascuna di esse va per «diritto di stampa» una copia di ogni pubblicazione stampata in Italia, a cura dei singoli tipografi.

Biblioteche statali

Sono una cinquantina e ben nove si fregiano del titolo di «nazionale», quando nel resto del mondo di solito è prerogativa di un solo istituto per paese. Per contrastare l’inflazione del termine, le due nazionali di Roma e Firenze sono state battezzate Nazionali centrali e solo a ciascuna di esse va per «diritto di stampa» una copia di ogni pubblicazione stampata in Italia, a cura dei singoli tipografi.

Biblioteche delle università Talvolta dette anche «accademiche» e stimabili sono circa 1.900 e hanno come obiettivo il supporto alla didattica e alla ricerca, sviluppando di conseguenza collezioni specializzate e servizi innovativi.

Biblioteche delle università

Talvolta dette anche «accademiche» e stimabili sono circa 1.900 e hanno come obiettivo il supporto alla didattica e alla ricerca, sviluppando di conseguenza collezioni specializzate e servizi innovativi.

Biblioteche pubbliche In Italia sono causa di equivoci. Quando si definisce 'pubblica' una biblioteca, in tutto il mondo si intende che essa è 'per tutto il pubblico' - una biblioteca è pubblica non semplicemente perché è aperta a tutti, ma perché è 'rivolta a tutti' per il modo di formare le collezioni, di organizzare servizi, e così via - e non solo che quella biblioteca è 'appartenente a un ente pubblico'. All’estero, in particolare nei paesi anglosassoni e scandinavi, è ben consolidato il concetto di «public library» mentre in Italia il corrispettivo sono le «biblioteche pubbliche statali», che nella loro stessa denominazione portano un'etichetta specialistica (biblioteca universitaria, biblioteca medica, biblioteca di archeologia ecc.).

Biblioteche pubbliche

In Italia sono causa di equivoci.

Quando si definisce 'pubblica' una biblioteca, in tutto il mondo si intende che essa è 'per tutto il pubblico' - una biblioteca è pubblica non semplicemente perché è aperta a tutti, ma perché è 'rivolta a tutti' per il modo di formare le collezioni, di organizzare servizi, e così via - e non solo che quella biblioteca è 'appartenente a un ente pubblico'.

All’estero, in particolare nei paesi anglosassoni e scandinavi, è ben consolidato il concetto di «public library» mentre in Italia il corrispettivo sono le «biblioteche pubbliche statali», che nella loro stessa denominazione portano un'etichetta specialistica (biblioteca universitaria, biblioteca medica, biblioteca di archeologia ecc.).

LE BIBLIOTECHE IN RETE: Le biblioteche e il Web Oggigiorno le biblioteche utilizzano il web come finestra di comunicazione agli utenti. Se inizialmente il loro servizio primario era quello informativo, ovvero fornire il documento giusto all’utente giusto al momento giusto al costo giusto, ora subentra la comunicazione, vale a dire che bisogna anche comunicare efficacemente con gli utenti per far loro sapere come, dove e quando potranno entrare in contatto con il documento di cui hanno bisogno.

Oggigiorno le biblioteche utilizzano il web come finestra di comunicazione agli utenti.

Se inizialmente il loro servizio primario era quello informativo, ovvero fornire il documento giusto all’utente giusto al momento giusto al costo giusto, ora subentra la comunicazione, vale a dire che bisogna anche comunicare efficacemente con gli utenti per far loro sapere come, dove e quando potranno entrare in contatto con il documento di cui hanno bisogno.

Il World Wide Web ha cambiato le modalità con le quali le biblioteche offrono i loro servizi, ha abbattuto i muri fisici delle biblioteche di carta, permettendo la creazione di nuovi ambienti informativi nei quali il processo comunicativo evolve nello scambio di oggetti digitali.

Il World Wide Web ha cambiato le modalità con le quali le biblioteche offrono i loro servizi, ha abbattuto i muri fisici delle biblioteche di carta, permettendo la creazione di nuovi ambienti informativi nei quali il processo comunicativo evolve nello scambio di oggetti digitali.

Le caratteristiche di questi nuovi ambienti informativi sono la multimedialità , l’ ipertestualità , l’ integrabilità e l’ interattività . La natura dei linguaggi della rete è l'integrazione di più forme comunicative in un'interfaccia unica ( multimedialità ), inserita in una rete di collegamenti a scala potenzialmente globale ( ipertestualità ), in aggiornamento e accrescimento continuo ( integrabilità ), navigabile secondo rotte disegnate da ciascun utente a seconda degli interessi e delle modalità di accesso ( interattività ).

Le caratteristiche di questi nuovi ambienti informativi sono la multimedialità , l’ ipertestualità , l’ integrabilità e l’ interattività .

La natura dei linguaggi della rete è l'integrazione di più forme comunicative in un'interfaccia unica ( multimedialità ), inserita in una rete di collegamenti a scala potenzialmente globale ( ipertestualità ), in aggiornamento e accrescimento continuo ( integrabilità ), navigabile secondo rotte disegnate da ciascun utente a seconda degli interessi e delle modalità di accesso ( interattività ).

ALCUNI CHIARIMENTI TERMINOLOGICI Bibliografia Ogni bibliografia, ovvero ogni elenco di documenti descritti senza considerare la loro localizzazione fisica, costituisce in un certo senso una «biblioteca virtuale», ovvero una collezione solo ideale, astratta, di documenti. Biblioteca della realtà virtuale È la futuribile virtual reality library, la «biblioteca virtuale» in senso stretto, con cui si potrà accedere via Rete, a simulazioni tridimensionali realistiche e interattive degli scaffali, dei libri e perfino dei bibliotecari e degli altri utenti. Biblioteca della realtà artificiale Una versione attenuata della precedente, che non utilizza caschi, guanti e tute da indossare ma solo lo schermo del computer e altri dispositivi non intrusivi.

Bibliografia

Ogni bibliografia, ovvero ogni elenco di documenti descritti senza considerare la loro localizzazione fisica, costituisce in un certo senso una «biblioteca virtuale», ovvero una collezione solo ideale, astratta, di documenti.

Biblioteca della realtà virtuale

È la futuribile virtual reality library, la «biblioteca virtuale» in senso stretto, con cui si potrà accedere via Rete, a simulazioni tridimensionali realistiche e interattive degli scaffali, dei libri e perfino dei bibliotecari e degli altri utenti.

Biblioteca della realtà artificiale

Una versione attenuata della precedente, che non utilizza caschi, guanti e tute da indossare ma solo lo schermo del computer e altri dispositivi non intrusivi.

Biblioteca multimediale Detta anche biblioteca ibrida o mediateca, è una biblioteca «materiale» in cui tutti i documenti tradizionali ed elettronici prodotti dalla tecnologia contemporanea vengono conservati, catalogati e messi a disposizione degli utenti. Biblioteca digitale È una biblioteca «immateriale», in cui vengono conservati e resi disponibili esclusivamente documenti digitali (originali o convertiti da originali cartacei), gestiti e catalogati elettronicamente. Biblioteca elettronica Detta anche biblioteca automatizzata o informatizzata, è una biblioteca «materiale», in cui la catalogazione e la gestione dei documenti messi a disposizione degli utenti viene integralmente effettuata dai bibliotecari su computer.

Biblioteca multimediale

Detta anche biblioteca ibrida o mediateca, è una biblioteca «materiale» in cui tutti i documenti tradizionali ed elettronici prodotti dalla tecnologia contemporanea vengono conservati, catalogati e messi a disposizione degli utenti.

Biblioteca digitale

È una biblioteca «immateriale», in cui vengono conservati e resi disponibili esclusivamente documenti digitali (originali o convertiti da originali cartacei), gestiti e catalogati elettronicamente.

Biblioteca elettronica

Detta anche biblioteca automatizzata o informatizzata, è una biblioteca «materiale», in cui la catalogazione e la gestione dei documenti messi a disposizione degli utenti viene integralmente effettuata dai bibliotecari su computer.

Virtual reference desk Detti anche metapage, hub, virtual reference room, electronic reference desk, sono costituiti da pagine Web che raccolgono, ordinano e talvolta valutano e commentano dei link ai principali strumenti disponibili in Rete relativamente a una determinata disciplina o argomento o alla ricerca su Internet in generale. Webspace bibliotecario Detto anche website o sito Web della biblioteca, è costituito da una serie di pagine html che contengono tutte le notizie relative a una determinata biblioteca «materiale». A volte comprende anche l’accesso all’Opac della biblioteca stessa.

Virtual reference desk

Detti anche metapage, hub, virtual reference room, electronic reference desk, sono costituiti da pagine Web che raccolgono, ordinano e talvolta valutano e commentano dei link ai principali strumenti disponibili in Rete relativamente a una determinata disciplina o argomento o alla ricerca su Internet in generale.

Webspace bibliotecario

Detto anche website o sito Web della biblioteca, è costituito da una serie di pagine html che contengono tutte le notizie relative a una determinata biblioteca «materiale». A volte comprende anche l’accesso all’Opac della biblioteca stessa.

FUNZIONI DEI WEBSPACE BIBLIOTECARI Funzione informativa Il webspace bibliotecario dichiara “l’esistenza in vita” della biblioteca, fornendo notizie sulle modalità di accesso e di servizio. Funzione di reference Fornisce l’accesso guidato ad alcune risorse Internet, sotto forma di semplici bookmarks o di itinerari su temi specifici. Funzione interattiva L’utente richiede documenti, dice la sua in merito ai servizi, propone libri da acquistare, dà il proprio sostegno a campagne d’opinione, chiede e ottiene consulenza, alimenta e utilizza il canale del quick reference

Funzione informativa

Il webspace bibliotecario dichiara “l’esistenza in vita” della biblioteca, fornendo notizie sulle modalità di accesso e di servizio.

Funzione di reference

Fornisce l’accesso guidato ad alcune risorse Internet, sotto forma di semplici bookmarks o di itinerari su temi specifici.

Funzione interattiva

L’utente richiede documenti, dice la sua in merito ai servizi, propone libri da acquistare, dà il proprio sostegno a campagne d’opinione, chiede e ottiene consulenza, alimenta e utilizza il canale del quick reference

REPERTORI DI WEBSPACE BIBLIOTECARI I siti di carattere bibliotecario accessibili attraverso Internet sono ormai molte migliaia di varia rappresentatività. Quelli Americani sono i migliori mentre in Italia ricordiamo quello del Politecnico di TO. La rete fornisce ai suoi utenti diversi 'repertori' di siti bibliotecari, che possono essere consultati per scoprire l'indirizzo di rete della biblioteca che si sta cercando (posto che ne abbia uno), o per individuare quali biblioteche in una certa area geografica siano dotate di servizi in rete. Tra questi: http://www.yahoo.com/Reference/Libraries/ http://directory.google.com/Top/Reference/Libraries/ http://sunsite.berkeley.edu/Libweb/ http://wwwbiblio.polito.it/it/documentazione/biblioit.html

I siti di carattere bibliotecario accessibili attraverso Internet sono ormai molte migliaia di varia rappresentatività.

Quelli Americani sono i migliori mentre in Italia ricordiamo quello del Politecnico di TO. La rete fornisce ai suoi utenti diversi 'repertori' di siti bibliotecari, che possono essere consultati per scoprire l'indirizzo di rete della biblioteca che si sta cercando (posto che ne abbia uno), o per individuare quali biblioteche in una certa area geografica siano dotate di servizi in rete.

Tra questi:

http://www.yahoo.com/Reference/Libraries/

http://directory.google.com/Top/Reference/Libraries/

http://sunsite.berkeley.edu/Libweb/

http://wwwbiblio.polito.it/it/documentazione/biblioit.html

IL WEB NELLE BIBLIOTECHE L'incontro tra Internet e biblioteche, che ha ormai una storia assai lunga, è stato favorito dal radicamento della rete nel mondo universitario statunitense. Gli Stati Uniti, infatti, hanno un enorme patrimonio di biblioteche, tra cui spiccano le biblioteche universitarie, tradizionalmente dotate di servizi al pubblico assai avanzati ed efficienti. In generale, si deve rilevare che il fenomeno Internet ha suscitato nel mondo bibliotecario un vasto interesse anche al di fuori degli Stati Uniti.

L'incontro tra Internet e biblioteche, che ha ormai una storia assai lunga, è stato favorito dal radicamento della rete nel mondo universitario statunitense. Gli Stati Uniti, infatti, hanno un enorme patrimonio di biblioteche, tra cui spiccano le biblioteche universitarie, tradizionalmente dotate di servizi al pubblico assai avanzati ed efficienti. In generale, si deve rilevare che il fenomeno Internet ha suscitato nel mondo bibliotecario un vasto interesse anche al di fuori degli Stati Uniti.

SERVIZI DELLE BIBLIOTECHE VIA WEB Internet offre oggi una notevole quantità di servizi di tipo bibliotecario rivolti al pubblico generico e ad una utenza professionale: servizi di informazione al pubblico basati sul Web (informazioni sulla biblioteca e virtual reference desk) servizi di consultazione on-line dei cataloghi informatici di singole biblioteche o di gruppi di biblioteche (cataloghi individuali e collettivi) servizi di distribuzione selettiva di documenti (document delivery) e prestito inter-bibliotecario servizi speciali di informazione e di supporto per i professionisti del settore bibliotecario servizi di biblioteca digitale

Internet offre oggi una notevole quantità di servizi di tipo bibliotecario rivolti al pubblico generico e ad una utenza professionale:

servizi di informazione al pubblico basati sul Web (informazioni sulla biblioteca e virtual reference desk)

servizi di consultazione on-line dei cataloghi informatici di singole biblioteche o di gruppi di biblioteche (cataloghi individuali e collettivi)

servizi di distribuzione selettiva di documenti (document delivery) e prestito inter-bibliotecario

servizi speciali di informazione e di supporto per i professionisti del settore bibliotecario

servizi di biblioteca digitale

IL WORLD WIDE WEB E LA RICERCA BIBLIOGRAFICA IN INTERNET: METODI E STRUMENTI Non rappresenta la totalità di quanto è disponibile in rete (esclude: mailing list, newsgroup, server ftp, OPAC, libri e periodici elettronici in formato pdf, file audio e video, formati sgml e xml, mondo peer to peer). L'espressione "Invisible web" indica le risorse impenetrabili /irrecuperabile dai motori di ricerca. Fino a non molto tempo fa l'Invisible web era molto ampio, perche' i motori di ricerca non erano in grado di cercare i file in formati tipo .doc o .pdf, ne' i contenuti dei data base, ne' i file di immagini, audio e video.

Non rappresenta la totalità di quanto è disponibile in rete

(esclude: mailing list, newsgroup, server ftp, OPAC, libri e periodici elettronici in formato pdf, file audio e video, formati sgml e xml, mondo peer to peer).

L'espressione "Invisible web" indica le risorse impenetrabili /irrecuperabile dai motori di ricerca. Fino a non molto tempo fa l'Invisible web era molto ampio, perche' i motori di ricerca non erano in grado di cercare i file in formati tipo .doc o .pdf, ne' i contenuti dei data base, ne' i file di immagini, audio e video.

Ormai i formati .pdf, .doc, .ppt etc. sono indicizzati e ricercati da tutti i motori di ricerca. Anche rispetto alla ricerca e indicizzazione delle immagini, dei video, delle mailing list tutti i motori di ricerca hanno fatto enormi passi avanti. Dunque, tutte queste risorse stanno diventando meno invisibili, grazie all'evoluzione dei motori di ricerca. I motori stanno iniziando a cercare anche all'interno dei data base. Anzi si potrebbe dire che proprio questo è attualmente il settore in cui i motori di ricerca stanno investendo di più. Un esempio sono i nuovi servizi sperimentali di Google: Google Scholar: http://scholar.google.com/ Google Book: http://books.google.com/

Ormai i formati .pdf, .doc, .ppt etc. sono indicizzati e ricercati da tutti i motori di ricerca. Anche rispetto alla ricerca e indicizzazione delle immagini, dei video, delle mailing list tutti i motori di ricerca hanno fatto enormi passi avanti. Dunque, tutte queste risorse stanno diventando meno invisibili, grazie all'evoluzione dei motori di ricerca.

I motori stanno iniziando a cercare anche all'interno dei data base. Anzi si potrebbe dire che proprio questo è attualmente il settore in cui i motori di ricerca stanno investendo di più.

Un esempio sono i nuovi servizi sperimentali di Google:

Google Scholar: http://scholar.google.com/

Google Book: http://books.google.com/

INFORMATION RETRIEVAL Insieme di tecniche utilizzate per il recupero mirato dell’informazione elettronica. In senso stretto, indica i linguaggi di interrogazione basati sui comandi testuali tipici delle banche dati commerciali online e impiegati anche in altri contesti (banche dati su Cd-rom, cataloghi automatizzati di biblioteche, motori di ricerca ecc.).

Insieme di tecniche utilizzate per il recupero mirato dell’informazione elettronica. In senso stretto, indica i linguaggi di interrogazione basati sui comandi testuali tipici delle banche dati commerciali online e impiegati anche in altri contesti (banche dati su Cd-rom, cataloghi automatizzati di biblioteche, motori di ricerca ecc.).

LINGUAGGI DI INTERROGAZIONE: OPERATORI BOOLEANI Esistono numerosi linguaggi di interrogazione nonostante gli sforzi per diffondere linguaggi standard. Ci sono delle funzionalità costanti, per esempio gli operatori booleani , ovvero strumenti per ampliare la ricerca e quindi aumentare il richiamo o per ristringere la ricerca e quindi aumentare la precisione: Intersezione (AND o +) Unione (OR) Complemento (NOT) Esclusione (XOR) Operatori relazionali (valori > < = a quello cercato) - Operatori di prossimità (SAME) (NEAR) (ADJ o WITH)

Esistono numerosi linguaggi di interrogazione nonostante gli sforzi per diffondere linguaggi standard.

Ci sono delle funzionalità costanti, per esempio gli operatori booleani , ovvero strumenti per ampliare la ricerca e quindi aumentare il richiamo o per ristringere la ricerca e quindi aumentare la precisione:

Intersezione (AND o +)

Unione (OR)

Complemento (NOT)

Esclusione (XOR)

Operatori relazionali (valori > < = a quello cercato)

- Operatori di prossimità

(SAME) (NEAR) (ADJ o WITH)

Intersezione (AND o +) Per rintracciare i record che soddisfano entrambi i criteri richiesti.

Unione (OR) Per rintracciare i record che soddisfano almeno uno dei criteri richiesti.

Complemento (NOT) Per rintracciare i record che soddisfano un determinato criterio escludendo quelli che però ne soddisfano un altro.

Esclusione (XOR) Per rintracciare i record che soddisfano esclusivamente uno solo dei criteri richiesti.

ALCUNI CHIARIMENTI TERMINOLOGICI Richiamo : misura la capacità di recuperare tutti i documenti pertinenti (ovvero considerati rilevanti rispetto all’obiettivo della ricerca) presenti nell’archivio interrogato Precisione : misura la capacità di recuperare soltanto i documenti pertinenti Aumentando il richiamo diminuisce la precisione e viceversa. È quasi sempre impossibile recuperare in un sol colpo tutti e soltanto i documenti pertinenti contenuti in una determinata banca dati.

Richiamo :

misura la capacità di recuperare tutti i documenti pertinenti (ovvero considerati rilevanti rispetto all’obiettivo della ricerca) presenti nell’archivio interrogato

Precisione :

misura la capacità di recuperare soltanto i documenti pertinenti

Aumentando il richiamo diminuisce la precisione e viceversa.

È quasi sempre impossibile recuperare in un sol colpo tutti e soltanto i documenti pertinenti contenuti in una determinata banca dati.

ALTRE STRATEGIE DI RICERCA Caratteri jolly per sostituire un numero indeterminato di caratteri a destra o a sinistra nella parola (troncamento): es. biblio*, per biblioteca, bibliofilia, bibliografia ecc. Mascheramento di un numero determinato di caratteri all’interno della parola: es. ban?a, per banda o banca Ricerca esatta di frasi complesse poste fra virgolette Uso di filtri per lingua, data e luogo di pubblicazione Assegnazione di un peso diverso ai termini della ricerca (su 3 termini, il primo sarà più importante) Search o query: a un comando dell’utente la risposta è un insieme di record che soddisfano le condizioni richieste Scanning o browsing: scorrimento di liste alfabetiche lineari di intestazioni corrispondenti a un determinato punto di accesso Navigating: navigazione ipertestuale che permette di partire da un singolo elemento della scheda recuperata per svolgere nuove ricerche senza dover ritornare ogni volta alla maschera o al menu iniziale

Caratteri jolly per sostituire un numero indeterminato di caratteri a destra o a sinistra nella parola (troncamento): es. biblio*, per biblioteca, bibliofilia, bibliografia ecc.

Mascheramento di un numero determinato di caratteri all’interno della parola: es. ban?a, per banda o banca

Ricerca esatta di frasi complesse poste fra virgolette

Uso di filtri per lingua, data e luogo di pubblicazione

Assegnazione di un peso diverso ai termini della ricerca (su 3 termini, il primo sarà più importante)

Search o query: a un comando dell’utente la risposta è un insieme di record che soddisfano le condizioni richieste

Scanning o browsing: scorrimento di liste alfabetiche lineari di intestazioni corrispondenti a un determinato punto di accesso

Navigating: navigazione ipertestuale che permette di partire da un singolo elemento della scheda recuperata per svolgere nuove ricerche senza dover ritornare ogni volta alla maschera o al menu iniziale

OPAC: On-line Public Access Catalog Sono i cataloghi bibliotecari elettronici che a partire dagli anni Ottanta alcune biblioteche statunitensi avevano deciso di rendere consultabili in Rete. Non tutte le biblioteche hanno automatizzato i propri cataloghi e quelle che lo hanno fatto raramente sono riuscite a recuperare retrospettivamente anche tutte le vecchie schede cartacee, convertendole in formato elettronico. Gli OPAC dunque comprendono tutti i documenti acquisiti dal momento in cui la biblioteca ha iniziato a catalogare elettronicamente più tutti i fondi acquisiti precedentemente che sono già stati recuperati.

Sono i cataloghi bibliotecari elettronici che a partire dagli anni Ottanta alcune biblioteche statunitensi avevano deciso di rendere consultabili in Rete. Non tutte le biblioteche hanno automatizzato i propri cataloghi e quelle che lo hanno fatto raramente sono riuscite a recuperare retrospettivamente anche tutte le vecchie schede cartacee, convertendole in formato elettronico.

Gli OPAC dunque comprendono tutti i documenti acquisiti dal momento in cui la biblioteca ha iniziato a catalogare elettronicamente più tutti i fondi acquisiti precedentemente che sono già stati recuperati.

ALCUNI CHIARIMENTI TERMINOLOGICI Opac remoto Lo stesso catalogo ma reso interrogabile via Internet o tramite altre reti agli utenti remoti, senza bisogno di recarsi fisicamente presso la biblioteca. Opac locale È il catalogo elettronico della biblioteca, disponibile per la consultazione esclusivamente agli utenti in locale. Opal (Online public access library) È il futuribile catalogo elettronico della biblioteca digitale, che associa ad ogni record bibliografico anche l’intero contenuto testuale o multimediale del documento corrispondente.

Opac remoto

Lo stesso catalogo ma reso interrogabile via Internet o tramite altre reti agli utenti remoti, senza bisogno di recarsi fisicamente presso la biblioteca.

Opac locale

È il catalogo elettronico della biblioteca, disponibile per la consultazione esclusivamente agli utenti in locale.

Opal (Online public access library)

È il futuribile catalogo elettronico della biblioteca digitale, che associa ad ogni record bibliografico anche l’intero contenuto testuale o multimediale del documento corrispondente.

È importante distinguere tra OPAC di singole biblioteche e OPAC collettivi. I cataloghi collettivi consentono di scoprire con una sola ricerca che cosa è posseduto in varie biblioteche. OPAC collettivi integrati Sono i “veri” cataloghi collettivi, nati e organizzati fin dall’inizio come repertorio unico del materiale posseduto da più biblioteche (“ integrati nativi ”) oppure prodotti tramite il riversamento controllato (“ integrati per deduplicazione ”) degli archivi di più OPAC in uno solo. OPAC collettivi cumulati Gli archivi di più OPAC vengono riversati in uno solo, ma senza effettuare lo schiacciamento delle schede identiche in una sola descrizione bibliografica.

È importante distinguere tra OPAC di singole biblioteche e OPAC collettivi.

I cataloghi collettivi consentono di scoprire con una sola ricerca che cosa è posseduto in varie biblioteche.

OPAC collettivi integrati

Sono i “veri” cataloghi collettivi, nati e organizzati fin dall’inizio come repertorio unico del materiale posseduto da più biblioteche (“ integrati nativi ”) oppure prodotti tramite il riversamento controllato (“ integrati per deduplicazione ”) degli archivi di più OPAC in uno solo.

OPAC collettivi cumulati

Gli archivi di più OPAC vengono riversati in uno solo, ma senza effettuare lo schiacciamento delle schede identiche in una sola descrizione bibliografica.

MetaOPAC Detti anche “cataloghi collettivi virtuali”, sono costituiti da un software/motore di ricerca che interroga contemporaneamente vari OPAC, indipendenti fra loro e consultabili anche separatamente. I risultati sono ordinati per intestazione oppure divisi per OPAC di origine. Possono basarsi sulla tecnologia dei meta-motori Web oppure Z39.50 MultiOPAC Consentono di interrogare vari OPAC, separati e indipendenti fra loro, tramite una sola maschera di ricerca, ma in questo caso soltanto uno alla volta, ma ormai il confine rispetto ai MetaOPAC è sottile.

MetaOPAC

Detti anche “cataloghi collettivi virtuali”, sono costituiti da un software/motore di ricerca che interroga contemporaneamente vari OPAC, indipendenti fra loro e consultabili anche separatamente. I risultati sono ordinati per intestazione oppure divisi per OPAC di origine. Possono basarsi sulla tecnologia dei meta-motori Web oppure Z39.50

MultiOPAC

Consentono di interrogare vari OPAC, separati e indipendenti fra loro, tramite una sola maschera di ricerca, ma in questo caso soltanto uno alla volta, ma ormai il confine rispetto ai MetaOPAC è sottile.

BIBLIOTECHE IN RETE E OPAC IN ITALIA SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) È la rete delle biblioteche italiane promossa dall’allora Ministero per i beni culturali e ambientali (MBCA) e dall’allora Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica (MURST). Il progetto, dopo una travagliata storia il cui inizio risale al 1979, è entrato solo nel 1992 nella fase pienamente operativa. Lo scopo è quello di mettere in comunicazione tra loro un certo numero di biblioteche in Italia che aderiscono a SBN, per riunire in seguito in un unico OPAC tutto ciò che esse possiedono. Quante sono le biblioteche che aderiscono e dunque interrogo con SBN? Circa 2.000 Quante sono le biblioteche più importanti in Italia? Circa 15.000

SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale)

È la rete delle biblioteche italiane promossa dall’allora Ministero per i beni culturali e ambientali (MBCA) e dall’allora Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica (MURST). Il progetto, dopo una travagliata storia il cui inizio risale al 1979, è entrato solo nel 1992 nella fase pienamente operativa.

Lo scopo è quello di mettere in comunicazione tra loro un certo numero di biblioteche in Italia che aderiscono a SBN, per riunire in seguito in un unico OPAC tutto ciò che esse possiedono.

Quante sono le biblioteche che aderiscono e dunque interrogo con SBN? Circa 2.000

Quante sono le biblioteche più importanti in Italia?

Circa 15.000

SBN Il sistema SBN quando nacque fu progettato secondo una architettura stellare, a due livelli: POLI: punto di aggregazione di tutte le biblioteche che afferiscono a quel polo. C’è un server, OPAC collettivo, con il database, dove si connettono tutte le biblioteche. Ogni polo è però sostanzialmente autonomo. INDICE: è il polo centrale (ISBN). Mette in comunicazione i poli locali e tutti i database di tutti i poli che vengono riversati nell’indice. Biblioteche e poli, polo e polo, non sono collegati tra loro ma solo con il polo centrale.

Il sistema SBN quando nacque fu progettato secondo una architettura stellare, a due livelli:

POLI: punto di aggregazione di tutte le biblioteche che afferiscono a quel polo. C’è un server, OPAC collettivo, con il database, dove si connettono tutte le biblioteche.

Ogni polo è però sostanzialmente autonomo.

INDICE: è il polo centrale (ISBN). Mette in comunicazione i poli locali e tutti i database di tutti i poli che vengono riversati nell’indice.

Biblioteche e poli, polo e polo, non sono collegati tra loro ma solo con il polo centrale.

Il servizio SBN è suddiviso in più banche dati catalografiche, divise per tipologia di documenti, che vengono incrementate continuamente. Ricordiamo in particolare: la Base dati libro moderno , che è il catalogo dei testi a stampa; contiene al momento oltre 6 milioni di notizie bibliografiche, di cui oltre cinque relative a monografie pubblicate dal 1830 ai giorni nostri, e le restanti tratte da un insieme di 233 mila periodici la Base dati libro antico , che cataloga circa 218 mila testi a stampa editi dall'invenzione della stampa al 1830 la Base dati beni musicali , che contiene le schede relative a circa 485 mila tra edizioni e manoscritti musicali, conservati in cento tra biblioteche e archivi pubblici, ecclesiastici e privati. Edizioni del XVI secolo (Edit 16). Il censimento delle edizioni italiane del XVI secolo, con un progetto chiamato Edit 16 , ha generato un altro archivio. La base dati contiene edizioni stampate tra il 1501 e il 1600 in Italia, in qualsiasi lingua, e all’estero in lingua italiana.

Il servizio SBN è suddiviso in più banche dati catalografiche, divise per tipologia di documenti, che vengono incrementate continuamente.

Ricordiamo in particolare:

la Base dati libro moderno , che è il catalogo dei testi a stampa; contiene al momento oltre 6 milioni di notizie bibliografiche, di cui oltre cinque relative a monografie pubblicate dal 1830 ai giorni nostri, e le restanti tratte da un insieme di 233 mila periodici

la Base dati libro antico , che cataloga circa 218 mila testi a stampa editi dall'invenzione della stampa al 1830

la Base dati beni musicali , che contiene le schede relative a circa 485 mila tra edizioni e manoscritti musicali, conservati in cento tra biblioteche e archivi pubblici, ecclesiastici e privati.

Edizioni del XVI secolo (Edit 16). Il censimento delle edizioni italiane del XVI secolo, con un progetto chiamato Edit 16 , ha generato un altro archivio. La base dati contiene edizioni stampate tra il 1501 e il 1600 in Italia, in qualsiasi lingua, e all’estero in lingua italiana.

ACNP (Archivio Collettivo Nazionale dei Periodici) L’Archivio collettivo nazionale delle pubblicazioni periodiche (Acnp), nato per iniziativa dell'Istituto di Studi sulla Ricerca e Documentazione Scientifica (ISRDS-CNR) nel 1970, è accessibile gratuitamente e in modo molto semplice tramite Web: http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html Questo catalogo serve a verificare quali fra le biblioteche aderenti posseggono un determinato periodico, quali sono le annate effettivamente conservate presso ciascuna di esse, e le eventuali condizioni per la richiesta di fotocopie o scansioni tramite document delivery, oltre a ulteriori informazioni su localizzazione, orari e servizi delle biblioteche.

L’Archivio collettivo nazionale delle pubblicazioni periodiche (Acnp), nato per iniziativa dell'Istituto di Studi sulla Ricerca e Documentazione Scientifica (ISRDS-CNR) nel 1970, è accessibile gratuitamente e in modo molto semplice tramite Web:

http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html

Questo catalogo serve a verificare quali fra le biblioteche aderenti posseggono un determinato periodico, quali sono le annate effettivamente conservate presso ciascuna di esse, e le eventuali condizioni per la richiesta di fotocopie o scansioni tramite document delivery, oltre a ulteriori informazioni su localizzazione, orari e servizi delle biblioteche.

MetaOPAC Azalai italiano (MAI) URL: http://www.aib.it/aib/opac/mai2.htm. È nato nel 1999 con l’esplicito obiettivo di affiancarsi ai due più ampi cataloghi collettivi italiani (Sbn e Acnp). Interroga circa 250 cataloghi e fornisce i risultati divisi per Opac di provenienza, in ordine di velocità della risposta e mantenendo l’aspetto originale delle schede. È possibile diminuire l’inevitabile «rumore» derivante da una ricerca così estesa limitando l’interrogazione alle sole biblioteche di una singola regione, selezionabile anche attraverso un’interfaccia grafica: http://www.aib.it/aib/opac/mai3.htm È possibile utilizzare anche una terza interfaccia «selettiva» (http://www.aib.it/aib/opac/mai.htm) con cui si può creare un proprio set personalizzato di biblioteche (e di tipologie di documenti).

URL: http://www.aib.it/aib/opac/mai2.htm.

È nato nel 1999 con l’esplicito obiettivo di affiancarsi ai due più ampi cataloghi collettivi italiani (Sbn e Acnp). Interroga circa 250 cataloghi e fornisce i risultati divisi per Opac di provenienza, in ordine di velocità della risposta e mantenendo l’aspetto originale delle schede.

È possibile diminuire l’inevitabile «rumore» derivante da una ricerca così estesa limitando l’interrogazione alle sole biblioteche di una singola regione, selezionabile anche attraverso un’interfaccia grafica:

http://www.aib.it/aib/opac/mai3.htm

È possibile utilizzare anche una terza interfaccia «selettiva» (http://www.aib.it/aib/opac/mai.htm) con cui si può creare un proprio set personalizzato di biblioteche (e di tipologie di documenti).

ALEPH È uno dei software per l’automazione dei cataloghi più utilizzato da istituzioni e dalle biblioteche universitarie italiane non aderenti a Sbn, adottato per esempio dalle Università di Bergamo, Calabria, Genova, da vari istituti teologici romani, dall’Accademia della Crusca, dall’Università commerciale «Luigi Bocconi», ma anche RM3, Senato... Un elenco completo degli accessi ai relativi Opac via Web, i cui dati attualmente non confluiscono in un catalogo collettivo, si trova sul sito dell'Associazione degli utenti Aleph (ITALE): http://www.itale.it/CMpro-v-p-3.html

È uno dei software per l’automazione dei cataloghi più utilizzato da istituzioni e dalle biblioteche universitarie italiane non aderenti a Sbn, adottato per esempio dalle Università di Bergamo, Calabria, Genova, da vari istituti teologici romani, dall’Accademia della Crusca, dall’Università commerciale «Luigi Bocconi», ma anche RM3, Senato...

Un elenco completo degli accessi ai relativi Opac via Web, i cui dati attualmente non confluiscono in un catalogo collettivo, si trova sul sito dell'Associazione degli utenti Aleph (ITALE):

http://www.itale.it/CMpro-v-p-3.html

BIBLIOTECHE IN RETE E OPAC IN EUROPA British Library http://www.bl.uk/treasures/gutenberg/homepage.htm COPAC (http://www.copac.ac.uk): è un catalogo collettivo di alcune università britanniche e irlandesi che fornisce un accesso gratuito in Internet agli archivi delle biblioteche appartenenti al Curl (Consortium of university research libraries) (http://www.curl.ac.uk) Progetto Catalogue collectif de France (http://www.ccfr.bnf.fr) riunisce i fondi della Bnf (Bn-Opale), quelli di quasi tutte le biblioteche accademiche francesi (il Sudoc) e gli archivi di circa 50 biblioteche municipali, con il Catalogue des fonds rétroconvertis des bibliothèques municipales (Bmr), per un totale di almeno 15 milioni di documenti.

British Library

http://www.bl.uk/treasures/gutenberg/homepage.htm

COPAC (http://www.copac.ac.uk): è un catalogo collettivo di alcune università britanniche e irlandesi che fornisce un accesso gratuito in Internet agli archivi delle biblioteche appartenenti al

Curl (Consortium of university research libraries) (http://www.curl.ac.uk)

Progetto Catalogue collectif de France (http://www.ccfr.bnf.fr)

riunisce i fondi della Bnf (Bn-Opale), quelli di quasi tutte le biblioteche accademiche francesi (il Sudoc) e gli archivi di circa 50 biblioteche municipali, con il Catalogue des fonds rétroconvertis des bibliothèques municipales (Bmr), per un totale di almeno 15 milioni di documenti.

Per la Germania si segnala il Meta-Opac Karlsruhe virtual catalog (Kvk) al sito http://www.subitodoc.de/, che permette di interrogare, separatamente o cumulativamente, numerosi Opac singoli e collettivi tedeschi e austriaci, oltre ad alcuni Opac anglosassoni e ad alcuni cataloghi di libri in commercio di area germanofona e anglofona. Un altro Meta-Opac limitato ai principali cataloghi tedeschi è messo a disposizione da Subito (http://www.subito-doc.de), il servizio di document delivery promosso dal Ministero tedesco per l’educazione e la ricerca. Per l’Austria si segnala il catalogo collettivo nazionale Bib-O-Pac http://www.bibvb.ac.at

Per la Germania si segnala il

Meta-Opac Karlsruhe virtual catalog (Kvk)

al sito http://www.subitodoc.de/, che permette di interrogare, separatamente o cumulativamente, numerosi Opac singoli e collettivi tedeschi e austriaci, oltre ad alcuni Opac anglosassoni e ad alcuni cataloghi di libri in commercio di area germanofona e anglofona.

Un altro Meta-Opac limitato ai principali cataloghi tedeschi è messo a disposizione da Subito (http://www.subito-doc.de), il servizio di document delivery promosso dal Ministero tedesco per l’educazione e la ricerca.

Per l’Austria si segnala il catalogo collettivo nazionale Bib-O-Pac http://www.bibvb.ac.at

OPAC statunitensi Library of Congress: è disponibile l'accesso ai cataloghi Lc tramite gateway Z39.50, con indirizzo http://catalog.loc.gov; la seconda interfaccia Web/Z39.50 si trova con indirizzo http://lcweb.loc.gov/z3950/gateway.html#lc Melvyl (http://melvyl.cdlib.org/F/?func=file&file_name=find-b&local_base=cdl90): costituisce un altro grande punto di riferimento internazionale per la ricerca bibliografica; comprende più di 9 milioni di titoli, corrispondenti a quasi 14 milioni di pezzi appartenenti alla California State library e a tutte le biblioteche dei 9 Campus del Sistema dell'Università della California.

OPAC statunitensi

Library of Congress: è disponibile l'accesso ai cataloghi Lc tramite gateway Z39.50, con indirizzo http://catalog.loc.gov;

la seconda interfaccia Web/Z39.50 si trova con indirizzo http://lcweb.loc.gov/z3950/gateway.html#lc

Melvyl (http://melvyl.cdlib.org/F/?func=file&file_name=find-b&local_base=cdl90):

costituisce un altro grande punto di riferimento internazionale per la ricerca bibliografica; comprende più di 9 milioni di titoli, corrispondenti a quasi 14 milioni di pezzi appartenenti alla California State library e a tutte le biblioteche dei 9 Campus del Sistema dell'Università della California.

PRESTITO INTERBIBLIOTECARIO E DOCUMENT DELIVERY Le biblioteche con cui si ha più spesso a che fare sono quelle della propria città e del proprio paese, ma in varie occasioni è necessario utilizzare anche le biblioteche straniere e, se possibile, i loro Opac. Libri e articoli non disponibili o difficilmente rintracciabili in Italia possono essere fatti arrivare dall’estero attraverso il prestito interbibliotecario dei documenti originali o la spedizione di loro copie di una parte dell’intero documento (document delivery). Il prestito interbibliotecario è un’operazione che può essere effettuata solo da una biblioteca, mentre la richiesta di una copia a volte può essere fatta direttamente dall’utente, nelle modalità stabilite dalla biblioteca (spese a carico dell’utente). A questa categoria appartengono organizzazioni ed enti che archiviano e spogliano grandi quantità di pubblicazioni periodiche cartacee e che permettono a studiosi o ad altri enti bibliotecari di acquistare singoli articoli, che vengono poi spediti via posta, fax o e-mail, o resi accessibili sul Web.

Le biblioteche con cui si ha più spesso a che fare sono quelle della propria città e del proprio paese, ma in varie occasioni è necessario utilizzare anche le biblioteche straniere e, se possibile, i loro Opac. Libri e articoli non disponibili o difficilmente rintracciabili in Italia possono essere fatti arrivare dall’estero attraverso il prestito interbibliotecario dei documenti originali o la spedizione di loro copie di una parte dell’intero documento (document delivery).

Il prestito interbibliotecario è un’operazione che può essere effettuata solo da una biblioteca, mentre la richiesta di una copia a volte può essere fatta direttamente dall’utente, nelle modalità stabilite dalla biblioteca (spese a carico dell’utente). A questa categoria appartengono organizzazioni ed enti che archiviano e spogliano grandi quantità di pubblicazioni periodiche cartacee e che permettono a studiosi o ad altri enti bibliotecari di acquistare singoli articoli, che vengono poi spediti via posta, fax o e-mail, o resi accessibili sul Web.

CARATTERISTICHE DELLE INFORMAZIONI/RISORSE DOCUMENTARIE IN INTERNET Non bisogna commettere l’errore di scambiare le risorse presenti in Internet con tutta la documentazione esistente, decidendo che ciò che non è disponibile in Rete non esiste o non ha alcun interesse. Fluidità «esterna» In ogni istante nascono nuove risorse e ne scompaiono altrettante, tutte spesso migrano da un indirizzo ad un altro e cambiano rapidamente le proprie caratteristiche quantitative e qualitative. Fossilizzazione Esistono quindi forti rischi di fossilizzazione dell’informazione, cioè di imbattersi in link che non conducono da nessuna parte oppure in documenti che nel frattempo sono stati superati da versioni più recenti, delle quali non viene segnalata l’esistenza.

Non bisogna commettere l’errore di scambiare le risorse presenti in Internet con tutta la documentazione esistente, decidendo che ciò che non è disponibile in Rete non esiste o non ha alcun interesse.

Fluidità «esterna»

In ogni istante nascono nuove risorse e ne scompaiono altrettante, tutte spesso migrano da un indirizzo ad un altro e cambiano rapidamente le proprie caratteristiche quantitative e qualitative.

Fossilizzazione

Esistono quindi forti rischi di fossilizzazione dell’informazione, cioè di imbattersi in link che non conducono da nessuna parte oppure in documenti che nel frattempo sono stati superati da versioni più recenti, delle quali non viene segnalata l’esistenza.

Fluidità «interna» Per una risorsa in Rete, in continua evoluzione, è difficile, spesso impossibile, individuare qualcosa di equivalente alle tradizionali edizioni e versioni cartacee; inoltre le singole sezioni delle risorse più articolate possono spesso essere considerate a tutti gli effetti documenti autonomi. I motori di ricerca accentuano questa tendenza, permettendo l’accesso diretto a singole parti di un sito o di un documento ignorando il contesto. Detestualizzazione Alcuni tipi di risorse sono difficilmente riconducibili al concetto stesso di testo o documento, se non estendendolo oltre i suoi limiti tradizionali e sconfinando ad esempio verso quello di luogo di discussione e di comunità.

Fluidità «interna»

Per una risorsa in Rete, in continua evoluzione, è difficile, spesso impossibile, individuare qualcosa di equivalente alle tradizionali edizioni e versioni cartacee; inoltre le singole sezioni delle risorse più articolate possono spesso essere considerate a tutti gli effetti documenti autonomi. I motori di ricerca accentuano questa tendenza, permettendo l’accesso diretto a singole parti di un sito o di un documento ignorando il contesto.

Detestualizzazione

Alcuni tipi di risorse sono difficilmente riconducibili al concetto stesso di testo o documento, se non estendendolo oltre i suoi limiti tradizionali e sconfinando ad esempio verso quello di luogo di discussione e di comunità.

Delocalizzazione Attualmente la grande maggioranza delle risorse Internet messe a disposizione dei propri utenti dalle biblioteche non viene copiata sui computer delle singole biblioteche, ma resta solo sul calcolatore, remoto, dell’editore o del soggetto che le rende disponibili e che può decidere in qualsiasi momento di modificare il tutto o di non fornire più alcun accesso ad esse. Le biblioteche non svolgono più, in questo caso, quel ruolo di garanti dell’immutabilità e della disponibilità permanente di tutto ciò che viene pubblicato che erano solite svolgere nei confronti dei documenti a stampa.

Delocalizzazione

Attualmente la grande maggioranza delle risorse Internet messe a disposizione dei propri utenti dalle biblioteche non viene copiata sui computer delle singole biblioteche, ma resta solo sul calcolatore, remoto, dell’editore o del soggetto che le rende disponibili e che può decidere in qualsiasi momento di modificare il tutto o di non fornire più alcun accesso ad esse. Le biblioteche non svolgono più, in questo caso, quel ruolo di garanti dell’immutabilità e della disponibilità permanente di tutto ciò che viene pubblicato che erano solite svolgere nei confronti dei documenti a stampa.

Disintermediazione La stampa tipografica richiede notevoli risorse finanziarie e tecnologiche e lunghi tempi di lavorazione. L’editore ha quindi il tempo e l’interesse di verificare attentamente la qualità dei testi da pubblicare, utilizzando a volte anche consulenti e comitati scientifici. Su Internet, invece, chiunque può essere editore di se stesso, pubblicando ciò che preferisce con pochi soldi, in poco tempo e senza controlli di qualità. Il passaggio diretto, senza intermediari, dall’autore al lettore, crea grandi possibilità di democrazia e di aggiornamento in tempo reale delle informazioni, ma rischia di mettere in circolazione anche una grande quantità di informazioni parziali o errate.

Disintermediazione

La stampa tipografica richiede notevoli risorse finanziarie e tecnologiche e lunghi tempi di lavorazione. L’editore ha quindi il tempo e l’interesse di verificare attentamente la qualità dei testi da pubblicare, utilizzando a volte anche consulenti e comitati scientifici. Su Internet, invece, chiunque può essere editore di se stesso, pubblicando ciò che preferisce con pochi soldi, in poco tempo e senza controlli di qualità. Il passaggio diretto, senza intermediari, dall’autore al lettore, crea grandi possibilità di democrazia e di aggiornamento in tempo reale delle informazioni, ma rischia di mettere in circolazione anche una grande quantità di informazioni parziali o errate.

Omogeneizzazione La posta elettronica e le pagine Web utilizzano tecnologie troppo recenti, che non hanno ancora determinato lo sviluppo di quella vasta gamma di tipologie grafiche e di presentazione, tipiche dell’editoria cartacea, che permettono all’utente di orientarsi fra prodotti di taglio diverso. In edicola, in libreria e in biblioteca tutti noi sappiamo istintivamente riconoscere (dopo secoli di storia della stampa e anni di letture personali) i prodotti editoriali più sofisticati da quelli più dozzinali. In Rete invece la pagina Web o la mail dell’autorevole esperto possono somigliare moltissimo a quella amatoriale di un teenager. Saper riconoscere in Rete le fonti di informazione realmente pertinenti e affidabili è tutt’altro che banale; per far questo occorre maturare un po’ di esperienza e, nel dubbio, affidarsi a buoni repertori, manuali, recensioni e bravi bibliotecari.

Omogeneizzazione

La posta elettronica e le pagine Web utilizzano tecnologie troppo recenti, che non hanno ancora determinato lo sviluppo di quella vasta gamma di tipologie grafiche e di presentazione, tipiche dell’editoria cartacea, che permettono all’utente di orientarsi fra prodotti di taglio diverso. In edicola, in libreria e in biblioteca tutti noi sappiamo istintivamente riconoscere (dopo secoli di storia della stampa e anni di letture personali) i prodotti editoriali più sofisticati da quelli più dozzinali. In Rete invece la pagina Web o la mail dell’autorevole esperto possono somigliare moltissimo a quella amatoriale di un teenager. Saper riconoscere in Rete le fonti di informazione realmente pertinenti e affidabili è tutt’altro che banale; per far questo occorre maturare un po’ di esperienza e, nel dubbio, affidarsi a buoni repertori, manuali, recensioni e bravi bibliotecari.

Tutti i documenti dovrebbero essere: ben scritti o almeno privi di errori ortografici graficamente eleganti o comunque dotati di un design non eccessivamente disordinato obiettivi e mai smaccatamente tendenziosi pubblicamente accessibili e preferibilmente archiviati a lungo termine da istituzioni affidabili periodicamente aggiornati a cadenze regolari e in ogni caso specificate. Se il documento da valutare è digitale, intervengono ulteriori fattori specifici: la sua compatibilità con le attrezzature (hardware e software) disponibili il formato in cui testi, immagini e suoni vengono resi disponibili

Tutti i documenti dovrebbero essere:

ben scritti o almeno privi di errori ortografici

graficamente eleganti o comunque dotati di un design non eccessivamente disordinato

obiettivi e mai smaccatamente tendenziosi

pubblicamente accessibili e preferibilmente archiviati a lungo termine da istituzioni affidabili

periodicamente aggiornati a cadenze regolari e in ogni caso specificate.

Se il documento da valutare è digitale, intervengono ulteriori fattori specifici:

la sua compatibilità con le attrezzature (hardware e software) disponibili

il formato in cui testi, immagini e suoni vengono resi disponibili

STRUMENTI PER LA RICERCA DI INFORMAZIONI WWW Indici web per parola (detti anche motori di ricerca o search engines) Indici web per argomento (detti anche directories o subject trees) Virtual reference desk Indici web specializzati Meta-indici web Portali

Indici web per parola

(detti anche motori di ricerca o search engines)

Indici web per argomento

(detti anche directories o subject trees)

Virtual reference desk

Indici web specializzati

Meta-indici web

Portali

Indici web per parola (motori di ricerca) Grazie ad appositi programmi raccolgono automaticamente in grandi archivi centinaia di milioni di pagine web e permettono di individuare al loro interno tutte le occorrenze di uno o più termini digitati nella maschera. I principali: Google A9 http://wwwa9.com/ AllTheWeb AltaVista

Grazie ad appositi programmi raccolgono automaticamente in grandi archivi centinaia di milioni di pagine web e permettono di individuare al loro interno tutte le occorrenze di uno o più termini digitati nella maschera.

I principali:

Google

A9 http://wwwa9.com/

AllTheWeb

AltaVista

È fondamentale il criterio utilizzato dal motore per effettuare l’ordinamento ( ranking ) dei risultati. Il criterio pi

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